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Tag: amicizia (Page 4 of 6)

Il giorno degli scatoloni

Dalle puntate precedenti

E’ giunto il giorno dei saluti: un gruppo di marinai abbandona la nave “HP Pozzuoli” per sempre.
Gli uomini raccolgono i propri effetti personali negli scatoloni, salgono su una scialuppa e scompaiono all’orizzonte.
L’addio, per il fedele marinaio, è una profonda ferita …

Puntata1: Hp Pozzuoli affonda, colpita dal fuoco amico
Puntata2: HP Pozzuoli, il giorno della decisione
Puntata3: fatti non foste a viver come bruti?
Puntata4: «Io non sono d’accordo», l’orgoglio dell’ultimo marinaio
Puntata5: Chi è il verno nemico?

Il saluto

«Vorrei dire qualcosa ma non trovo le parole».
Il fedele marinaio saluta il vecchio Gabriele, un amico con un destino diverso.
Pochi minuti prima, col sorriso forzato, l’addio ad Isa pronta ad abbandonare la nave “HP Pozzuoli”.

Isa, Gabriele, Antonio, Gianni, Davide … da domani navigheranno in mari diversi.

Dopo quasi vent’anni di viaggi affrontati nella stessa barca, gli uffici del nord smantellano la squadra: una piccola parte promossa sulla terraferma, la maggioranza vivrà sul piccolo e misterioso isolotto dal futuro incerto, chi rifiuta andrà via – per sempre.

«In bocca al lupo a voi che restate» è l’augurio di chi non crede alle promesse della multinazionale e rinuncia.

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La comunicazione

La nave “HP Pozzuoli” è ferma nelle acque calme, la fine dista poche ore.
Un funzionario degli uffici del nord sale a bordo, l’aspetto rassicurante tradisce le reali intenzioni dell’uomo.

Dal megafono ordina perentorio: «depositate ogni bene aziendale nello scatolone posto al centro del ponte: chiavi, telefoni, computer e la divisa. Consegnate tutto prima di scendere sull’isolotto, avete 48 ore di tempo a partire da questo istante».

Difronte la platea ammutolita, il funzionario degli uffici del nord non mostra segni di rispetto.
Anzi, infierisce: «coloro i quali rifiutano l’isolotto, lascino entro stasera la nave».

Il tempo degli scatoloni

Una nuvola di tristezza cala sulla nave.
I marinai che hanno scelto un fato diverso, raccolgono i propri effetti personali in piccole scatole.
Chi resta, invece, consegna vent’anni di ricordi in un unico, grosso scatolone.

La metafora beffarda è servita: «piccole scatole per destini individuali, lo scatolone per il destino di gruppo».

L'addio dei marinai

L’addio

L’uomo osserva impotente gli altri marinai abbandonare la nave nel silenzio generale e questa assurda calma piatta gli provoca una profonda ferita nella coscienza.

Vorrebbe fermarli, abbracciarli ad uno ad uno, rimediare a tale ingiustizia, bloccare la fine, invertire la traiettoria, sfidare la sorte, riprendere la navigazione verso l’orizzonte, solcare di nuovo le onde perché la vita di un marinaio è nel mare aperto, insieme ai suoi marinai.

Mille avventure, tempeste e difficoltà, successi e burrasche, momenti di gloria e sconfitte, da giovani ad uomini la nave “HP Pozzuoli” ha forgiato la loro esistenza.

Ma oggi è il giorno dell’addio, un gruppo andrà via – per sempre.

I marinai, aggrappati ai loro scatoloni come salvagente, salgono sulla scialuppa. Pochi minuti e la piccola imbarcazione si allontana e scompare al tramonto.

Con il dolore nell’anima, il fedele marinaio scruta impotente la scena.
Non ama le parole inutili, preferisce cercare le risposte nei libri, i detentori delle chiavi per leggere l’animo umano.

Ai suoi marinai, dedica a denti stretti i versi immortali del Manzoni.

tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio:
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.


