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Vivere, il giornale del Centro Direzionale: il mio articolo sul numero di febbraio

Vivere, il mio articolo a pag. 7

Rileggere un mio articolo sul numero di febbraio di Vivere, il giornale del Centro Direzionale di Napoli, suscita sempre stupore.

Immagino i Lettori immersi nelle pagine del mensile – chi in metropolitana, chi al bar o in pausa pranzo – per dedicare tempo prezioso alle considerazioni del sottoscritto.
Riflessioni più o meno leggere, scritte nero su bianco.
Idee personali che raggiungono il grande pubblico di Vivere.
Davvero un onore.

Dunque, quando capita – superato lo stupore – non lascio scivolare la gioia nel dimenticatoio ma immortalo l’evento con un post ad hoc.

Vivere, il giornale del Centro Direzionale pubblica un mio articolo sul numero di febbraio

Io, giornalista per gioco

Per chi – come il sottoscritto – pubblica senza velleità giornalistiche, il riscontro degli addetti ai lavori è un segnale entusiasmante.

Dopotutto, scrivo per diletto e considero faCCebook (la mia casa digitale), un luogo dove esporre pensieri per un confronto aperto con voi, amici Lettori.

Mi considero uno scolaretto volenteroso, senza titoli ufficiali, che insegue il piacere della scrittura.
Piacere alimentato dall’amore per i libri: più leggo, più scrivo, più leggo.

La passione per la scrittura con il presuntuoso obiettivo di suscitare riflessioni.
Riflessioni nate dall’osservazione della realtà.
Come quella misteriosa percentuale finita sulle pagine di Vivere.

La percentuale misteriosa su Vivere di febbraio, il giornale del Centro Direzionale di Napoli

Scarica Vivere, febbraio 2019


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Con quella foto del profilo un po’ così …

La foto del profilo? La firma dell’autore

Aggiorno l’immagine del profilo su tutti i canali social.
Perché chi pubblica dei contenuti – come il sottoscritto – ha un preciso obbligo: mostrare il proprio (vero) volto ai Lettori.

Considero la trasparenza una regola da perseguire.
Presentarsi a chi spende il prezioso tempo per leggere un tuo articolo è una forma di rispetto e, la foto del profilo nel web, risulta parte integrante della firma dell’autore.

Al contrario, l’anonimato – come la mancata citazione delle fonti – danneggia l’autorevolezza del sito.
Dunque, rincorrendo il suddetto principio, mi tengo al passo con i tempi e pubblico il nuovo scatto.

La mia foto del profilo social

La mia nuova foto social è online

La nuova foto per l’identità digitale mi ritrae con un’aria da intellettuale.
Mi piace.
Lo scatto rispetta le cinque regole enunciate dal sottoscritto:

  • è recente
  • riguarda me stesso (evitato parenti cagnolino, Messi, Angelina Jolie …)
  • mostra una espressione consueta/spontanea
  • è priva di interferenze (senza tizi alle spalle, fastidiose bicchieri, sedie …)
  • con braccia (visibili) in posizione non banale.

Un tocco di originalità è necessario.
Rispetto al recente passato, accolgo il consiglio del fotografo e scelgo un bianco e nero mai banale.

Infatti, in questo nuovo anno, mi affido ad un professionista: il mio amico Luigi Borrone, il fotografo che ferma il tempo.

E’ lui a decidere location e posa.
L’aria da intellettuale, invece, è tutta mia 🙂


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La raggelante classifica dei (tre) «mostri» top del 2018

Classifica 2018: i tre «mostri» top

  1. Come scegliere (e quando cambiare) la foto del profilo
  2. Mondragone, cittadinanza onoraria al grattacielo-ecomostro
  3. facebook, la barzelletta

I suddetti articoli sono i post più letti su faCCebook.eu nel 2018.
E chiariamo subito un punto: non ne sono orgoglioso.

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Primo classificato: la foto del profilo

Quando cambiare e come scegliere l’immagine che ci rappresenta sui social, negli ultimi dodici mesi, distanzia tutti gli altri «mostri» di forma, colore e razze diverse e sale sul gradino più alto del podio.

