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Category: Politica (Page 2 of 6)

Il Ministro Guidi: «HP Pozzuoli è una risorsa per il Paese»

Il tweet di Marco Di Lello (PSI)

Al sesto giorno consecutivo di sciopero dei 161 dipendenti, giunge il tweet di Marco Di Lello che porta la vertenza HP Pozzuoli nel cuore del Parlamento Italiano.

La risposta del Ministro Guidi

Alle domande del Presidente dei deputati socialisti risponde il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.

Il Ministro Guidi risponde a Marco Di Lello sulla vertenza HP Pozzuoli

La sede di Pozzuoli impiega oggi 171 addetti molti dei quali sono stati protagonisti della storia della nostra informatica e rappresentano delle risorse preziose per il Paese […]

Mi piace evidenziare questo passaggio del discorso del Ministro perché rende giustizia alla professionalità del sito di Pozzuoli, 161 persone che desiderano solo tornare a lavorare.
Dateci la possibilità di farlo il prima possibile.

De Magistris: «sosterremo i lavoratori di HP Pozzuoli»

Ore 7.15 di un giorno (non) lavorativo

«Ciao cara, vado» lui.
«Caro, stasera fai tardi?» lei.
«Solito» lui.
«Hai preso il computer, il pranzo ed il fischietto? Ultimamente sei molto distratto» lei.
«Sì» lui.
«E stasera ricorda di passare dal dottore, hai la pressione alle stelle» lei.
«Va bene» lui.
«Allora ti auguro buon quinto giorno di sciopero consecutivo caro» lei.
«Grazie cara, a stasera» lui, un dipendente HP Pozzuoli.

HP Pozzuoli chiude, chiediamo il sostegno del Sindaco di Napoli De Magistris

HP Pozzuoli chiude, chiediamo il sostegno del Sindaco di Napoli De Magistris

Napoli, dal Sindaco De Magistris

Noi, dipendenti dell’HP Pozzuoli, scioperiamo contro la decisione HP di chiudere la nostra sede di lavoro.

Il sindaco di Napoli De Magistris – come già il Presidente della Regione Campania De Luca ed il Sindaco di Pozzuoli Figliolia – stamane al Comune ha ascoltato la nostra delegazione RSU, compreso i motivi della lotta e si è impegnato a difendere la tesi di noi dipendenti HP nel prossimo incontro ministeriale previsto a Roma il 20 luglio.

La partita è ancora aperta e da oggi annoveriamo tra i nostri sostenitori un nuovo, importante supporter istituzionale: il sindaco di Napoli.

Il sindaco di Napoli De Magistris ascolta noi dipendenti HP Pozzzuoli

Il sindaco di Napoli De Magistris ascolta noi dipendenti HP Pozzzuoli

161 non è un numero!

Noi, 161 dipendenti dell’HP Pozzuoli, nell’economia moderna rappresentiamo un numero?
Il cinico risultato visualizzato in una cella di un foglio excel di un manager americano, un valore speculativo in mano ad azionisti ingordi, una cifra da interpretare per far quadrare indecifrabili bilanci a nove zeri?

Chiudere la sede di Pozzuoli (colpendo di fatto una regione già flagellata dalla disoccupazione) è la soluzione equa oppure è la strada più veloce per una incomprensibile compensazione algebrica dei conti?

Eppure il successo dell’HP si basa su ideali radicalmente opposti: professionalità, lavoro di squadra, passione, innovazione, volontà di migliorare, capacità, studio, ricerca della migliore soluzione, solidarietà.

Forse, quel manager americano con la testa nel foglio excel accecato dal 161 sulla ruota d i Napoli, non è poi così preparato come il suo stipendio milionario ci vuol far credere?

Viale Kennedy libera, la vittoria dei 715 mila Mi Piace

Viale Kennedy è libera

Una squadra speciale, annunciata dal tweet dell’ex vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, irrompe nella foresta napoletana alle prime ore di un fresco lunedì di giugno.

Con opportuni cartelli, la popolazione è invitata a non sostare lungo il campo di battaglia. La guerra durerà due giorni e due notti fino al mercoledì successivo quando, finalmente, tacciono le armi.

