faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: calcio (Page 2 of 5)

Davide Astori, il dramma negli occhi di due bambini

Davide Astori, un dramma collettivo

«Hai visto, è morto Astori, il giocatore della Fiorentina».
«Si, ce l’ho nell’album delle figurine».

Il dramma di Davide Astori si riflette negli occhi preoccupati di due bambini.
In fila fuori al seggio, in attesa di votare, ascolto lo scambio di paure tra piccoli appassionati di calcio.

Avranno una decina d’anni, magari frequentano proprio la scuola dove stiamo votando, dedicano il loro tempo (infinito) al gioco e con la mente immaginano un mondo sicuro.

La tragedia sconvolge le loro (e nostre) certezze.
Si chiedono, come tutti noi: è possibile morire a trentuno anni?

Davide Astori, il dramma che colpisce l'immaginario collettivo

In pochi istanti, la notizia raggiunge tutti

La notizia ci sbatte in faccia l’amara verità: anche un’atleta professionista – simbolo di salute, benessere e prevenzione medica – è vulnerabile come un qualsiasi, comune mortale.

La fine dell’«eroe» ben presto viaggia su tutti gli schermi: tv, tablet, smartphone.
E, in pochi minuti, giunge al seggio.

Fino a coprire di dubbi gli occhi innocenti dei due fanciulli.
Le parole rassicuranti dei genitori, un abbraccio e torna il sereno.
I due marmocchi si inseguono per il corridoio della scuola, urlano, giocano.

Per noi adulti, invece, resta la ferita.
E l’atroce domanda, priva di una risposta sensata: è possibile morire a trentuno anni?


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

Il pallonaro, misteri e segreti dei calciatori gay [RECENSIONE]

Calciatori, nessun coming out

In Italia vige l’assioma: nessun calciatori è gay.
Da questo dogma (ipocrita), nasce Il pallonaro di L.R. Carrino.

L’autore pone un quesito irrisolto: perché i calciatori gay – dalla SerieA all’ultima lega dilettanti – non dichiarano la propria omosessualità?

Dalle cronache sportive, non emergono coming out.

Da quanto il calcio si giocava solo la domenica pomeriggio fino al campionato spalmato dal venerdì al lunedì e trasmesso dalle pay-tv in mezzo mondo, gli atleti rispettano un patto segreto, inviolabile: i calciatori non possono essere gay.

Perchè la realtà è occultata?

L.R. Carrino, autore de Il pallonaro

Il pallonaro: a tratti scurrile, perchè?

La narrazione scorre veloce come i dribbling di Diego De Martino, il personaggio intorno al quale ruota l’intera vicenda.

Il libro si sviluppa come il Campionato: dietro ogni capitolo, una partita.
Dettagli che evidenziano la passione calcistica dell’autore, l’amore per lo sport di molti giovani, il talento di chi vuole solo giocare a calcio e viene sfruttato dal sistema inquinato che ruota intorno al pallone.

Però un’osservazione è necessaria: perché, in alcuni tratti, il romanzo scade nello stile e l’autore utilizza termini triviali che, al sottoscritto, infastidiscono?

Se avrò la possibilità di intervistare L. R. Carrino, chiederò lumi.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Occultare la verità per conservare il Sistema

Il pallonaro descrive l’ottusità di chi manovra i fili (calcistici).

Procuratori, dirigenti ed ultras nascondono la verità.
Perché?
Scoprire l’omosessualità del Capitano della squadra del cuore, sarebbe sconvolgente?

Secondo l’autore, l’omosessualità rischia di inceppare il Sistema-Calcio.
E dunque, bloccare il flusso di denaro indotto.

Costruire un prodotto (televisivo) che non muti nel tempo, uguale a se stesso, con le certezze di sempre, senza shock per lo spettatore-tifoso.
Con censura della realtà.

Omosessualità, a chi interessa?

La lettura de Il pallonaro non scioglie un dubbio amletico: a me, tifoso, perché sconvolge l’omosessualità nel calcio?
A me, appassionato di sport, perché importa conoscere i gusti sessuali del Capitano della Nazionale?
A me, cittadino, perché scombussola scoprire l’omosessualità del vicino di casa?
A me, impiegato d’ufficio, perché sorprende il collega-gay?

