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Category: Sport (Page 1 of 5)

Top Ciuccio

Il Ciuccio, primo in classifica!

Per chi è abituato a vivere a livello del mare, ritrovarsi in cima alla montagna più alta d’Italia, è un’esperienza da ricordare (nel caso del sottoscritto, un post celebrativo).

Dall’alto della vetta, il Ciuccio azzurro protegge gli occhi con la zampa e guarda lontano.
Giù, lungo il pendio, un gruppetto tenta – con fatica – la scalata.

La zebra, in testa agli inseguitori, è arrabbiata: non abituata a rincorrere, arranca mentre scalcia per tener dietro gli altri.

La lupa passeggia senza convinzione: conscia di non poter mai raggiungere il Ciuccio, partecipa alla competizione perché costretta.

I diavoli cinesi perdono terreno al primo ostacolo mentre i cugini (sempre cinesi) tallonano la zebra (ma, detto tra noi, scalano con uno stile inguardabile).

Più distante, un’aquilotto impaurito prova a decollare senza successo.

Top Ciuccio, il momento magico del Napoli

Il Ciuccio? Il più bello di tutti!

Il Ciuccio respira a pieni polmoni, l’aria frizzantina della vetta rinvigorisce e mette di buon umore.
E, grazie al calendario favorevole, resterà in cima indisturbato per altre due settimane.

Poi, la corsa riprenderà.

Tutti a rincorrere il Ciuccio trasformatosi in lepre.

La caccia è aperta, la stagione è ancora lunga, impossibile prevedere come andrà a finire.
Però una certezza aleggia nel disordinato gruppo degli inseguitori: il Ciuccio è il più forte e bello di tutti, merita la vetta.


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Marek Hamsik, la forza del murales di Quarto [FOTO]

Marek Hamsik, a Quarto il murales di Jorit

“Noi che non verremo sconfitti solo perché continuiamo a lottare”

Il murales di Marek Hamsik ricopre l’intera facciata della scuola Viviani di Quarto, a pochi chilometri da Napoli.

Il ritratto del Capitano riporta il paese della zona flegrea alla ribalta mediatica.
Merito dello street artist Jorit, già autore del giovane San Gennaro a Forcella.

Osservo compiaciuto l’opera: doppio risultato raggiunto.
Perché il nostro Marekiaro merita il riconoscimento – come uomo e come sportivo.
E grazie a questo mastodontico murales, l’edificio assume un significato speciale.

Potenza dell’arte, potenza della bellezza, capace di fermare il degrado urbano (e morale).

Quarto, il murales di Marek Hamsik disegnato da Jorit

Hamsik, esempio per le nuove generazioni

Osservo i giovani seduti sulle panchine, nell’ampio spazio antistante il murales.

La posizione dell’opera è ottimale: lungo la facciata della scuola, nel luogo di ritrovo dei giovani.

Lo sguardo magnetico del Campione per stimolare le nuove generazioni.
La grinta dell’atleta da esempio per i piccoli studenti della Viviani.

Un murales per contrastare l’apatia, Hamisk contro i «mostri».
Mi piace!
Forza Capitano, siamo tutti con te 🙂

Quarto, il murales di Marek Hamsik disegnato da Jorit


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Dove nascono le migliori idee?

Le mie migliori idee? In piscina

Il silenzio dell’acqua aiuta a riflettere.
E così, mentre nuoto – vasca dopo vasca – dal labirinto dei pensieri, spuntano le migliori idee.

Il dolce formicolio delle piccole onde sul corpo, l’odore del cloro, il ritmo costante della respirazione, la fatica di ogni singola bracciata, stimolano la concentrazione.

Preferisco lo stile libero per approfondire, il dorso per recuperare, la rana per riordinare le migliori idee.

E così, dopo cinquanta minuti di nuoto, le riflessioni disordinate prendono la giusta forma.

In piscina, le mie migliori idee

Mens sana in corpore sano

La regola è antica come il mondo: lo sport ti fa stare meglio.

Per il sottoscritto, il relax nasce in piscina.
Per te che leggi, l’antistress è un’ora di corsa, una passeggiata o la pedalata libera?

Lo scrivente si riserva seri dubbi sulla palestra: oggi un centro di ritrovo (sociale) più che un luogo dove praticare sano sport?
Felice di essere smentito.

