I tecno-comportamenti delle nuove generazioni

«Papà, quando tu eri piccolo, c’erano i videogiochi?» chiede mio figlio, otto anni e tanta curiosità negli occhi.
Per un nativo digitale, una giornata senza tablet è difficile da immaginare.

Da genitore, osservo con attenzione i tecno-comportamenti delle nuove generazioni.

Fuori scuola, i ragazzini si scambiano messaggini ed emozioni via smartphone, Whatsapp il giocattolo insostituibile, i social il luogo dove confrontarsi.
Un download è un’operazione normale da compiere mentre guardi la tv, installare un’app è un sorso d’acqua fresca, districarsi tra le mille opzioni dell’ultimo videogame un gesto naturale come un calcio ad un pallone.

Con la testa nel cellulare, chattano mentre camminano isolati nelle cuffiette musicali.

I dubbi di un adulto

Come stabilire la giusta età per regalare uno smartphone ad un bimbo?
Nove anni? Alle scuole medie? Troppo presto? O troppo tardi?

Durante la giornata, un ragazzino, quanto tempo può giocare alla PlayStation?
Mezz’ora? Finché vuole? E se invita un amichetto per non isolarsi?

Il pendolo oscilla tra la dipendenza dalla tecnologia e l’uso intelligente dei nuovi dispositivi.

Tocca a noi adulti stabilire il giusto equilibrio (senza adagiarci sui videogame baby-sitter).

Wind per la tecnologia amica, più vicini alle vere emozioni

La tentazione della realtà virtuale

D’altronde, il disagio colpisce anche noi uomini maturi.
Al ristorante, la medesima scena si ripete nella maggior parte dei tavoli: i commensali, invece di discutere gioviali, fotografano le pietanze, condividono su facebook, si isolano con la testa negli schermi dei loro potenti mini-computer telefonici.

Invece di vivere la vita vera, l’uomo moderno cade nella facile tentazione della realtà virtuale scivolando verso una triste e grigia solitudine social.

L’insostituibile calcio ad un pallone

Suona il citofono.
Il piccolo di casa lancia via il tablet, salta giù dal divano e corre a rispondere.
Sembra non aspettasse altro.

«Scendi?» gli amichetti lo convocano per una finalissima giù al parco.
«Posso andare papà?» chiede speranzoso.

L’autunno napoletano è ancora caldo, la partita di calcio – anche se su un campo di cemento in centro città – batte ogni videogame.
Anche per i nativi digitali.

«Certo e non dimenticare il giubb …».
Troppo tardi, il piccolo campione è già volato via.

Un’avventura con WIND

Segnalo l’emozionante cortometraggio “Una grande giornata” di Giuseppe Capotondi girato per la WIND.

Con la colonna sonora di Elton John (“Rocket Man”), il video è top alla classifica di agosto di Youtube ads.

Ad un mese dal lancio il cortometraggio ha totalizzato oltre 8 milioni e mezzo di visualizzazioni su Facebook e più di 1 milione e 200 mila visualizzazioni su Youtube.

Secondo la classifica ‘YouTube Ads Leaderboard’, la campagna istituzionale di Wind è risultata la pubblicità creativa più popolare nel mese di agosto.
Anche Creativity online, la più autorevole rivista internazionale di comunicazione, ha riconosciuto l’essenza del lavoro che Wind sta facendo con Ogilvy & Mather Italia e ha pubblicato in prima pagina il film col messaggio “Spot for Wind Reminds Us That Technology Is Not Enough.”

Buzzoole

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