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Author: Mario Monfrecola (Page 1 of 63)

«La nostra casa è in fiamme», il libro di Greta Thunberg sul clima (e la sua famiglia) [RECENSIONE]

Il mondo ha bisogno di Greta Thunberg?

La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico di Greta Thunberg è un caso letterario da analizzare con attenzione.
Come afferma la mamma di GretaMalena Ernman, famosa cantante lirica svedese – e vera autrice del libro:

Il mondo necessita di un account instagram di una ragazzina di 16 anni per comprendere la gravità del cambiamento climatico in atto?

Domanda lecita visto che l’azione della figlia smuove l’opinione pubblica mondiale e suscita dibattiti tra gli studenti in ogni angolo del Pianeta.

Greta Thunberg in sciopero per denunciare la gravità dei cambiamenti climatici in atto

Il libro, tra pubblico e privato

La nostra casa è in fiamme descrive due aspetti, il primo privato, l’altro pubblico.
L’autrice (la mamma di Greta), alterna la narrazione tra il dramma familiare scoppiato dopo la scoperta della sindrome di Asperger della figlia e le drammatiche conseguenze causate dal cambiamento climatico in corso.

Le osservazioni della piccola Greta sul clima sono il contorno ad una storia ben più ampia: la profonda crisi dei genitori di fronte al disturbo della bimba occupano parte importante dell’opera.

L’impossibilità di comprendere il comportamento della ragazzina, le difficoltà degli insegnanti ad integrare la studentessa-Greta, l’isolamento scolastico e sociale: La nostra casa è in fiamme è anche una forte denuncia contro il sistema-Svezia, perfetto per i «normali» ma discriminatorio verso chi presenta una diversità.

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Greta Thunberg, perché leggere il libro

Il Pianeta è ancora vivo perché l’80% della popolazione mondiale è povera.
Se il resto del mondo utilizzasse le medesime risorse dell’Occidente ricco, la fine sarebbe prossima.

Greta ci pone una semplice domanda: siamo disposti, da subito, a cambiare il nostro stile di vita?

Dal suo punto di vista – nero o bianco, non esistono compromessi – scivoliamo velocemente verso il baratro.
L’opinione pubblica non dedica attenzione ad una crisi irreversibile, l’economia sfrutta l’ambiente e nonostante le conseguenze siano sotto gli occhi di tutti, i Governi non muovono un dito.
Sottoscrivono accordi che poi smentiscono con i fatti.
A partire dall’avanzatissima Svezia.

Dunque, il mondo necessita di un account instagram di una ragazzina di 16 anni per comprendere la gravità del cambiamento climatico in atto?
Si, signora Malena: sembra proprio che preferiamo girarci dall’altra parte fingendo che tutto vada bene.

Il sorriso di Greta, le sue osservazioni semplici e lineari, il suo volto innocente ci ricordano che il tempo delle promesse è scaduto.

Occorre agire.
Ora o mai più.

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Pedamentina, 414 scale da scoprire (in discesa) [FOTO]

Da San Martino al corso Vittorio Emanuele

La Pedamentina, 414 scale, dalla silenziosa certosa di San Martino fino al traffico caotico del corso Vittorio Emanuele.

Meno di mezz’ora, al piccolo passo, godendo per ogni metro del panorama del golfo, l’eterno Vesuvio sentinella della città, visto e rivisto ma che cattura sempre lo sguardo del viandante.

Un zig-zag di rampe, soffermandosi su dettagli imprigionati dietro ad un cancello chiuso, catturare pezzi di mare celati da «mostri» urbani nati da chissà quale abuso di un lontano passato.

414 scale, immersi nel silenzio, per scoprire angoli nascosti di Napoli – eppure siamo al centro città! – ad osservare la certosa dal basso, il verde mangiato dal cemento selvaggio, un pezzo di storia di Napoli.

Alla scoperta della Pedamentina: da San Martino al corso Vittorio Emanuele

Pedamentina, la galleria fotografica

Mentre scendo, incontro molti coraggiosi percorrere il sentiero in senso opposto: dal corso Vittorio Emanuele su, per 414 scale, fino alla certosa di San Martino!

In salita … chissà … per ora l’idea non mi attira.