Come scegliere (e quando cambiare) la foto del profilo dunque, trionfa e – leggendo meglio i numeri – doppia articoli ben più interessanti e profondi.
Questo aspetto proprio non mi piace.

A conferma che sul web la leggerezza premia, facebook, la barzelletta – post breve e divertente – occupa la terza posizione. 
Risultato, per il sottoscritto, raccapricciante.

Mario Monfrecola, ieri ed oggi: primo nella classifica dei post più letti nel 2018

Per fortuna c’è l’ecomostro di Mondragone

La consolazione giunge da un tema a me caro: la difesa dell’ambiente.

L’ironico articolo Mondragone, cittadinanza onoraria al grattacielo-ecomostro risulta il secondo più letto nel 2018, non distante dal vertice.

Contrastare il degrado (morale e non) puntando sulla bellezza ed il rispetto del territorio, è un concetto che ripresenterò nel nuovo anno.

Il grattacielo abbandonato di Mondragone, secondo in classifica tra i post più letti nel 2018

2019, si parte!

Del futuro non vi è certezza, non vi è dubbio.
Eppure una certezza esiste: anche il 2019 sarà un anno di «mostri».

Ma, attenzione: non necessariamente i «mostri» rappresentano esseri o eventi negativi.
Come la suddetta classifica dimostra, i temi affrontati sono di diversa natura, razza e colore.

Dunque, nel 2019 su faCCebook.eu troverete sempre storie di «mostri».
I «mostri» sono ovunque.
Perché sono dentro di noi.


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Perché ho cambiato la foto del profilo (e perché dovresti cambiarla anche tu)

Il segreto della mia nuova foto del profilo

La nuova foto del profilo?
Sono in redazione, pronto a correre (in bici) per una nuova inchiesta on the road

Svelo il segreto celato dietro la nuova foto ufficiale presente su tutti i miei canali social.

Studioso e uomo d’azione, i due aspetti che – da sempre – caratterizzano la lotta contro i «mostri» di ogni natura, colore, razza.
Il computer sempre connesso, lo smartphone carico per ricevere le soffiate del prossimo scoop, l’impermeabile per ogni stagione, la e-bike parcheggiata per gli eco-spostamenti cittadini.

Lo scatto di Luigi Borrone, il fotografo che ferma il tempo, ha il merito di sintetizzare, in una immagine, i concetti principali nel quale crede il sottoscritto.

La mia nuova foto del profilo

Nuova foto, facebook brucia lo scoop

Le 5 regole pratiche per scegliere l’immagine del profilo sono sempre valide.
Dunque – visto che le ho enunciate – le rispetto.

Commetto un solo, imperdonabile errore: facebook mi ruba lo scoop.

Desideravo un annuncio nello stile Ferrari quando in diretta web, togliendo il velo. per la prima volta si scopre nell’intero globo la nuova monoposto.

Invece, appena modifico l’immagine del profilo facebook, l’impertinente social network – nonostante dalla mia bacheca cancelli subito il messaggio dell’annuncio del cambio foto – pubblicizza l’evento a tutti i miei “amici”.

I successivi “Mi piace” (pochi, per fortuna) bruciano lo scoop.

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Ora tocca a te

L’inverno è alle spalle, di acqua sotto i ponti ne è passata e tu non sei più la stessa persona di un anno fa.
Fuori il sole è alto, la temperatura raggiunge i trenta gradi ma, nella foto del profilo Whatsapp, indossi ancora un pesante ed anacronistico cappotto.

E’ giunta l’ora del cambio di stagione, anche per la tua immagine social.

Una foto recente porta nuovo entusiasmo.

Aggiornati, poi passa in redazione.
Troverai il sottoscritto al computer, con lo smartphone carico e la e-bike pronta per correre verso un nuovo scoop.

Proprio come nella nuova foto del profilo 🙂


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Quale il miglior orario per pubblicare un post? [SONDAGGIO]

Come studiare il miglior orario?

La domanda perseguita l’editore web: a che ora pubblicare il post?

La giusta risposta?
Svelerebbe uno dei mille misteri della Rete.

