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Il mostro di Lunedì 11 Gennaio 2010
Che mondo sarebbe senza LA PLASTICA?
 
 
Perchè questo mostro è stato proposto?

Mi sono chiesto: "e se domani mi svegliassi e nel mondo non ci fosse più la plastica?". Poi mi sono guardato intorno ed ho capito che sarebbero scomparsi la totalità degli oggetti che mi circondano! Senza la plastica non possiamo più vivere ma qualcosa dobbiamo pur fare per evitare che la Terra diventi una enorme pattumiera. Seguono delle idee pratiche su come agire per difenderci dall'invasione di questo materiale.


Monster's Blog
Scritto da webmonster il 11/01/10
 

E' da tempo che tra i miei buoni propositi c'è il bere ogni giorno almeno un litro d'acqua durante l'orario di lavoro costringendo i miei reni agli straordinari!
Me lo ricorda quotidianamente una piccola ed innocua bottiglia di plastica, un souvenir presente sulla mia scrivania dell'ufficio che fa compagnia allo scatolo dei fogli di carta riciclata, al telefono tutto-fare, al piccolo calendario di Frate Indovino che ogni giorno mi illumina con i suoi saggi consigli, al cellulare, palmare e all'insostituibile computer.
Mia moglie Lisa è insegnante e viaggia sempre con la sua fedele riserva di acqua in borsa.
Chi usa la voce per lavoro poi necessita di bere con maggior frequenza e lei, come tutti gli insegnanti, deve urlare per catturare l'attenzione della platea di ragazzi sempre più distratti. Confido che quando accompagno Lisa a scuola resto esterrefatto; forse il mio stupore nasce dall'idea che conservo della scuola, un ambiente che dovrebbe essere rispettoso del ruolo dei professori e della cultura (!) ed invece sembra un mercato in cui regna l'anarchia e nel quale gli insegnanti sono costretti a perdere più tempo per tenere a bada gli studenti che ad approfondire la didattica che è, per forza di cose, scivolata in secondo piano.
Ma questo è un discorso che approfondirò in un altro post, torniamo alla plastica, croce e delizia dei nostri tempi.
Oggi sembra quasi inimmaginabile privarci di questo materiale.
Ma proprio per la sua diffusione universale nelle città, in montagna, nelle campagne, al mare ... praticamente ovunque ... e per la sua indistruttibilità è necessario riciclare la maggior percentuale di plastica, non c'è alternativa, ognuno nel suo piccolo deve fare qualcosa altrimenti l'ambiente sarà invaso letteralmente da questa sostanza.
Seguono alcune idee su cosa fare concretamente ogni giorno per combattere questa invasione.

 

 

E' di qualche settimana fa la notizia che alcuni campidogli sono morti sulle coste della Puglia perchè hanno ingerito materiali di plastica, forse scambiati per i calamari, il cibo di cui si nutrono. (leggi l'articolo su Repubblica.it).

Mi sono posto questo quesito: e se domani ci svegliassimo in un mondo senza plastica?!?

Anche se ci sforzassimo non riusciremmo ad immaginare un pianeta privo di questa sostanza, oramai è onnipresente nella nostra vita (basta guardarsi intorno!) sia nei piccoli oggetti che ci circondano a casa o al lavoro sia nelle grandi infrastrutture o mezzi di comunicazione di ogni genere. Si può affermare che la plastica è un elemento insostituibile dell'economia mondiale.

Non possiamo più farne a meno ed allora come evitare di trasformare il nostro pianeta in una enorme pattumiera?

La risposta è semplice e complicata allo stesso tempo, dipende dalla nostra educazione civica: occorre un comportamento virtuoso ed un'educazione che rispetti l'ambiente.
In cosa si traduce concretamente questa affermazione?
Ecco una serie di semplici gesti quotidiani che oramai fanno parte delle mie abitudini:

  • la plastica non va mai buttata nella pattumiera ma sempre riciclata negli appositi contenitori
  • se nei luoghi che frequentiamo non sono presenti i cassonetti per la raccolta differenziata occorre richiederli oppure conservare il materiale in buste da portare nel più vicino raccoglitore predisposto o isola ecologica
  • adoperare una busta di tela per la spesa quotidiana da avere sempre con se (ad esempio, io ce l'ho in macchina)
  • rifiutare la busta di plastica dai negozianti spiegando loro i motivi ed invitandoli a diffondere le buste di tela per i loro clienti
  • ricordarsi che si può anche portare la merce acquistata senza busta (ad esempio i medicinali comprati in farmacia)
  • preferire i prodotti conservati in vetro a quelli in plastica
  • diffondere la raccolta differenziata in famiglia e presso tutti i conoscenti che non separano correttamente i rifiuti.

