Usare con una certa frequenza la parola "IO" in un discorso è sintomo di egocentrismo, cioè il voler rimarcare le geste personali per evidenzare le proprie doti.
Nel mondo del lavoro trovo questo atteggiamento molto diffuso; si sa, per far carriera ci si deve mettere in luce a discapito degli altri (io ho fatto questo, io ho risolto questo problema ...).
In politica l'egocentrismo è la parola d'ordine. Eppure i politici dovrebbero essere al servizio della collettività, invece è l'opposto.
Usano la politica per scopi personali.
In televisione il conduttore dovrebbe essere solo il tramite tra lo spettacolo ed il pubblico ed invece diventa la star.
Potrei continuare con altri esempi in molti campi ma ciò che mi colpisce maggiormente sono le discussioni tra amici: in un gruppo c'è sempre chi pretende la parola monopolizzando la discussione intorno a se stesso.
Se molti parlano e si sfogano sempre e solo loro significa che tanti altri non hanno la stessa possibilità perchè costretti ad ascoltare.
Ed invece dovremmo essere coscienti che tutti hanno dei problemi da affrontare quotidianamente, chi più chi meno, ognuno ha le sue difficoltà.
Un amico serve anche a questo: ad ascoltare lo sfogo altrui.
E poi dalla mia esperienza posso affermare che quando parla la persona che in genere ascolta è capace di enunciare concetti davvero interessanti e si scoprono tanti aspetti fino ad allora sconosciuti.
D'altronde se non si da la possibilità all'altro di parlare, di confidarsi, non si potrà mai dire veramente di conoscerlo.
Se parliamo sempre e solo noi instauriamo un rapporto a senso unico, si prende senza dare, si spiegano le proprie ragioni senza sentire le altrui e ci si (auto)convince che la verità è dalla nostra parte non ascoltando altre opinioni.
L'unico alibi che concedo agli egocentrici è il seguente: il loro monologo gli è necessario perchè se non parlano loro di se stessi nessuno gli chiederebbe nulla perchè considerati poco interessanti.
Invece, un rapporto tra due persone (amici, partner, colleghi ...) si può definire equilibrato quando nessuno prevalica sull'altro, anche e soprattutto con le parole.
Per capire la posizione altrui a volte è utile il gioco del cambio-di-ruolo: proviamo ad invertire le posizioni? Tu fai me ed io sono te!
Allora si che si capirebbero tante cose ...
Ecco il mio quesito: quante persone conosciamo disposte ad ascoltarci?
Personalmente poche.
Comunque, quando incontro uno di questi personaggi egocentrici mi viene sempre in mente questa freddura:
Dal dottore:
"quando parlo nessuno mi dà retta, nessuno mi ascolta, è come se non esistessi”.
E il dottore: “Avanti il prossimo!”. |