Lungo la strada restano i segni dello scontro: foglie, rami, arbusti, intere famiglie di piante raccolte in fosse comuni a ricordare ciò che resta del verde dissidente.

viale Kennedy prima e dopo il nostro post denuncia

viale Kennedy prima e dopo il nostro post denuncia

Le sentinelle del territorio non sono sole

Il Comune di Napoli lancia un messaggio chiaro: da oggi non sarà più tollerata la crescite incontrollata del verde pubblico.
Ne va dell’immagine della città e della già blanda reputazione dei politici.

Il territorio cittadino è infestato da troppe sentinelle, cittadini attenti al bene comune, rispettosi delle Istituzioni e pronti a fotografare qualsiasi abuso bollato come «normale».

Dotati di armi ipertecnologiche, l’esercito dei non-violenti combatte la sua quotidiana guerra con smartphone ed internet.

Il singolo soldato è dotato di una granitica convinzione: non è solo.

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L’arma social

Ogni scatto, ogni denuncia pubblicata sul web, sarà accolta, letta, condivisa e diffusa da altri mille soldati che credono nei suoi stessi ideali.
Donne ed uomini di ogni età, osservano, proteggono e rispettano l’ambiente che li circonda e non si arrendono all’impotenza generale.

Nascosti dall’anonimato dei giusti, questi eroi silenziosi trascorrono il proprio tempo libero nei vari fortini presenti in Rete, spazi aperti dove le testimonianze sono le vere bombe contro l’assuefazione, il primo alleato della malapolitica.

Colpi sferrati a suon di parole ed immagini, esplosioni mediatiche temute da chi ricopre incarichi istituzionali e non compie il proprio dovere.

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La forza dei 713.835 “Mi piace”

Con l’aiuto degli inossidabili amici di Napoli image Naples, siamo arrivati fino a
Il Mattino e con l’appoggio di 713.835 alleati abbiamo abbattuto il muro dell’indifferenza.

Inchiodato alla sua responsabilità civica, il nemico si è arreso ed ha ordinato il blitz tanto atteso.

La battaglia è vinta, viale Kennedy è di nuovo libera.

viale Kennedy, la fermata dell'autobus liberata

viale Kennedy, la fermata dell’autobus liberata

Post denuncia: Napoli, la fermata-jungla dell’autobus e la pista ciclabile foresta (FOTO)


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Napoli, la fermata-jungla dell’autobus e la pista ciclabile foresta (FOTO)

Napoli, città verde

A Napoli amiamo il verde e l’ennesima conferma giunge da viale Kennedy, la strada attraversata negli anni ’60 dal famoso presidente degli Stati Uniti d’America.

Nessun giardiniere comunale osa toccare le piante cresciute lungo il marciapiede ed il rispetto semidivino verso la natura impedisce qualsiasi opera di manutenzione ordinaria.

Napoli, l'amore per il verde o assenza di manutenzione?

Napoli, l’amore per il verde o assenza di manutenzione?

La pista ciclabile attraversa la foresta

L’avanzamento incontrollato dei mega-cespugli invade anche la prima pista ciclabile inaugurata in città offrendo ai coraggiosi ciclisti un’esperienza unica: pedalare a viale Kennedy e sognare di attraversare la savana africana.

Napoli, l'assenza di manutenzione ed il verde invade la pista ciclabile a viale Kennedy

Napoli, l’ingresso della prima pista ciclabile a viale Kennedy invaso dal verde incontrollato

La fermata-jungla dell’autobus

Per non creare malcontento tra sportivi e semplici cittadini, il Comune garantisce la medesima diffusione del verde anche per chi attende l’autobus.

Fermata dell'autobus a viale Kennedy invasa dai cespugli

Fermata dell’autobus a viale Kennedy invasa dai cespugli

L’ecosistema perfetto

L’esperimento tutela piante e insetti e prevede la creazione di un ecosistema urbano nel quale convivono, in una simbiosi perfetta e cementata nel tempo, l’assenza di manutenzione, la mancanza di controlli, il menefreghismo delle Istituzioni e l’assuefazione dei cittadini.

Il sottoscritto si impegna a difendere li verde: eventuali potature saranno denunciate senza esitazione.


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Astensionismo, le quattro mosse di Renzi

1 – Lo streep seggio

L’elettore, dopo aver compiuto il suo dovere, potrà nominare uno scrutatore (o una scrutatrice).
Ogni cento proposte, il prescelto si toglierà un indumento a sua scelta.
Il Presidente – con l’ausilio delle forze dell’ordine – garantirà il regolare svolgimento delle elezioni nonché la correttezza dello streep-tease referendario.

