La Tigre di Mompracem

La luce quasi mi acceca, strizzo gli occhi(ali) e guardo con attenzione: Sandokan non c’è.
Riconosco Zorro, la Principessa, il Poliziotto ed uno dei tre moschettieri.

Una bimba sbatte contro la gamba sinistra – avrà due o tre anni e corre come una trottola incontrollata: «scusami piccola, non ti avevo vista. Sei una coccinella?» chiedo incuriosito mentre l’aiuto a rialzarsi.
Il padre interviene sorridendo: «no, no lei è Minnie! Solo che le orecchie si sono ammosciate» aggiunge solerte mentre recupera la figlia (e raddrizza le orecchie della topolina).

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Passeggio lungo gli ottocento metri del pontile di Bagnoli con calma olimpica mentre assorbo calore.
E’ domenica mattina, il sole finalmente prevale sulle nuvole.
Tutt’intorno il mare è una splendida cornice blu mentre i bimbi sfilano con i vestiti dei loro beniamini.
Il Carnevale è prossimo.

Sandokan è morto

I nuovi eroi

Continuo  ed incontro un combattivo Ben10, una esile Peppa Pig, un vecchio cowboy, il verde Hulk e gli immancabili Paperino e Superman.

Nonostante speri di incrociarlo, Sandokan-Kabir-Bedi non c’è proprio.

La Tigre di Mompracen è un personaggio sconosciuto ai bimbi moderni, il protagonista dei romanzi di Emilio Salgari è ignoto e – come il nobile felino – rischia l’estinzione.
Le sue gesta cadranno nel dimenticatoio: a breve si spegnerà il riflettore su Sandokan, lady Marianna, il fedele Yanez ed il malefico Lord James Brooke.
Per sempre.
E quando il ricordo si dissolve, l’eroe muore.

Dedicato a tutti gli adulti che un tempo furono Sandokan


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