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In piscina, le interviste di faCCebook

Quanti post ho scritto in piscina!
La mia casa digitale deve molto al nuoto.

Ne beneficia soprattutto la categoria delle interviste: nell’ultimo periodo, difatti, la linea editoriale di faCCebook.eu si è arricchita di interessanti conversazioni con scrittori, amici e chiunque desideri raccontare il proprio punto di vista al mondo.

A proposito.
Per quest’anno, il corso di nuoto è giunto all’ultima vasca.

Tranquilli.
A Napoli vivono mille «mostri» ma abbiamo il mare 🙂


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Moser, il ciclista napoletano e lo sciopero dei mezzi pubblici

Napoli, traffico in tilt

Pedalo con fatica, il piccolo motore elettrico aiuta ma non risolve.
La gamba accusa la resistenza della salita ed i mille ostacoli metropolitani rendono ancora più ostico il tragitto.

Lungo la strada affollata, tra una fila d’auto parcheggiate oramai arredo urbano permanente, un tizio osserva la scena apocalittica: traffico impazzito, ingorgo totale, l’orchestra disordinata di clacson, smog ed un coraggioso ciclista metropolitano guadagna terreno tra gli autisti esauriti ed imprigionati nelle loro scatolette fumanti.

Mentre avanzo in sella alla mia e-bike, da sotto al casco, una goccia di sudore scivola lungo la fronte.
Attraversa la maschera anti-smog e solletica la guancia accaldata.

Napoli è paralizzata dallo sciopero dei mezzi pubblici.

Il sottoscritto, invece, viaggia libero e felice sulle due eco-ruote.

La mia e-bike, io Moser napoletano^

Moser, Maradona e Maiorca

Intorno si scatena l’inferno metropolitano.

L’esperienza affina la concentrazione: per pedalare a Napoli urge l’autocontrollo del samurai.
Conservo la freddezza e calma olimpica – soprattutto quando la città è preda del blocco totale di metrò, bus e affini.

Avanzo convinto, cauto e prudente.
Dal bordo strada si alza un urlo: «vai Mooooserrrr!»
Mi giro.
E’ il tizio che, dal marciapiede, osserva la scena apocalittica.

Moser!

Nell’immaginario collettivo chi va in bici è Moser, chi gioca a calcio è Maradona e se ti immergi sei Maiorca.

Colgo l’incitamento spontaneo del tifoso.
Pedalo con maggiore forza e determinazione.

Dietro i clacson continuano a strombazzare.

Alzo il braccio, saluto il mio fan.
Sorrido e volo via.

La città è paralizzata,

Moser beato raggiunge il lungomare per il meritato premio.

In bici per Napoli


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RealNapoli, serata leggendaria

Real Madrid vs Napoli, serata epica

Dal barbiere, in metro, al bar.
Tre luoghi clou per testare il polso al tifoso partenopeo.
La sfida è di quelle epiche, non capita spesso di affrontare la squadra più forte del mondo.
In Champions League addirittura!

Eppure, nonostante gli undici alieni da affrontare, carpisco un ottimismo diffuso.

Real Madrid vs Napoli, serata leggendaria

Cristiano Ronaldo contro il Ciuccio organizzato

Il barbiere è convinto: Cristiano Ronaldo sbatterà contro l’astuto muro azzurro.
Al bar, tra un caffè e l’altro, si elogia l’organizzazione del Napoli di Sarri.

Il collettivo contro il singolo: la regola dello sport convince.

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Serata sociale

L’occassione riunisce.
Stasera la partita Real Madrid – Napoli si guarda obbligatoriamente in gruppo.
Parenti, amici, vicini di casa, tifosi abituali o tifosi per una sera: senza distinzione, insieme per godersi l’evento.

Lo spirito di partecipazione che si respira in ogni angolo della città.
La convinzione di poter sfidare i galattici.
L’ottimismo intorno alla squadra.
Lo spettacolo del Santiago Bernabeu.

A poche ore dal match, Napoli dimentica – per una sera – i soliti «mostri» per concentrarsi su un evento sportivo.
Divertimento allo stato puro.

Vada come vada, stavolta il successo del Napoli è garantito.
La città merita questa serata da campioni.


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Figuraccia Sky: perché censurare CAG-ATA in CA-ATA?

CAG-ATA, l’abbreviazione da ripulire

Torino-Empoli è sintetizzata con un regolare TOR-EMP.
Cagliari-Atalanta, invece, necessita di una ripulita.