E’ davvero così importante individuare se un amico/collega/parente frequenta una persona del suo stesso sesso?

Il libro di L.R. Carrino. non risponde a tale quesito.

Però ha il merito di affrontare l’argomento e scoperchiare una verità mal celata: l’omosessualità nel calcio esiste.
Fatevene una ragione.

Acquista il libro su Amazon!

Top Ciuccio

Il Ciuccio, primo in classifica!

Per chi è abituato a vivere a livello del mare, ritrovarsi in cima alla montagna più alta d’Italia, è un’esperienza da ricordare (nel caso del sottoscritto, un post celebrativo).

Dall’alto della vetta, il Ciuccio azzurro protegge gli occhi con la zampa e guarda lontano.
Giù, lungo il pendio, un gruppetto tenta – con fatica – la scalata.

La zebra, in testa agli inseguitori, è arrabbiata: non abituata a rincorrere, arranca mentre scalcia per tener dietro gli altri.

La lupa passeggia senza convinzione: conscia di non poter mai raggiungere il Ciuccio, partecipa alla competizione perché costretta.

I diavoli cinesi perdono terreno al primo ostacolo mentre i cugini (sempre cinesi) tallonano la zebra (ma, detto tra noi, scalano con uno stile inguardabile).

Più distante, un’aquilotto impaurito prova a decollare senza successo.

Top Ciuccio, il momento magico del Napoli

Il Ciuccio? Il più bello di tutti!

Il Ciuccio respira a pieni polmoni, l’aria frizzantina della vetta rinvigorisce e mette di buon umore.
E, grazie al calendario favorevole, resterà in cima indisturbato per altre due settimane.

Poi, la corsa riprenderà.

Tutti a rincorrere il Ciuccio trasformatosi in lepre.

La caccia è aperta, la stagione è ancora lunga, impossibile prevedere come andrà a finire.
Però una certezza aleggia nel disordinato gruppo degli inseguitori: il Ciuccio è il più forte e bello di tutti, merita la vetta.


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

SuperSarriBros, come nasce un caso di successo. Parla Gerardo Marino, l’ideatore [INTERVISTA]

SuperSarriBros, il Napoli come il videogame

SuperSarriBros si ritaglierà un ricordo nella mente di tutti i tifosi del Napoli ed io ricorderò per sempre questi momenti.
(Gerardo Marino, ideatore di SuperSarriBros)

E’ interessante conoscere Gerardo Marino, l’ideatore della pagina facebook SuperSarriBros.

I suoi video sulle azioni del Napoli in stile videogame spopolano in Rete ed i tifosi del bel calcio – non solo i supporter azzurri – ringraziano ed apprezzano a colpi di “Mi piace”.

Per un appassionato, godimento allo stato puro: le geometrie teorizzate da mister Sarri, disegnate sul campo dai vari Insigne, Mertens, capitan Hamsik ed immortalate sul web dai videoclip virali del pirotecnico Gerardo Marino.

Gol, musica ed effetti speciali: un mix di fantasia, divertimento e passione.
Scopriamo perché Gerardo Marino è un caso di successo.
A suon di “bip”.

Gerardo Marino, l'ideatore di SuperSarriBros ed il famoso logo presenti nei suoi video

Gerardo Marino, un caso di successo

D: Gerardo, tu sei un caso di successo.
Una persona qualsiasi che, grazie ad un’idea vincente, cambia il suo destino e passa “al livello successivo” (come insegnano i tuoi video).
Ci racconti il momento nel quale la tua vita è balzata in avanti?
Non intendo il famoso Milan Napoli – la partita che ti ha spronato a realizzare il primo video – nel quale Insigne, dopo 25 passaggi azzurri, realizza un gol magnifico.
Intendo, invece, la scintilla.
Da dove nasce quell’istante magico che ti ha regalato la giusta ispirazione?
R: Diciamo che l’istante magico … la scintilla è scoccata quando ho deciso di realizzare per la prima volta un vero e proprio filmato con tanto di copertina inserendo anche le lunghe geometrie di passaggi e non solo il classico filmatino del gol.
La gara in questione???
Di nuovo un MILAN-NAPOLI ma del 21 gennaio 2017.

