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Il mostro di Giovedì 21 Ottobre 2010
Penne digitali: i gabibbi online ed il citizen journalism
 
 
Perchè questo mostro è stato proposto?

Il citizen-journalism o giornalismo partecipativo è un modo nuovo e innovativo di concepire il mondo dell’informazione, che permetta a chiunque di essere protagonista attivo della notizia. I materiali inviati dai “reporter di strada” permettono spesso di arrivare prima o là dove i media tradizionali non riescono. Anche faCCebook.eu vuole essere un utile strumento per noi gabibbi on-line permettendo la denuncia di fatti e misfatti trascurati dai canali ufficiali.


Monster's Blog
Scritto da webmonster il 21/10/10
 

Ho sempre creduto che la stampa, in una società democratica, dovesse fungere da “controllore” dei poteri forti. Prima la carta stampata e poi la tv e la radio, nel tempo, hanno dimostrato che è possibile un giornalismo di inchiesta e di denuncia. Oggi con la diffusione di Internet è esploso il fenomeno del “citizen-journalism” ovvero del giornalismo partecipativo.
Da Io Reporter di SkyTg24: in America lo chiamano “citizen-journalism”, in Italia giornalismo partecipativo. E’ un modo nuovo e innovativo di concepire il mondo dell’informazione, che infrange le barriere e permette anche alla gente comune di essere protagonista attiva della notizia. I materiali inviati dai “reporter di strada” permettono spesso di arrivare là dove i media tradizionali non riescono. Si pensi ai video amatoriali che hanno documentato lo Tsunami in Indonesia del dicembre del 2004, o quelli del G8 di Genova, uno dei primi esempi di grande copertura “dal basso” nel nostro Paese.

Risulta, quindi, estremamente utile ed interessante l’uso della Rete per denunciare i piccoli e grandi abusi quotidiani che sistematicamente vengono esclusi dalle notizie “ufficiali”. In questo senso, il Web è uno strumento potentissimo a disposizione di chiunque per uno scopo “civico o di servizio”.
Ma cosa si intende per “giornalismo di servizio”?

 

 

Da Penne digitali: Il giornalismo per sua essenza è, o meglio sarebbe, un servizio di tipo sociale reso alla comunità. Purtroppo così non è; la pratica infatti testimonia che alcuni soggetti ed elementi della nostra società tendono ad essere sistematicamente mesi in disparte dalle grandi testate perchè non rientrano in logiche di mercato interessanti. Per risaputi motivi, avvenimenti relativi a persone appartenenti a categorie marginali salgono alla ribalta solo in presenza di eventi gravi o catastrofici, salvo tornare nel dimenticatoio a causa della loro lontananza sociale.
Per giornalismo “sociale o di servizio”, si intende quel settore dell’informazione che si occupa delle problematiche sociali denunciando al contempo disservizi e abusi. Un universo all’interno del quale, ancora una volta, coestino attori professionisti, semiprofessionisti e non professionisti. Infatti, alla figura tradizionale del giornalista professionista si affiancano quella del blogger, del volontario di vario orientamento e formazione, dell’utente singolo che si attiva per una problematica che lo interessa in prima persona ...


Oltre alla parzialità dei canali ufficiali dell’informazione, va aggiunto che in Italia, a differenza del mondo anglosassone, esiste un innegabile legame tra politica, interessi economici e media rendendo faziosi molti giornalisti cosiddetti “professionisti” che invece di denunciare eventuali magagne dei potenti ne diventano complici.
E difatti, da quanto tempo non leggiamo o vediamo un'inchiesta giornalistica italiana degna di questo nome?

Per fortuna, con l’avvento di Internet e con l’evolversi della tecnlogia, i media tradizionali prima gestori unici dell’informazione, ora possono essere saltati da chiunque abbia una videocamera o un telefonino di nuova generazione (Gli strumenti del cybergiornalista), trasformandosi in un possibile “reporter diffuso” pronto a fotografare o inviare su YouTube un video di un misfatto contribuendo così, con la sua testimonianza diretta, a comprendere appieno la verità senza censura.
I siti e blog locali diventano parte di una rete di collegamenti fittissima. Sono includibili nei canali internazionali della notizia, in questo caso in un circuito alternativo. Sono nodi glocali che interagiscono fra loro in tempo reale (Scampia, l'Australia e l’informazione glocale).

Da Penne digitali: se la Rete ha portato una vera rivoluzione nel giornalismo sociale (e non solo) questa è stata proprio il fatto che narrare gli eventi non è più appannaggio dei soli giornalisti e questi ultimi non sono più gli unici gestori del flusso internazionale delle notizie. Molti blog propongono la loro verità da un altro punto di vista.

Cito, a titolo di esempio di giornalismo partecipativo, l’importante contributo che ogni giorno fornisce il sito Internet La Terra dei Fuochi ove vengono pubblicate testimonianze fotografiche e video da tutta la Campania sul tragico fenomeno dei roghi di sostanze pericolose, uno scempio ambientale quotidiano trascurato da TV e giornali.

I cybergiornalisti, dunque, si ergono a sentinella del proprio territorio divenendo di fatto dei “gabibbi online”, giornalisti e non, forti del contatto diretto con gli utenti che l’interattività del web consente e facilita, si ergono a paladini della nuova informazione. Al servizio dei cittadini.
Parola di Ed Hutchinson.

 
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