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facebook, la maledetta bolla blu

Un mondo perfetto (e chiuso)

Immaginiamo di vivere in una grande bolla blu.
Al suo interno, il nostro mondo appare perfetto.
Assuefatti e privi di confronto, non distinguiamo più ciò che è vero da una palese bufala.

Conoscere tutti aiuta e ci fa sentire più sicuri, incontrare sempre gli stessi amici facilita le relazioni ed evita spiacevoli sorprese.

La routine (sociale) è comoda, la fiducia è massima e non dubitiamo, non discutiamo, accettiamo privi di coscienza critica.
In alcuni momenti ci annoiamo, è vero … ma la monotonia passa in fretta in cambio della sicurezza del luogo.

facebook, la maledetta bolla blu

Il mondo fuori dalla bolla blu

Eppure, fuori quella maledetta bolla blu, esistono milioni di luoghi da visitare, conoscere, confrontarsi.
Pianeti diversi che stimolano incontri casuali nati da click sbagliati – perché la casualità favorisce la scoperta.

Il web è una ragnatela composta da miliardi di pagine colorate, eppure tu – internauto pigro – sei prigioniero di facebook.
Liberati e segui nuovi sentieri, c’è un universo da scoprire (virtuale e non).

PS: puoi citare tre siti web diversi da facebook che visiti abitualmente? Se non riesci, chiediti il perché


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Se l’amico é (solo) social

L’amico virtuale

Sei davvero convinto che basti un poke via facebook per renderti migliore?
L’affetto non si misura dai messaggi inviati con WhatsApp il giorno del compleanno o un gratuito “mi piace” sulla fan page ufficiale di faCCebook.eu.

Anzi.

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Un profilo social non si nega a nessuno

Un “+1” sul profilo GooglePlus non può che peggiorare la situazione.
Divenire un follower su twitter potrebbe giocare a tuo favore ma la piacevole sorpresa durerebbe il tempo di un battito di ciglia.

Seguire su instagram non gioverebbe alla causa.
Potresti confermare  il  curriculum on-line in linkedin e rendere la reputazione digitale più credibile ma il click non attirerebbe le attenzioni del sottoscritto.

Se l'amico é solo social

L’amico (che non c’è)

Rassegnati, le lusinghe virtuali sono peggiori dell’amara realtà: un poke non ravviva l’amicizia ne tantomeno rende uomini migliori.

Crea solo l’illusione di rimanere in contatto.
E come ogni illusione prima o poi svanisce.


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Il mare e le riflessioni di un giovane napoletano

Il mare, quest’eterno movimento

«Ma whatsapp scade veramente?» mi chiedo mentre osservo il mare infinito.
«Prima che gli arabi inventassero lo zero, si poteva dire sei una nullità?» il dubbio resta nonostante scruti l’orizzonte azzurro.
«Perché gli amici prima o poi svaniscono nel nulla?» rifletto mentre un’onda si infrange sulla scogliera nera.

Il mare e le riflessioni di un giovane napoletano

Sono sul pontile di Bagnoli, la passeggiata di 850 metri sul mare napoletano regala sempre riflessioni e spunti interessanti.
Basta fermarsi, guardare la collina di Posillipo o la zona flegrea ed i pensieri subito ribollono nel pentolone dei sentimenti dimenticati.

Le risposte, invece, continuano a latitare e nemmeno l’immenso lago d’acqua salata scioglie i misteri dell’uomo moderno.

Dei tre quesiti ho una sola certezza: ignoro se Whatsapp continuerà ad inviare messaggi senza limiti e tantomeno come, prima dello zero matematico, gli esseri umani si insultassero.
Ho, invece, una sentenza indiscutibile: gli amici svaniscono perché … perché … perché ognuno è preso dalla propria vita, assenza di tempo, interessi diversi, lavoro, carriera, famiglia, bla bla bla …

Alibi, nient’altro che alibi ipocriti.
Che io stesso applico.