La CAG-ATA evidentemente disturba la digestione dello spettatore televisivo.
Sdraiato sul divano-stadio, telecomando alla mano, pancia all’aria, il tifoso ingrassato dal pranzo domenicale attende con ansia le gesta degli eroi del pallone.
Da guardare comodamente in pay-tv.

A Sky nulla è lasciata al caso.
Nemmeno un divertente gioco di parole.

Dalla stanza dei bottoni, l’ordine parte repentino: depennate quella maleodorante «G»,

Sky: Cagliari - Atalanta trasformato in CA-ATA invece di CAG-ATA

I calciatori-fotomodelli

Nel calcio dei giocatori-fotomodelli che, prima della partita testano il terreno da gioco vestiti a puntino dallo stilista di fiducia, non è prevista una malsana CAG-ATA.

Una sigla politicamente scorretta?
Quale astrusa spiegazione vige dietro la censura della colpevole «G»?

Il segreto di stato rimarrà tale nei secoli a venire.
Se indagassimo, con un perfetto gioco di squadra scarica-barile all’italiana, non conosceremo mai il nome del dirigente Sky che ha depennato il puzzolente carattere.

La colpa sarà del tecnico che ha digitato la sigla censurata.

Peccato.
La CAG-ATA poteva regalarci una domenica diversa.
Anzi, liberatoria.

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Higuain il traditore: ecco come Napoli ti accoglierà

2 aprile 2017, stadio San Paolo

L’opportunista argentino sale le scale che, dalle viscere delle stadio, portano sull’erba del San Paolo.

I calciatori napoletani toccano e baciano le foto di San Gennaro affisse lungo le pareti azzurre, pochi metri separano il silenzio della concentrazione pre-partita dal boato dei sessantamila.

Il Ciuccio carico, pronto ad affrontare il match dell’anno.
La zebra asettica, abituata, fredda.

Gonzalo Higuain tradisce Napoli: è pronta l'accoglienza choc per il Pipita

Higuain ed il coro dei sessantamila

Il Pipita – oramai juventino convinto da milioni di falsi motivi – è irrequieto.
E’ pronto a ricevere i consueti fischi ed insulti riservati a chi «tradisce la maglia».

L’argentino ingrato entra nello stadio che fu il suo tempio.
Gli occhi di mezzo mondo sono tutti per lui: come reagiranno i tifosi rinnegati?

Dalle curve e poi dall’intero stadio, all’unisono si alza il coro:
“HI-GUA-IN HI-GUA-IN HI-GUA-IN”.

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L’ultimo minuto d’amore

E’ lo stesso urlo riservato al Campione quando indossava i colori partenopei, dopo un gol mentre lo speaker del San Paolo inneggiava alla prodezza del Pipita e l’atmosfera era incandescente.

Un grido potente, appassionato, sincero, ferito.

Il coro d’amore dura un minuto.

Sessanta secondi di pura emozione, il canto di dolore di un popolo ingannato ed abbandonato dal leader argentino.

Un minuto d’amore, l’ultimo.

Dopo i sessanta secondi – non un istante in più – sul Pipita il traditore cala il sipario.
Perchè l’indifferenza è la migliore arma per dimenticare il meschino voltabandiera.

Il traditore è alle spalle.
Andiamo avanti, come sempre.

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L’Italia di Conte: operaia e vincente (ma inguardabile)

La Nazionale più scarsa degli ultimi 30anni

Le vittorie non modificano l’opinione: l’Italia di Conte è brutta da vedere.

Il sudore dei mediocri per ovviare alla scarsità di talento: i complimenti (incerti) finché si vince, le critiche alla prima sconfitta cadranno giù con la stessa violenza di una grandinata d’estate.

E faranno male.

Come tutte le verità che preferiamo nascondere per evitare la dura realtà: l’Italia di Conte è la Nazionale di calcio più scarsa degli ultimi trent’anni (per un indecoroso confronto con Pellè&Company, occorre risalire all’apatica italietta di Messico86).

L'Italia di Conte: la peggiore Nazionale degli ultimi 30 anni

L’Italia di Conte: una squadra di operai

Gli operai azzurri non vanno oltre uno schema lineare (non posseggono i mezzi per inventare) ed una poderosa corsa.

