«Papà, mi racconti una storia?» è l'ultima richiesta di Paoletto prima di abbandonarsi al dolce dormir.
Dalle lenzuole emerge solo il piccolo viso, nel buio della stanzetta gli occhi ingenui e disincantati di un bimbo di quattro anni mi guardono ansiosi, pronti ad ascoltare una favola del suo papà.
«Papà, però ci devono essere pure i mostri!»
"Tutto suo padre" penso mentre cerco l'ispirazione. Poi l'illuminazione: cosa c'è di meglio della realtà per inventarsi una storia fantastica?
«C'era una volta un grande castello verde in un paese lontano. Insieme al principe Sinatur e la moglie Brown, viveva il piccolo figlio
Renzino detto affettuosamente il Trotino.»
«Perché papà si chiama così?»
«Paolo, ascolta e chiudi gli occhi: prova a dormire mentre io continuo a raccontarti la favola ...» |
«Un giorno il piccolo Trotino chiede: papi, ma tu che lavoro fai?»
«Trotino, ma che domanda è mai questa? Tu da grande cosa vuoi fare invece?» ribatte il suo papà sorpreso.
«Papi, io vorrei studiare tanto tanto e diventare medico. Voglio andare in Africa e aiutare i bimbi neri a guarire dalla febbre e anche tutti quelli che arrivano da noi con le barche.»
«Ma che cavolate dici? Chi ti ha messo in testa queste strane idee? Non perdere tempo con i libri e poi i marocchini devono restare a casa loro. Mettiti la canottiera anche tu e vieni con me, ti porto nel mio ufficio così impari quale è il lavoro di un vero uomo, altro che Africa e neri!»
Il piccolo Trotino indossa la canottiera bianca e col broncio segue il padre: salgono nella carrozza guidata dal loro fidato autista e dopo poco giungono in un grosso palazzo al centro del paese.
Il papà saluta i suoi amici, tutti vestiti con la cravatta verde. Agli occhi del Trotino sono personaggi strambi: c'è un orco che urla correndo nel corridoio "Andate via, non vi vogliamo!", un drago che minaccia per telefono "siete dei ladri, solo NOI siamo onesti e lavoriamo sodo", un serpente che - senza molta convinzione - sbraita "anche LORO devono pagare le tasse!".
Il Trotino, con l'ingenuità che contraddistingue i bimbi della sua età chiede: «papi, sono tutti arrabbiati qui? Ma perchè si comportano
cosi questi mostri?»
«Figliolo, ci dobbiamo difendere dagli ALTRI. Poi, un giorno quando sarai grande capirai anche tu» ribatte il papi con una punta di orgoglio.
Finalmente giungono in ufficio dove li attende una strega con un grosse baule pieno di diamanti colorati.
«Sinatur, è appena arrivato un regalo per te» sghignazza la fattucchiera.
«Papi ho paura, chi è questa befana? Basta, torniamo a casa, voglio leggere i miei libri» implora il Trotino spaesato.
«Non ti preoccupare, è una mia vecchia amica. Però ora devo controllare il malloppo, non ti devi fidare di nessuno, ricordato che gli ALTRI ci possono
sempre derubare ... infatti mancano dei gioielli!» urla il papi infuriato.
Ma la strega, con un incantesimo magico, era già svanita nel nulla.
Rabbuiato per il furto subito, Sinatur e Trotino interrompono la gita in ufficio e decidono di tornare a casa. Giunti nei pressi della loro loro dimora, trovano il grande castello verde completamente ricostruito: nuovo e luccicante, si innalza maestoso verso il cielo.
«WOW papi, ma chi è stato un mago?» chiede il Trotino con gli occhi spalancati dalla sorpresa.
«Non saprei figliolo ma che si ne frega? L'importante è che sia tutto gratis ed esentasse.
Vuoi sempre diventare un dottore oppure vuoi fare il mio lavoro?» chiede il papi fiero.
«Papi, scusami ma non ho capito ancora che lavoro fai. Ho visto solo mostri cattivi e arrabbiati contro gli altri che poi non ho capito
nemmeno chi sono questi altri. A me piace leggere, posso andare ora nella mia stanza a studiare ora? Magari così imparo chi sono questi ALTRI e possiamo conoscerli e capire ...»
«Ti è piaciuta la favola Paolo?» chiedo a bassa voce.
«Ronf ronf ronf ...» il mio angioletto, col sorriso stampato in volto, è sprofondato in un sonno dolce e profondo.
«Buonanotte piccolino, ora guardo il telegiornale così domani ti racconto il finale della storia».
Rimbocco il pargolo e vado via. |