L'economia mondiale oggi si basa sui TAGLI. Ma a cosa porterà questo continuo «tagliare»? Una possibile risposta l'ho avuta osservando il gioco di mio figlio di quattro anni.
Monster's Blog
Scritto da webmonster il 14/06/12
Se oggi vuoi essere in devi parlare di tagli, la parola del momento, il comandamento al quale tutti obbediamo senza porre resistenze, il nuovo dogma, l'assioma dell'economia globale.
Il Governo taglia la spesa sociale, le grandi multinazionali tagliano il personale, le aziende tagliano gli investimenti, le famiglie tagliano i consumi, i disperati si tagliano le vene.
Anche mio figlio di quattro anni si è adattato al gioco del momento: si siede sulla sediolina vicino la piccola scrivania e disegna
su un foglio bianco una forma irregolare come una nuvola. Poi, senza una logica apparente, colora con i pastelli il capolavoro e infine, con le sue forbici, taglia.
Tagliando tagliando crea dei pezzetti di carta che presi singolarmente non hanno senso ma uniti compongono la forma originale proprio come un puzzle. La fantasia dei bimbi, però, non ha limiti per cui Paolo continua a tagliare: i pezzettini di carta aumentano in numero ma si riducono in dimensioni. Dopo poco, il pavimento è pieno di microscopici brandelli di cui non è nemmeno più chiaro il colore, è impossibile capire come ricongiungerli per comporre l'intero foglio iniziale.
I continui tagli hanno dapprima frammentato il totale smembrandone il corpo e poi lo hanno reso inutilizzabile.
A questo punto il gioco non diverte più il nostro pargoletto che, avendo perso ogni interesse per quel foglio sminuito, lo sostituisce con uno nuovo oppure cambia passatempo.