Shadows (Lux Vol. 0) – la recensione

Gli alieni sono tra noi

Immaginare di avere tra i propri lettori un alieno non è roba di tutti i giorni.
L’ipotesi fantasiosa potrebbe essere realtà se la storia raccontata dalla (brava) scrittrice Jennifer L. Armentrout rispondesse a verità: gli extraterrestri sono tra noi, con le nostre sembianze – anzi, risultano molto più affascinante e prestanti – ma celati dietro un’esistenza segreta.

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La trama

Le vicende dei Luxiani (gli alieni, appunto) insediati sulla Terra sono raccontate in sei, emozionanti libri di successo.
“Shadows (Lux Vol. 0)” è il prequel, la puntata zero, l’inizio dal quale tutto parte e del quale non si desidera mai la fine.

L’amore ibrido tra il bello e innamorato Dawson l’alieno e la giovane umana Bethany è dirompente.
Contrastata dalla comunità dei luxiani che teme per la propria sopravvivenza (nessun uomo conosce il loro segreto), sorvegliata dal Governo che vieta agli alieni di avere rapporti con i terrestri, la passione tra i due sedicenni non conosce ostacoli.

Ambientato in una piccola cittadina americana, tra romantici incontri nelle aule scolastiche e furiose battaglie notturne nei boschi limitrofi (i luxiani, oltre all’esercito, devono difendersi da spietati nemici alieni) la lettura procede con la stessa passione della storia d’amore tra i protagonisti.
Le pagine volano via alla velocità dei luxiani, esseri evoluti capaci di trasformarsi in luminose scie e viaggiare come la luce.
Questi poteri immensi basteranno a proteggere Bethany?
Lo sconvolgente finale sarà difficile da accettare – a meno che non si possegga già l’episodio successivo.

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Avvertenze per il lettore

Scritto con uno stile semplice e discorsivo, nonostante si parli di ragazzi, la trama risulta avvincente e adatta per lettori di tutte le età.
Un’unica avvertenza: iniziata la prima pagina, la dipendenza immediatamente prenderà il sopravvento e si farà fatica a smettere.

Shadows, il prequel di Jennifer L. Armentrout

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Un libro per il Giorno della memoria

L’amico ritrovato, di Fred Uhlman

E’ il lontano 1998, a casa di un amico studio per il prossimo esame.
Quando sei un giovane studente universitario, il tempo è un concetto relativo e le pause assumono lo stesso significato dell’impegno.

«Io mi fermo, continua tu» affermo mentre mi alzo dalla scrivania, stiro la schiena e gironzolo per la stanza in cerca del nulla.

Osservo con distrazione un gruppo di libri sparsi su una mensola.
Afferro il più sottile, un libricino con la copertina gialla e l’immagine di due giovani ragazzi, uno biondo e l’altro bruno.
Scruto, l’autore Fred Uhlman non mi dice nulla – ah, beata ignoranza!

L'amico ritrovato, un libro per il Giorno della memoria

Con un gesto automatico, leggo la breve sintesi in quarta di copertina.

Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica.
Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato.

Una lettura per il Giorno della memoria

Apro ed inizio.
Immerso nella storia, dimentico dove sono e vengo catapultato nella Germania degli anni trenta in compagnia dei due giovani ragazzi, Hans – ebreo – e Konradin von Hohenfels – tedesco.

Dopo un’ora, termino le le novantasei pagine del libricino giallo.

Emozionato, ripongo il libro sulla mensola ed esco per una passeggiata.
Non posso più studiare, necessito di una boccata d’ossigeno …

Sono trascorsi quasi vent’anni e ricordo ancora quel titolo con commozione.
Mi sembra giusto consigliarlo proprio oggi, nel «Giorno della memoria».


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I segreti di un video virale

Non ho gli strumenti per giudicare la veridicità di questa storia ma, a volte, nella vita bisogna credere.
D’accordo, potrebbe trattarsi di un cast che recita una sceneggiatura scritta ad hoc per il web.
Oppure no.

