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Corea del Nord, la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, l’inferno oscurato

C’erano così tante persone disperate per strada a implorare aiuto che il tuo cuore si induriva per forza, o il dolore ti avrebbe sopraffatto.
Dopo un po’ non te ne curavi più.
Ecco a che cosa assomiglia l’inferno.

Scrivere una recensione di La mia lotta per la libertà della giovane Yeonmi Park mi risulta davvero difficile.
Anzi, impossibile.

Il libro descrive la vita della famiglia Park nel piccolo paesino della Corea del Nord e, pagina dopo pagina, scopriamo un «paese indescrivibile».
Ti chiedi: questa ragazzina così coraggiosa, racconta episodi del medioevo?
Poi, rileggi meglio e scopri l’anno: 2001, 2004 … e resti senza fiato.

Nel 2002 lo stipendio medio di un lavoratore era 2400 won al mese, circa due dollari secondo il tasso di valuta non ufficiale.

La testimonianza di Yeonmi Park accende il riflettore su un angolo buio del pianeta dove, ogni giorno, la dittatura militare viola i diritti umani della popolazione nel silenzio generale (la pagina Diritti umani in Corea del Nord di Wikipedia è un lungo elenco dell’orrore).

Le uova erano una prelibatezza rarissima per noi, le mangiavamo solo a Capodanno o in occasioni speciali.
E le arance erano un tale lusso che non ne avevo mai mangiata una intera in tutta la mia vita, solo uno spicchietto quando mio padre ne aveva riportato un esemplare nel nostro periodo di agiatezza: buttare via la scorza era uno spreco assurdo.

Saltare un pasto poteva letteralmente essere fatale, e questa diventò la mia più grande paura e ossessione.
Non ti importa più che sapore abbia il cibo e non mangi più per piacere.
Mangi con l’istinto animale di sopravvivenza, calcolando inconsciamente a ogni boccone per quanto tempo il tuo corpo continuerà a funzionare.

Corea del Nord, l'inferno e la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, il paese-prigione

La mia lotta per la libertà è scritto con uno stile semplice e lineare.
Ma le parole sono macigni.

Dopo tre giorni dalla fine della lettura, non ho la forza di iniziare un nuovo libro.
Sto ancora elaborando la gravità delle informazioni acquisite.
E continuo a non comprendere perchè, nel ventunesimo secolo, il mondo tolleri la dittatura e l’esistenza di un paese-prigione.

In Corea del Nord vige il Pensiero Unico

In Corea del Nord al governo non basta controllare dove vai, che cosa studi, dove lavori e ciò che dici; ti controlla anche attraverso le emozioni, rendendoti sottomesso allo Stato e distruggendo la tua individualità e la tua capacità di reagire alle situazioni sulla base della tua personale esperienza di vita (dittatura emotiva)

Corea del Nord, il paese prigione

Yeonmi Park, icona della libertà

Nessuno mi aveva mai insegnato a utilizzare la parte del mio cervello relativa al “pensiero critico”, quella che produce giudizi ragionati sul perché una cosa sembra migliore di un’altra.

La mia lotta per la libertà è un libro pieno di speranza e forza.
Forza per cercare la libertà. per noi occidentali scontata, per chi dalla nascita vive come un prigioniero, essenziale come l’aria.

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«La Corea del Nord è un posto indescrivibile»

L’intervento di Yeonmi Park all’One Young World a Dublino, nel 2014.
Se avete coraggio, guardate il video fino alla fine.

 

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Io, in un libro sul razzismo nel calcio. A mia insaputa (e ora chiedo i danni)

Il mio post citato da Lamberto Gherpelli

Io, citato nel libro "Che razza di calcio" di Lamberto Gherpelli

Che razza di calcio, di Lamberto Gherpelli, venduto su Amazon e Google Libri cita il post del sottoscritto pubblicato in data 25 febbraio 2015 dal significativo titolo Se nel calcio vale la proprietà transitiva (razzista) ….

L’articolo originale (dello scrivente), dimostra – tramite la proprietà transitiva – il becero razzismo dei matematici juventini:

I tifosi della Juventus (o presunti tali), a dispetto dei volgari striscioni esposti durante l’incontro di Champions League con il Borussia Dortmund, evidentemente sono dotti in Matematica.
Difatti, i giornali di oggi riportano gli slogan dedicati ai colleghi tedeschi:

«l’amico del mio nemico è mio nemico».