Nel mentre, consiglio: la Pedamentina è un luogo assolutamente da scoprire.
Meglio in discesa però 🙂


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Salone del libro di Torino, l’altra faccia: non solo i fascisti rimangono fuori [DENUNCIA]

Salone del libro di Torino: la testimonianza

Il Salone del libro di Torino si è concluso.
Su tutte le testate, cartacee e non, articoli che lo esaltano, raccontandone gli eventi, i personaggi, le code per i firmacopie.
Circa 148.000 presenze.
Più della scorsa edizione, che pure è stata un successo inaspettato.
Grandi nomi, non solo della letteratura, nazionali ed internazionali.

C’ero anch’io.

Sono una persona con difficoltà motorie.
Senza entrare nel dettaglio, cammino con fatica.

148 passi per me sono come per gli altri 148.000 passi.
Come i visitatori del Salone.

Salone del libro di Torino: la denuncia di una lettrice

Razzismo al Salone del libro di Torino: la denuncia

Sabato 10 maggio mi presento al controllo di sicurezza del Lingotto.
Chiedo che mi venga data una sedia a rotelle.

Lo scorso anno, su suggerimento di un’amica che mi aveva accompagnato, l’avevo richiesta e, nonostante la mia resistenza psicologica, ne avevo verificato la necessità.

Il responsabile della sicurezza chiama gli addetti.
Dopo circa dieci minuti arriva finalmente una persona con la tanto agognata sedia a rotelle.
Mi guarda, perplesso.
Mi domanda come mi sento.
Gli rispondo che mi sento bene, perplessa.
Mi dice che se non sto male non può darmi la sedia.
Provato a oppormi.
A fare notare che nell’area di accesso al Lingotto sono presenti ben cinque ambulanze, e che se qualcuno si sentisse male sarebbe necessaria una barella non una sedia a rotelle.

Nulla, le disposizioni da lui ricevute, dicono diversamente.

«E il buon senso?» gli chiedo io.
«Qui si vive di regole» mi risponde, alludendo probabilmente al fatto che come meridionale sono incompatibile con la legge.
E mi lascia lì.

Le quasi due ore successive vedono l’alternarsi di responsabili di varie attività organizzative del Salone che si rimpallano il problema.

Dopo l’affermazione che il Salone non dispone di un servizio per le persone disabili ho richiesto, ottenendolo, l’intervento dei Carabinieri.
La sedia, alla fine, mi è arrivata.

Questo è stato il MIO Salone.

L’emozione di incontrare Luis Sepulveda, solo per fare un nome fra i tanti, non mi ha ripagato della mortificazione di essere costretta, ancora una volta, ad alzare la voce per affermare un mio diritto.

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Salone del libro di Torino: perchè?

Pubblico con sgomento e delusione la lettera giunta da una visitatrice dell’ultimo Salone del libro di Torino.
Della veridicità dell’episodio raccontato, ne ho la matematica certezza.

Alla lettrice la nostra solidarietà.
Al Salone del libro, invece, chiediamo prima le necessarie spiegazioni e poi le dovute scuse.
Affinché il triste episodio non si ripeta mai più.
E il «mostro» del razzismo sia cancellato da un luogo tanto ricco di storia e cultura.


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«Fino al palazzo», alla presentazione del libro sul Sarrismo [FOTO]

Come in quelle assemblee scolastiche

Riuniti, per cambiare il mondo.
Come a scuola, quando in assemblea, il dibattito vola alto spinto dall’utopia adolescenziale.
Convinti che la protesta renda giustizia ai più deboli e migliori questo mondo che non va.
La forza dei sogni per rompere gli schemi e combattere il Sistema.

Ecco, sabato pomeriggio ritrovo quello spirito piratesco nei duecento sarristi seduti sulle scale del Vomero, all’ingresso della libreria IoCiSto di Napoli.
Duecento persone di ogni età, sesso e ceto sociale.

Riuniti, come in un’assemblea di tanto tempo fa.
A dibattere di Sarrismo.

Alla presentazione del libro "Fino al palazzo", dedicato al Sarrismo

Fino al palazzo, tra sogno e divertimento

La presentazione del libro “Fino al palazzo”, l’opera dedicata ai tre anni di Maurizio Sarri alla guida degli azzurri, ci emoziona.

Con il giornalista/tifoso Sandro Ruotolo nelle vesti del convinto (e ironico) Ministro della Propaganda (Sarrista), il dibattito scivola via tra le leggendarie sigarette del Comandante ed il sano divertimento calcistico.

Non c’è spazio per la nostalgia.
Ci concediamo solo il ricordo della indimenticabile testata di K2 a Torino (chi non comprende l’acronimo, è pregato di non continuare la lettura).

Poi, solo bellezza come forma di espressione sportiva (e non), condivisione, coinvolgimento, alchimia.

«Maurizio Sarri uno di noi» l’urlo sale spontaneo, tra i duecento assiepati sulle scale del Vomero.

E’ ora di andare.

L’assemblea si scioglie felice di aver sognato: per due ore, con spensieratezza, abbiamo cambiato questo mondo che non va.

Merito del nostro Comandante.

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I 200 sarristi: le foto


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La piccola Noemi e quel killer spietato: quale futuro?

Come recuperare uno spietato killer?

Immagino il giorno (spero prossimo) dell’arresto del sicario coinvolto nel folle raid in piazza Nazionale a Napoli lo scorso 3 maggio.
Il «mostro» che, nel video choc, dopo gli spari scavalca il piccolo corpo di Noemi riverso sull’asfalto.

Per questa belva, quale possibile futuro immagino?

La Giustizia segue il suo corso, il killer imprigionato in un carcere di massima sicurezza, una vita al 41bis con la chiave smarrita appena chiusa la cella.
Privato della libertà, esiste una minima possibilità affinché il «mostro» (ri)diventi un essere umano?

Il killer che ha colpito la piccola Noemi

Lo scopo della galera

La prigionia ha il solo compito di difendere la società civile da un pericoloso assassino?
Oppure, la solitudine della galera può far rinascere un briciolo di umanità anche in uno spietato killer di camorra?

Ragionamenti a voce alta, privi di una conclusione razionale.
Perché proprio non immagino a quale futuro aspiri quel maledetto «mostro».
Può un uomo continuare a vivere con un tale macigno sulla coscienza?
(ma avrà una coscienza?)

Solo domande.
E preghiere per Noemi.
Affinché guarisca, torni ad una spensierata quotidianità insieme alla sua famiglia.

Per il «mostro», invece, non intravedo nessuna via d’uscita.
Né dalla prigione.
Né, tantomeno, dal pozzo nero nel quale è precipitato.


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Tom Hanks, 17 storie brevi e quella passione per le vecchie macchine da scrivere [RECENSIONE]

“Tipi non comuni” di Tom Hanks: breve (non) è bello

Le storie brevi sono un’arma a doppio taglio: presentano l’indubbio beneficio dell’immediatezza ma lo svantaggio dell’incompiutezza.

Non fa eccezione Tipi non comuni, del poliedrico Tom Hanks.
Diciassette coincisi racconti con un un unico filo conduttore: il ticchettio obsoleto e affascinante di una macchina per scrivere.

Per dirla tutta, non amo i racconti brevi – dunque il giudizio del sottoscritto è palesemente influenzato dalla limitatezza della trama.
Nemmeno il tempo di conoscere il personaggio, approfondire la psiche degli interlocutori, scoprire gli scheletri negli armadi, amare i sogni ed emozionarsi nel mondo inventato dallo scrittore che … zac!
La scure della stringatezza tronca il finale.

E, con l’amaro in bocca – ed il ticchettio della macchina per scrivere in sottofondo – siamo costretti a voltare pagina.
Iniziamo una nuova, breve avventura con i pensieri imprigionati nei dubbi e lacune lasciati per strada.

"Tipi non comuni", di Tom Hanks: la mia recensione

Tom Hanks è (anche) un bravo scrittore?

Concordo: Tom Hanks è un attore straordinario (leggi: eccedente i limiti del normale o del comune, con significati che si determinano nel senso di un’eccezionalità rispetto alla prassi o all’ordine consueto).

E’ anche un uomo dall’aspetto cordiale, simpatico e gentile.
Un uomo pieno di talento, non vi è dubbio.

Ma, nonostante tutto, sospendo il giudizio sul Tom Hanks scrittore.
Lo aspetto con una prova più impegnativa, un vero romanzo dalla trama significativa, un’opera che si possa pesare per qualità e quantità.

