Antonio P. Beni racconta le disavventure dei Pendolari prendendo spunto dai suoi viaggi quotidiani tra Milano e Vigevano. Beni si pone come paladino di milioni di lavoratori che ogni giorno sono costretti a spostarsi per lavoro. Dai suoi post si alza un urlo di dolore in difesa di tutti i pendolari: AIUTATECI!
Monster's Blog
Scritto da Antonio P. Beni il 14/04/11
Attendere un treno delle ferrovie dello stato non è sempre un'esperienza piacevole, soprattutto quando sbavi la mattina per arrivare in tempo in stazione. Corri gli 800 metri e arrivi in stazione tutto sudato, con i polmoni aperti a "petto di colombo" e il cuore in crisi. Ma non e' solo l'aver gettato al vento la doccia del mattino che ti disturba, è la consapevolezza che hai corso per la gloria, visto che il tuo treno ha 35 minuti di ritardo.
Intorno a te la folla si muove compatta davanti allo schermo che mostra i ritardi. Improvvisamente una voce metallica proclama :"annuncio ritardo, treno 8346 proveniente da Mortara e diretto a Milano porta genova, viaggia con 45 minuti di ritardo, causa guasto al motore..."-
L'annuncio provoca reazioni contrastanti:
-la maggior parte degli studenti esulta
-alcuni uomini si lasciano cadere sulle fredde panchine e iniziano a piangere, anche perche' non hanno notato che la panca era gia' occupata
-altri iniziano a correre alla ricerca di un bus o un auto
-qualcuno bestemmia
-qualcuno, come me, inizia a fissare il vuoto ed a pensare: "perche' dicono. "...il treno viaggia...?" Con 45 minuti di ritardo sarà minimo fermo.... La rottura del motore si intende quella della auto del macchinista?..."
Ci vorrebbe qualcuno che salisse su un pulpito e gridasse "rivoluzione!". Potrebbe passare alla storia come prima sommossa popolare per mancanza di treno e non di pane.
"Ciao, mi chiamo Antonio e sono un pendolare"
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