D: I video di SuperSarriBros dormivano nei meandri del tuo cervello: chi o cosa ha aperto il cassetto e permesso di concretizzare le tue geniali intuizioni nei famosi videoclip?
R: A me piaceva già molto editare filmati e gol del Napoli, anche negli anni passati.
Saranno almeno quattro anni che pubblico su internet ma raramente uno dei miei filmati risultava virale.
Quindi se c’è stato qualcuno che mi ha permesso di realizzare questi video, direi che quel qualcuno è solo Mister Maurizio Sarri con il suo gioco brillante e spumeggiante!

Gerardo Marino, l'ideatore di SuperSarriBros

Gerardo Marino, tra passione e sogni

D: I casi di successo sono indice di talento, coraggio e passione.
In quale dei tre ti riconosci di più?
R: Sicuramente nella passione.
E’ quella che mi ha portato a realizzare tutto ciò e soprattutto perchè lo faccio con gioia.
Credo che solo quando si ha la passione per una cosa la si fa anche con gioia!

D: Gerardo, i video sono la tua passione ma, immagino, lavori in un altro settore.
Cosa (o quando) ti manca per trasformare la tua passione di videomaker tifoso del Napoli in un lavoro?
R: Non saprei … di certo per me sarebbe un sogno lavorare non per portare solo lo stipendio a casa.
Forse manca soltanto quel qualcuno che mi venga a contattare rendendomi l’uomo più felice del mondo???
Eheheh …
Non nego che ogni tanto sogno questa ipotesi ma … poi ritorno alla tua domanda … cosa mi manca?? … non saprei …

Gerardo Marino, l'ideatore di SuperSarriBros

«Il successo? Non mi spaventa»

D: Il circo mediatico necessita ogni giorno di nuovi «mostri» da gettare in pasto alle masse affamate.
Il successo trita ed illude: oggi è il tuo momento, sei sulle prime pagine ed i tuoi video ottengono migliaia di visualizzazioni.
Ti spaventa la fama?
Come pensi di sfruttare questo momento favorevole?
R: No, non mi spaventa la fama.
Al momento vivo con gioia le piccole soddisfazioni che ricevo!
Tipo la tua intervista oppure l’intervista per la tv locale o anche la felicità nel vedere che persone note della TV condividono i miei video.
Sfruttare al meglio questo momento? E’ quello che mi fa paura di più.
Ho sempre paura che succeda qualcosa quando tutto sembra andare per il meglio …. chissà.

D: Un giorno molto lontano (speriamo mai), il nostro simpatico SarriBros andrà in pensione.
Ora che sei sotto le luci dei riflettori, temi di (ri)cadere nel dimenticatoio?
R: No no, son consapevole di tutto!
Sperando che sia un lontanissimo giorno …. sono pronto ad essere dimenticato.
Anche se sono convinto che qualcos’altro proverò ad inventare eheheh ….
Di certo SuperSarriBros si ritaglierà un ricordo nella mente di tutti i tifosi del Napoli ed io ricorderò per sempre questi momenti.

Mister Sarri firma la maglia di Gerardo Marino, ideatore di SuperSarriBros

Video, la forza della colonna sonora

D: Gerardo, in un video la musica amplifica le emozioni.
Alterni spesso brani italiani (anche napoletani) a canzoni straniere.
Come scegli la giusta canzone?
R: Proprio cosi.
Un video amplifica le emozioni ed io scelgo la canzone in base a determinate situazioni.
Non le butto mai li a caso, ognuna ha un suo perchè.
Un esempio che mi piace tantissimo: quando i due folletti Mertens ed Insigne regalano assist e gol, quale miglior canzone se non “LA COPPIA PIU’ BELLA DEL MONDO”?