Qualunque sia la tua opinione, su un punto siamo tutti d’accordo: si tratta di video virale capace di emozionare lo spettatore.
E se lo spettatore si emoziona. condivide e diffonde.
Perché?

I segreti di un video virale

La durata

Il tempo ideale: tre minuti e tre secondi.
Non troppo lungo per annoiare il navigatore abituato a saltare da link in link con la stessa facilità di un rospo in uno stagno e non breve per potersi immedesimare nei protagonisti.

L’inizio

Un giovane (qualunque) chiede ad un senzatetto (disperato) una fetta di pizza.
Lo stupore per la richiesta a sorpresa tiene alta l’attenzione dello spettatore: quale sarà la reazione dell’uomo?

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Il contenuto

Sentimenti globali: dramma, indifferenza, aiuto, sostegno, ricompensa, emozione comprensibili in ogni angolo del Pianeta.
La sfera emotiva è universale e la solidarietà è auspicabile da tutti i cittadini, dalle caotiche metropoli giapponesi fino agli sperduti paesini del sud America.

L’happy end

Una musica rassicurante ci porta verso la scena culminante: il senzatetto (che venti minuti prima accetta una pizza) cede parte del suo pasto al giovane, autore dei precedenti fallimenti.
Il povero uomo riceve l’inattesa ricompensa e scoppia in un pianto di felicità per un finale commovente.

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I social network

L’emozione spinge alla condivisione: l’effetto domino è la conseguenza naturale, il video passa di bacheca in bacheca.
Un “Mi piace”ed uno “share” ed i social trasformano il cortometraggio in un filmato virale visto da migliaia di persone.

Offrono una pizza gratis a un barbone… e quello che il barbone fa con la pizza mi ha fatto piangere!


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Un pomeriggio al Museo (folgorato da Atlante)

Sabato pomeriggio ore sedici, ricevo il laconico messaggio: «Mario, scusami arrivo fra mezz’ora».
Perfetto: all’appuntamento col mio amico ritardatario giungo con quindici minuti di anticipo e così la matematica mi condanna ad un lungo ozio (attendere è la punizione inflitta ai puntuali).

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Alle mie spalle troneggia l’entrata del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

All’ingresso del palazzo seicentesco che «può vantare il più ricco e pregevole patrimonio di opere d’arte e manufatti archeologici in Italia» (fonte) tra un gruppetto di pargoletti entusiasti intravedo un volto noto: un’amica-mamma accompagna il figlioletto ad una caccia al tesoro organizzata da una associazione culturale «per far scoprire l’arte ai bimbi».

«Come stai? Che fai quì? Ciao piccolino … vi accompagno con piacere» approfitto e varco la soglia spazio-temporale per catapultarmi nell’antica Grecia.
Sbigottito dall’imponente salone della Meridiana, carico di meraviglia seguo – insieme alla chiassosa comitiva di bambini dalle mille domande, genitori incuriositi ed una guida attenta – il gomitolo di lana di Arianna, dobbiamo uscire dal labirinto e trovare Teseo.

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Dura un attimo ma accade: resto da solo nel magico salone della Meridiana.

I bimbi inseguono il filo e si dileguano in una stanza limitrofa, l’esercito di turisti armati di macchine fotografiche dall’obiettivo chilometrico svaniscono ed il silenzio assoluto cala nella grande sala, l’incanto ed il fascino di questo luogo leggendario – venti metri d’altezza per cinquanta di lunghezza – con affreschi e quadri dal valore inestimabile si impossessa della mia mente.

Leggo stupefatto: «scultura ellenistica in marmo databile al II secolo d.C.»

Un veloce calcolo illumina la mente: al mio fianco, c’é una statua che risale a quasi 1900 anni addietro, cioè creata tra l’anno 101 e 200?
L’animo del reporter prende il sopravvento su un possibile inizio di crisi di Stendhal, deglutisco, inspiro, respiro, afferro il ridicolo smartphone e scatto la foto.
A voi il «mostro», il magnifico Atlante del Farnese.

