Ci sono alcune canzoni che restano legate a periodi o persone e che improvvisamente ci tornano in mente. A me succede ogni volta che ascolto «Losing My Religion». Era l'estate del 1991, studente universitario insieme ai miei due amici di sempre, sacco a pelo in spalla e pochi soldi in tasca, viaggiavamo tra Mykonos e Santorini, una vacanza nelle mitiche isole greche ove ogni sera impazzava il successo dei R.E.M. ...
Monster's Blog
Scritto da webmonster il 08/06/11
Per uno strano gioco del cervello ogni tot, senza un preciso motivo razionale, mi tornano alla mente delle canzoni ascoltate tempo addietro che credevo aver dimenticato ed invece erano conservate in qualche cassetto della testa. Prima il motivetto, poi qualche parola-chiave ed infine riemergono luoghi, date e persone legate alla canzone.
Sì, perchè se riflettiamo si intuisce come alcune canzoni "importanti" si legano automaticamente ad un momento della nostra vita e si portano dietro storie e persone mai dimenticate. Non so se queste associazioni musica-ricordi rievocano spontaneamente con l'ascolto della canzone prediletta oppure sono i flashback del cervello che "montano" un film aggiungendo come colonna sonora il pezzo amato, questo devo ancora capirlo ma non è poi così importante.
Il mio "juke-box interno" parte da solo, scatenato a volte dalla visione di un'immagine altre volte da un brano ascoltato per radio, è come
una macchina del tempo che mi trasporta in un'altra dimensione spazio-temporale e mi fa rivivere per qualche istante piacevoli esperienze passate.
Ad esempio, accade ogni volta che ascolto Losing My Religion dei R.E.M.: questa canzone mi catapulta all'estate del 1991, isole greche.
Ero uno studente universitario in compagnia dei miei amici di sempre
Silvio ed Andrea (che poi diventeranno i miei testimoni di nozze), sacco a pelo in spalla e poche lire in tasca, armati solo di spiensieratezza e voglia di divertirsi, ingenuità ed entusiasmo, senza cellulari ed internet alla ricerca dei telefoni per aggiornare quando si poteva la famiglia e
rassicurare le mamme che avevamo mangiato, per fortuna ignari dei veri problemi della vita, viaggiavano attraverso l'arcipelago delle Cicladi con
l'unico obiettivo di prolungare al massimo la nostra vacanza ...
Si mangiava poco e si dormiva in campeggi che definarli tali risulta offensivo anche per gli attuali "centri di accoglienza profughi" ma che ci davano un senso di libertà assoluta, a contatto con la natura e altri giovani provenienti da ogni parte del mondo.
La sera saltavamo da locale in locale concedendoci al massimo una birra, sempre all'insegna del risparmio e stando attenti a non farci beccare dal buttafuori che, identificatoci come italiani, ci controllava per capire se andavamo al bar almeno per una consumazione!
La colonna sonora di quelle favolose serate era proprio "Losing My Religion"; questa canzone si ascoltava ovunque e quando partiva la musica le bettole adibite a discoteche venivano travolte da un'onda di entusiasmo che contagiava le centinaia di giovani di varia nazionalità accatastati uno sopra l'altro in un unico grande ballo, un movimento di sudore e birra con un preciso desiderio: divertirsi.
Eppure, nonostante sulle isole giungessero migliaia di ragazzi di ogni nazione ed età, non ricordo mai di risse, omicidi o violenze. Gli ubriachi non mancavano mai, ma anche loro si comportavano bene. Chi sa, forse il tempo addolcisce tutto, anche le difficoltà ed i problemi che
pure c'erano oppure era la nostra visione della vita più semplice?
Oooops!!! Sul mio lettore mp3 è partita "Enjoy The Silence" dei Depeche Mode.
Bellissima! Mi ricordo quando la scoprii sparata a tutto volume nel salotto di quell'albergo sperduto in montagna, fuori un silenzio tombale, nell'hotel la musica a palla ascoltata in compagnia di quello strambo deejay ... ma questa è un'altra storia che vi racconterò in un altro topic.
Per ora mi gusto il video dei R.E.M., non mi chiamate, i prossimi tre minuti sono su un'isola greca insieme a Silvio ed Andrea 8-)