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Tag: censura

Gli Intellettuali radical chic, razza pericolosa? Un romanzo (divertente) di Giacomo Papi [RECENSIONE]

Frun, semplificare è bello

Perché tutti quanti usavano la parola “intellettuale” come sinonimo di “radical chic”? […]
Sembrava che la cultura si fosse trasformata in inganno, l’ignoranza in innocenza.

Frun mi mancherà.
Il Funzionario Redattore Ugo Nucci, con i suoi consigli puntuali, semplifica la vita.
Interviene – se necessario – per sostituire termini difficili con parole elementari.
Ed è tutto qui Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi

Sembra poco.
Invece, il romanzo è un’accattivante fotografia dei nostri giorni.

Una mondo (inventato?) dove trionfa lo slogan problemi complessi, soluzioni immediate e la superficialità regna sovrana.

Il censimento dei radical chic, un romanzo di attualità di Giacomo Papi [RECENSIONE]

Il Primo Ministero degli Interni

L’alfiere di questa società «semplificata» è l’onnipresente Ministro degli Interni: a colpi di selfie e tweet, annuncia, proclama e nuota in bagni di folla acclamante.
Un politico astuto che, per piacere alle masse, recita il falso ignorante.

E, a furor di popolo, diventerà il Primo Ministero degli Interni.

“Si vergogni! Lei fa citazioni mentre il popolo muore di fame”.

In un mondo dove sono bandite le parole difficili, gli Intellettuali diventano una razza da controllare.

La Cultura, dunque, ben presto, è percepita come «nemica» del popolo.
I suoi esponenti, una fastidiosa minoranza da ghettizzare.

“Chi sono quelle signore, mamma?”.
“Sono intellettuali, Arturo.”
“E che cos’è un intellettuale, mamma?”
“Qualcuno che legge molto e usa parole difficili, suppongo.”
“E a che cosa serve?”
“Questo devi chiederlo a tuo padre.”

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Un romanzo di pura fantasia?

Il censimento dei radical chic tratta il delicato rapporto tra società e cultura con spensieratezza.
I primi capitoli, i migliori.
Con il trascorrere delle pagine, la sorpresa si attenua ed il romanzo diviene lineare, a volte un po’ ripetitivo – ma sempre leggero.

In caso si termini ostici, ci pensa Frun sotto la sovraintendenza del Funzionario Redattore Capo Salvo Pelucco.

Laddove il lettore ravvisasse ancora parole difficili o intellettualismi astrusi è pregato di segnalarli inviando una raccomandata A/R a: Signor Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana, Lungotevere dei Marescialli 79/A, 00100, Roma.

Ironia e riflessioni, Giacomo Papi diverte e pone dubbi.
Come il compito di un vero intellettuale radical chic impone.

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Figuraccia Sky: perché censurare CAG-ATA in CA-ATA?

CAG-ATA, l’abbreviazione da ripulire

Torino-Empoli è sintetizzata con un regolare TOR-EMP.
Cagliari-Atalanta, invece, necessita di una ripulita.

La CAG-ATA evidentemente disturba la digestione dello spettatore televisivo.
Sdraiato sul divano-stadio, telecomando alla mano, pancia all’aria, il tifoso ingrassato dal pranzo domenicale attende con ansia le gesta degli eroi del pallone.
Da guardare comodamente in pay-tv.

A Sky nulla è lasciata al caso.
Nemmeno un divertente gioco di parole.

Dalla stanza dei bottoni, l’ordine parte repentino: depennate quella maleodorante «G»,

Sky: Cagliari - Atalanta trasformato in CA-ATA invece di CAG-ATA

I calciatori-fotomodelli

Nel calcio dei giocatori-fotomodelli che, prima della partita testano il terreno da gioco vestiti a puntino dallo stilista di fiducia, non è prevista una malsana CAG-ATA.

Una sigla politicamente scorretta?
Quale astrusa spiegazione vige dietro la censura della colpevole «G»?

Il segreto di stato rimarrà tale nei secoli a venire.
Se indagassimo, con un perfetto gioco di squadra scarica-barile all’italiana, non conosceremo mai il nome del dirigente Sky che ha depennato il puzzolente carattere.

La colpa sarà del tecnico che ha digitato la sigla censurata.

Peccato.
La CAG-ATA poteva regalarci una domenica diversa.
Anzi, liberatoria.

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Contro la pornografia mediatica

Sky dice no alla pornografia mediatica

Apprezzo la scelta editoriale di Sky: non trasmettere il video dei due giornalisti uccisi in diretta tv da un ex collega (analogamente alle atrocità dell’ISIS).

Alison and Adam i due giornalisti uccisi in diretta tv

Alison and Adam i due giornalisti uccisi in diretta tv

Il tg delle venti è un contenitore degli orrori quotidiani che si consumano nel mondo, meriterebbe il bollino rosso per la tutela dei minori, proprio come accade per i film adatti ad un pubblico adulto.

I servizi mostrano dettagli raccapriccianti per attirare l’attenzione degli spettatori oramai assuefatti ad ogni tipo di visione a qualsiasi ora del giorno.

Rifletto su un particolare: l’esecuzione mafiosa di un malvivente appartenente ad un altro clan oramai occupa lo spazio minimo di un trafiletto di giornale, quasi fosse normale ammazzare una persona perché rivale.

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La mia scelta: non guardo il video

Così decido di non guardare dallo spioncino della serratura, evito la trappola della tragica realtà presentata come un film d’azione, dieci secondi di choc e poi il successivo servizio sul concorso dei cani a Riccione.

La pornografia mediatica merita la censura, ognuno di noi stabilissce se rigettare l’informazione-spazzatura oppure premiare il diritto di cronaca corretto.

A voi il telecomando.

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