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Category: Tecnologie (Page 2 of 7)

SMAU Napoli 2106, io ci sarò (come VIP)

SMAU Napoli, l’invito VIP della Regione Campania

Confermo la presenza allo SMAU Napoli 2016 per la mattinata di giovedì 15 dicembre.
La Regione Campania, anche quest’anno, regala al sottoscritto un invito VIP per partecipare all’evento tecnologico dell’anno.

Al Grande Fratello di via Santa Lucia non sfugge nulla.

E così, per un inspiegabile mistero alieno, l’algoritmo della Regione premia il «blog dei mostri»: nella cassetta postale, tra un volantino del supermercato e l’offerta del parrucchiere, trovo il gradito omaggio.

SMAU Napoli 2016, l'invito VIP della Regione Campania per il sottoscritto

Giovedi 15, i workshop 

Il programma della giornata è pieno di eventi, bisogna organizzare l’agenda per ottimizzare tempo e impegni.

Seguirò con interesse il Storytelling online: come emozionare e fidelizzare clienti e lettori, il workshop di Anna Pernice.

Un salto allo Smart Communities per le ultime innovazioni in ambito urbano e poi in giro per il tour tra startup e novità tecnologiche.

Armato di smartphone, documenterò la visita a colpi di hashtag.

Ovviamente, lo SMAU prima di essere un evento tecnologico è un luogo per incontrare persone: se, anche tu andrai alla Mostra d’Oltremare, contattami.
Un caffè ed una chiacchierata sono ancora da preferire ad un chat.
Anche allo SMAU Napoli.

PS: una richiesta per la Regione Campania.
L’anno prossimo, inviatemi l’invito via e-mail, dopotutto la digitalizzazione dei documenti è un obiettivo da perseguire.
Grazie 🙂

facebook, la barzelletta

Le amicizie su facebook?

Le amicizie su facebook, una bzrzeletta per riflettere

La barzelletta (o la riflessione?)

Ieri trovo un amico che mi dice:

Siccome non ho Facebook, provo a farmi degli amici al di fuori del vero Facebook, applicando gli stessi principi.
Allora tutti i giorni io scendo in strada e spiego ai passanti che cosa ho mangiato, come mi sento, cosa ho fatto la sera prima, quello che sto per fare, quello che farò domani, gli do delle foto di mia moglie, dei miei bambini, del cane che ho avuto, di me che sto lavando la macchina e di mia moglie che sta cucendo.
Ascolto anche le conversazioni della gente e gli dico “mi piace!”

E sta funzionando!

Attualmente ho già 5 persone che mi seguono: due poliziotti, uno psichiatra, un psicologo e un infermiere.


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Perché i legami deboli sono importanti (Checco Zalone docet)

L’esempio di Checco Zalone

Il successo lo raggiungi se rifili l’aspirapolvere a chi non conosci.
Andare oltre tua mamma, il cugino che ti deve un favore, la vecchia zia sorda, l’amico generoso.

Vendere alla cerchia più distante è il segnale che ti distingue dalla massa: sei sulla strada giusta per sfondare.

Checco Zelone nel divertente Sole a catinelle va in “vacanza” nel paesino sperduto del Molise per salutare i parenti … e rifilare loro la solita aspirapolvere, l’icona del lavoro precario porta a porta.
La lista a cui appioppare il pacco comprende zie e cugini: i legami forti, appunto.

Checco Zalone in Sole a catinelle utilizza i legami forti per piazzare le aspirapolveri

La forza sociale dei legami deboli

Legami forti
Gli amici più cari, i famigliari, colleghi di lavoro molto vicini. Caratterizzati da incontri frequenti e regolari.

Legami deboli
Conoscenti e persone che incontriamo occasionalmente, in questa categoria ci sono anche follower, una buona parte dei collegamenti di Facebook e altre reti sociali. Con queste persone, anche se li riconosciamo per quello che fanno, non abbiamo rapporti frequenti e ravvicinati.

(fonte: skande.com di Riccardo Scandellari)

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Il post, l’aspirapolvere del web

Il blogger, il moderatore di una community, l’amministratore di un forum, il giornalista affermato, il navigatore qualunque: il successo del proprio post dipende dalla condivisione dei Lettori.

Esclusi i clic stretti dei parenti e degli amici fidati, il successo passa attraverso le cerchie più distanti.
Perché se uno sconosciuto condivide il post, il contenuto – se di qualità – viaggia in nuovi mondi ai quali non accediamo direttamente.

Pianeti sui quali non potremmo mai entrare se non attraverso il passaparola di un intermediario.
Il legame debole dunque, permette l’apertura e la scoperta di galassie inaccessibili tramite i soliti conoscenti e rappresentano il vero banco di prova: se li conquisti, allarghi le cerchie ed aumenti il tuo pubblico.

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Legami deboli, i benefici

  • Possibilità di confronto con persone distanti dalla tua visione standard
  • Visibilità in spazi mai percorsi prima
  • Ampliamento dell’audience
  • Nascita di nuove opportunità

Esplorare nuovi legami pone quesiti e mette in discussione le certezze acquisite (la peculiarità dei legami forti).
E’ indubbio, però: la crescita del proprio pubblico passa necessariamente attraverso il rafforzamento delle relazioni deboli.

Prima o poi, la lista dei parenti a cui rifilare l’aspirapolvere termina.
A quel punto, devi essere pronto: riuscirai a vendere il tuo brand ad un estraneo?


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Landing page: benvenuto alle Hawaii

L’atterraggio

Immagina di atterrare alle Hawaii, il viaggio dei tuoi sogni.
L’aereo scende dolcemente lungo la pista d’atterraggio.
Con delicatezza le ruote toccano terra mentre la velocità del velivolo diminuisce finché l’aeroplano si ferma con la dolcezza di una carezza.

Pochi minuti, sgranchisci le ossa.
Finalmente libero da quella stretta prigione, recuperi il bagaglio a mano, esci dall’aeroplano, raggiungi l’uscita pronto a scoprire il nuovo mondo.

Una gentile signorina hawaiana in costume e ghirlanda di fiori ti accoglie con un sorriso ammiccante: «Aloha su faCCebook, li blog dei mostri!».

Con l’entusiasmo contagioso, ti spiega dove sei.
Tu, affascinato, ascolti estasiato.

La landig page, ben atterrato alle Hawaii!

Che cos’è la landing page

La landing page di faCCebook è online.
Sentivo il bisogno di dotare la mia casa digitale di un’elegante porta d’ingresso, una pagina per sintetizzare il mostro-pensiero e racchiudesse in un solo punto tutte le info utili.

Il gradito ospite, con un solo sguardo, intuirà subito chi siamo e quale sia l’obiettivo del blog ufficiale dei «mostri».

Sul web troverete innumerevoli definizioni di landig page: per il sottoscritto è l’ingresso al sito (non la homepage!), la pagina di benvenuto capace di attirare l’attenzione del visitatore e tramutare l’emozione del momento – il vero motore di ogni scelta – in un clic significativo.

Una pista d’atterraggio, appunto, che conduce il viaggiatore al nuovo mondo col sogno segreto di convertire la visita in un’azione (chiedere ai siti di e-commerce).

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La landing page non è la homepage

La landing page può coincidere con la homepage di un sito ma, in generale, non accade quasi mai (sarebbe uno spreco).

Pensiamo ai colossi dell’informazione del web: la landing page viene perlopiù utilizzata per sparare un banner pubblicitario prima di giungere alle notizie principali.

Nel caso del blog trovo utile preparare il Lettore ed una breve introduzione sugli argomenti trattati è un buon biglietto da visita.
Come nel nostro caso.

A proposito.
Ben atterrato alle Hawaii 🙂


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Evernote, per non stressarsi con le password (dimenticate)

L’amnesia post ferie

Dopo il lungo sonno estivo, al primo bip il computer dell’ufficio chiede impassibile la password.

Nessuna pietà per un lavoratore al rientro.
Assente da tre settimane, il reset vacanziero di agosto cancella riti da impiegato e memoria d’ordinanza.

Davanti al monitor, altri rientranti protestano: ancora con la testa in spiaggia, dopo vari tentativi e relativi fallimenti, restano con lo stupore scolpito sul volto e le mani immobili sulla tastiera.
Account bloccato – la medesima espressione sbigottita di fronte al bancomat che si mangia la carta dopo i tre errori del PIN.