Museo Archeologico Nazionale di Napoli: l'Atlante del Farnese

PS: questo post è dedicato al mio amico ritardatario ed alla fortuna di tramutare l’attesa in una stupenda visita 🙂

Link utili:
sito ufficiale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli
salone della Meridiana
Atlante Farnese


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Il (mio) compleanno è on-line

Se decido di vivere il web, devo accettare le regole del gioco: rinunciare ad una fetta di privacy.

E’ il prezzo da pagare per la propria identità digitale

Dunque, care Lettrici e affettuosi Lettori, prima che lo scopriate leggendo lo scoop da un giornale di gossip mentre siete dal parrucchiere oppure restiate sorpresi da un breaking news televisivo, preferisco comunicarvelo io.

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Oggi è il mio compleanno

L’età è nota (ma Wikipedia mi ha già dedicato una pagina?) ma tutto sommato a chi interessa se ho varcato la soglia degli anta, sono prossimo alla pensione (il miraggio della mia generazione) oppure sono un giovincello con i un po’ d’argento tra i capelli?
A nessuno suppongo, nemmeno al diretto interessato (azzardo).

La vita è adesso e tanto basta per godermi questo giorno speciale, insomma potevo anche non nascere.
Dunque, rispondo agli auguri via whatsapp degli amici (o presunta tali), ai tweet dei follower, ai post della fan page ufficiale e agli sms di chi ancora resiste all’inesorabile avanzata della tecnologia.

Accendo la webcam, immortalo il momento e concedo questo pezzo di storia ai posteri: un po’ di sano egocentrismo, sono io il «mostro» del giorno.
Dopotutto, il compleanno è on-line.

 il mio compleanno è on-line


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Caro amico ti iscrivo …

Voi, persone speciali

Ho una convinzione granitica: i miei lettori sono persone speciali.
Desidero conoscere ogni singolo navigatore del mio piccolo (rispetto all’Universo) e grande (per le soddisfazioni che mi regala) blog di «mostri» per ringraziarlo personalmente del tempo dedicato ai miei post.

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I numeri e le gelide statistiche non mi interessano

Quando scrivo, ogni articolo nasce dalla personale percezione della realtà, l’entusiasmo di condividere un’esperienza mi permette di superare le mille difficoltà nel trovare le giuste parole necessarie per trasferire le riflessioni volanti dal cervello in una pagina web dignitosa.

Avere la certezza dell’esistenza di donne e uomini dietro ad un computer connesso in Rete fisse con gli occhi sulle righe di un mio post, l’immagine di un sorriso sul viso di una lettrice, la curiosità per una riflessione nella mente di un giovane, riuscire ad ottenere la vostra fiducia perché siete sicuri che tra le pagine di faCCebook.eu non troverete mai una volgarità e facili mezzucci per attirare l’attenzione, mi riempe di orgoglio.

Tra tanto amore, poi, la fedeltà è un sentimento che apprezzo particolarmente e desidero premiare.
Prima, però, confesso un candido peccato di gioventù:

ho un occhio di riguardo per gli iscritti alla newsletter di faCCebook.eu

La newsletter di faCCebook, email tra veri amici

Instancabili seguaci, tenaci sostenitori, supporter sempre e comunque, i fidati che ricevono gli aggiornamenti via e-mail … i miei amici di avventura sono la vera forza, coloro che, quando i «mostri» sembrano imbattibili, continuano a tifare con un unico coro: «tranquillo, siam qui noi».

A questo «esercito del bene» va il mio regalo esclusivo:

una nuova newsletter più affascinante ed attraente.

Con l’immagine del «mostro» in anteprima, i fortunati riceveranno un messaggio elegante, leggero, mai invadente ed ovunque saranno potranno leggere il post.