Il sottoscritto – informatico di professione, matematico per formazione, statistico per passione – da sempre attento ai dati di Google Analytics (leggendarie, le battaglie per contrastare la frequenza di rimbalzo) e studioso degli insight facebook della fanpage ufficiale di faCCebook.eunon ha ancora stabilito la miglior fascia orario per ottenere la massima attenzione dei Lettori.

Quale è il miglior orario per pubblicare un post?

Come Gianni Morandi? Dalle 12.30 alle 14.00

La fanpage di Gianni Morandi è un caso emblematico: in questo istante, «Piace a 2.503.748 persone».
Per un (finto) improvvisato che finge di non conoscere il mondo dei social, con uno stile familiare (costruito ad arte) la pagina del cantante ha superato i due milioni e mezzo di fans!

Complimenti ai veri curatori dello spazio facebook.

Se non ricordo male, il team della fanpage di Morandi consigliava di pubblicare i post tra le 12,30 e le 14.00 (messaggio condiviso per errore da Morandi e poi smentito dallo stesso cantante).

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Il miglior orario secondo faCCebook.eu

Il sottoscritto preferisce due fasce orarie:

  • dalle 12.30 alle 14,00 (come il Morandi)
  • la sera, dalle 19.45 alle 20.30

Nel primo caso, il post – se reputato interessante- guadagna in condivisioni e salta di bacheca in bacheca.
La fascia oraria 12.30 – 14.00, in caso di successo, garantisce lunga vita al post.

Nella fascia serale, invece, la curva a campana post pubblicazione, cresce con un’impennata veloce e raggiunge picchi massimi ma muore altrettanto velocemente per l’avvicinarsi della notte.

In caso di contenuti non interessanti, nessuna stregoneria ci salverà: in questa (triste) evenienza, il comportamento non dipende dall’orario, trionfa l’indifferenza.

A proposito.
Tu, amico Lettore, a quale orario preferisci ricevere l post di faCCebook?

Con un semplice clic, contribuisci a svelare il mistero del web?

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Dove nascono le migliori idee?

Le mie migliori idee? In piscina

Il silenzio dell’acqua aiuta a riflettere.
E così, mentre nuoto – vasca dopo vasca – dal labirinto dei pensieri, spuntano le migliori idee.

Il dolce formicolio delle piccole onde sul corpo, l’odore del cloro, il ritmo costante della respirazione, la fatica di ogni singola bracciata, stimolano la concentrazione.

Preferisco lo stile libero per approfondire, il dorso per recuperare, la rana per riordinare le migliori idee.

E così, dopo cinquanta minuti di nuoto, le riflessioni disordinate prendono la giusta forma.

In piscina, le mie migliori idee

Mens sana in corpore sano

La regola è antica come il mondo: lo sport ti fa stare meglio.

Per il sottoscritto, il relax nasce in piscina.
Per te che leggi, l’antistress è un’ora di corsa, una passeggiata o la pedalata libera?

Lo scrivente si riserva seri dubbi sulla palestra: oggi un centro di ritrovo (sociale) più che un luogo dove praticare sano sport?
Felice di essere smentito.

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In piscina, le interviste di faCCebook

Quanti post ho scritto in piscina!
La mia casa digitale deve molto al nuoto.

Ne beneficia soprattutto la categoria delle interviste: nell’ultimo periodo, difatti, la linea editoriale di faCCebook.eu si è arricchita di interessanti conversazioni con scrittori, amici e chiunque desideri raccontare il proprio punto di vista al mondo.

A proposito.
Per quest’anno, il corso di nuoto è giunto all’ultima vasca.

Tranquilli.
A Napoli vivono mille «mostri» ma abbiamo il mare 🙂


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Link in uscita, per approfondire (e crescere in autorevolezza)

Link in uscita, la forza del web

Discuto con il mio amico Lorenzo Izzo (L’unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene) sull’importanza dei link in uscita in un post.

Mi chiedo: in un arcipelago, può esistere un’isola scollegata dalle altre?
Credo proprio di no.

Il distacco provoca l’assenza di comunicazione che, per un sito web, rappresenta la morte (virtuale).