Per il sottoscritto, nessun dramma.
Apro il taccuino, leggo la nota.
Addio amnesie: le password dell’ufficio sono scritte, classificate per argomento, pronte alla consultazione.

Ovvio?
Guardandomi in giro, direi proprio di no.

Evernote, per non restar fregati dalle password dimenticate

Evernote, taccuini e note

Un gruppo di taccuini da portare ovunque.
In ogni taccuino, le mille note ordinate e comode da consultare.

Dal computer, con lo smartphone e dal tablet, i cento taccuini ed i mille appunti di Evernote sempre a portata di clic.

Il funzionamento dell’app è intuitiva perché rispecchia la medesima organizzazione della vita reale con l’indubbio vantaggio della dematerializzazione dei taccuini e la facilità di consultazione delle note.

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Tecnologia semplice, tecnologia amica

Prendere appunti, scrivere un post-it, memorizzare le password, ritagliare un pezzo di carta da conservare sono gesti comuni.

Le stesse azioni eseguite con lo smartphone finiscono in Evernote – l’app con la memoria d’elefante – che registra sul cloud taccuini e note.

Elementare Watson?
Forse sì o forse no.

Banale?
Come diciamo dalle nostre parti:

dopo la soluzione tutti i ciucci sono maestri

Registrate il consiglio con un post-it.
Sarà necessario quando non ricorderete più la password per entrare in Evernote 🙂

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Come scegliere (e quando cambiare) la foto del profilo

Quante volte?

Almeno una volta all’anno.
Ma non più di tre.

Quando?
All’arrivo degli equinozi e dei solstizi.

Immediata scatta la protesta: non esistono più le mezze stagioni!
Vero.
Aggiorno l’immagine del profilo social un paio di volte all’anno?
Esatto.

I vostri amici (utenti) avranno il tempo di affezionarsi alla nuova foto e metabolizzare il cambiamento per associare il volto al numero di telefono, ai contenuti facebook, ai tweet.

Dopo sei mesi – più o meno, meglio non essere algebrici – la svolta: una nuova immagine attirerà l’attenzione con rinnovato interesse.

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Whatsapp batte facebook

Oggi è restrittivo pensare alla propria reputazione digitale come l’insieme dei contenuti pubblicati (solo) sul web.
Whatsapp e Telegram – ma anche Instagram – appartengono di diritto alla galassia social.

In un giorno, quanti messaggi inviamo via smartphone e quanti post pubblichiamo su facebook?
Vince di gran lunga l’app di messaggistica.

Come scegliere la foto del profilo?

La foto su Whatsapp (come l’immagine sui social) deve trasmettere chi sei oggi.
Come la carta di identità, l’immagine del profilo è il tuo biglietto da visita, l’impatto visivo sentenzia il successo o il flop di un account.

Oltre ad aggiornarla con regolare periodicità, la foto deve rappresentare il tuo stato d’animo, possedere lo sguardo che ti contraddistingue, comunicare la tua personalità.

Chi dallo smartphone pigia col pollicione sull’immagine del tuo profilo, mentre osserva la foto, deve sentire la tua voce.

Un’ultima, importante raccomandazione: una foto senza trucchi ed inganno, sul web, come nella vita, meglio la sincerità.

Questione di look

Il sottoscritto preferisce presentarsi con un look informale: nella mia casa digitale, accolgo i visitatori con il tu invece di un distante lei, più professionale ma meno ospitale.
Questione di gusto.

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Foto del profilo: cinque regole pratiche

Alcune indicazioni pratiche per schivare errori comuni.
La foto del profilo deve:

  • essere recente
  • riguardare te stesso (evitare figli, consorte, cagnolino, panorama, tramonto, monumenti, Messi, Angelina Jolie …)
  • mostrare la tua solita espressione, spontaneo è bello (non necessariamente un primo piano a distanza ravvicinata)
  • essere priva di interferenze (eludere tizi alle spalle, fastidiosi oggetti come sedie, bicchieri, auto …)
  • tenere le braccia (se visibili) in posizione non banale: in tasca, conserte, con la mano sotto il mento per esprimere «riflessione» e mai a peso morto lungo i fianchi

E tu, da quanto tempo non aggiorni la foto del profilo?