Perché la curva dello Juventus Stadium enuncia con disinvoltura la proprietà transitiva contro il «nemico» teutonico?

Grazie allo studio dell’algebra, il mistero è presto svelato: la tifoseria del Napoli e quella del Catania sono infatti gemellate con quella della squadra tedesca.

Dunque, a rigor di logica, i tifosi del Napoli e del Catania sono amici (gemellati) dei supporter del Borussia.
Ma i partenopei e gli etnei sono nemici degli juventini.
Ne consegue che gli juventini diventano matematicamente nemici dei tifosi del Borussia Dortmund.

I tifosi della Juve e la proprietà transitiva

Come scopro la copia del post nel libro?

Ogni tot mesi, googlo “Mario Monfrecola” per verificare le quotazioni della mia reputazione digitale.

Dopo gli immancabili profili social, compare il link al libro di Lamberto Gherpelli.

Stupito – mi era sfuggito in precedenza? – clicco e scopro il pezzo di articolo nel paragrafo dedicato ai volgari striscioni della curva dello Juventus Stadium durante l’incontro di Champions League con il Borussia Dortmund.

Non posso leggere oltre, il sito visualizza solo un’anteprima dell’ebook.
Se desidero continuare, necessito di acquistare l’opera di Lamberto Gherpelli.

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La richiesta di risarcimento

Non ho dubbi: l’autore di Che razza di calcio sfrutta le idee del sottoscritto per il suo libro (che non ho nemmeno letto).

Confermo anche che, in questi anni, non ho ricevuto richieste per autorizzare la stampa dell’articolo Se nel calcio vale la proprietà transitiva (razzista) … per fini commerciali.

Trattasi di violazione di copyright?
Oppure, citare l’autore originale del post, libera lo scrittore da ogni conseguenza legale?

Potrei chiedere la consulenza di una cinica squadra di avvocati, mettere in moto gli squali del foro per trovare un cavillo burocratico e spennare l’autore?
Imporre alla casa editrice il ritiro di tutte le copie dagli scaffali di ogni libreria italiana?

No!

Non opero per speculare, mi spiace non sono un «mostro».
Al contrario, sono orgoglioso di essere citato in un libro.

Ringrazio Lamberto Gherpelli per aver scovato in Rete il mio articolo, averlo letto e reputato valido.
Ricevere la visita di uno scrittore, rende la mia piccola casa digitale un angolo del web affidabile.
Un risultato impagabile per un piccolo sito come faCCebook.

Una richiesta di  «risarcimento danni», però, non posso lasciarmela sfuggire: una copia autografata di Che razza di calcio.

Meglio se in versione digitale.
Grazie Lamberto 🙂


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Manila, di Enrica Orlando: storia di «mostri» e di speranza [RECENSIONE]

Manila, libro estremo 

Manila, di Enrica Orlando, è una storia ricca di «mostri».
I peggiori.
I «mostri» ai qual non puoi sfuggire.
Perché ti perseguitano da dentro.

Un libro duro da leggere.
Conversazioni spietate che spiazzano per crudezza e degrado (morale e fisico dei personaggi ).
La disperazione porta ad azioni disumane e la brava Enrica Orlando, con uno stile asciutto (e spesso volgare), sbatte in faccia al Lettore il lato più oscuro dell’animo umano.

Quello che vorremmo dimenticare ed, invece, è solo celato dietro l’angolo di ogni coscienza.

Manila, di Enrica Orlando, la mia recensione

Manila, quante volte sei morta?

Manila suscita sentimenti opposti: la detesti quando si autodistrugge, sorridi per l’ironia con la quale affronta i drammi del destino, entreresti nelle pagine del libro pur di aiutarla.
Infine, l’ abbracceresti per augurarle un po’ di meritata felicità.

Personaggi estremi, contesto fatiscente, legge della sopravvivenza, periferie sporche ed abbandonate.
Cancellazione di ogni briciola di umanità.
Come in una guerra.
E l’inevitabile caduta negli inferi.

Eppure, anche nel buio più assoluto, nei peggiori inferni metropolitani, la forza della vita trova e si aggrappa a quella mano tesa, pronta ad aiutarti.

Manila non lascia indifferenti.
E, per un’artista, è il miglior complimento. 
Per questo va letto.