Per chi rinuncia alla battaglia, invece, basta un click per la cancellazione dalla lista di distribuzione – un’opportunità remota da escludere, giusto? 🙂

Bene: non resta che ringraziare gli abbonati ed invitare il resto del globo ad iscriversi.
Registratevi, basta un attimo per entrare dell’esercito di navigatori speciali che combattono contro ogni «mostro» in qualsiasi angolo del Pianeta.


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Amicizia dopo gli «anta», i 10 motivi del fallimento

L’amore non ha età, l’amicizia

La cinica conclusione non è il risultato di una ricerca della prestigiosa Australian National University ma del sottoscritto, uomo meno titolato dei professoroni americani ma di animo più sensibile.

Dopo un battito di ciglia conto quante nuove, vere amicizie ho instaurato negli ultimi dieci anni: basta una mano, per essere sinceri non necessito nemmeno di alzare le cinque dita, anzi – se rifletto meglio – la mano la posso rimettere in tasca senza indugi.

Il totale è pronto, la verità è lampante, l’algebra non mente, il numero è inconfutabile: una (stima per eccesso).

Dieci motivi per distruggere un'amicizia

I 10 motivi del fallimento

Perché?
Ho identificato ben dieci validi motivi utilizzati (dagli altri) come alibi ma da me miserabilmente denunciati in questo post:

1 – l’età: dopo i gli “anta”, siamo meno disponibili nei confronti del prossimo

2 – il tempo: gli impegni sono pressanti e non possiamo perdere minuti preziosi

3 – il lavoro: riempe le giornate e la sera siamo distrutti per poterci dedicare agli altri

4 – i soldi: la crisi economica impazza e le spese incalzano, meglio evitare sprechi

5 – i social network: inviamo messaggi di auguri via facebook invece di telefonare o addirittura incontrarci di persona

6 – egocentrismo: ci poniamo al centro dell’Universo e non siamo più disposti ad ascoltare il vicino

7 – lo stato sociale: si frequenta lo stesso target per comodità (famiglie con famiglie e single con single) senza selezionare (i figli cercano i loro amici)

8 – conservazione della specie: meglio le vecchie amicizie, sono più sicure e meno stressanti

9 – TO DO

10 – TO DO

Le otto voci sopra citate sono le giustificazioni più comuni registrate negli ultimi anni: a voi – cari Lettori – le due scuse mancanti.

Il «mostro» è ora smascherato.


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Gli abbonati di faCCebook, i miei amici: grazie

La fedeltà, sentimento sconosciuto nel mondo odierno ove regna il mordi e fuggi e trionfa l’usa-e-getta, va premiata:

desidero enunciare ai quattro venti un sentito ringraziamento agli abbonati

alla mia «mostruosa» creatura, il piccolo grande faCCebook.eu.

I fidati Lettori che puntualmente ricevono l’e-mail della newsletter sono speciali perché è speciale la fiducia riposta nei temi affrontanti e – scusate l’autocitazione – nel sottoscritto.
Cotanta stima inorgoglisce e merita la massima attenzione: continuerò a combattere i «mostri» di ogni forma, colore e razza con la coerenza e lo stile che contraddistinguono da sempre il nostro amato blog, senza mai cadere nella facile volgarità ed evitando scontati passi falsi che dividono la denuncia dallo show pacchiano.

la newsletter di faCCebook

Ho un sogno: incontrare di persona ogni singolo iscritto alla newsletter

.
Perché dietro un indirizzo e-mail c’è un un navigatore sensibile, un lettore attento, una donna ed un uomo desideroso di migliorare il mondo con l’esempio diretto, un eroe (passatemi il termine) pronto a combattere le tracimanti ingiustizie di questi difficili tempi moderni.

Un giorno non troppo lontano organizzeremo un incontro, il primo faCCebook-day in una entusiasta ed affollata piazza stracolma di cittadini onesti e sognatori convinti, nel mentre l’unico modo che ho per ricambiare la vostra fedeltà, cari abbonati, è ringraziare ognuno di Voi senza ipocrisia.
Come avviene tra veri amici.

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