La mia foto del profilo, ieri ed oggi

La mia vecchia foto del profilo oramai datata e l’attuale immagine social

 


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Il canale Telegram, la nuova frontiera di faCCebook

Canale Telegram di faCCebook: i vantaggi

Una notifica bianca, discreta e mai invadente.
Mai più di una al giorno, il bip giunge verso mezzogiorno quando la voglia di staccare è alle porte.

Il tuo smartphone tuttofare riceve la notizia: il «mostro» del giorno è on-line.

Bastano pochi istanti.
Col pollicione sblocchi lo schermo, scorri le notifiche.
Dal canale ufficiale di faCCebook.eu è giunto un nuovo messaggio.
Sorridi.

Pigi l’avviso, apri il browser e – come fossi al computer – accedi al post.

Chiaro, nitido, leggi senza fatica alcuna: faCCebook, il blog dei «mostri» per antonomasia, è disponibile anche su smartphone e tablet.

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Whatsapp gratuito? Grazie a Telegram

Sia chiaro: Whatsapp non è l’unica app per inviare messaggi.
Da tempo, Telegram avanza tra la soddisfazione generale dei suoi (molti) utenti.
Da sempre, Telegram è gratuito.

Una mossa che ha costretto il più famoso concorrente ad eliminare il costo (irrisorio) dell’abbonamento annuale?
Concordo.

Come unirti al canale Telegram di faCCebook

Per ricevere le notizie via Telegram:

  • scarica Telegram dal tuo smartphone
  • dopo l’installazione, apri l’app
  • in alto a destra, clicca sul bottone di ricerca
  • digita faCCebook
  • clicca sul canale e pigia sul bottone “UNISCITI” in basso

Attendi fiducioso 🙂


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Quattro amici al bar

Esistenze lontane

Martedì 8 marzo ore 17.15: quattro ragazzi di Napoli discutono intorno ad un tavolino del bar nella Galleria Umberto, nel cuore della città.
E’ l’ultimo fotogramma del film girato dal Supremo.

Età diversa, nessun luogo li accomuna – sono nati e cresciuti in zone lontane – lavori differenti, vite distanti.

Eppure, chi manovra i destini degli uomini, si è divertito a giocare con il fato.

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Il senso dell’umorismo del Supremo

Per apprezzare al meglio il piano, immaginiamo di decollare, volare nello spazio ed accomodarci su un piccolo asteroide.

Come un pennarello giallo lungo un foglio bianco, osserviamo disegnare il percorso della Vita di ognuno dei quattro giovani ora intenti a dibattere d’avanti ad un caffè.

Tratti lineari, curve strette, curve larghe … il grafico segue lo schema divino progettato.
Dall’istante zero – il momento nel quale mettono piede sul pianeta Terra – ad oggi, i singoli tracciati esistenziali non si incrociano.

Fino all’evento X: la creazione della community Napoli image Naples!

Napoli image Naples, l'incontro dei moderatori (da sinistra: Giampiero, il sottoscritto, Fernando e Pasquale)

Napoli image Naples, l’incontro dei moderatori (da sinistra: Giampiero, il sottoscritto, Fernando e Pasquale)

Napoli image Naples, lo zoom

Dall’asteroide, eseguiamo uno zoom sul tavolino del bar.

Catturiamo frammenti di conversazione: «il sondaggio sul lungomare è andato bene», «il post su come vivere sull’isola è interessante», «le foto dello Staff è emozionante», «il libro di Cantone è passato inosservato, peccato», «dobbiamo proporre nuovi argomenti!».

Discutere, provare, la passione sincera di quattro ragazzi che credono nello stesso sogno: migliorare il mondo che ci circonda.

Il battito di una ciglia e l’incontro vola via.
L’internet delle persone termina, è tempo di tornare alla vita reale.

Alla stessa vita descritta in Napoli image Naples.


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Che cos’è la frequenza di rimbalzo, perché è importante e come migliorarla?

Che cos’è la frequenza di rimbalzo?

La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di visitatori che, dopo aver visitato una pagina, esce dal sito.

Il dato è fornito da Google Analytics.
Il Grande Fratello è installato sotto i pavimenti, dietro le pareti, nascosto sul soffitto di faCCebook.eu.

In ogni angolo della mia piccola casetta digitale, si nasconde un sensore pronto a carpire ogni sospiro del visitatore per trasformarlo in un numero che misura un’azione.

