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Tag: desiderio

Scrivere, leggere, viaggiare: riflessioni a voce alta

Scrivere, leggere …

Amo scrivere e vorrei firmare le prime pagine dei quotidiani.
Ma, amici Lettori, per vostra fortuna l’inchiostro resta nella penna causa successione di doveri.
Costretto a ridurre le attività ad un paio di articoli a settimana – anche se i «mostri» sono ovunque e prolificano come le zanzare – sogno una Redazione H24 e sempre sul pezzo.

Amo leggere, soprattutto romanzi e biografie (e poi pubblicare le recensioni).
Ma, purtroppo, dopo una giornata di lavoro, la stanchezza morde i polpacci ed il divano-tentatore mi scaraventa, impietoso, verso il buio della notte.

Quante volte, la sera a letto, mentre frequento i personaggi di un romanzo, gli occhi si chiudono e il Kindle scivola via dalle mani?
La resa è totale, Morfeo sferra il colpo del KO e la gara (impari) termina senza ulteriore resistenza (tranquilli, il lettore di ebook protetto da opportuna custodia, è salvo).

Scrivere, leggere, viaggiare: tre innocui sogni da realizzare

… e viaggiare

Terzo desiderio: viaggiare.
Mettere piede fuori di casa, esplorare nuovi orizzonti, conoscere realtà diverse, staccare per un po’.

E raggiungere piccoli obiettivi, come salire su quel caro colle dell”Infinito, a Recanati.

Innocui sogni realizzati, forse è questo il segreto della Vita?

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Scrivere, leggere, viaggiare: e allora?

Concordo l’obiezione: giunti a fine lettura, emerge una sensazione di incompletezza.
Quale il messaggio di questo articolo?
Cosa ci vuole comunicare l’autore?

Chiedo venia: trattasi di riflessioni personali, un ragionamento a voce alta.

Come uno di quei pensieri che di notte, con la testa sul cuscino prima di cedere a Morfeo, sembrano geniali ma, alle prime luci dell’alba, risultano assurdi.

Notte.


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D come Desiderio [Il vizio di Paola]

Quel desiderio irrefrenabile

Era ancora una bambina quando lo aveva visto per la prima volta al di là di quel vetro.
Aveva provato un’insolita sensazione che non avrebbe saputo descrivere, se qualcuno le avesse chiesto di farlo.

Solo anni dopo, quando aveva ormai raggiunto la piena consapevolezza di sé e delle sue percezioni, le capitò di rivederlo.
Non aveva memoria del loro primo incontro, ma aveva avvertito subito l’appannamento dei sensi di fronte a quella apparizione.

Tipi così non si vedono tutti i giorni, non li vendono al supermercato, pensò in estasi.

Dietro quel bancone, tra la schiera di suoi simili, l’oggetto del suo desiderio faceva bella mostra di sè, quasi godendo dello sguardo dei passanti che gli indirizzavano sguardi vogliosi.

E fu allora che lei capì cosa fosse il desiderio.

Un pensiero che non ti abbandona, la necessità di possesso al di là di ogni ragionevolezza.

Un desiderio inconfessabile, per la rubrica «Il vizio di Paola» (foto di Luigi Borrone)

Il piacere dell’incontro clandestino

Quando per la prima volta lo aveva portato di nascosto nel buio della sua camera, aveva capito subito che ciò che stava facendo poteva essere giudicato condannabile, ma questo pensiero non le aveva impedito di godere di quell’incontro clandestino.

E così erano andati avanti per mesi.

Gli incontri erano diventati quasi quotidiani, fino a quando ai suoi genitori non era apparso chiaro il suo cambiamento.
Le forme di adolescente acerba avevano lasciato il posto alle rotondità di donna matura.

Eppure nei piatti rimanevano buona parte dei succulenti manicaretti che la mamma preparava.
Neanche più la lasagna le impediva di trattenersi solo qualche minuto a tavola e di schizzare nella sua camera, dove, quasi ogni giorno, la aspettava ‘lui’.

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L’insospettabile segreto

Il sospetto di un segreto inconfessabile, pensarono i genitori, andava confermato.
Prima di una decisione drastica, bisognava effettuare le opportune verifiche.
Cominciarono a seguirla.

Ogni giorno, dopo scuola, percorreva la stessa strada.
Da sola.
Bello o brutto tempo, con un sorriso radioso e con passo svelto si incamminava verso una strada secondaria, che raddoppiava il percorso verso casa.

Fino a quella piazza, una bellissima piazza.
Lì gruppi di studenti si incontravano ogni giorno per chiacchierare, fumare una sigaretta, o semplicemente a scambiare qualche effusione con l’amorino di turno.

Ma lei no, lei procedeva con passo spedito, ignorando i suoi coetanei e l’allegria che produceva il loro vociare.
Alla fine entrava in quel negozio e lo trovava lì, insieme agli altri.
L’insegna, esternamente, svelava il suo segreto: ‘Il regno del babà’.

«Il vizio di Paola», note sull’autrice

Paola, lettrice per passione e scrittrice per vizio.
Alla continua ricerca di ispirazione.
Gli specchi è il suo breve racconto vincitore del primo premio della «III edizione di Scintille in cento parole».

Paola, autrice della rubrica «Il vizio di Paola»

Luigi Borrone, fotografo per passione

«Amo la fotografia perché unico strumento per fermare il tempo. due foto scattate nello stesso istante non saranno mai uguali »
Luigi Borrone, fotografo per passione, è l’autore della foto presente in questo post.
A Luigi il mio sincero ringraziamento.