In Rete, dunque, l’embargo non ha senso.
Anzi, contraddice la natura stessa di Internet: un mondo in perpetuo movimento nel quale le informazioni viaggiano da sito in sito ed il navigatore rimbalza per approfondire.

Rifletto mentre studio Google Analytics e mi soffermo sulla frequenza di rimbalzo!

Link in uscita: l’approfondimento

In un post, il link in uscita  rimanda ad un approfondimento.

L’ipertesto è il collante della Rete, il mezzo col quale il cyberspazio si relaziona, il laccio utilizzato dai motori di ricerca per spedire il viaggiatore direttamente alla meta.

Senza link, il web rischia di divenire … asocial.

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Link in ingresso? Sintomo di autorevolezza

Il rovescio della medaglia:  il link in ingresso.

Ricevere un collegamento, essere una fonte di approfondimento, rappresentare un ponte nell’arcipelago (infinito) del web è sintomo di autorevolezza.

Se il sito che ci linka ha un ruolo di primo piano, la citazione è indice di affidabilità – azione molto gradita da Google e compagni (vedi SEO).

Pensiamo a quanti inseriscono nei post dei rimandi a Wikipedia: di fatto, la Rete stessa conferma l’affidabilità dell’enciclopedia online, libera e collaborativa.

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Linkare è gratificante!

Caro Lorenzo, credo tu concorda: senza link in uscita, le nostre case digitali rischiano l’isolamento.

Dopotutto, essere una fonte di approfondimento gratifica lo spirito 🙂


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O come Ossessione [Il vizio di Paola]

L’ossessione (vicino la scuola)

Lo avevo detto, che sarebbe stata l’ultima volta.
Ero poco più di un ragazzino quando Marco, il compagno così detestato dai miei per quella sua aria così ‘poco raccomandabile’, mi ci portò.

Mi disse che dovevo solo provarci, non è che si prendeva il vizio.

Ed io, con l’arroganza tipica della gioventù, certo che nulla potesse togliermi il controllo della situazione, lo seguì.

Il fatto che quel posto fosse così vicino alla scuola mi sembrò un segnale rassicurante.
Se fosse stato un luogo di perdizione, una tale vicinanza ad un luogo frequentato dagli adolescenti sarebbe stata illegale.

L'ossessione del gioco, un vizio pericoloso [foto di Luigi Borrone]

Solo per i maggiorenni? Non proprio

Ed io ancora ci credevo, allora, alla legge ed alla giustizia, ritenendo addirittura che le due cose coincidessero.
Cominciai, così, a frequentare quel locale tutti i giorni, inventando a mio uso e consumo ogni genere di pretesto.

Avevo voglia di un caffè, di una brioche, o anche solo di un pacchetto di gomme da masticare.

E loro erano lì, che mi guardavano, effettivamente un po’ defilate rispetto alla sala principale del locale, ma comunque ben distinguibili anche dall’esterno.
Un cartello indicava che l’utilizzo era consentito solo ai maggiorenni, ma nessuno sembrava farci caso, a noi, adolescenti imberbi con la posa di grandi uomini.

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Un passatempo pericoloso

I primi tempi la sommetta che i miei ignari genitori mi passavano era sufficiente per quello che, mi ostinavo ad ingannarmi, era un innocuo passatempo.
“Quanti spendono la stessa cifra per un pacchetto di sigarette! Ed il fumo è anche dannoso! Io, almeno, non mi rovino la salute”.
Questo mi bastava per sentirmi a posto.

Poi ebbi necessità di altro denaro, così cominciai a vendere i libri di scuola, prima quelli degli anni precedenti, poi anche qualcuno di quelli dell’anno in corso.
“Tanto mi posso fare le fotocopie”, continuavo a giustificarmi.
“E la chitarra? A che mi serve, tanto ormai quasi non suono più!”

Sono anni ormai che viaggio almeno una volta al mese per Montecarlo.

Riesco a giocare, e a perdere, anche tutto lo stipendio in un paio d’ore.
Sei mesi fa ho messo in vendita l’appartamento avuto in eredità dai miei genitori.
Ho impegnato anche tutti i gioielli di famiglia.