Astensionismo, le quattro mosse di Renzi

2 – I punti regalo

Il cittadino, uscito dalla cabina, presenterà la scheda elettorale al Presidente di seggio.
Verrà posto un timbro con data e firma per confermare la partecipazione.
Tale timbro sarà valido nei supermercati convenzionati ed ogni tre elezioni verrà convertito in un buono spesa da 15€.
L’iniziativa vale per i lavoratori della Pubblica Amministrazione con redditi al di sotto dei 18 mila euro lordi annui (i pensionati sono esclusi perché già possessori di molteplice schede punti).

3 – Segnalazione al partito vincitore

L’elettore, cittadino modello, potrà iscriversi ad una lista di «segnalati».
Dopo lo scrutinio, da questo elenco di meritevoli, verranno estratti a sorte cinque nomi che contatteranno il capolista del primo partito per entrare – da subito – tra i primi, stimati raccomandati del nuovo Governo (Regione o Comune).
Unico requisito: il cittadino modello non deve essere un condannato in via definitiva.

4 – Provino al Grande Fratello

Il Presidente di seggio valuterà se l’elettore è fotogenico.
In caso positivo, dopo il consenso al trattamento dei dati personali, il cittadino televisivo potrà compilare il modulo per il casting del prossimo reality show in onda su Canale5.

Il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi

Il Premier, soddisfatto della campagna mediatica lanciata per combattere l’astensionismo, dirama un sentito comunicato stampa di cui cito la parte saliente:

Ringrazio Mario per lo spazio dedicato alle nostre iniziative.
Insieme, possiamo sconfiggere il «mostro» astensionismo.
Prometto che le prossime elezioni per il futuro mio Governo – casomai sarà necessario votare – verranno svolte il pomeriggio del 31 dicembre e le urne resteranno aperte fino alle 19,00 onde evitare ritardi al cenone di fine anno.
La trasparenza prima di tutto: dal primo gennaio sarà elementare contare il numero di anni che resterò in carica #resteraunosolo

 

La telefonata elettorale

La faccia tosta si presenta via cellulare

«Ciao Mario, come stai? Sono Enrico».
«Enrico? mmm … scusami, ho la memoria corta … »
«Enrico, il cugino dell’amico del nipote del cognato del tuo vicino di ombrellone».

Nonostante la minuziosa informazione, non associo la voce ad un volto noto.

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La scandalosa richiesta: il voto

Tergiverso e resto in attesa della mossa successiva di questo «mostro» invadente.
«Mario, tu mi conosci, non mi permetterei mai di chiederti il voto se non credessi veramente in ciò che faccio» spara tutto d’un fiato l’ignoto candidato.
«Enrico, non so chi tu sia e non voglio nemmeno sapere come ti sei procurato il mio numero» ribatto indignato.

L’aspirante amministratore, impassibile, continua la cantilena come un vecchio disco rotto: «se mi voti, ti prometto … cioè non ti prometto nulla … sarò eletto in una lista civica senza pregiudicati e condannati definitivi. Non siamo ne di destra ne di sinistra ma nemmeno di centro. Abbiamo idee precise ed un programma elettorale globale. Poi, dopo il voto, vienimi a trovare per quattro chiacchiere di persona. Lo sai meglio di me, oggi i telefonini sono pericolosi» spiega in tono latitantesco il futuro politicante.

la telefonata elettorale, una moderna interpretazione della mala politica

La reazione

Chiudo la conversazione schifato ed inserisco il numero nella black list dello smartphone.
Non voglio correre nessun rischio, blocco l’intruso da ogni possibile forma di contatto.

Un futuro esponente politico che racimola voti rubando adesioni telefoniche stile il peggiore venditore di pentole? (senza offesa per i venditori di pentole e affini)

La telefonata elettorale, un pessimo biglietto da visita, un autogol clamoroso, lo spam ingenuo di un neofita in cerca di «voti facili», il nuovo concetto di propaganda oppure una interpretazione decaduta della politica?

