faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: corea del nord

Corea del Nord, la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, l’inferno oscurato

C’erano così tante persone disperate per strada a implorare aiuto che il tuo cuore si induriva per forza, o il dolore ti avrebbe sopraffatto.
Dopo un po’ non te ne curavi più.
Ecco a che cosa assomiglia l’inferno.

Scrivere una recensione di La mia lotta per la libertà della giovane Yeonmi Park mi risulta davvero difficile.
Anzi, impossibile.

Il libro descrive la vita della famiglia Park nel piccolo paesino della Corea del Nord e, pagina dopo pagina, scopriamo un «paese indescrivibile».
Ti chiedi: questa ragazzina così coraggiosa, racconta episodi del medioevo?
Poi, rileggi meglio e scopri l’anno: 2001, 2004 … e resti senza fiato.

Nel 2002 lo stipendio medio di un lavoratore era 2400 won al mese, circa due dollari secondo il tasso di valuta non ufficiale.

La testimonianza di Yeonmi Park accende il riflettore su un angolo buio del pianeta dove, ogni giorno, la dittatura militare viola i diritti umani della popolazione nel silenzio generale (la pagina Diritti umani in Corea del Nord di Wikipedia è un lungo elenco dell’orrore).

Le uova erano una prelibatezza rarissima per noi, le mangiavamo solo a Capodanno o in occasioni speciali.
E le arance erano un tale lusso che non ne avevo mai mangiata una intera in tutta la mia vita, solo uno spicchietto quando mio padre ne aveva riportato un esemplare nel nostro periodo di agiatezza: buttare via la scorza era uno spreco assurdo.

Saltare un pasto poteva letteralmente essere fatale, e questa diventò la mia più grande paura e ossessione.
Non ti importa più che sapore abbia il cibo e non mangi più per piacere.
Mangi con l’istinto animale di sopravvivenza, calcolando inconsciamente a ogni boccone per quanto tempo il tuo corpo continuerà a funzionare.

Corea del Nord, l'inferno e la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, il paese-prigione

La mia lotta per la libertà è scritto con uno stile semplice e lineare.
Ma le parole sono macigni.

Dopo tre giorni dalla fine della lettura, non ho la forza di iniziare un nuovo libro.
Sto ancora elaborando la gravità delle informazioni acquisite.
E continuo a non comprendere perchè, nel ventunesimo secolo, il mondo tolleri la dittatura e l’esistenza di un paese-prigione.

In Corea del Nord vige il Pensiero Unico

In Corea del Nord al governo non basta controllare dove vai, che cosa studi, dove lavori e ciò che dici; ti controlla anche attraverso le emozioni, rendendoti sottomesso allo Stato e distruggendo la tua individualità e la tua capacità di reagire alle situazioni sulla base della tua personale esperienza di vita (dittatura emotiva)

Corea del Nord, il paese prigione

Yeonmi Park, icona della libertà

Nessuno mi aveva mai insegnato a utilizzare la parte del mio cervello relativa al “pensiero critico”, quella che produce giudizi ragionati sul perché una cosa sembra migliore di un’altra.

La mia lotta per la libertà è un libro pieno di speranza e forza.
Forza per cercare la libertà. per noi occidentali scontata, per chi dalla nascita vive come un prigioniero, essenziale come l’aria.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

«La Corea del Nord è un posto indescrivibile»

L’intervento di Yeonmi Park all’One Young World a Dublino, nel 2014.
Se avete coraggio, guardate il video fino alla fine.

 

Acquista il libro su Amazon!


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

Antonio Razzi e quella sottile linea che separa una birra dalla terza guerra mondiale

Antonio Razzi tra Donald Trump ed il dittatore Kim

Un trio eccezionale.

Nemmeno il miglior sceneggiatore comico/demenziale poteva immaginare una simile scena: a New York, nella sede ufficiale dell’ONU, tra sistemi di massima sicurezza e cecchini sui tetti, il famigerato senatore Antonio Razzi siede tra il ciuffo penzolante del Presidente americano Donald Trump e la severa  divisa militare del dittatore nordcoreano Kim.

“Presidente Trump, dopo aver sostenuto la sua campagna per le presidenziali sono pronto a farle incontrare Kim Jong-un.
Cordiali saluti”. Firmato Antonio Razzi.

Lo storico incontro nasce da un ingenuo tweet del politico italiano (fonti non ufficiali, confermano l’uso massiccio di Google Translate da parte dello staff del senatore).

L'ironico tweet della birra Ceres al senatore Antonio Razzi

Antonio Razzi e l’ironico tweet della birra Ceres

Occorre fermare il senatore.
Perché se il bullo a stelle e strisce prende sul serio il cinguettio tricolore, rischiamo la terza guerra mondiale.

Il grido d’allarme balza in Rete, ognuno deve compiere il proprio dovere.
Senza girarsi dall’altra parte.
Stavolta non possiamo fingere.
E’ in gioco la sopravvivenza del Pianeta.

La Terra deve essere difesa dai sobillatori, l’ignoranza – ancora una volta – va contrastata e fermata.

Il famigerato senatore Antonio Razzi

Il tweet della Ceres: la chiamata alle armi

Il tweet della birra Ceres giunge come la chiamata alle armi: anche il sottoscritto si arruola e lancia il suo contro-tweet.

Butto dentro un paio di amici, la catena deve continuare.

Perché se oggi Antonio Razzi incontra Trump ed il dittatore, domani Maria De Filippi presiederà i trattati di pace tra Israele e Palestina e Paolo Bonolis si candiderà come arbitro tra gli ultrà della Roma e della Lazio.

Non possiamo rischiare.
I «mostri» vanno fermati.

A colpi di birra e tweet 🙂

Buzzoole

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »