Lorenzo Marone, una bella scoperta

Amo scoprire nuovi autori.
Se poi mi imbatto in uno scrittore napoletano, la soddisfazione è doppia.

Come nel caso del giovane Lorenzo Marone.

Entro nel sito ufficiale dello scrittore e sbircio nella biografia: Lorenzo Marone è ignoto al sottoscritto ma è già un personaggio pubblico con importanti collaborazioni e vari romanzi in libreria.

Conosco Lorenzo Marone attraverso La tentazione di essere felici, un romanzo delicato su un tema scottante: la violenza sulle donne.

Lorenzo Marone, autore di "La tentazione di essere felici", un libro per ricorda il dramma della violenza sulle donne

Violenza sulle donne, un dramma infinito

La tentazione di essere felici colpisce per la sensibilità con la quale affronta il tema del maltrattamento tra le quattro mura domestiche (nell’indifferenza generale).

La prospettiva è originale: la storia ruota intorno a Cesare Annunziata, un anziano egoista, egocentrico, insoddisfatto della vita.
Finché un giorno, nel condomino dove abita – una palazzina del Vomero, quartiere residenziale di Napoli – giunge una giovane coppia.

Gli occhi di Emma, la nuova vicina, lanciano messaggi di aiuto.
Stavolta il vecchio individualista non potrà girare il viso dall’altra parte.

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Perché leggere «La tentazione di essere felici»

Il romanzo è narrato come un diario.
Con uno stile scorrevole e veloce, Lorenzo Marone – attraverso gli occhi del finto scorbutico Cesare Annunziata – ci porterà nel mondo di un anziano che continua a lottare (in primis, contro la vecchiaia).

Un uomo insoddisfatto per una serie di scelte sbagliate eppure, dietro la scorza di persona scontrosa, si cela la difesa di un napoletano non assuefatto.

Ecco il messaggio importante nascosto tra le righe di La tentazione di essere felici: non dobbiamo girare il viso dall’altra parte.

Contro un maleducato che non rispetta la fila al parco giochi oppure per aiutare una donna maltrattata nel silenzio generale: non possiamo fingere di non vedere.

La lezione del vecchio Cesare Annunziata è chiara: il «mostro-violenza» si alimenta di indifferenza ed assuefazione.
Tocca a noi, singole persone, trovare il coraggio di reagire.

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