PS: questo post, anche se pura fantasia, è ispirato a malsane abitudini nostrane


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Politici di professione (a tempo indeterminato)

Lo scout Matteo Renzi

La pagina Chi sono del Premier (e segretario del PD) parla chiaro: Matteo Renzi – laureato in Giurisprudenza – si dedica alla vita politica fin da giovane (alle superiori è già rappresentate d’istituto).
Sul sito ufficiale, cerco “lavoro” e trovo la seguente voce:

Lavora come dirigente nell’azienda di famiglia che si occupa di servizi di marketing, mentre prosegue l’impegno scout, come capo della branca R/S e come caporedattore della rivista “Camminiamo insieme”.

Dunque, il rottamatore – casomai si ritirasse dal Parlamento – potrebbe candidarsi come capo scout oppure conquistarsi un posto nell’azienda di famiglia.
E’ in politica dal 1996 (comitato Prodi).

Anni di professione: dato non pervenuto.
Anni in politica: 2015-1996=19 (quasi la metà della sua attuale età)

Renzi ed i politici a tempo indeterminato

L’Avv. Prof. Sergio Mattarella

Il dodicesimo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è laureato in Giurisprudenza (1964).
Inizia come avvocato e poi intraprende il percorso universitario fino ad ottenere la cattedra di Diritto Parlamentare.
Dal 1983 – tra alti e bassi – è un politico.

Anni di professione: 1983-1964=19
Anni in politica: 2015-1983=32

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Il Cavaliere

Silvio Berlusconi – anch’egli laureato in Giurisprudenza – presenta il problema opposto alla stragrande maggioranza dei politici italiani: proprietario di molteplici aziende, è in perenne conflitto di interesse.
Più imprenditore che parlamentare, scende in campo nel lontano 1994.
Le sue prime attività professionali iniziano nel 1961 (agente immobiliare).

Anni di professione: 1994-1961=33
Anni in politica: 2015-1994=21

Politici di professione

Massimo D’Alema giornalista, Angelino Alfano avvocato, Matteo Salvini – studente fuori corso per dodici anni presso l’l’Università degli Studi di Milano – giornalista (e nei primi anni di università lavoratore presso la catena di fast food Burghy), Umberto Bossi – con diploma di maturità scientifica – operaio, informatico ed insegnante di matematica e fisica …

L’elenco dei politici che preferiscono la poltrona istituzionale alla professione è interminabile come sono interminabili gli anni dedicati ai  rispettivi partiti.

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In Italia la politica è un lavoro (a tempo indeterminato)

Il più giovane tra i nostri politici ha alle spalle una carriera (almeno) ventennale tra incarichi di segretaria, enti, commissioni, emergenze, Parlamento e Senato (e galera – ma per pochi sfortunati).

A fronte di cotanto impegno politico, costoro quanto tempo hanno dedicato alla professione?

La politica è lo strumento per lavorare a favore della collettività oppure è il mezzo per conservare la propria occupazione?

E se non fossero politici?

La domanda è lecita: se i vari Mastella, De Mita, Maroni, Mussolini, La Russa … non fossero politici, quale lavoro svolgerebbero?
Dibatterebbero ancora di meritocrazia, tagli al personale, riforma delle pensioni e facili licenziamenti? (chiedo venia, intendevo flessibilità)

Un quesito senza risposta (da aggiungere alla lista infinita dei misteri italiani).

L’irraggiungibile Re Giorgio

L’ex Presidente della Repubblica Re Giorgio Napolitano è il mito irraggiungibile per i moderni politici italiani: eletto deputato nel 1953 (28 anni), è rimasto in sella fino al 2014 quando, stanco e con un gesto di estremo altruismo applaudito da destra e sinistra coese, cede il trono all’Avvocato Professore Sergio Mattarella.

Con i suoi sessantuno anni di incarichi politici – senza soluzione di discontinuità – è lui il «mostro» a cui consegnare questo post.

Anni di professione: 0
Anni in politica: 2014-1953=61


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Napoli, perché il Parco Mascagna (chiuso) è l’emblema dell’Italia

Due mesi?

Due mesi per completare i lavori: è questo il peso della burocrazia, dell’inefficienza politica e della scarsità di risorse pubbliche?
Due mesi per riaprire l’unico polmone verde per le migliaia di famiglie che vivono ed abitano al Vomero, importante quartiere di Napoli?
Due mesi per ripristinare un’area che andrebbe valorizzata, protetta ed estesa ed invece è in uno stato di crescente abbandono?

