Molti adulti trattano con sufficienza i bimbi, supponendo che le loro richieste siano spesso dovute a capricci o parole senza un significato preciso. Per uno di quei giochi impossibili del cervello, mi è tornata in mente una vecchia barzelletta che raccontava mio zio Gianni quando ero piccolo. Allora non capivo il significato, oggi che sono un adulto-papà l'apprezzo appieno. Sarà banale ma a me sembra che abbia un significato da non sottovalutare. PS: la foto sembra mio zio, almeno per i baffi!
Monster's Blog
Scritto da webmonster il 20/05/11
Ieri, mentre leggevo l'articolo Ascoltiamo i nostri figli pubblicato su Babelweb.it, il sito del mio amico Benny, sorridevo e per uno strano gioco del cervello mi è balenata in mente una vecchia barzelletta che raccontava mio zio Gianni quando eravamo piccoli e trascorrevamo le vacanze al mare tutti insieme in Calabria oppure mentre ci intratteneva in quelle lontane e dolci domeniche dai nonni mentre l'intera e numerosa famiglia
si radunava per interminabili pranzi.
Eravamo bambini, io, i miei fratelli ed i miei cugini ascoltavamo attenti le storie di mio zio, pendevamo dalle sue labbre in attesa dei suoi racconti e delle spiritose battute che mettevano di buon umore tutti, bimbi ed adulti.
La barzelletta che raccontava mio zio diceva più o meno così:
in treno: Pierino si avvicina ad un signore ben vestito in giacca e cravatta seduto più avanti e gli dice: "signore cacca". L'uomo, gentilmente, suggerisce a Pierino di tornare dalla sua mamma. Dopo pochi minuti il piccolo torna dall'adulto e ripete: "signore cacca".
In modo educato e deciso l'uomo manda via il bimbo dicendogli di rivolgersi ai suoi genitori per i bisognini. Passano altri dieci minuti e Pierino si ripresenta con la solita litania: "signore cacca". L'uomo inizia a spazientirsi e caccia in malo modo il piccolino che piangendo corre e torna al suo posto.
Poco dopo il treno effettua una frenata brusca e la valigia dell'uomo, depositata nell'apposito spazio sopra la sua testa, gli precipita addosso.
Pierino si avvicina all'uomo e bisbiglia: "signore, ve l'avevo detto che caccava!".
A distanza di più trent'anni la mia mente ha associato l'articolo pubblicato su Babelweb con la barzelletta di mio zio Gianni, un dolce ricordo
dell'infanzia che allora da bambino non potevo comprendere ma che oggi da adulto-papà apprezzo completamente: non date mai per scontato che quello che dicono i bimbi sia meno importante di quello che state facendo o pensate voi ....
PS: letta così la barzelletta non sembra granché ma esposta da zio Gianni è molto divertente. Quando l'incontrate chiedetegliela, sarà ben lieto di raccontarla!