«Mario, per cortesia, mi potresti spiegare come hai fatto a risolvere quella spinosa questione ... » ed io, contento di rispondere inizio a discorrere. Dopo pochi secondi il mio interlocutore cambia argomento e riprende nuovamente la parola.
Al cellulare si dialoga (in genere) in due: chi chiama e chi riceve la telefonata. A me succede anche che dopo aver telefonato inizio a parlare ma, dopo poco tempo, dall'altro capo della cornetta percepisco il buio assoluto. Se pongo domande ottengo risposte monosillabiche. Sarei curioso si vedere se il mio ascoltatore ha posato il cellulare sul tavolo e mentre discuto lui è indaffarato a far altro.
Può essere, non lo escludo. |
In ufficio, durante la pausa-caffè, i miei colleghi si lanciano in lunghe chiacchierate sui più svariati temi. A sentir loro, sono "esperti" di tutto. Io quasi sempre resto in ascolto, ogni tanto provo a dire anche io la mia facendomi spazio tra le mille parole e poi torno ad origliare le fantasmagoriche teorie dei miei compagni di sventura.
A volte, col sorriso sulle labbra, li invidio: come possono essere così sicuri di ciò che affermano? Hanno letto un libro o anche solo un articolo (per intero intendo) sull'argomento? Oppure, più probabilmente, si sono limitati ad "annusare" solo il titolo principale della notizia senza approfondire e per li resto fantasticano?
Io, detto tra noi, non mi sento "esperto" di nulla. Questo non significa che sono un tipo insicuro bensì penso che, per sostenere una conversazione, occorre essere informato sulla materia.
Sarà per questo che amo la lettura.
Allora mi sorge un atroce dubbio: vuoi vedere che poiché ascoltare è un pregio di pochi, per esprimere le mie idee sono stato costretto ad aprire questo blog?
In tal caso, vi ringrazio egoisti della parola e tuttologi di ogni età e sesso. Il vostro blaterate senza soluzione di continuità 24ore al giorno per 365giorni l'anno (festivi compresi), il vostro insopportabile "IO", paradossalmente, mi ha permesso di scoprire il piacere della scrittura.
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