Quale creatura infernale può lasciare sul campo cento milioni in un solo giorno? Chi è così potente da far discutere di sè da Tokyo a Parigi, da Milano ad Honk Kong?
E' il «mostro» al quale tutti i governi del mondo devono sottostare, un essere deforme che comanda il destino degli uomini, regola l'economia del Pianeta. I politici legiferano per soddisfare la fame di quest'implacabile divinità moderna, una belva la cui ingordigia permanente sta distruggendo ogni risorsa presente sulla nostra amata Terra. |
La borsa mondiale, il luogo ove quotidianamente avvengono spostamenti di capitali, numeri che vanno ad incrementare le cospicue rendite di alcuni e fuggono dai patrimoni di altri. Cifre che ai tanti non dicono nulla: "la borsa di Tokyo ha chiuso con un meno 4%", "oggi sono stati bruciati 250milioni in poche ore ..." frasi sibilline comprese solo dagli esperti del settore che lasciano indifferente la casalinga di Voghera.
La gravità non sta tanto nell'incomprensione totale del linguaggio utilizzato bensì dal constatare che l'andamento dei mercati finanziari ha sostituito la persona nell'agenda politica del mondo.
Dobbiamo prenderne atto: da Monti a Putin, da Obama fino al più lontano Premier, ogni uomo di potere promulga nuove leggi in funzione del dio denaro di cui la borsa è la massima rappresentate. Con la giustificazione di migliorare i conti pubblici e combattere l'eterna crisi economica, vengono tagliati i costi dello stato sociale: i treni dei pendolari ridotti all'osso, gli autobus di linea dimezzati, i pullman per le periferie soppressi, la scuola senza risorse, la sanità deve arrangiarsi, il ministro dell'ambiente è da tempo senza portafoglio ... il debito pubblico vola, l'economia balla, la borsa brucia, i grafici urlano, noi comuni cittadini paghiamo il conto.
Al prossimo summit mondiale, propongo il primo punto dell'ordine del giorno: è giusto sacrificare la vita di milioni di persone per soddisfare - ad ogni costo - l'avidità della «belva»?
Allo spread l'ardua sentenza. |