Anna e Nicola, l’amore di una vita

Ho un debole per le storie generazionali, il bimbo che diventa uomo e vede cambiare il mondo che gli gira intorno.
«Gli anni veloci» (di Carmine Abate) ne è un ottimo esempio.

Attraverso gli occhi di Nicola, ci tuffiamo nel bel mare di Crotone, trascorriamo in spiaggia ore sotto il sole cocente, andiamo in barca col vecchio pescatore, apprezziamo la magnifica cucina della mamma, viviamo con i sogni del padre e la dura realtà lavorativa (in Montecatini, l’ecomostro che inquina ma impiega l’intero paese).

Il piccolo Nicola diventerà ben presto una giovane promessa dell’atletica italiana col mito di Mennea ed il sogno delle Olimpiadi.

La sua vita sarà segnata da Anna, il grande amore nato ai tempi della scuola e che l’accompagnerà fino a quando diventerà un uomo.
Solo allora Nicola capirà i tanti errori commessi e le importanti verità nascoste.

Carmine Abate, autore del bel libro «Gli anni veloci»

Carmine Abate, autore del bel libro «Gli anni veloci»

I flashback

Con la colonna sonora di Lucio Battisti e Rino Gaetano, Carmine Abate racconta in modo magistrale i sentimenti che uniscono Nicola ed Anna.

La lettura scorre veloce come gli anni settanta, pagina dopo pagina il Lettore assiste all’evoluzione della Vita ed al cambiamento dell’Italia.

I flashback rendono la storia intrigante: il racconto salta tra l’adolescenza di Nicola ed Anna ed il presente, tra speranze sogni voglia di cambiare il mondo tipici della giovinezza e l’accettazione del presente.

Il finale, nota dolente

Il libro è appassionante, l’ho divorato in pochi giorni con entusiasmo.
Giunto agli ultimi capitoli, però, mentre la narrazione correva al meritato finale, è subentrata una minuscola delusione.

Il cerchio non era ancora chiuso ma una fastidiosa sensazione di finale-scontato ha guastato un libro che, comunque, resta emozionante.
Da leggere ed amare.

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