Questi semplici consigli in realtà non rappresentano nessun comportamento virtuoso ma dovrebbero essere gesti naturali per ognuno di noi e difatti lo sono per moltissime persone.
In molte città italiane i dati della raccolta differenziata però non sono ancora eccellenti, soprattutto ahimè al Sud dove il problema dei rifiuti è ancora lontano dalla soluzione finale.
Però, a parte le colpe ed i ritardi delle Istituzioni, ciò che sicuramente deve cambiare è il nostro atteggiamento culturale nei confronti dell'ambiente e sono sicuro che, come me, ci sono moltissimi uomini e donne che se avvistano una bottiglia di plastica nella spazzatura indifferenziata oppure su una spiaggia o in un bel prato verde si indignano e soprattutto la raccolgono sapendo che il mondo si migliora dando il buon esempio senza l'alibi dell'altrui menefreghismo.


Seguono alcuni dati statistici per utili riflessioni:

In un sacchetto di spazzatura reperiamo mediamente: 29% di materiale organico decomponibile, 28% di carta, 16% di materiale plastico, 11% di polveri e ceneri, 8% di vetro, 4% di metalli, 4% di stracci e legno. Di questi materiali quasi il 90% sono riutilizzabili con guadagno economico diretto, a parte il considerevole risparmio di risorse per la diminuzione della massa di rifiuti da smaltire.

Ogni tonnellata di carta riciclata consente di risparmiare 14 alberi di alto fusto, 300 -400 tonnellate di acqua e 800 kilowatt di elettricità corrispondenti a 200 - 300 litri di petrolio

Attualmente una busta di plastica viene adoperata per 20 – 30 minuti, per portare merce dal negozio a casa, mentre la natura per disintegrarla impiega circa 1000 anni!

Il vetro deve essere preferito sempre ai contenitori di plastica, perché non altera il sapore né l’odore dei cibi e può essere facilmente riutilizzato o riciclato. Per fabbricarlo occorrono un elevato consumo sia di energia che di materie prime, oltre alla distruzione di boschi e monti per aprire nuove cave. Esso rappresenta una quota significativa (8%) dell’immondizia e se disperso nell’ambiente impiega 4000 anni per decomporsi.

Per distruggere un sacchetto di plastica la natura impiega 1000anni, 450 per un pannolino, 50 per una lattina e 5 per una gomma da masticare.

L'alluminio delle lattine viene quasi completamente recuperato. Per fare una lattina nuova occorre solo il 5% dell'energia che servirebbe se si partisse dalla bauxite, il materiale dal quale si ottiene l‘alluminio e che l’Italia importa in grande quantità. Inoltre con 500 lattine si può costruire una bicicletta.

Un barattolo di latta resta nell'ambiente per almeno 50 anni.
Un tovagliolo di carta resta nell'ambiente per 4 settimane e un foglio di giornale 6 settimane.

 
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Bacheca (3 commenti)
 
14:20

senza plastica non si può ormai più vivere. impariamo a riciclarla e a farne un buon uso, SENNO' DOVREMO RINUNCIARVI E PAGARE DI PIù IL MATERIALE CHE LA VA A SOSTITUIRE. esempio una felpa di pile costa sicuramente meno di un maglione di lana e le scarpe da ginnastica con la suola di gomma costano meno di quelle con la suola di cuoio, anche se poi alcuni marchi vendono comunque cara la loro merce di plastica....

 
13:43

La plastica serve, siamo noi persone a nn saperla usare bene, la cosa + importante da fare è riciclarla la seconda è quella di usarla in modo giusto, come il fatto delle buste, ank'io preferisco quelle di tela, comunque senza plastica x come è abituato l'uomo non sarebbe molto comodo.

 
10:57

nel grande centro commerciale in cui vado qualche volta a far la spesa ora usano le buste biodegradabili che già rappresentano un passo avanti rispetto a quelle di plastica. Anche io preferisco cmq la BUSTA DI TELA per la mia spesa

 
 
 
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