D: Le immagini te le regala Sarri, la musica la scegli tu.
Quale consideri il video perfetto per l’abbinamento musica/partita?
R: LAZIO-NAPOLI 0-3

«I mostri? Le leggi sul copyright»

D: Gerardo, sei sul sito ufficiale dei «mostri».
Quali consideri i peggiori «mostri» che hai affrontato?
R: mah … non credo di aver affrontato mai mostri al momento … anzi pensandoci bene e ironizzando un po’, i «mostri» attuali sono le leggi sul copyright che purtroppo non mi permettono spesso di caricare in rete i miei filmati perchè bloccati.
E la cosa triste è che poi, fai un giro più largo nella Rete, e scopri che navigano liberamente e senza censura filmati terribili di violenza e crudeltà senza nessun problema.
Ecco che allora mi sento come affrontare un terribile MOSTRO 😀

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Un video per i tifosi di Napoli e Roma

D: Ho una richiesta per te.
La cultura è la prima arma per combattere i «mostri» come violenza e discriminazioni, elementi spesso presenti nei nostri stadi.
Con la stessa tecnica utilizzata per SupedrSarriBros, perché non realizzi un videoclip per unire la tifoseria del Napoli con gli ultrà della Roma?
Un video da condividere INSIEME, un primo passo per rompere quel muro di tensioni createsi tra le due tifoserie.
Se funziona, penseremo alle altre squadre.
Sarebbe una strada interessante per sfruttare la tua notorietà, a favore del mondo del calcio.
Che ne pensi? Saresti disposto?
R: Certo che sarei disposto!
Non nego che mi manca molto l’amicizia che anni fa esisteva con i cugini romanisti.
Purtroppo la tragedia di Ciro Esposito sarà impossibile da dimenticare e ci vorrebbe sul serio uno sforzo enorme per riappacificare le due tifoserie.
Provare non costa nulla.

D: L’intervista termina con un messaggio in bottiglia da lanciare nell’oceano della Rete.
A te l’ultima parola Gerardo!
R: Dedicatevi a ciò che vi appassiona!
Non è mai troppo tardi.
Ed aggiungo una citazione:

“Scegli un lavoro che ami e non dovrai lavorare nemmeno un giorno in tutta la tua vita” (Confucio)


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

Perché una partita di calcio in spiaggia è speciale (ad aprile)

In spiaggia ad aprile

Il vento non ferma la partita.
Ci vuole ben altro per smorzare la voglia di correre, l’entusiasmo dei giovani sogni, l’energia della tenera età.

Dal lido, osservo i piccoli organizzare una partita di calcio in spiaggia.

Correre senza scarpe, con i piedi nella sabbia calda, liberi dai vincoli e dalle restrizioni cittadine: questi ragazzi, sono consci della fortuna che vivono?

Quanti altri coetanei italiani, ad aprile, possono sfidarsi con le onde del mare a far da spettatore?

Questi bimbi, sono consci della fortuna di giocare una partita di calcio in spiaggia ad aprile?

Nonostante i mille «mostri»

Dalle nostre parti, la lista dei problemi e disagi sociali è lunga mezzo chilometro (o forse più) e, nel prossimo futuro, anche i giovani calciatori dovranno affrontare i vari «mostri» (ed ecomostri).

Nel mentre, si godano i vantaggi di vivere e crescere in una città di mare.
Un piccolo privilegio in una regione sofferente.

Dopotutto, giocare a calcio sulla spiaggia ad aprile rafforza il fisico.
E, soprattutto, lo spirito.

Ben presto, i giovani calciatori, ne avranno bisogno (purtroppo).


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

RealNapoli, serata leggendaria

Real Madrid vs Napoli, serata epica

Dal barbiere, in metro, al bar.
Tre luoghi clou per testare il polso al tifoso partenopeo.
La sfida è di quelle epiche, non capita spesso di affrontare la squadra più forte del mondo.
In Champions League addirittura!

Eppure, nonostante gli undici alieni da affrontare, carpisco un ottimismo diffuso.

Real Madrid vs Napoli, serata leggendaria

Cristiano Ronaldo contro il Ciuccio organizzato

Il barbiere è convinto: Cristiano Ronaldo sbatterà contro l’astuto muro azzurro.
Al bar, tra un caffè e l’altro, si elogia l’organizzazione del Napoli di Sarri.