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«Parco Mascagna chiuso per verifiche»

«Perché è chiuso?» chiedo all’ambulante pakistano che vende la sua merce all’esterno del Parco Mascagna, un tempo affollato dai colori delle famiglie e dalle urla gioiose dei bambini.
«Alberi pericolosi, tanto tempo è passato …» farfuglia sconfitto l’uomo.

Un triste catenaccio impedisce l’apertura del cancello, dietro le sbarre si intravedono i giochi dei bimbi deserti ed il vuoto riempe lo sconforto di chi, fino a qualche mese fa, trascorreva il tempo libero in quest’oasi.

giardinetti di via Ruoppolo sono chiusi dagli inizi di marzo.

Napoli, il Parco Mascagna (i giardinetti Ruoppolo) chiuso da due mesi: perchè?

Il comunicato ufficiale di Giorgia Pietropaoli

Le forte raffiche di vento di inizio anno hanno reso inagibile il Parco Mascagna al Vomero (nome ufficiale) e l’intero quartiere è in attesa dei lavori di ripristino.
L’e-mail dell’assessorato esposta all’ingresso è inviata da Giorgia Pietropaoli: le verifiche partiranno il 30 marzo e si concluderanno entro il 10 aprile dopodiché seguiranno gli eventuali interventi necessari.

Dal profilo twitter di Giorgia Pietropaoli apprendo il ruolo del mittente: «mi occupo di comunicazione e organizzazione di eventi. Oggi per il Vice Sindaco di Napoli».

Quindi, a conti fatti, il portavoce del Comune comunica – con la massima trasparenza – che il parco Mascagna resterà impraticabile dagli inizi di marzo a quasi fine aprile.
Totale: cinquanta giorni (più o meno).

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La domanda di un cittadino qualsiasi

I giardinetti di via Ruoppolo sono l’emblema dell’Italia: un paese prigioniero della farraginosa macchina burocratica dove, per agire, serve il visto di un funzionario e l’assenza di un impiegato rinvia la pratica al mese successivo.
Di settimana in settimana il «mostro» amministrativo ingrassa ed i cittadini inermi subiscono i disagi.

Chiedo al Sindaco e a Giorgia Pietropaoli: in una città assediata dal traffico e dal cemento, in un quartiere affamato di verde, è normale attendere due mesi per restituire ai cittadini il parco Mascagna?
Per cortesia, spogliatevi del politichese e rispondete con onestà.
Grazie.


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Eclissi di Lupi

La prossima eclissi solare nel 2034

Il fenomeno è eccezionale, accade una volta ogni cinquant’anni e – quando accade – vale la pena ricordalo con un post dedicato.

Lo spettacolo (naturale) acceca chiunque alzi la testa, due secondi e si resta scottati.
Lo sdegno politico, invece, colpisce e dura anche meno.

Gli scienziati annunciano: per ripetere lo stesso straordinario evento, dovremmo attendere altri diciannove anni.

La prossima eclissi solare nell’equinozio di primavera  cadrà nel 2034 (e poi 2053).
Le prossime dimissioni di un politico coinvolto in questioni etiche opinabili, invece, nessun esperto può prevederle.

In statistica, un’eclissi solare nell’equinozio di primavera e le dimissioni di un ministro nella stessa giornata è definito «evento impossibile» cioè ha una probabilità zero di accadere.

Eppure è accaduto.
In Italia però, aleggia un dubbio: quale dei due eventi è eccezionale?

Elissi di Lupi


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Il Bersani che non ti aspetti

In banca

«Se sposta il suo conto corrente da noi, non verrà addebitata nessuna spesa di chiusura» enuncia l’impettito uomo d’affari.
«Davvero non pagherò subdole penali dichiarate in caratteri invisibili sotto un asterisco truffaldino dietro un cavillo scritto in burocratese?» replico stupito.
«Confermo: per la Legge Bersani nel cambio della banca non pagherà un centesimo» ribatte lo zelante impiegato.

Al telefono

«Per la Legge Bersani, se accetta le nostra offerta, nel cambio di operatore non dovrà pagare nulla. Riceverà una sim nuova con tariffe super scontate!».
E’ la martellante premessa ripetuta dalle compagnie telefoniche per convincermi a cambiare gestore ed accettare la convenientissima promozione del momento.

