Non mi meraviglio se nel mondo fatato del calcio siano presenti svariati mostri, infimi personaggi pronti a vendere l'anima al miglior (anzi peggior) offerente senza nessuna dignità sportiva pur di guadagnare illegalmente cifre altisonanti.
Eppure stiamo parlando di giovani di successo, atleti che "lavorano" ogni giorno all'aria aperta (non certo in una grigia miniera!), seguiti e viziati come principi, adulati dai tifosi, omaggiati dalle televisioni, ricercati dai giornali. Persone baciate dalla fortuna
che devono solo ringraziare il loro talento calcistico.
E allora, in un simile mondo incantato, come si giustifica la presenza di esseri pronti a distruggere la Babele nella quale vivono?
A noi comuni mortali la risposta è ignota. Per risolvere questo ennesimo mistero ho raccolto le dichiarazioni di alcuni politici sull'argomento. Per capire una casta occorre interrogare un'altra casta. |
Il Ministro delle Pari Opportunità Elsa Fornero è inferocito: «non è possibile che nemmeno nel calcioscommesse vengano rispettate le quote rosa!» ha tuonato dalla sede del governo. Ha poi rincarato la dose aggiungendo: «se entro le prossime 48ore non salta fuori il nome di una donna coinvolta in una grossa scommessa in incontri di serieA truccati, mi dimetto!».
Il Premier Monti, appreso lo sfogo del ministro, si è subito affrettato a precisare: «ci vuole uno stop di due anni». I media hanno
interpretato questa forte affermazione come una dichiarazione contro il mondo torbido del calcio, invece egli si riferiva alle quote delle scommesse clandestine: non devono essere aumentate per tutelare coloro che decidono di "investire" in questo settore. L'importante è non far uscire dal paese questi grossi capitali.
Il Ministro del Lavoro (sempre lei, la Fornero), in linea con le Istituzioni, vorrebbe patrocinare le partite truccate: in questo modo
si eviterebbero speculazioni finanziarie ed eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.
Dal Viminale, le ha fatto eco il Ministro degli Interni Cancellieri: «per me va bene, l'iniziativa della collega Elsa è nobile e
degna di una società democratica quale noi siamo. L'importante è non riempire le carceri con giovani calciatori. Meglio uno scommettitore fuori che un innocente in prigione» ha sentenziato il ministro dal suo sito ufficiale.
Monti, come Ministro delle Finanze, visto l'interesse che suscita la questione, vorrebbe coinvolgere anche investitori stranieri: la mafia russa ed Al Qaeda sembrano interessati, occorre verificare cosa ne pensano mafia, camorra, ndrangheta e sacra corono unita. Dopo un primo summit, un portavoce del Governo ha asserito: «l'accordo è vicino, mancano solo le firma di Riina e Provenzano».
Napolitano, interpellato sulla questione ha affermato: «vista l'età, a quell'ora dormivo. Comunque, non voglio sentir parlare di
carcere, pene esemplari e condanne. L'Italia è una società fondata sul lavoro, ogni cittadino è innocente anche se colto in fragranza di reato soprattutto se ricco e famoso. I giovani sono una risorsa, è giusto che facciano le loro esperienze criminali. L'unità della nazione è un valore da trasmettere ai nostri figli».
Come il calcioscommesse. |