Il collettivo contro il singolo: la regola dello sport convince.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Serata sociale

L’occassione riunisce.
Stasera la partita Real Madrid – Napoli si guarda obbligatoriamente in gruppo.
Parenti, amici, vicini di casa, tifosi abituali o tifosi per una sera: senza distinzione, insieme per godersi l’evento.

Lo spirito di partecipazione che si respira in ogni angolo della città.
La convinzione di poter sfidare i galattici.
L’ottimismo intorno alla squadra.
Lo spettacolo del Santiago Bernabeu.

A poche ore dal match, Napoli dimentica – per una sera – i soliti «mostri» per concentrarsi su un evento sportivo.
Divertimento allo stato puro.

Vada come vada, stavolta il successo del Napoli è garantito.
La città merita questa serata da campioni.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Figuraccia Sky: perché censurare CAG-ATA in CA-ATA?

CAG-ATA, l’abbreviazione da ripulire

Torino-Empoli è sintetizzata con un regolare TOR-EMP.
Cagliari-Atalanta, invece, necessita di una ripulita.

La CAG-ATA evidentemente disturba la digestione dello spettatore televisivo.
Sdraiato sul divano-stadio, telecomando alla mano, pancia all’aria, il tifoso ingrassato dal pranzo domenicale attende con ansia le gesta degli eroi del pallone.
Da guardare comodamente in pay-tv.

A Sky nulla è lasciata al caso.
Nemmeno un divertente gioco di parole.

Dalla stanza dei bottoni, l’ordine parte repentino: depennate quella maleodorante «G»,

Sky: Cagliari - Atalanta trasformato in CA-ATA invece di CAG-ATA

I calciatori-fotomodelli

Nel calcio dei giocatori-fotomodelli che, prima della partita testano il terreno da gioco vestiti a puntino dallo stilista di fiducia, non è prevista una malsana CAG-ATA.

Una sigla politicamente scorretta?
Quale astrusa spiegazione vige dietro la censura della colpevole «G»?

Il segreto di stato rimarrà tale nei secoli a venire.
Se indagassimo, con un perfetto gioco di squadra scarica-barile all’italiana, non conosceremo mai il nome del dirigente Sky che ha depennato il puzzolente carattere.

La colpa sarà del tecnico che ha digitato la sigla censurata.

Peccato.
La CAG-ATA poteva regalarci una domenica diversa.
Anzi, liberatoria.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Higuain il traditore: ecco come Napoli ti accoglierà

2 aprile 2017, stadio San Paolo

L’opportunista argentino sale le scale che, dalle viscere delle stadio, portano sull’erba del San Paolo.

I calciatori napoletani toccano e baciano le foto di San Gennaro affisse lungo le pareti azzurre, pochi metri separano il silenzio della concentrazione pre-partita dal boato dei sessantamila.

Il Ciuccio carico, pronto ad affrontare il match dell’anno.
La zebra asettica, abituata, fredda.

Gonzalo Higuain tradisce Napoli: è pronta l'accoglienza choc per il Pipita

Higuain ed il coro dei sessantamila

Il Pipita – oramai juventino convinto da milioni di falsi motivi – è irrequieto.
E’ pronto a ricevere i consueti fischi ed insulti riservati a chi «tradisce la maglia».

L’argentino ingrato entra nello stadio che fu il suo tempio.
Gli occhi di mezzo mondo sono tutti per lui: come reagiranno i tifosi rinnegati?

Dalle curve e poi dall’intero stadio, all’unisono si alza il coro:
“HI-GUA-IN HI-GUA-IN HI-GUA-IN”.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

L’ultimo minuto d’amore

E’ lo stesso urlo riservato al Campione quando indossava i colori partenopei, dopo un gol mentre lo speaker del San Paolo inneggiava alla prodezza del Pipita e l’atmosfera era incandescente.

Un grido potente, appassionato, sincero, ferito.

Il coro d’amore dura un minuto.

Sessanta secondi di pura emozione, il canto di dolore di un popolo ingannato ed abbandonato dal leader argentino.