Ad esempio, leggere un desolante 75% come frequenza di rimbalzo media, significa che tre utenti su quattro giunti sull’articolo del giorno di faCCebook.eu, a fine lettura, non visitano un’altra pagina del sito ma scappano veloci verso altri lidi.

Succede quando il post è raggiunto da un link diretto via social oppure se l’argomento viene trovato mediante un motore di ricerca.

Da Facebook o Google con un unico salto l’ospite raggiunge il salottino, prende ciò che gli interessa e subito dopo abbandona la casa digitale senza curiosare nelle altre stanze.
E la frequenza di rimbalzo sale …

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Il tempo medio della visita: due minuti

Altra domanda esistenziale: quanto tempo dura la visita del navigatore?
La durata della sessione media di Google Analytics misura i minuti spesi dall’ospite nella casetta digitale.

Incrociare la frequenza di rimbalzo con la durata della sessione media svela importanti dettagli e conferma il comportamento mordi e fuggi della maggior parte degli utenti (mondiali).

Rifletto mentre studio Google Analytics e mi soffermo sulla frequenza di rimbalzo!

Rifletto mentre studio Google Analytics e mi soffermo sulla frequenza di rimbalzo!

La delusione del padrone di casa

Come ti sentiresti se nove ospiti su dieci, una volta giunti nella tua amata casetta, dopo due minuti scappassero via?

Eppure ti sei preparato al meglio per ricevere i visitatori, sei convinto di aver curato ogni dettaglio, reso l’ambiente confortevole ed accogliente.
Come spiegare il motivo della fuga e prolungare il soggiorno degli ospiti?

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Come ridurre la frequenza di rimbalzo?

Il quesito è motivo di studio giornaliero da parte di sedicenti esperti e non presenta soluzioni certe.
Valgono i soliti consigli:

  • pubblicare contenuti di qualità
    (emozionare, coinvolgere, risolvere, informare sono le leggi base di ogni post di successo che invoglia il Lettore a tornare)
  • fidelizzare, il principio d’oro del marketing
    (sii presente su tutti i canali social e cura la newsletter)
  • inserire link ad altre pagine interne
    (senza esagerare, le eccessive autocitazioni infastidirebbero chiunque, anche Napoleone Bonaparte)
  • link ai post collegati
    (Potrebbe interessarti anche …) da aggiungere a fine articolo quando l’ospite è più generoso e propenso a leggere un nuovo contenuto – soprattutto se divertente

Il valore del clic di fine articolo

Il clic di fine articolo vale oro e va utilizzato con intelligenza.
Se il Lettore giunge all’ultimo rigo del nostro post, sarà coinvolto positivamente dal contenuto dell’articolo e propenso ad un’azione emotiva.

Sfruttiamo il momento di debolezza!
Proponiamo un’azione che legherà il Lettore al nostro sito per invitarlo a tornare.
Ad esempio, io mi gioco la carta della registrazione alla newsletter 🙂


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Approfitta

L’Internet delle persone

La stretta di mano

Quando arrivo all’appuntamento, Pasquale e Giampiero già discutono.
Ci siamo riusciti: organizzare un incontro tra i moderatori della nostra amata community, Napoli image Naples.

Perché la differenza tra l’essere virtuale e la vita reale è semplice: una stretta di mano.

Napoli image Naples, l'Internet delle persone: da sinistra, Giampiero, io e Pasquale

Napoli image Naples, l’Internet delle persone: da sinistra, Giampiero, io e Pasquale

Conoscersi d’avanti ad un caffè

Quale strano sentimento spinge sconosciuti navigatori del web a conoscersi ed incontrarsi?
Perché scatta la folle scintilla che smuove un individuo da dietro al monitor fino ad un affollato bar della stazione centrale?

Discutere, credere nelle proprie idee, confrontarsi e la ferma volontà di confluire le energie positive verso un obiettivo concreto, utile per la collettività.
Utopia per i molti, impegno per pochi.

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Internet, persone connesse

Infastiditi dai due secondi di indignazione volatile dopo un post-denuncia o una foto-scandalo.
Stanchi di guardare la realtà scorrere indifferente attraverso lo schermo di un computer.
I clic facili non bastano più.
Noi vogliamo provarci.