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«La mia vita» di Sir Alex Ferguson, per gli amanti del calcio inglese [RECENSIONE]

Alex Ferguson, da Govan a leggenda del calcio

Acquisto la biografia ufficiale di Alex Ferguson prima del malore dello scorso maggio.
Da quanto leggo sul web, l’ex allenatore del Manchester United è fuori pericolo (anche se resta in terapia intensiva).

L’interesse del sottoscritto per una leggenda del calcio moderno, nasce dalla curiosità di carpire quali elementi rendono eccezionale un anonimo scozzese partito dal quartiere dei cantieri navali di Glasgow ed arrivato fin sulla vetta del mondo (sportivo).

Sir Alex Ferguson sintetizza le doti di un manager di successo in poche, significative righe:

gli elementi più importanti per una leadership di successo: etica del lavoro, determinazione, il saper prendere decisioni

La mia vita, la biografia ufficiale di Alex Ferguson

Chiedete a Cristiano Ronaldo

In La mia vita, Alex Ferguson racconta i ventisette anni (consecutivi) come allenatore/manager del Manchester United.
Un record imbattuto che rimarrà tale a lungo (vista la frenesia degli attuali presidenti di club).

Il libro è ricco di storie inedite: dalla maturazione del giovane Cristiano Ronaldo ai mille altri talenti scoperti nei campi di periferia e poi lanciati in prima squadra.
Il rapporto con i media inglesi, le simpatie/antipatie con gli altri allenatori della Premier League (la stima per Mourinho ma anche la diffidenza con Rafa Benitez).

Mille racconti tra i tanti successi e qualche utile sconfitta.
Un libro imperdibile per chi ama il calcio inglese, talmente condensato di aneddoti da sembrare un romanzo fantasy.

Invece, La mia vita è il giusto tributo ad un uomo di sport fuori dall’ordinario.

non abbiamo perso la partita è solo scaduto il tempo

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«Un ragazzo normale» il miglior romanzo di Lorenzo Marone [RECENSIONE]

Un ragazzo normale: dagli anni 80 ad oggi

Leggo Un ragazzo normale di Lorenzo Marone e con la mente torno bambino.
Quando, da piccolo, trascorrevo interi pomeriggi dietro ad un Super Santos o in giro con la bici.
Dagli anni ottanta ai giorni nostri, l’intervallo temporale della mia adolescenza.

Leggere il romanzo dello scrittore napoletano, significa aprire l’album dei ricordi: quelli dolci, legati alle atmosfere magiche della nostra infanzia – amorevole o complicata che sia.
Quel periodo irripetibile della vita che forma l’adulto di domani.

Come succede a Mimì – il figlio del portiere di uno stabile del Vomero – che conoscerà il giovane Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino, suo vicino di casa.

E, grazie al suo esempio, ben presto imparerà a distinguere il male dal Bene.

«Un ragazzo normale» di Lorenzo Marone: [RECENSIONE]

Il miglior romanzo di Lorenzo Marone?

Tra i libri di Lorenzo Marone (ed il sottoscritto li ha letti tutti), Un ragazzo normale è il mio preferito.

Perché l’ho letto in un week end.
Perché presenta una trama appassionante, scorrevole, avvincente, con spunti di riflessione sulla Napoli di ieri e di oggi.

Sono convinto: Un ragazzo normale è la migliore opera di Lorenzo Marone.

Un romanzo di formazione che ricorda la figura coraggiosa di Giancarlo Siani, il giovane giornalista sorridente.
Il supereroe dei tanti Mimì.

“Non scrive cose pericolose, ma scrive cose vere, quelle che nessuno ha il coraggio di scrivere”

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«Abbi fortuna e dormi» di Luciano Esposito: come un arcobaleno sul mare [RECENSIONE+FOTO]

«Abbi fortuna e dormi», tra sogno e realtà

Termino Abbi fortuna e dormi in riva al mare, il luogo ideale per leggere l’intrigante romanzo di Luciano Esposito.

Seduto sulla sdraio, sotto l’ombrellone, sforzo lo sguardo per raggiungere l’orizzonte.
Osservo l’infinito blu, dove finisce la realtà e inizia l’immaginazione.

Con il libro tra le mani, rifletto su quel labile confine tra quotidianità e sogno.
Ecco il segreto di un libro appassionante!
Pagina dopo pagina, la trama ti porta in un mondo immaginario popolato da persone concrete che, ben presto, da personaggi di fantasia, diventano persone alle quali ti affezioni.
E non vorresti più lasciare.