Lodiamo l’impegno come il professore che, conscio dei limiti dello studente, lo promuove: non raggiungerà mai la vetta, accontentiamoci del livello medio.

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Lorenzo Insigne, il futuro 10

Thiago Motta porta il dieci come una croce: la sua via Crucis durerà il tempo di #Euro2016 dopodiché sparirà dai radar azzurri.

Un reset al contismo e la nuova Nazionale partirà dall’unico talento italiano: Lorenzo Insigne.

Al campione del Napoli sarà assegnata – con merito – il dieci: fantasia, assist, invenzioni, tecnica, punizioni, colpi da biliardo.
Addio al grigiore, la prigione tattica di Conte smantellata dalla fantasia del fuoriclasse di Frattamaggiore, il pugno di ferro del Generale sconfitto dall’entusiasmo e dall’emozione, linfa vitale dello sport.

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La nuova Nazionale

Intorno a Lorenzo Insiegne girerà una squadra di giovani: ringraziamo Buffon, da domani in porta Perin o Sportiello; titolari inamovibile Florenzi e Bernardeschi – tecnica e fantasia – addio a Chellini, De Rossi, Eder e Pellè, cancellati dalla lista Sturaro e Ogbonna (panchinari nelle loro squadre).

Forse non vinceremo, forse subiremo sconfitte cocenti.
O forse no.
Sicuramente torneremo a sorridere e divertirci nel veder giocare la nostra Nazionale.


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E se partissi per Leicester?

Leicester, 285.000 star da intervistare

Leicester è la notizia del momento.
Nell’anonima cittadina inglese, ogni impercettibile evento è di interesse globale.
I 285.000 abitanti, potenziali divi di talk show: i media pagano oro per intervistare un leicesteriano doc.

Carta igienica morbida o colorata?
Esistono gli alieni?
Insalata con aceto o limone?

Le domande di sempre si arricchiscono di un nuovo tassello: l’opinione del tifoso vincitore della premier League 2016!

E se andassi a Leicester, li centro del mondo?

La nuova casa del circo mediatico

L’avido circo mediatico, alla continua ricerca del «mostro» da sbattere in prima pagina, deve sfamare le ingordigie del telespettatore-zapping.

Due, tre giorni di full immersion tra le vie del capoluogo inglese, tra le pareti delle ordinate villette a schiera a cento miglia da Londra.

Poi, d’incanto, di Leicester non ne sentiremo più parlare.

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Napoli – Leicester, 2240 chilometri

Il diritto di cronaca imporrebbe al sottoscritto una trasferta nel centro del mondo.
Un’intervista a Claudio Ranieri?
Un selfie con il Sindaco?

Napoli-Leicester: Google Map calcola 1.392 miglia pari a 2240,207 chilometri da percorrere con l’auto in 21 ore e 28 minuti (19 ore 54 minuti senza traffico).
Oppure in aereo da 232€.

Guardo il meteo.
Le nuvole vanno via, ritorna il sole.
Da lunedì il circo mediatico monterà le tende in un’altra arena, alla ricerca di un nuovo «mostro» da beffeggiare.

Meglio un weekend al mare.


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I profumi dello stadio (San Paolo)

Stadio San Paolo, prima di Napoli – Verona

Lo sfilatino al prosciutto cotto e provolone di Sorrento non può nulla contro il mega-frittatone della simpatica famigliola accampata d’avanti al sottoscritto.
«Favorite, ce ne è per tutti!», la gentile signora effettua un giro a 360 gradi ed offre un quadratino di omelette a chiunque rientri nel cerchio magico.

In effetti, la premurosa donna non si è risparmiata: col frittatone potrebbe sfamare l’intero settore dei distinti dello stadio San Paolo!

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Il giovanotto alla mia destra – a dispetto di una esile corporatura – sfoggia un panino ripieno di salsiccia&friarielli, il binomio inscindibile al pari di Insigne&Higuain.

Alle mie spalle, un gruppo di amici degusta solo un misto di pizze e crocchè.
«Devono essere a dieta» ridacchio alla battuta mentale mentre un profumo di cucina casareccia invade gli spalti gremiti (siamo in 45 mila).

Allo stadio San Paolo, prima di Napoli Verona

Il rito del panino

Dopo la spettacolare vittoria contro la Lazio di qualche anno fa, cedo alle richieste del pargoletto e ritorniamo allo stadio.