Perché dietro ad un mouse c’è una persona.
Perché un “Mi piace” o un “+1” sono una pacca sulla spalla, un commento è voce, la condivisione uno sguardo d’intesa.

Internet è una rete composta da individui, non da freddi computer connessi.
Proprio come dimostra una stretta di mano tra amici.


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La barzelletta viaggia via Whatsapp

Il buon umore è contagioso

Il mio amico Alessandro è specializzato in freddure.
Il burlone, ogni settimana, via Whatsapp mi invia una nuova barzelletta.

Ecco l’ultima.
Divertentissima vero?

La barzelletta viaggia via Whatsapp

All’origine era il «Bar Mario»

Quando il web era una galassia di siti statici disegnati con Fronte Page, le gag viaggiavano perlopiù via e-mail.

I primi mattacchioni delle mailing list inviavano freddure e barzellette come semplici messaggi di testo a centinaia di destinatari (consapevoli e non).

Già allora – ma quanto tempo è trascorso? – io, «esperto del settore», utilizzavo il gruppo Yahoo! per restare in contatto con gli amici.
Il Bar Mario fu l’antesignano dei moderni social network, troppo avanti per essere compreso fino in fondo lo chiusi all’apice del successo (un numero esorbitante di iscritti e lo spam si impadronì del locale).

La barzelletta? Da condividere!

La notifica verde attende di essere letta.
Pigio col pollicione sullo schermo dello smartphone, leggo il nuovo messaggio di Alessandro.

E’ l’ennesima battutaccia via Whatsapp.
Rido.
Troppo demenziale per restare isolata sul mio cellulare.
Devo condividerla subito con i miei amici.

Col sorriso ancora stampato sul viso, in modo istintivo, inoltro l’immagine al gruppo WhatsApp della piscina.
In un secondo, la barzelletta raggiunge più di cento persone che, a loro volta senza pensarci troppo, rideranno e spingeranno la battuta verso altri innumerevoli contatti.

Perché l’emotività è il vero motore della condivisione ed il buon umore è contagioso.
Come una barzelletta via WhatsApp, appunto 🙂

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GameStop, un film da protagonista

Un pomeriggio di dicembre realizzo il mio sogno di attore: sono il protagonista di  un film.

Il potere del protagonista

Sono un soldato cibernetico del 2065 impegnato a salvare il mondo da pazzi criminali.
Nel folle piano, c’è puzza di CIA.
Il regista impone una sola regola: «spara a qualsiasi cosa si muova, sia una minuscola farfalla che un enorme cyborg».
Obbedisco: indosso l’armatura, abbasso la visiera ed appoggio il dito sul grilletto.
La caccia inizia.

GameStop - CALL OF DUTY BLACK OPS III

Nel secondo episodio, vengo catapultato nella Londra del 1868 a capo di una gang super-armata pronta a guidare la rivoluzione contro i poteri oscuri che opprimono l’Inghilterra vittoriana.
Al mio fianco due gemelli, Jacob lo spaccaossa e Evie la volpe.
Tra Templari, risse ed inventori pazzi, parteciperò all’eterna lotta tra il bene ed male.

GameStop - Assassin's Creed

GameStop, vivi più vite in una!

«Posso aiutarti?» un suono alieno interrompe la concentrazione mentre sto per sparare il rigore più importante nella storia del calcio mondiale.

Il suono spezza la pellicola e mi riporta sul pianeta Terra.

Mi guardo intorno, ora ricordo.
Sono in un negozio GameStop, il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati del mondo e devo acquistare un regalo per mio nipote, dieci anni e tanta voglia di tecnologia.

Sbatto le palpebre: riconosco i gemelli di ASSASSIN’S CREED SYNDICATE, i cyborg di CALL OF DUTY BLACK OPS III, le strade di Boston di FALLOUT 4, il fascino di Lara Croft in RISE OF TOMB RAIDER, i campioni di Fifa 16.

«Grazie, la fantasia ha preso il sopravvento. Sono fermo a Pacman e Frogger, i videogames di oggi mi sbalordiscono» replico meravigliato.
«Ti capisco, guardati intorno e scegli con calma» suggerisce l’addetto.

Certo, mi guardo intorno.
Scegliere in quale film essere di nuovo protagonista sarà un vero piacere 🙂

Buzzoole

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