Va bene anche un bel libro nato dal ticchettio della sua amata, vecchia, obsoleta macchina per scrivere.
Ma, per cortesia, privo d storie brevi.

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La chiesa di San Nicola, l’ebook gratuito di Lorenzo Izzo [DOWNLOAD]

Chiesa di San Nicola, di Lorenzo Izzo

Immagino il mio amico Lorenzo Izzo chino sulla scrivania di una dimenticata biblioteca, in un angolo della sconfinata periferia casertana.

Come un archeologo scava tra la polvere, Lorenzo investiga tra le pagine di un vecchio manoscritto.
Alla scoperta di quel dettaglio che conferma (o smentisce) un aneddoto ascoltato tra gli anziani del paese, quell’informazione mancante che incastra tutti i pezzi del puzzle storico.

La chiesa di San Nicola, l'ebook gratuito di Lorenzo Izzo

Un’opera senza scopo di lucro

La chiesa di San Nicola è un’opera frutto di un lavoro certosino di ricerca, ricostruzione e interpretazione delle fonti scritte e orali.
(Lorenzo Izzo)

Lo scrupolo dello storico per ricostruire, con novizia di particolari, la storia della chiesa di San Nicola, a Calvi Risorta (CE).

Un ebook gratuito frutto della passione di Lorenzo per la storia – basta leggere i suoi interessanti post per carpire la profondità delle vicende narrate.
Un’opera (senza scopo di lucro) messa a disposizione per la collettività, per ricordare le nobili origini del tempio di Calvi Risorta – chiesa edificata tra il 1623 e il 1650.

Per i concittadini di Lorenzo, un regalo da cogliere con un clic, leggere con attenzione, divulgare, condividere, tramandare ai posteri.
Un ebook per apprezzare al meglio un tesoro del proprio territorio.

Per chi non è della zona, invece, un saggio ed un pretesto per visitare Calvi e conoscere l’autore.

Dopotutto, come afferma da sempre Lorenzo, «L’unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene».

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Chiesa di San Nicola, come scaricare l’ebook

L’ebook è gratuito e disponibile nei formati PDF, MOBI e EPUB.
Segue il link per il download:  +++ scarica l’ebook +++

Buona lettura.


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Parco dei mostri di Bomarzo: tra (la mia) fantasia e realtà [FOTO]

Parco dei mostri: come doveva andare

«Benvenuto dottor Monfrecola, siamo onorati della sua visita» il direttore del parco dei mostri di Bomarzo tradisce l’emozione dell’incontro.

Mi porge la mano sudaticcia, evito il contatto.

«Da tempo desideravo visitare questo luogo, lo trovo meraviglioso» replico gelido.
«La mia ex segretaria (licenziata oggi) non è mai riuscita ad incastrare Bomarzo tra gli impegni editoriali e le interviste televisive» continuo osservando le prime incredibili sculture scolpite nelle rocce ordinate dal Principe Pier Francesco Orsini dopo la morte della moglie Giulia Farnese.

«Mi conceda l’onore di accompagnare il webmonster di faCCebook.eu – il blog ufficiale dei mostri – in visita al sacro bosco. Sono iscritto alla newsletter e la seguo su tutti i canali social. Attendo con trepidazione ogni suo post» interviene impaurito l’uomo.
«Onore concesso ma non mi chieda selfie» sentenzio distaccato.

La passeggiata nel magnifico ed unico parco dei mostri di Bomarzo può avere inizio.

al parco dei mostri di Bomarzo

Parco dei mostri: come è andata

«Sono 11€» dichiara la cassiera senza nemmeno alzare lo sguardo.

L’indifferenza della donna non spegne l’entusiasmo del sottoscritto: a poche ore da Napoli – uscita Attigliano dell’A1 – sorge un bosco misterioso, ricco di sculture mostruose, nate dall’amore del Principe per la moglie defunta.

Un complesso monumentale risalente al XVI secolo menzionato anche da Alberto Angela in una delle recenti puntate di Meraviglie d’Italia su Rai1.

Da tempo segnato nella mia personalissima TODO LIST d’arte, in questo ponte d’aprile, finalmente trovo una parantesi tra lavoro ed impegni vari.