Abbi fortuna e dormi ha proprio questo merito – non ovvio.
Cattura l’attenzione e ci trasporta in un viaggio affascinante.
Con molteplici tappe: sorridiamo, in alcuni capitoli riflettiamo, infine ci emozioniamo.
Sempre con leggerezza.

Perché il bravo autore utilizza uno stile scorrevole, conversazioni ben strutturate, la narrazione accelera e poi rallenta tra questioni surreali e visioni tremendamente concrete.

Giunti all’ultimo rigo, ci svegliamo come da un lungo sonno, riposati e sorridenti.
Compiaciuti per aver afferrato quel dolce sogno nascosto nel romanzo.

Abbi fortuna e dormi, di Luciano Esposito

E spunta l’arcobaleno sul mare …

Ho appena terminato Abbi fortuna e dormi, chiudo il libro col sorriso soddisfatto.
Da sotto l’ombrellone, continuo ad osservare l’orizzonte.

Le atmosfere oniriche della trama ricordano un film di Tim Burton.
«Bravo Luciano» mi congratulo nella mia mente con lo scrittore (esordiente).

Mentre immagino uno stallone bianco correre lungo la spiaggia, osservo meglio il panorama.
Sbatto le palpebre e metto a fuoco la scena surreale: un insolito arcobaleno all’orizzonte.
Sul mare!

Immortalo la scena.

Un’immagine colorata, rara e preziosa.
Come un bel sogno, come il romanzo che ho tra le mani.

L'arcobaleno sul mare spunta mentre termino Abbi fortuna e dormi, di Luciano Esposito

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«La casa in riva al lago», l’importanza del passato secondo Ella Carey [RECENSIONE]

La casa in riva al lago, romanzo di evasione

La casa in riva al lago, di Ella Carey, rientra nella categoria dei libri “non vedo l’ora di vedere come va a finire”.

Tra passato e presente, l’autrice ricostruisce una storia d’amore iniziata nella Germania nazista e mai finita.
Vicende in bianco e nero che, con l’escamotage dell’alternanza dei capitoli, saltano dal 1930 ai giorni nostri, conquistando da subito l’attenzione del Lettore.

Sembra di leggere due storie parallele che, prima o poi, si intersecano.
Nel mentre, l’attesa è ben ripagata da una trama stimolante, con continui flashback ed una narrazione intrigante.

Ella Carey, autrice di "la casa in riva al lago"

Perché leggere «La casa in riva al lago»

Lettura di pura evasione con accenni a concetti profondi: perchè il popolo tedesco fu ammaliato da Adolf Hitler?

Una possibile risposta è legata al destino di Max – il personaggio intorno al quale ruota il libro – giovane rampollo di una famiglia benestante nella Germania scossa dai primi fermenti nazisti.

Toccherà ad Anna, la giovane nipote di Max, scoprire il misterioso segreto legato al passato del nonno.

E, pagina dopo pagina, come in una lunga passeggiata rilassante tra i boschi della Berlino di un tempo, tra le euforie dei balli parigini del novecento e la caotica San Francisco di oggi, giungiamo all’atteso finale.

Chiudiamo il libro col sorriso sulle labbra.
La casa in riva al lago, di Ella Carey, compie in pieno il suo dovere: rilassare il Lettore con una storia leggera, ben scritta, piacevole, soddisfacente.

Come richiesto ad un buon romanzo d’evasione.

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«La casa sopra i portici», Carlo Verdone si racconta (per davvero) [RECENSIONE]

«La casa sopra i portici», un libro di Carlo Verdone

Leggo La casa sopra i portici con la netta sensazione di ascoltare la voce di Carlo Verdone narrare le vicende descritte nel libro.

Tra le righe, emerge quel modo d’essere  visto mille volte nei suoi film – ad esempio, il tipico gesto spazientito di Verdone che allarga le braccia per protestare e poi accetta bonariamente la richiesta assurda del momento. 

Puntalizzo: La casa sopra i portici non è una autobiografia.
E’, piuttosto, un sentito saluto alla casa dove è vissuta la famiglia Verdone e dove Carlo lascia il periodo più felice della sua vita: l’infanzia e l’adolescenza.

La casa sopra i portici, un libro di Carlo Verdone

Perché leggere «La casa sopra i portici»

Se hai amato Bianco, Rosso e Verdone ed hai riso (amaro) con Furio, ti incuriosirà conoscere lo zio pedante e logorroico che ha ispirato il famoso personaggio.