«Per la Legge Bersani, se accetta il tutto incluso, non pagherà penali se passa con noi».
E’ il medesimo slogan rassicurante spiegato dal call center polacco se propendo per la vantaggiosissima proposta di Telecom Italia.

In auto

«Non si preoccupi, per la Legge Bersani lei usufruirà della stessa classe di merito di sua nonna risparmiando una discreta somma, non so se mi spiego» ammicca il promotore assicurativo.
«Accetto subito!» azzardo felice dopo aver visionato (con depressione crescente) dei preventivi per il rinnovo dell’RC auto più alti del valore della macchina da assicurare.

Il Bersani che non ti aspetti

«Per la Legge Bersani non verranno addebitati costi»

Il pacchetto delle liberalizzazioni proposto dall’allora ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani (2007, Prodi) comporta tutt’oggi delle innegabili conseguenze positive per noi cittadini.

Da allora, quanti Governi e promesse si sono susseguite?
Innumerevoli riforme annunciate e lasciate marcire nei cassetti del Parlamento.

Dunque, diamo a Pier Luigi ciò che è di Pier Luigi: il merito di aver migliorato – un primo passo, certo – la vita degli italiani.
Dopotutto, in due anni (dal 2006 al 2008) l’ex segretario del PD nonché ex Premier ha realizzato piccole e concrete riforme annunciate e mai compiute da altri quotati politici.

Per apprezzare i suo operato, provate a rispondere a questo semplice quesito: riuscite ad indicare un altro nome che ha operato come il buon ministro Bersani?

I buoni ed i cattivi (politici)

La riforma del lavoro in tv

Concentrato, guardo un talk show.
Si parla della riforma sul lavoro, l’argomento – nonostante la seconda serata e la stanchezza galoppante – mi interessa.
Raccolgo le ultime energie e provo a resistere: la forza di attrazione del divano è un potente sonnifero.

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Entropia

Il Ministro del Lavoro dichiara: «da oggi l’occupazione crescerà perché è più facile licenziare».

Al sottoscritto, dipendente privato, l’affermazione appare un preoccupante paradosso ma probabilmente, visto l’orario, sono io poco lucido.

La confusione aumenta quando lo scaltro presentatore annuncia gli illustri ospiti:
– un politico del centro-sinistra esponente del Governo
– un politico del centro-destra esponente del Governo
– un politico del centro-sinistra esponente dell’opposizione
– un politico del centro-destra esponente dell’opposizione
– un ex sindacalista poi ex politico del centro-sinistra che critica il Governo del suo ex partito
– una personalità di Confindustria felice delle scelte del Governo

Il caos: i buoni ed i cattivi (politici)

Il dibattito

Parte la discussione.
Tutti contro tutti, la rissa è servita.

Le colpe rimbalzano tra disfattisti e cercatori di soluzioni, tra chi scommette sulla crescita e chi teme il perdurare della crisi.
«Le ricette sono note, perché non le avete applicate e completate le riforme quando eravate voi al Governo?» denuncia un esponente del centro-destra di maggioranza ad un esponente del centro-destra di opposizione.
Lo scaricabarili impazza, i meriti anche.

Per mettere ordine e sentenziare verdetti certi, in collegamento da Milano (perché i numeri li danno sempre da Milano?), interviene l’esperto nei sondaggi: il centro-sinistra è in crescita mentre il centro-destra perde due punti.

La perplessità dei politici presenti in studio dura un attimo, il tempo di scambiarsi occhiatacce complici e poi il teatrino riparte tra finte accuse e falsi sorrisi.
La confusione regna sovrana, la relatività dei verdetti è la teoria regina.

Nel mentre, cedo alle lusinghe del divano e cado in un dolce e profondo sonno conciliatorio
Domani la sveglia suona all’alba, devo andare a lavoro.

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Mattarello

Il tweet ufficiale del Premier

Matteo Renzi ufficializza la candidatura di Sergio Mattarella come futuro #PresidentedellaRepubblica.

La scoperta

Via Google cerco notizie sul candidato ma un refuso inganna il risultato: una maldestra «o» al posto della «a» ed il futuro Presidente si trasforma in un mattarello.
Nonostante la differenza palesi, lo strumento tuttofare e l’uomo politico non sono poi così distanti come una prima, superficiale analisi potrebbe far apparire.
Non mi resta che rispondere al tweet del Premier con i 140 caratteri del #Mattarello

Mattarello e Mattarella

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