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Tag: egocentrismo

Concerto di Natale in chiesa, vince la maleducazione tecnologica

Concerto di Natale o concerto degli U2?

Un muro umano di fotografi invasati.
Armati di smartphone e tablet, riprendono lo spettacolo senza mai staccare la registrazione.
Braccia al cielo, per sorvolare gli altri cameramen, e catturare l’immagine esclusiva.

Flash, luci, la calca della prima fila.
I cento display illuminano la piccola chiesa, affollata di bimbi, genitori, parenti, amici.

Il concerto di Natale organizzato dalla parrocchia è un evento da non perdere.

I piccoli cantanti, ingenui e gioiosi, sussurrano le parole tra emozione e sano divertimento.
Gli adulti, invece, forniscono il peggio del repertorio dei «grandi».
Egoismo, nessun rispetto per la collettività, egocentrismo, maleducazione.

In un luogo sacro.

Concerto di Natale, vince la maleducazione

Furbi? No, maleducati

I «furbi» ignorano la presenza degli altri spettatori.
Gli ossessi della ripresa convulsa, nel loro egocentrismo galoppante, si preoccupano solo di se stessi.

Chi, con educazione e rispetto altrui, resta seduto al suo posto, non ha il diritto di guardare il mini-concerto.

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Una ripresa inutile

Quando la foga sarà esaurita, i maleducati scopriranno l’amara verità: la ripresa via smartphone sarà inguardabile.
Mossa, buia, lunga, insignificante, non verrà mai più rivista né dal bimbo né dai genitori e parenti.
Noiosa, verrà eliminata con l’anno nuovo.

Dal fondo della chiesa osservo la scena.

Le piccole star cantano beati, sembrano non accorgersi dello squallido teatrino dei genitori, convinti di essere i più furbi.
Invece, sono solo dei «mostri» maleducati.


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Freddura: l’uomo senza bussola

La freddura, umorismo fulminante

Amo le freddure: un battito di ciglio per strappare un sorriso.
A volte amaro.

La velocità con la quale colpisce, sbalordisce l’ascoltatore.
Dopo l’attimo di percezione della barzelletta-lampo, il cervello innesca il meccanismo: prima sorridi e poi rifletti.

La freddura, senso dell'umorismo fulminante

La mia creazione

Creare una freddura non è semplice.
Con poche parole, devi essere divertente, tagliente, immediato.

Il gioco è stimolante, provate.
A voi, amici Lettori, la mia ultima freddura dalle mille, profonde riflessioni.

L’uomo perse la bussola.
Peccato fosse un marinaio.
Da allora, non ritrovò mai più l’equilibrio

(Mario Monfrecola)

Una freddura per ogni occasione

Dopo l’ennesimo tentativo, il problema non è ancora risolto.
Meditiamo ma la soluzione è lontana.

Occorre sdrammatizzare, un attimo di pausa per riprender fiato e continuare.
Ecco la freddura da utilizzare:

I conti non tornano.
Come disse il maggiordomo

La mia preferita

Tra le tante, la preferita del sottoscritto, resta l’evergreen:

“Dottore, quando parlo nessuno mi ascolta.”
E il dottore: “Avanti un altro”

Perché denuncia un aspetto dilagante: parliamo, parliamo, parliamo ma non ascoltiamo.

Ognuno desidera sfogarsi, raccontare, essere al centro dell’attenzione, essere compreso e consolato.
Ma quanti sono disposti a fare altrettanto?

Perlopiù vige l’egocentrismo galoppante.

A proposito, di uomini con la bussola, io ne conosco davvero pochi.
Forse nessuno.
E tu?

PS: il sottoscritto, oltre a creare freddure, è un ottimo ascoltatore.
       Mettimi alla prova 🙂 


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Rientro in ufficio: come evitare le imboscate dei colleghi e non vedere le foto delle vacanze

Le vacanze finiscono sui social

A fine agosto, la voglia di mostrare gli scatti artistici della vacanza infuria ed i social network sono zeppi di amici in posa sul pattino in un mare più affollato del treno dei pendolari nell’ora di punta e primi piani di succulente angurie rosse.

E’ la magia del condividi tutto, con lo smartphone tra le onde azzurre immortaliamo ogni istante del bramato viaggio.

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Le vacanze del collega

In ufficio dovrò rammentare la follia tecnologica che si impossessa degli individui nei primi giorni post-rientro-vacanza e porre la massima attenzione onde evitare il collega abbronzato che, con una domanda-boomerang, mi chiederà come siano andate le ferie per poi interrompere subito il mio (breve) racconto ed imprigionarmi davanti al suo monitor.

Dopo attimi di terrore, mi toccherà guardare le duecento e passa fotografie della sua incantevole, rigeneratrice, esotica vacanza «ad un prezzo eccezionale!» con relativi commenti ed approfondimenti (non richiesti).

Anche il sottoscritto ha il suo album estivo da spiattellare proprio a te, malcapitato Lettore  o spensierato navigatore del web.

Mostrare le foto delle vacanze per giocare d'attacco!

Attacca per non essere attaccato

La tecnica è la stessa: «allora, dove sei stato?» e prima ancora che tu possa iniziare a postare dei commenti sul tuo meraviglioso viaggio, beccati i miei scatti estivi, immagini di luoghi vicini e lontani, immagini della mia (e solo mia!) estate.

PS: stavolta ti è andata bene, trattasi di qualche foto senza commento ma la lezione ti serva per evitare i veri «mostri», creature spietate pronte ad incastrarti con album di centinaia di foto perlopiù inutili

 

Io, l’Uomo più bello del mondo

Chi potrebbe obiettare la seguente, audace e fondata affermazione?

«Io sono l’uomo più bello del Pianeta».

Ho usato con cognizione di causa proprio l’aggettivo qualificativo «bello» e non un altro epiteto, me ne assumo appieno la responsabilità (etica ed oggettiva). Certo, il mio volto non compare in nessuna delle classifiche stilate dalle più importanti riviste di settore ma la spiegazione è ovvia: non mi conoscono.
Prendiamo i dieci uomini più sexy del 2013 secondo Vanity Fair: al primo posto si piazza il banale istruttore di surf Christian Yeager, seguono i soliti noti Jude Law, Brad Pitt ed altri artisti o presunti tali.

Ma quale competente giuria ha stabilito tale profonda graduatoria?

Mistero.

Christian Yeager,

Il segreto è presto svelato: la bellezza non può essere misurata.

Questa concetto elementare, però, sbatte contro la fissazione dell’Uomo di voler misurare tutto (attenzione, ho ripetuto volutamente il verbo misurare per rafforzare il concetto dell’assegnare un numero ad ogni entità presente nell’Universo). L’effetto domino derivante dall’errore (palese) di stabilire una graduatoria in relazione ai canoni fisici comporta aberranti conclusioni  (penso alle varie Miss Italia ed equivalenti).

Mi spiace per Voi amici Lettori – e soprattutto per le care amiche Lettrici – ma oggi «l’Uomo più bello del Mondo» sono io.
Se siete capaci, definite un operatore per il quale ha significato “lui è più bello di me” con la stessa logica usata in algebra per asserire che “cinque è maggiore di tre” ed enunciate la teoria che nega la mia tesi.

Finché un qualsiasi pinco pallino non dimostrerà il contrario, il podio sarà matematicamente mio.

Io, l'Uomo il più belo del mondo

 

 

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