Scuole pubbliche chiuse per quanti giorni?

La prima conseguenza del referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare del prossimo 17 aprile sembra non interessare nessuno, nemmeno a Stefania Giannini, l’attuale Ministro dell’Istruzione.

Tra preparazione dei seggi, pulizie generali, spoglio e disinfestazione le scuole pubbliche sedi del referendum chiudono venerdì e riaprono mercoledì (nel migliore dei casi).

Giorni di assenza nel un momento topico dell’anno scolastico passano nel silenzio generale.

Risulta normale e scontato sospendere le lezioni ad aprile: migliaia di genitori-lavoratori dovranno organizzarsi per affidare i figli a nonni (i più fortunati), baby sitter o altro.

La scuola pubblica risulta, anche per simili scelte, totalmente insufficiente per le reali esigenze delle famiglie di oggi.

L'attuale ministro del MIUR, Stefania Giannini, nessuna nota contro la chiusura della scuola pubblica per il referendum sulle trivelle

Referendum sulle trivelle, votare o non votare?

E’ una questione di scelta: partecipare ad un evento democratico oppure disertare?
L’opinione personale sulle trivelle non è in discussione: ognuno di noi si informi, rifletta e decida come votare.

E’ opinabile, invece, l’astensione.

Snobbare le urne per non raggiungere il quorum è un tradimento verso chi, al contrario, crede nello strumento popolare per abrogare una legge ritenuta ingiusta.

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Domenica 17 aprile, due elementari domande

Se poi lo Stato, arbitro imparziale, ci mette lo zampino, i conti non tornano proprio.
Ingenue osservazioni sulla data del referendum:

  • Spesa pubblica ed astensionismo
    Perché non accorpare il referendum sulle trivelle con le prossime elezioni comunali per risparmiare soldi ed ottimizzare i tempi?
    Questa scelta avrebbe contrastato anche il temuto astensionismo.
  • Scuole chiuse
    La chiusura dell’anno scolastico è vicina: perché non votare fra qualche mese onde evitare la perdita di ulteriori giorni di lezione?
    Perché le Istituzioni sono indifferenti a tale anormalità che, troppo spesso, passa inosservata?
    Fino a ieri, in molti, ignoravano il problema delle trivelle in mare: procrastinare di due mesi non era poi così grave.

Attendo una nota ufficiale del MIUR che – temo – non giungerà mai.


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