Parto carico di attese.
Attese confermate: il parco dei mostri di Bomarzo merita la visita.

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Parco dei mostri: la galleria fotografica

Dopo le sculture ritraenti animali mitologici, divinità, casa pendente e mostri si può apprezzare uno scatto di Bomarzo.


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Quel maledetto, ultimo 33esimo piano [FOTO]

33esimo piano, perchè?

Cosa diavolo pensavo di trovare su quel maledetto 33esimo piano?

La setta dei poeti estinti?
Una riunione degli scrittori anonimi contro la sindrome della pagina bianca?
Il Sindaco col comitato di accoglienza?

Forse, un angolo di città con una prospettiva diversa?
Una visuale ispiratrice?

La vista dal 33esimo piano di un grattacielo del Centro Direzionale di Napoli

In cima alla torre del Centro Direionale

Desidero raggiungere quel maledetto ultimo piano da anni.
Il richiamo degli ascensori volanti è forte: «prima o poi salgo in cima» mi ripeto ogni volta che passeggio nei viali del Centro Direzionale di Napoli.

Pigio il bottone con curiosità.

Chiuso nella ermetica cabina, scruto il display scorrere veloce.
1, 2, …, 17, … 26 … …. 33!
Il bip sancisce la fine dell’ascesa.

Le porte dell’ascensore si spalancano e, prudente, sbarco lassù in cima, dove mai ero giunto prima!

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La delusione di quel maledetto 33esimo piano

Un alveare di uffici.
Impiegati alienati nascosti dietro ai monitor, chiusi in piccole prigioni come in qualsiasi altro ufficio del mondo.

Guadagno le prime finestre.

Fotografo nell’indifferenza generale.

Armato di smartphone, punto il panorama ma gli scatti sono filtrati dai vetri delle finestre sigillate.
La visuale non è diretta.
La presenza della barriera alimenta la delusione.

La vista dal 33esimo piano di un grattacielo del Centro Direzionale di Napoli

Ritorno alla realtà

Ritorno sui miei passi.
33 … 26  …  … ….  17 … 2 … 1
Il bip sancisce la fine della discesa.

Raggiungo l’uscita.

Alzo lo sguardo, con la mano proteggo la vista mentre un raggio di sole taglia quel maledetto 33esimo piano.

«Che diavolo mi aspettavo di trovare?» rimugino disilluso.
Qualsiasi cosa cercassi, non l’ho trovata.


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«Goals» di Gianluca Vialli: storie di sport (e di Vita) [RECENSIONE]

Gianluca Vialli racconta lo sport

Chiariamo subito: Goals non è la biografia di Gianluca Vialli.
E tantomeno è imperniato sulla malattia che lo ha colpito.

Goals di Gianluca Vialli racconta storie di sport.
Anche di calcio – ma non solo.

Il libro descrive le gesta di atleti noti e sconosciuti, a volte dimenticati, bambini con sogni olimpici che poi realizzeranno.
Oppure – per vicende della Vita – non potranno mai raggiungere.

Novantotto capitoli, novantotto esempi di sport, talento, duri allenamenti, obiettivi da perseguire con tenacia.
L’ultimo (il +1 del titolo) dedicato a se stesso.
Per raccontare la sua partita più difficile: dallo choc alla reazione.

Gols, di Gianluca Vialli racconta storie di sport

Goals, perché leggerlo

Goals è un libro di pura evasione.
Da leggere sotto l’ombrellone oppure alla stazione, in attesa del treno.

Novantotto storie mai banali, ognuna con il suo insegnamento di vita.
Perché più del campione, all’autore interessa evidenziare l’aspetto umano della storia, quel particolare dettaglio che trasforma il destino di un uomo in una leggenda dello sport.

E, giunti al capitolo 98+1, tifare per il goal più importante di Gianluca Vialli.

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Salone del libro, le magnifiche immagini da Castel Sant’Elmo (e la coraggiosa vita di Mario Francese) [FOTO]

Mario Francese, giornalista ucciso dalla mafia (1979)

Divenuto giornalista professionista si occupò della strage di Ciaculli, del processo ai corleonesi del 1969 a Bari, dell’omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e fu l’unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Antonietta Bagarella.
Fu uno dei primi a capire cosa stesse accadendo all’interno di Cosa nostra negli anni Settanta, raccontando l’ascesa dei corleonesi Riina e
Provenzano […]

Al salone del libro di Napoli, scopro Mario Francese, giornalista siciliano ucciso dalla mafia davanti casa, la sera del 26 gennaio 1979, a soli 54 anni.
A ricordare le sue coraggiose inchieste, il figlio Giulio.

