Il botta e risposta Salvini-Ceres via twitter

Nemmeno Matteo Salvini, l’insuperabile baluardo dei confini nazionali, poteva immaginare un attacco extracomunitario di portata globale via smartphone.

I Pokémon GO compaiono nel mondo virtuale per infiltrarsi nei luoghi reali, probabilmente senza permesso di soggiorno.
Il leader della Lega Nord, sempre attento ai veri problemi, denuncia l’infrazione con una profonda riflessione via twitter.

Segue la polemica: rimandiamo a casa i «mostriciattoli» prima che ci scarichino le batterie dei cellulari e poi chissà cos’altro!

Il truce Salvini placherà la sua ira virtuale?
Accetterà una Ceres gelata per sbollire la rabbia contro l’invasione incontrollata della Pokemon Go Mania?

Matteo Salvini contro i Pokemon Go: rimandiamoli a casa!

I Pokemon Go sono in regola?

I dubbi del leader del Carroccio sono leciti: i Pokemon Go sono in regola?
Possono soggiornare in Italia anche senza un lavoro stabile?
Sono forse rifugiati di guerra?
E, visto che l’app spopola a tutte le età, i Pokemon Go minorenni sono da tutelare oppure vanno rispediti al Play Store o Apple Store dal quale provengono?
E le spese di rimpatrio sono a carico del gestore telefonico oppure si rischia un nuovo giro di mazzette per l’ennesimo scandalo Roma Ladrona?

Le reazioni politiche

Dopo la dura posizione di Salvini, seguono le reazioni politiche: il PD si spacca per una mozione della minoranza («i Pokemon Go partecipino alle primarie»), il Movimento Cinque Stelle lancia un referendum on-line pro o contro l’app, la destra chiede l’intervento dell’esercito (solo se necessario ed in difesa dei cittadini onesti), i partiti del centro invitano alla moderazione mentre il Vaticano predica comprensione per il «diverso» (ma specifica: «nessun matrimonio tra Pokemon Go dello stesso sesso»).

Una birra tra amici

Dopo la sfuriata mediatica, come tra vecchi amici dopo un litigio sincero, tra Salvini ed i Pokemon Go scatterà l’empatia?

Magari al cospetto di una birra gelata ed uno smartphone bello carico.
Pronti a sorseggiare e giocare.
Fino al prossimo extracomunitario virtuale.
E ad un nuovo tweet senza senso.


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