Ieri toccava a me e mio padre, oggi a me e mio figlio.

Ingurgitare il panino sugli spalti è un rito intramontabile che si tramanda di generazione in generazione.

Allo stadio, la condivisione è totale

Osservo divertito: l’atmosfera surreale dello stadio favorisce la condivisione di emozioni e … cibo.

Il tuo vicino – un perfetto sconosciuto – per due ore diviene il complice col quale allearsi, un fratello da abbracciare nella felicità del gol ed un amico fedele su cui appoggiarsi nel momento della sofferenza.

Sensazioni indescrivibili che nessuna pay-tv con la più sofisticata tecnologia potrà mai trasmettere.
Per fortuna.


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Al Capri Watch Cup con Filippo Volandri [FOTO]

Capri Watch Cup , Volandri vs Naso

Giungo sui campi rossi del Tennis Club Napoli pochi istanti dopo l’inizio del terzo e decisivo set.

L’incontro tra l’esperta racchetta di Filippo Volandri e lo sconosciuto (per il sottoscritto) Gianluca Naso attira un pubblico che, dall’applausometro personale, sembra tifare per il tennista meno illustre.

Al Capri Watch Cup per assistere all'incontro di Filippo Volandri

Mi bastano pochi minuti per anticipare il verdetto : la vecchia volpe Volandri avrà la meglio e porterà a casa il derby italiano.
Dopotutto parliamo del tennista che nel 2007 batté Re Roger Federer in una indimenticabile sfida al foro Italico di Roma.

L’esperienza – soprattutto al terzo set – aiuta.

Capri Watch Cup, Volandri alla battuta contro Naso

Capri Watch Cup all’ultima moda

L’atmosfera è quella solita: giovani hostess dettano i giusti tempi per assistere agli incontri, ragazzi del circolo assunti come felici racchettapalle, tipi abbronzati vestiti all’ultimo grido, spuntano i tatuaggi sulle braccia denudate per l’occasione.

Alcuni stand vendono auto inaccessibili mentre il costoso sponsor fornisce l’ora esatta.

Al Capri Watch Cup, fasi di gioco tra Volandri e Naso

Il tennista torinese – numero uno d’Italia dal 2003 al settembre 2007 – chiude in bellezza: regala al pubblico non pagante un’elegante volee come ultimo punto dell’incontro!

Volandri vola ai quarti di finale del torneo partenopeo, io volo sul vicino lungomare.

Arrivederci Capri Watch Cup, tornerò il prossimo anno.


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Il serial killer napoletano

Il serial killer: 30 vittime

L’hanno fermato alla trentesima vittima in meno di un anno.
Il peggiore (o migliore, la questione è opinabile) serial killer crolla e cade nella trappola preparata con cura dai nemici (o amici, anche quest’altra questione è opinabile).

L’assassino era braccato dall’intera nazione.
Ogni domenica l’Italia attendeva il passo falso, la traccia per catturarlo, la mossa sbagliata per condannarlo o quell’impercettibile movimento del labiale da carpire con i più sofisticati mezzi tecnologici da usare come prova schiacciante.

Il «mostro» doveva essere fermato, ad ogni costo, lecito o illecito con le Istituzioni disposte a chiudere un occhio (anzi, entrambi).

Il crollo: domenica 3 aprile ore 16.45

Il crollo avviene lontano da Napoli, la città nella quale si esprime al meglio.
Ad Udine il serial killer crolla sotto i colpi vendicativi dell’uomo nero inviato dal Palazzo.

La spietata caccia termina domenica 3 aprile 2016 alle 16.45.
L’inafferrabile, imprigionato, sfoga la rabbia come un leone in gabbia ma stavolta non può nulla contro le forze oscure del Nord.

Gonzalo Higuain, il serial killer della serieA fermato dopo 30 gol

La condanna esemplare

Il Palazzo spinge per evitare pericolosi precedenti e previene eventuali sconti di pena.

Al serial killer verrà inflitta una condanna esemplare.

Quando tornerà libero, verrà controllato metro dopo metro ed alla prima parola sbagliata, da recidivo, verrà sbattuto immediatamente fuori gioco.

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Il ritorno

Rivedremo il serial killer di nuovo in azione agli inizi di maggio.
Quattro settimane di carcere duro – senza calcio – lo renderanno ancora più determinato.

A presto serial killer argentino, ti aspettiamo.


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