Perché il libro, oltre a raccontare l’amore smisurato di Carlo per i genitori, rivela anche mille piccoli segreti professionali.

Le paure del giovane attore, gli esordi, i grandi volti del cinema che da sempre frequentano il salotto di casa (il padre Mario è stato un importante critico cinematografico ed uomo di cultura), il rapporto con la famiglia De Sica (la sorella Silvia è la moglie di Christian), la timidezza del primo amore, il rapporto con l’altro sesso, l’incontro con Alberto Sordi, le telefonate surreali con Federico Fellini

Furio, il celebre personaggio di Bianco, rosso e Verdone ispirato da uno zio

Il libro, un tributo all’infanzia di Verdone

La casa sopra i portici non ha nessuna pretesa letteraria, è un libro di pura evasione che ci ricorda una Roma (e una Italia) che, oggi, non esiste più.

L’attore ha il merito di raccontare con la spontaneità che lo contraddistingue, aspetti della propria vita privata – alcuni celebri, molti inediti – con leggerezza (alcuni episodi risultano davvero esileranti).

L’ultima pagina è il ciak finale di un film ben riuscito.
Dal libro, risultano chiare le emozioni di Carlo Verdone, per un’infanzia felice, in una famiglia ricca d’amore, in una casa speciale: la casa sopra i portici.

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«Magari domani resto» di Lorenzo Marone: fuggire o resistere? [RECENSIONE]

«Magari domani resto», una storia ambientata ai quartieri spagnoli di Napoli

Fuggire via per cercare una vita migliore oppure restare nel luogo dove sei nato?

Se poi sei nato e cresciuto nei quartieri spagnoli di Napoli, la voglia di scappare dai vicoli per costruire un destino diverso, è forte.

Magari domani resto di Lorenzo Marone racconta, attraverso gli occhi di Luce – giovane avvocatessa napoletana – il dilemma che attanaglia da sempre la città: evadere per sognare una vita altrove o, con l’impegno e l’esempio personale, migliorare il mondo che ci circonda?

Lorenzo Marone alla Feltrinelli di Napoli presenta "Magari domani resto" (intervista al TG3)

Il fatidico dilemma: restare o fuggire?

La voce narrante di Luce accompagna il lettore tra i vicoli dei quartieri spagnoli dove il confine tra legalità e folclore è labile.

Il tema è scivoloso e l’autore ha il merito di non far cadere la storia nella palude dei soliti pregiudizi napoletani o macchiette tipiche della nostra città.

Le pagine sono dense di continue riflessioni: la protagonista ha alle spalle una famiglia disordinata, con un padre assente ed una madre integerrima che, nonostante l’ambiente difficile, educherà Luce all’integralismo morale.

Ma, come è noto, chi non accetta compromessi, spesso si ritrova a combattere da solo contro il mondo.

E così, con uno stile (troppo) scorrevole e lineare, Lorenzo Marone ci porterà verso il fatidico dilemma: chi fugge è un vigliacco e chi resta un eroe?
Oppure, chi resta non ha il coraggio di cambiare mentre chi parte è il vero coraggioso?

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Un libro leggero, nel bene e nel male

Alla presentazione di Magari domani resto io c’ero.
Il libro mi incuriosì da subito e fu interessante ascoltare e conoscere Lorenzo Marone (lo scrittore, disponibile e cordiale, mi rilasciò un’intervista che mi rese orgoglioso).

Mi andava di raccontare una parte della città che non avevo ancora raccontato, la Napoli popolare, e mostrare come, anche in un quartiere difficile, esistono persone che conducono vite normali, combattendo ogni giorno per affermarsi nonostante le difficoltà.
(Lorenzo Marone)

Il romanzo, però, mi ha soddisfatto a metà: le pagine scorrono via con una velocità eccessiva.

La trama non presenta intoppi, la narrazione diviene – tra le mille riflessioni di Luce – troppo semplicistica, il finale si dissolve come un’onda sugli scogli.

Magari domani resto è un ottimo romanzo di pura evasione.
Perfetto se ami affrontare temi profondi con leggerezza, se, mentre leggi, desideri rilassarti.
Deludente se cerchi un senso alle riflessioni di Luce.

Perché, giunti alla fine del libro, ti guardi dietro e ti chiedi: quale tema abbiamo affrontato in questo lungo (e piacevole) percorso?