Con commozione, Carlo Verna, presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, insieme ad altri autorevoli colleghi siciliani, ricorda Mario Francese.
Una vita dedicata all’informazione con le prime inchieste sulla mafia di Totò Riina e le denunce pubbliche contro la violenta ascesa dei corleonesi alla spietata conquista di Palermo.

Una guerra contro lo Stato che raggiungerà l’apice nella tremenda stagioni delle stragi del 1992 ed annunciata, molti anni prima, dagli articoli di Mario Francese.

La sua figura viene ricordata anche dal Ministero degli Interni in una biografia da leggere e condividere.

a Castel Sant'Elmo, il salone del libro di Napoli

Salone del libro, felice di esserci

Prima Renzo Arbore, poi la scrittrice Cinzia Leone, infine il giornalista Mario Francese.

Dopo le irrinunciabili foto, lascio Castel Sant’Elmo soddisfatto.

Un pomeriggio costruttivo in una location magnifica.
Dove trionfano i tanti libri (famosi e non) e si vive il giusto mix tra intrattenimento e impegno.

In altre parole, dove tocchi con mano i mille volti della cultura.

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La galleria fotografica

Tra le immagini della galleria, si riconosce il poliedrico Renzo Arbore, la scrittrice Cinzia Leone durante la presentazione del suo ultimo libro Ti rubo la vita.
Tra le ombre di Castel Sant’Elmo, Carlo Verna – giornalista RAI – ricorda Luigi Necco e conduce l’incontro in memoria di Mario Francese.


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Dispenser gratuiti per gli escrementi dei cani: ci riproviamo al Centro Direzionale [DOWNLOAD VOLANTINO]

Al CDN il dispenser rivoluzionario

Il “pezzo zero” del rivoluzionario domino è all’isola G7 del Centro Direzionale di Napoli.
Il primo dispenser gratuito per la raccolta degli escrementi dei cani è a disposizione dei padroni distratti.

Accompagni Fido a liberarsi ma dimentichi la paletta?
Il simpatico dispenser sottostante al volantino, distribuisce gratuitamente il sacchetto col quale prelevare la deiezione e rimediare alla negligenza.
Basta strapparne uno, compiere il dovere (che ogni padrone civile già esegue) e rispettare la regole elementari della convivenza.

Dispenser gratuiti contro gli escrementi di cani: ci riproviamo al Centro Direzionale

In collaborazione con Vivere

Dopo il fallimento di qualche anno fa, ci riprovo.
In collaborazione con Vivere, il mensile del Centro Direzionale, installiamo il dispenser nei pressi del Bar El Cafesino.

«Stavolta funzionarà!» ripeto mentre attacco il volantino nella curiosità generale.

Il Centro Direzionale bene si presta perché è uno spazio circoscritto e controllato.
E, sotto la spinta mediatica di Vivere, l’iniziativa può raggiungere i commercianti ed i cittadini fiduciosi.

Trionferà l’indifferenza oppure i commercianti ed i cittadini, vista l’esigua spesa da sostenere ed i risultati immediati, adotteranno un dispenser gratuito per gli utenti, collocandolo davanti al proprio negozio o condominio?
Non resta che attendere con tenacia: ogni rivoluzione necessita di tempo.

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Scarica il volantino

Bando alle chiacchiere, passiamo ai fatti concreti.
Con un clic parte la rivoluzione: scarica il volantino, personalizzalo con il logo del tuo negozio (o sponsor), acquista il kit presso un qualsiasi punto vendita di accessori per cani.
Posiziona il distributore (come in foto) nei pressi del tuo condominio o negozio.
Controlla e ricarica il dispenser quando necessario.

Goditi il Centro Direzionale pulito e sii orgoglioso di te stesso: fai parte di quel piccolo, grande esercito di cittadini che, con un piccolo gesto, combattono l’assuefazione per migliorare il mondo che li circonda.


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