faCCebook.eu - blog di denuncia: il mostro del giorno
Il mostro di Martedì 01 Giugno 2010
Lettera di dimissioni di Maria Luisa Busi al direttore Minzolini
 
 
Perchè questo mostro è stato proposto?

Pubblico la lettera che la giornalista RAI Maria Busi ha inviato al direttore del TG1 e con la quale spiega i motivi delle sue dimissioni da conduttrice del TG delle 20.00, da sempre riferimento per molte famiglie italiane. Io da tempo non seguo il TG1 ma proprio qualche sera fa lo stavo guardando e rimasi stupefatto da due o tre servizi sulle spiagge di Rimini, un tizio da guinness dei primati per non so quale stranezza, lo sport ... ora mi è tutto chiaro. Grazie Busi.


Monster's Blog
Scritto da webmonster il 01/06/10
 

Una scelta difficile ma obbligata 
Caro direttore, ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me - prosegue - una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori. 

 

 

Una volta era il giornale di tutti 

Come ha detto - osserva la giornalista - il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale.
Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perchè è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. 

L'informazione del Tg1 parziale e di parte 

Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte.
Dov'è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perchè negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie.

Dove sono i giovani, i precari, i cassintegrati? 

Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. 

Anche io compro la carta igienica per la scuola di mia figlia 

Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale. 
L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. 

Arricchiamo le sceneggiature dei programmi di satira 

Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale.
Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

I fatti dell'Aquila quando mi gridavano vergogna

I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova.
Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica.

Dissentire non è tradire: punto 1 

Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.
Pertanto: 
1) respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. 

Non sputo nel piatto in cui mangio: punto 2 

Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.
2) Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. 
E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo. 

L'intervista a Repubblica: punto 3 

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di ‘danneggiare il giornale per cui lavoro’, con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto.
I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni.
Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: il tg1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche. Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. 

Gli attacchi de Il Giornale, Libero e Panorama 

Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. 
Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali e via di questo passo.
Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale. Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20.

Serve più rispetto per le notizie, il pubblico e la verità 

Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno. 
Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.

 
[1334 letture]
 
 
Mostri categoria TV e media  Tutti i mostri di Giugno
 Vedi tutti i mostri simili  Raccomanda questo mostro
 Segnala abuso  Persone on-line: 13
 

Il mostro di ieri
(31 Maggio)

 

Il mostro di domani
(02 Giugno)

 
 
Share |
 
 
 
Bacheca (un commento)
 
10:15

leggete Libero di oggi per capire come una notizia può essere "modificata". Ecco il link per il download: http://www.megaupload.com/?d=VKNU84WK

 
 
 
Mostri simili
 
  • 11 Febbraio 2013: Le dimissioni del Papa? Attendo per capire ...
    Commenti: 0
     
  • 29 Giugno 2012: Capodichino, brucia il campo ROM abusivo: tragedia annunciata (e invisibile)
    Commenti: 0
     
  • 05 Giugno 2012: FantaMario, il supereroe nemico dei «mostri»
    Commenti: 0
     
  • 26 Aprile 2012: Campo rom abusivo di Giugliano, muore un bimbo di un mese (l’ipocrisia continua)
    Commenti: 3
     
  • 16 Aprile 2012: Piermario Morosini: dovere di cronaca o pornografia mediatica?
    Commenti: 3
     
  • 13 Aprile 2012: La stanchezza di Cavani? Chiedete al pendolare Mario Rossi
    Commenti: 0
     
  • 19 Marzo 2012: Il diritto negato del parcheggiatore (abusivo)
    Commenti: 5
     
  • 23 Gennaio 2012: La magnifica lettera di separazione di «L'amante di Lady Chatterley»
    Commenti: 0
     
  • 15 Novembre 2011: E se Mario Monti fosse nato a Napoli?
    Commenti: 2
     
  • 25 Ottobre 2011: Mario - Sampras, chi dei due è l'originale?
    Commenti: 6
     
  • 30 Settembre 2011: Napoli, fermata dell'autobus liberata dai rifiuti grazie ad Hamsik e Cavani?
    Commenti: 2
     
  • 27 Settembre 2011: Che strani incontri alla fermata dell'autobus
    Commenti: 4
     
  • 21 Luglio 2011: Maria Valanzano, «mostro in carriera»
    Commenti: 0
     
  • 20 Luglio 2011: «Se non hanno pane, che mangino brioche»: Maria Antonietta o Formigoni?
    Commenti: 3
     
  • 14 Maggio 2011: Berlusconi: «Napoli, stop alle demolizioni case abusive»
    Commenti: 3
     
  • 13 Maggio 2011: Mario Monfrecola, un reporter in «guerra» contro i mostri
    Commenti: 0
     
  • 08 Aprile 2011: Lettera di un bambino leucemico
    Commenti: 1
     
  • 12 Febbraio 2011: 1816, il comune di Sacconago torna indipendente dal comune di Busto Arsizio
    Commenti: 0
     
  • 26 Novembre 2010: Mario Monfrecola: oggi festeggio il mio 40-esimo compleanno!
    Commenti: 10
     
  • 24 Novembre 2010: UnicaChannel, «I Re della Foresta»: Mario Monfrecola parla di faCCebook.eu
    Commenti: 3
     
 

Parole più frequenti

Politica tutti chiuso
mostro lavoro ufficio
elettronica conta centro
Ghedini 2010 Perchè
Vita contro TELEVISIONE
oggi BLOG prima
mangia calcio giorno
quante rifiuti Groucho
pagano Fuochi cosa
Scampia Napoli MOSTRI
figlio mia razzista
NATALE Beni Berlusconi
stilista Antonio Italia
Festa Mondo Terra

Newsletter Collabora Contatti FAQ Diario di bordo 
Seguici
Mario Monfrecola
webmonster
 

 



Risoluzione ottimale: 1152x864 Sito pensato, ideato e realizzato da Mario Monfrecola.
All logos and trademarks in this site are property of their respective owner. The comments are property of their posters, all the rest © 2005 by me.
PHP-Nuke Copyright © 2004 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.10 Secondi