Ci sono dei personaggi che, con la consueta faccia tosta, ripetono sempre gli stessi concetti nel tempo indipendentemente dal contesto e dalla platea. Sono frasi che vanno bene in tutte le stagioni, un po' come il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, la sintesi di tutte le ovvietà. Ho stilato la mia personalissima classifica, un breve stupidario di ciò che non vorrei mai sentire e che - purtroppo - ascolto quotidianamente in tutti i campi.
Monster's Blog
Scritto da webmonster il 24/04/12
Ci sono alcune espressioni che considero evergreen, nel senso peggiore del termine. Vengono pronunciate soprattutto dai politici nei loro interminabili e ripetitivi discorsi illusori, dai grandi manager aziendali nei periodici incontri con i dipendenti per spiegare le strategie ed i risultati da raggiungere, dagli sportivi per commentare una prestazione incolore o una sconfitta, dagli economisti per illustrare le bizze della borsa, dai giornalisti per descrivere una non-notizia ...
Queste frasi sono caratterizzate da una serie di banalità senza tempo e privi di contesto: se venissero ripetute dieci anni dopo in un altro continente, potrebbero essere pronunciate senza cambiare una virgola, il significato rimarrebbe lo stesso. In generale, sono locuzioni incorporee e si adattano ad ogni ambiente e platea, non contengono mai soluzioni concrete ai problemi degli ascoltatori.
Mi ricordano un liquido che, versato in un recipiente formato da superficie curva, si adegua perfettamente alla spazio senza lasciare segni.
Un esempio perfetto è il discorso di fine anno del buon Presidente della Repubblica. Con suspense tutti a chiedersi: di cosa parlerà? E' il segreto di Pulcinella: delle solite ovvietà.
IO NON NE POSSO PIU'!
Questi personaggi, pieni di superbia, vorrebbero spiegare a noi comuni mortali i grandi problemi della Terra e le migliori soluzioni. Invece
sono solo dei «mostri» che usano la parola in modo sibillino senza mai fornire concretamente una risposta ai problemi reali della collettività.
Segue la classifica delle frasi più gettonate che non significano assolutamente nulla: delle vere «mostruosità».
1 siamo in un periodo di transizione. Ma se il tempo è una linea continua senza interruzioni, che cavolo significa questa affermazione? Nemmeno Einstein avrebbe potuto spiegare tale idiozia.
2 la congiuntura economica è sfavorevole. E' da quando sono nato che sento questa frase;oggi mi chiedo: è mai esistito un periodo nel quale la congiuntura economica sia stata positiva? In quel caso, ce lo ripeterebbero in ogni momento? Stupidata di estrema attualità.
3 La Borsa ha lasciato sul terreno 100milioni. Qualcuno mi può spiegare "lasciare sul terreno" cosa vuole indicare? Morti, feriti, cadaveri e distruzione post-guerra? Che triste modo di esprimersi, da veri zoticoni.
4 Si devono realizzare le grandi opere e le riforme strutturali. Negli ultimi anni l'unica grande innovazione che io ricordi è stata la cancellazione dei 5€ per la ricarica dei cellulari. Poi, ogni tentativo di riforma, ha suscitato una rivoluzione sociale. Ipocrisia allo stato puro.
5 Dobbiamo puntare alla crescita del Sud. Prima o poi qualcuno ci crederà, nel mentre anche da noi la crisi economica morde.
6 Il turismo è in crisi: quest'anno le vacanze degli italiani saranno mordi-e-fuggi. Questa frase riemerge ogni anno tra aprile e maggio quando inizia la stagione estiva. Così scopriamo che la nostra villeggiatura è sempre più breve: verrà un giorno che faremo la valige,
partiremo per il mare e la sera stessa ritorneremo a casa abbronzati e felici. Durata della vacanza: un giorno. Che stress.