Ecco, io non cercavo un trattato sul Bene e sul Male ma speravo che, dopo l’ultimo rigo, Luce lasciasse un segno.

Il segno non c’è.
Resta, invece, una dolce e leggera carezza.


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Jeff Bezos, genio o sfruttatore? Un libro per capire cos’è (veramente) Amazon [RECENSIONE]

Brad Stone, un libro su Amazon e Jeff Bezos

La lettura dell’interessante Vendere tutto: Jeff Bezos e l’era di Amazon di Brad Stone, aiuta a comprendere il perché, in questi giorni, i lavoratori di Amazon scioperano.

Il volume descrive il dietro le quinte del colosso americano, le due facce della stessa medaglia: il successo, il prezzo da pagare per raggiungere il successo.

L’autore, con una serie di interviste a dipendenti e dirigenti Amazon, racconta la realtà all’interno della multinazionale plasmata sul Bezos-pensiero:

«Se ci chiediamo perché Amazon sia cosi diversa da quasi tutte le altre aziende nate agli albori di Internet, è perchè Jeff ha adottato fin dall’inizio una visione di lungo periodo. 
Era un progetto articolato nell’arco di decenni.
La sua filosofia di fondo è che si possa ottenere moltissimo in un lasso di tempo protratto, a patto di essere tenaci»
(Danny Hillis, amico di Jeff Bezos)

Jeff Bezos, genio o sfruttatore?

Jeff Bezos, genio o sfruttatore?

La crescita esponenziale della start up in un lasso di tempo fulmineo è, da un lato una cavalcata entusiasmante per chi vi partecipa, dall’altro un sacrificio costante per i dipendenti costretti a ritmi ed orari assurdi.

Durante una riunione memorabile, una dipendente chiese a Bezos quando l’azienda intendesse raggiungere un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata.
Lui non la prese bene.
«Siamo qui per ottenere risultati, e questa è la priorità assoluta», rispose in tono secco.
«Questo è il dna di Amazon. Se non puoi eccellere e dare tutta te stessa, forse non è il posto giusto per te.»

Ogni pagina del libro evidenzia il continuo contrasto tra le mille luci e le altrettante ombre: per i dipendenti Amazon, secondo Jeff Bezos, non può esistere un equilibrio tra vita privata e lavoro.

Soprattutto in prossimità delle feste, il clima tra i lavoratori diviene incandescente:

La rapida crescita richiese nuovamente all’azienda di avviare l’operazione «Salviamo Babbo Natale». I dipendenti dissero addio alle famiglie e iniziarono turni di due settimane nei call center del servizio clienti o nei centri distribuzione di tutto il Paese.

Amazon, il negozio che vende tutto (secondo l'idea di Jeff Bezos)

Amazon, il negozio che vende ogni cosa

Vendere tutto: Jeff Bezos e l’era di Amazon di Brad Stone, ha il merito di raccontare la rivoluzione dell’e-commerce secondo la visione di Jeff Bezos ma anche la lucidità per denunciare lo sfruttamento senza (tanti) scrupoli compiuto da Amazon.

Questi dipendenti, solitamente non specializzati, lavoravano per dieci o dodici dollari all’ora in zone del Paese in cui la disoccupazione era alta, e spesso trovavano in Amazon un datore di lavoro alquanto crudele. I furti erano un problema costante […]

Un’opera certosina, lunga, dettagliata, per spiegare – dietro ad un clic – quale segreto nasconda la rivoluzione 2.0

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Garibaldi e Vittorio Emanuele II non si incontrarono a Teano [ebook gratis]

Garibaldi e Vittorio Emanuele II: l’ebook gratuito di Lorenzo Izzo

Leggo con interesse crescente l’ebook (gratuito) condiviso dal mio amico Lorenzo Izzo, storico per passione (“L’unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene”).

Secondo i libri di scuola, il memorabile incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II avvenne il 26 ottobre del 1860 a Teano.

Secondo la tradizione, l’incontro si sarebbe svolto a Teano presso il ponticello San Nicola sulla Strada Provinciale 329 ex S.S. 608 nella frazione di Borgonuovo vicino alla chiesa di Maria SS. della Libera.

Lo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II del 26 ottobre 1860

Il luogo dell’incontro: Taverna della Catena, Vairano Scalo

Lorenzo traduce – dal tedesco – parte di un documento stilato dal Brigadiere Generale Wilhelm Rüstow, Capo di Stato Maggiore della 15 Divisione dell’Esercito Meridionale e braccio destro di Garibaldi nella missione.