Per chi volesse seguirlo, segnalo la fanpage ufficiale Luigi Borrone – Fotografo Per Passione, il profilo twitter ed i canale Instagram.


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Carnevale, il giorno dei supereroi

Carnevale e quel segreto inconfessabile?

Dietro ad una maschera di Carnevale, si cela un desiderio.
Chi vorrei essere ma non sono.
Il segreto inconfessabile: il destino sognato da piccolo e mai realizzato.

Teoria assurda?
E se invece fosse realtà?

Carnevale, il giorno dei supereroi | Foto di Luigi Borrone

Carnevale, tra Principesse e Supereroi

Alla cassa del supermercato, la giovane Principessa sorride ai clienti.
In coda, nessuno utilizza i poteri speciali.

«Paghi solo l’insalata, prego» Batman gentile cede il posto ad una sorridente Cenerentola.
Spiderman è in bolletta (come sempre), compra un tubo di Baci per Mary Jane e salta via concentrato: «da un grande potere, derivano grandi responsabilità»

Per strada, Pinocchio gira le spalle allo sceriffo Woody: non è giunta ancora l’ora di rispettare le regole.
Una giovane Biancaneve osserva il burattino con dolcezza.

Carnevale, il giorno dei supereroi | Foto di Luigi Borrone

Sandokan e Zorro, il mio Carnevale

Da piccolo amavo Sandokan, l’eroe di Emilio Salgari.

Lo alternavo con Zorro, il ladro che, alla fine, difendeva sempre i più deboli.
Ricordo, però, anche l’eccezione: un vestito da cowboy, col cappello da Far West e cinturone con pistole penzolanti.
Un look da vero duro per un film di Sergio Leone.

Concordo: sarebbe stato meglio un travestimento da Toro Seduto ma certe verità si comprendono col tempo.

Carnevale, il giorno dei supereroi | Foto di Luigi Borrone

Napoli, città colorata

Raggiungo l’ufficio, in città l’aria di festa è tangibile.
Le scuole chiuse, i coriandoli per strada, i bimbi viaggiano con l’immaginazione in mondi migliori.

Molti quartieri attraversati da parate colorate, un gioioso rumore invade luoghi troppo spesso lasciati nel degrado (culturale e non).

Una ventata di creatività, un fiume di sogni tra i vicoli ed il centro di Napoli..
Aria fresca, aria buona, aria di festa.

Per un giorno niente «mostri», per Napoli solo la fantasia dei piccoli supereroi.

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Luigi Borrone, fotografo per passione

«Amo la fotografia perché unico strumento per fermare il tempo. due foto scattate nello stesso istante non saranno mai uguali »
Luigi Borrone, fotografo per passione, è l’autore delle foto presenti in questo post.
A Luigi il mio sincero ringraziamento.

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Ogni maledetto San Valentino [DomandePerBeni]

Ogni maledetto 14 02

“Esimio Dr. Beni,
ardo di passione, mi consumo nell’illusione di incontrare il mio unico grande amore.
Non ricordo neppure quando mandai per la prima volta l’invito per uscire insieme, ogni maledetto San Valentino aspetto nel luogo dell’incontro la sua apparizione.
Nulla, ed ora che si sta avvicinando il nostro ennesimo appuntamento mi domando: verrà?”
Riflessi_n

San Valentino, l'attesa è il vero amore

Antonio P. Beni risponde

Gentile signorina,
è da quanto scrissi la prima versione di Godot che persone come lei mi fanno ricordare quando scrissi la prima versione di Godot.

Il suo problema per San Valentino è comune come la muffa dietro il mobile in cucina, non sai di averla finchè non cambi arredamento.
Il cuore è così, non sai di averlo finchè non te lo trapiantano in una scimmia, o viceversa.

La meraviglia dell’attesa

La mia teoria, sviluppata in anni di osservazione di coppie di innamorati, è che l’attesa è qualcosa di meraviglioso.

Dopo che scontai cinque anni al penitenziario di Fox River per assurde accuse di voyeurismo, purtroppo nessuno credette che osservavo coppie di innamorati per la scienza, riuscii a pubblicare su Scientific American il mio trattato “Speriamo che duri. L’attesa del tram come rappresentazione inespressa dell’amore atteso a San Valentino”

Nel mio geniale trattato scientifico, dimostrai che le persone non vogliono che il tram arrivi.
Loro vogliono attenderlo, desiderarlo, invocarlo, ma mai possederlo obliterando il biglietto.
Questo perché l’uomo è nato per avere paura.
La paura salva l’uomo dal pericolo e il pericolo è nella natura.

Mi spiego con un esempio che usai alla prima lezione di Semantica del Divino Amore, presso la gloriosa Fondazione Brass.

L’uomo che crede in Dio.
Lo venera, lo invoca, lo desidera, lo vuole, un po’ quasi come per il tram ma, attenzione questo è il punto chiave, non lo vuole!
Se l’uomo volesse Dio morirebbe per averlo!
Invece no, si ostina ad aggrapparsi alla vita.
Fa di tutto per non morire!
Non c’e’ coerenza!
Vuole Dio, lo ama e non vuole stare con Lui?!

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San Valentino, la festa degli innamorati
(in attesa)

Aspetta il tuo amore a San Valentino ma spera che non venga, perché ogni maledetto San Valentino potrai essere una delle poche che veramente festeggerà l’amore.
Del resto definiamo l’amore come una dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale, senza pensare che la sua massima elevazione è nella Sua attesa.

Chi è Antonio P. Beni, esperto in aMORE

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