Un minuto d’amore, l’ultimo.

Dopo i sessanta secondi – non un istante in più – sul Pipita il traditore cala il sipario.
Perchè l’indifferenza è la migliore arma per dimenticare il meschino voltabandiera.

Il traditore è alle spalle.
Andiamo avanti, come sempre.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

L’Italia di Conte: operaia e vincente (ma inguardabile)

La Nazionale più scarsa degli ultimi 30anni

Le vittorie non modificano l’opinione: l’Italia di Conte è brutta da vedere.

Il sudore dei mediocri per ovviare alla scarsità di talento: i complimenti (incerti) finché si vince, le critiche alla prima sconfitta cadranno giù con la stessa violenza di una grandinata d’estate.

E faranno male.

Come tutte le verità che preferiamo nascondere per evitare la dura realtà: l’Italia di Conte è la Nazionale di calcio più scarsa degli ultimi trent’anni (per un indecoroso confronto con Pellè&Company, occorre risalire all’apatica italietta di Messico86).

L'Italia di Conte: la peggiore Nazionale degli ultimi 30 anni

L’Italia di Conte: una squadra di operai

Gli operai azzurri non vanno oltre uno schema lineare (non posseggono i mezzi per inventare) ed una poderosa corsa.

Lodiamo l’impegno come il professore che, conscio dei limiti dello studente, lo promuove: non raggiungerà mai la vetta, accontentiamoci del livello medio.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Lorenzo Insigne, il futuro 10

Thiago Motta porta il dieci come una croce: la sua via Crucis durerà il tempo di #Euro2016 dopodiché sparirà dai radar azzurri.

Un reset al contismo e la nuova Nazionale partirà dall’unico talento italiano: Lorenzo Insigne.

Al campione del Napoli sarà assegnata – con merito – il dieci: fantasia, assist, invenzioni, tecnica, punizioni, colpi da biliardo.
Addio al grigiore, la prigione tattica di Conte smantellata dalla fantasia del fuoriclasse di Frattamaggiore, il pugno di ferro del Generale sconfitto dall’entusiasmo e dall’emozione, linfa vitale dello sport.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

La nuova Nazionale

Intorno a Lorenzo Insiegne girerà una squadra di giovani: ringraziamo Buffon, da domani in porta Perin o Sportiello; titolari inamovibile Florenzi e Bernardeschi – tecnica e fantasia – addio a Chellini, De Rossi, Eder e Pellè, cancellati dalla lista Sturaro e Ogbonna (panchinari nelle loro squadre).

Forse non vinceremo, forse subiremo sconfitte cocenti.
O forse no.
Sicuramente torneremo a sorridere e divertirci nel veder giocare la nostra Nazionale.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

E se partissi per Leicester?

Leicester, 285.000 star da intervistare

Leicester è la notizia del momento.
Nell’anonima cittadina inglese, ogni impercettibile evento è di interesse globale.
I 285.000 abitanti, potenziali divi di talk show: i media pagano oro per intervistare un leicesteriano doc.

Carta igienica morbida o colorata?
Esistono gli alieni?
Insalata con aceto o limone?

Le domande di sempre si arricchiscono di un nuovo tassello: l’opinione del tifoso vincitore della premier League 2016!

E se andassi a Leicester, li centro del mondo?

La nuova casa del circo mediatico

L’avido circo mediatico, alla continua ricerca del «mostro» da sbattere in prima pagina, deve sfamare le ingordigie del telespettatore-zapping.

Due, tre giorni di full immersion tra le vie del capoluogo inglese, tra le pareti delle ordinate villette a schiera a cento miglia da Londra.

Poi, d’incanto, di Leicester non ne sentiremo più parlare.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Napoli – Leicester, 2240 chilometri

Il diritto di cronaca imporrebbe al sottoscritto una trasferta nel centro del mondo.
Un’intervista a Claudio Ranieri?
Un selfie con il Sindaco?

Napoli-Leicester: Google Map calcola 1.392 miglia pari a 2240,207 chilometri da percorrere con l’auto in 21 ore e 28 minuti (19 ore 54 minuti senza traffico).
Oppure in aereo da 232€.

Guardo il meteo.
Le nuvole vanno via, ritorna il sole.
Da lunedì il circo mediatico monterà le tende in un’altra arena, alla ricerca di un nuovo «mostro» da beffeggiare.

Meglio un weekend al mare.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

I profumi dello stadio (San Paolo)

Stadio San Paolo, prima di Napoli – Verona

Lo sfilatino al prosciutto cotto e provolone di Sorrento non può nulla contro il mega-frittatone della simpatica famigliola accampata d’avanti al sottoscritto.
«Favorite, ce ne è per tutti!», la gentile signora effettua un giro a 360 gradi ed offre un quadratino di omelette a chiunque rientri nel cerchio magico.

In effetti, la premurosa donna non si è risparmiata: col frittatone potrebbe sfamare l’intero settore dei distinti dello stadio San Paolo!

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Il giovanotto alla mia destra – a dispetto di una esile corporatura – sfoggia un panino ripieno di salsiccia&friarielli, il binomio inscindibile al pari di Insigne&Higuain.

Alle mie spalle, un gruppo di amici degusta solo un misto di pizze e crocchè.
«Devono essere a dieta» ridacchio alla battuta mentale mentre un profumo di cucina casareccia invade gli spalti gremiti (siamo in 45 mila).

Allo stadio San Paolo, prima di Napoli Verona

Il rito del panino

Dopo la spettacolare vittoria contro la Lazio di qualche anno fa, cedo alle richieste del pargoletto e ritorniamo allo stadio.

Ieri toccava a me e mio padre, oggi a me e mio figlio.

Ingurgitare il panino sugli spalti è un rito intramontabile che si tramanda di generazione in generazione.

Allo stadio, la condivisione è totale

Osservo divertito: l’atmosfera surreale dello stadio favorisce la condivisione di emozioni e … cibo.

Il tuo vicino – un perfetto sconosciuto – per due ore diviene il complice col quale allearsi, un fratello da abbracciare nella felicità del gol ed un amico fedele su cui appoggiarsi nel momento della sofferenza.

Sensazioni indescrivibili che nessuna pay-tv con la più sofisticata tecnologia potrà mai trasmettere.
Per fortuna.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Il serial killer napoletano

Il serial killer: 30 vittime

L’hanno fermato alla trentesima vittima in meno di un anno.
Il peggiore (o migliore, la questione è opinabile) serial killer crolla e cade nella trappola preparata con cura dai nemici (o amici, anche quest’altra questione è opinabile).

L’assassino era braccato dall’intera nazione.
Ogni domenica l’Italia attendeva il passo falso, la traccia per catturarlo, la mossa sbagliata per condannarlo o quell’impercettibile movimento del labiale da carpire con i più sofisticati mezzi tecnologici da usare come prova schiacciante.

Il «mostro» doveva essere fermato, ad ogni costo, lecito o illecito con le Istituzioni disposte a chiudere un occhio (anzi, entrambi).

Il crollo: domenica 3 aprile ore 16.45

Il crollo avviene lontano da Napoli, la città nella quale si esprime al meglio.
Ad Udine il serial killer crolla sotto i colpi vendicativi dell’uomo nero inviato dal Palazzo.

La spietata caccia termina domenica 3 aprile 2016 alle 16.45.
L’inafferrabile, imprigionato, sfoga la rabbia come un leone in gabbia ma stavolta non può nulla contro le forze oscure del Nord.

Gonzalo Higuain, il serial killer della serieA fermato dopo 30 gol

La condanna esemplare

Il Palazzo spinge per evitare pericolosi precedenti e previene eventuali sconti di pena.

Al serial killer verrà inflitta una condanna esemplare.

Quando tornerà libero, verrà controllato metro dopo metro ed alla prima parola sbagliata, da recidivo, verrà sbattuto immediatamente fuori gioco.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Il ritorno

Rivedremo il serial killer di nuovo in azione agli inizi di maggio.
Quattro settimane di carcere duro – senza calcio – lo renderanno ancora più determinato.

A presto serial killer argentino, ti aspettiamo.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Page 2 of 5

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »