Sfogo d’amore

Dicono che la Vita sia come una ruota.
Gira, gira e rigira.
Nessuno può essere maestro perché oggi capita a me, domani a te.
La Vita gira sempre.
Come una ruota.

E se parliamo di ruote, non posso che pensare a Lei.
Mi manca, da morire.
Da quel maledetto 17 maggio, sono trascorsi due malaugurati mesi.
E di Lei, ancora nessuna traccia.

Eppure, l’ho vista per l’intero inverno.
La pioggia ed il vento non mi hanno fermato.
Ho comprato due magliette termiche pur di recarmi ogni giorno in ufficio, con Lei.
Ogni santo giorno, inseparabili amici di viaggio.

E oggi, che potremmo passeggiare al sole, col tepore dell’estate e la libertà dei gabbiani, non c’è.

La Vita non gira come una ruota.
La Vita va al contrario.

La Vita non gira come una ruota, la Vita va al contrario

Oggi sono un uomo più forte

Senza di Lei, da due mesi combatto contro i «mostri» metropolitani ben noti alle cronache.

Compresso nella carrozza della metropolitana insieme ad altri mille pendolari già sfiniti a prima mattina, alla fermata dell’autobus in balia delle intemperie ed in attesa di un mezzo pubblico che non giungerà mai, sono esperienza della Vita che mi rendono un uomo più forte – non credo migliore. 

In queste occasioni di dolore, rimpiango la nostra frequentazione giornaliera.

Con Lei ero un pendolare libero, un lavoratore rilassato, uno sportivo felice, un uomo indipendente.

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Un caso su un milione, eppure succede

Per consolarmi, chi l’ha accolta – quel maledetto 17 maggio – affermò: «è un problema che non capita mai».

Già, ma le statistiche non giustificano gli imprevisti.
Perché anche lo sventurato colpito dal fulmine si chiede: «un caso su un milione, perché proprio a me?».

Da quel giorno, telefono ogni settimana per sapere come procede.
Messaggi, e-mail, Whatsapp: non mi dimentico di Lei, attendo il suo rientro con fiducia.

E così, da quel maledetto 17 maggio, sono senza la mia amata e-bike.
Il motore è andato.
KO.
BLACK OUT.
Prima un rumore sordo, poi il silenzio.

Il negoziante l’ha spedita al rivenditore, «la bici è in garanzia, non ti preoccupare».
Le ultime parole famose.
Da allora, niente pedalate per la città.
Niente vento tra i capelli.
Niente libertà.

Ma non demordo.
Attendo e mentre viaggio con i mezzi pubblici, osservo la Vita.
Perché la metropolitana e gli autobus sono ricchi di volti, parole ed espressioni.
Mille storie da ascoltare.

Già, la Vita.
Non gira come la ruota di una bici.
Sarebbe troppo lineare e prevedibile.

La Vita, va sempre al contrario.

Presto tornerò al lavoro in bici


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