Immagino il lavoro certosino di Lorenzo, capace di estrarre la parte interessante del manoscritto (disponibile su Google Libri a questo indirizzo) e sintetizzare la vicenda nell’ebook gratuito presente sul suo sito nel post che introduce l’opera: Il luogo esatto dello storico incontro del 26 ottobre 1860

Nel corso degli anni, sulla scorta di una mole imponente di documentazione a riguardo, si è rafforzata l’ipotesi che la nota vicenda si sia svolta a Taverna della Catena, nell’abitato dell’odierna Vairano Scalo, frazione del Comune di Vairano Patenora.

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L’evento più importante della Storia d’Italia

La lettura dell’ebook, oltre a rivelare l’importante notizia storica, evidenzia anche altri aspetti interessanti: le abitudini dei soldati del tempo, le caratteristiche del territorio, le osservazioni dello stesso Wilhelm Rüstow sulle strategie adottate da Garibaldi.

Grazie al notevole lavoro di Lorenzo, è possibile ripercorrere quei momenti fondamentali attraverso le parole di chi ha vissuto, in prima persona, l’evento.

E correggere l’inesattezza relativa «all’evento più importante della Storia d’Italia».

Alla luce di questa nuova ricerca storica, emerge una verità diversa dalle versioni finora raccontate.
Per questo motivo, ritengo che sia arrivato il momento di fare chiarezza, di procedere, sulla base di una riflessione accurata e approfondita, ad una revisione dell’evento più importante della Storia d’Italia.
(Lorenzo Izzo)

 


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L’Unità d’Italia secondo gli «sconfitti»: i Terroni, di Pino Aprile [RECENSIONE]

L’Unità d’Italia, invasione o liberazione?

Terroni: Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali” di Pino Aprile è un libro difficile.

Lungo, ricco di notizie storiche ben documentate, duro da leggere per i contenuti e le verità svelate.
Offre mille spunti (da verificare o approfondire, dipende) sul perché i Piemontesi unirono l’Italia.

La Storia Ufficiale – quella insegnata a scuola – secondo l’autore, è incompleta.
Mancano pezzi di vicende note e mai raccontate, interi capitoli omessi su stragi, deportazioni, genocidi, furti commessi dai Savoia contro l’allora (ricco) Regno delle due Sicilie.

La domanda aleggia nelle pagine del libro come un spettro: a chi conveniva l’Unità d’Italia?
E, perchè, dal 1861 ai giorni nostri, la politica ha discriminato il Sud a favore delle lobby del Nord?

Terroni: Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero "meridionali" - L'Unità d'Italia secondo Pino Aprile

Perché leggere il libro di Pino Aprile

Al di là delle convinzioni personali  è interessante leggere Terroni: Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali” per comprendere le vicende dal punto di vista di chi è stato invaso, da quella parte d’Italia vittima, costretta a subire scelte non sue.

Le regioni del Sud inermi contro l’avanzata dell’esercito piemontese, il fenomeno del «brigantismo» e gli infiniti drammi tipici di ogni guerra. (perché di guerra stiamo parlando), l’impoverimento decennale con lo smantellamento di importanti infrastrutture – l’autore ricorda, come esempi eclatanti, la strage e la chiusura del famoso complesso ferroviario di Pietrarsa, la presenza nell’operosa Calabria del polo siderurgico di Mongiana che, nel 1860 dava lavoro a circa 1.500 operai.

Ma gli esempi di infrastrutture all’avanguardia presenti nell’allora Regno Borbonico sono molteplici e documentati.
Come gli eccidi e le stragi di innocenti avvenute dopo l’Unità d’Italia ad opera dell’esercito dei Savoia.

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Unità d’Italia, rivedere la Storia Ufficiale

Terroni: Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali” di Pino Aprile, dunque, ha il merito della denuncia.

Lo scrittore pugliese chiede di rivedere le vicende dell’Unità d’Italia con le conoscenze di oggi, l’obiettività per correggere i libri di scuola e raccontare la verità alle future generazioni.

La lettura dell’opera è un primo tassello, il sasso nello stagno per smuovere la coscienza (e la curiosità).
L’ultimo rigo, rappresenterà l’inizio di una nuova pagina dalla quale partire per comprendere meglio la Storia di ieri ed oggi.

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