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La promessa mantenuta

Il mese scorso ho dato l’ultimo saluto a Marco, quel mio amico.
Un colpo alla tempia è stato il suo ultimo gesto.

Sulla sua tomba ho promesso che non lo avrei più fatto, non avrei più lasciato su quel tappeto verde la mia dignità.

Se non ci fossi riuscito, lo avrei raggiunto.

Ed ora non posso fare altro che onorare quest’estrema promessa.

«Il vizio di Paola», note sull’autrice

Paola, lettrice per passione e scrittrice per vizio.
Alla continua ricerca di ispirazione.
Gli specchi è il suo breve racconto vincitore del primo premio della «III edizione di Scintille in cento parole».

Paola, autrice della rubrica «Il vizio di Paola»

 

Luigi Borrone, fotografo per passione

«Amo la fotografia perché unico strumento per fermare il tempo. due foto scattate nello stesso istante non saranno mai uguali »
Luigi Borrone, fotografo per passione, è l’autore della foto presente in questo post.
A Luigi il mio sincero ringraziamento.

Per chi volesse seguirlo, segnalo la fanpage ufficiale Luigi Borrone – Fotografo Per Passione, il profilo twitter ed i canale Instagram.


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E tu, lo conosci il vizio di Paola?

«Il vizio di Paola», la nuova rubrica

Paola è l’autrice di una nuova rubrica ospitata nella nostra casa digitale.

Chi è Paola?
La definizione che lei stessa fornisce è il miglior slogan per presentare l’ultima arrivata nella redazione di faCCebook.eu:

Paola, lettrice per passione e scrittrice per vizio.
Alla continua ricerca di ispirazione.

Chi la conosce, apprezza la sua innata capacità di raccontare.
Un episodio banale per la maggior parte di noi (compreso il sottoscritto), narrato da Paola assume un colore ed una forma diversa.

Toni a volte folcloristici, spesso curiosi, un punto di vista particolare.

Suppongo che alla nascita le abbiano installato una capsula concentrata di storytelling napoletano, «l’arte del narrare» enfatizzata dalla sana fantasia tipica di chi ha qualcosa di significativo da rivelare.

I suoi (prossimi) post, sono certo, susciteranno in voi Lettori le stesse emozioni riscontrate dal sottoscritto – il suo editore 🙂

«Il vizio di Paola», la nuova rubrica di faCCebook.eu
Paola, vincitrice del primo premio «Racconti allo specchio 2016»

Gli specchi, è il breve racconto vincitore del primo premio della «III edizione di Scintille in cento parole».

Cento parole centellinate da Paola per colpire il Lettore con l’emozione, il motore di ogni libro, il segreto ricercato da ogni scrittore – famoso o blogger con i brufoli – per rendere la storia, speciale.

Paola, vincitrice del primo premio «Scintille in cento parole 2016»

«Il vizio di Paola» coming soon!

La nuova collaboratrice del blog ufficiale dei «mostri» avrà carta bianca.
Mi auguro di pubblicare almeno un suo post a settimana, vedremo perché l’ispirazione dell’artista non risponde al telecomando.

Non ci resta che attendere il primo vizio, consci che ogni nuovo racconto sarà un piccolo, grande regalo di Paola per noi Lettori, in primis il sottoscritto.

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Bimbi scomparsi, la mia pagina 404 per la ricerca

La tragedia dei bimbi scomparsi

Aderisco con rabbia alla campangna lanciata da notfound.org.
Per ricordare il volto di un bimbo scomparso.
Per non assuefarsi ad un dramma immenso.

Bimbi scomparsi, la pagina 404 Not found di faCCebook.eu

Da Concita De Gregorio a Riccardo Scandellari

Prima Mi sa che fuori è primavera, il drammatico libro di Concita De Gregorio che racconta la storia di Irina Lucidi, la mamma di Alessia e Livia di sei anni rapite nel 2011 dal folle marito/padre e non ancora ritrovate.
Poi il post Dona la tua pagina 404 alla ricerca dei bimbi scomparsi di Riccardo Scandellari per pubblicizzare l’iniziativa di notfound.org.

Per anni trascuri il dramma, poi – all’improvviso – due clic ti sbattono in faccia la tragedia.

Ogni anno in Europa viene denunciata la scomparsa di 250.000 bambini, una ogni due minuti

A riflettere, c’è da impazzire.

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Cos’è la pagna 404 not found

Il messaggio «404 Not found» indica l’accesso ad un contenuto del sito inesistente.
Accade, ad esempio, quando cancelliamo un post ma restano attivi i link condivisi sui social.

Questioni rare, concordo, ma non impossibili.

La causa dei bimbi scomparsi è talmente raccapricciante che vale la pena sfruttare ogni angolo remoto del web per combatterla.

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La propria pagina 404 per Missing Children Europe

Per i webmaster, basta seguire i seguenti, semplici passi:

  • registrare il proprio sito web su notfound.org
  • scaricare il pacchetto
  • copiare ed incollare il codice nel file .htaccess
  • trasferire la pagina 404.html sul server

Per i siti WordPress

  • registrare il proprio sito web su notfound.org
  • accedere alla pagina 404.php presente in wp-content/themes
  • incollare il codice generato nel file 404.php

Ecco un esempio di appello per la pagina 404 not found.


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SMAU Napoli 2106, io ci sarò (come VIP)

SMAU Napoli, l’invito VIP della Regione Campania

Confermo la presenza allo SMAU Napoli 2016 per la mattinata di giovedì 15 dicembre.
La Regione Campania, anche quest’anno, regala al sottoscritto un invito VIP per partecipare all’evento tecnologico dell’anno.

Al Grande Fratello di via Santa Lucia non sfugge nulla.

E così, per un inspiegabile mistero alieno, l’algoritmo della Regione premia il «blog dei mostri»: nella cassetta postale, tra un volantino del supermercato e l’offerta del parrucchiere, trovo il gradito omaggio.

SMAU Napoli 2016, l'invito VIP della Regione Campania per il sottoscritto

Giovedi 15, i workshop 

Il programma della giornata è pieno di eventi, bisogna organizzare l’agenda per ottimizzare tempo e impegni.

Seguirò con interesse il Storytelling online: come emozionare e fidelizzare clienti e lettori, il workshop di Anna Pernice.

Un salto allo Smart Communities per le ultime innovazioni in ambito urbano e poi in giro per il tour tra startup e novità tecnologiche.

Armato di smartphone, documenterò la visita a colpi di hashtag.

Ovviamente, lo SMAU prima di essere un evento tecnologico è un luogo per incontrare persone: se, anche tu andrai alla Mostra d’Oltremare, contattami.
Un caffè ed una chiacchierata sono ancora da preferire ad un chat.
Anche allo SMAU Napoli.

PS: una richiesta per la Regione Campania.
L’anno prossimo, inviatemi l’invito via e-mail, dopotutto la digitalizzazione dei documenti è un obiettivo da perseguire.
Grazie 🙂

La mia casa digitale aspetta proprio te!

faCCebook, casa digitale aperta a tutti

La piccola casa digitale del sottoscritto è aperta a tutti coloro che desiderino scrivere e condividere i propri pensieri.

L’invito vale anche per Te, amico Lettore che, proprio in questo istante, leggi questo post e ti chiedi: «io? Non ho nulla da proporre!».

Sbagli.

Non ricordo chi – forse proprio il sottoscritto – in tempi non sospetti, quando «Mi piace» era una dichiarazione d’amore e la videochiamata una chiacchierata spaziale tra il Capitano Kirk e Spock, affermò convinto:

ognuno ha una storia da raccontare, basta porgli le giuste domande

Come accade (da tempo) con Antonio P. Beni, mio cugino, lo scrittore.

Antonio P. Beni, ospite (da anni) di faCCebook, mia casa digitale

Quella volta che Antonio P. Beni parlò …

L’intervista integrale ad Antonio P. Beni risale alla fine del 2010.
Era un freddo dicembre e – con la promessa di un nuova sciarpa e un paio di guanti per il vicino Natale – riuscii a convincerlo.

Rispose, col suo inconfondibile stile, ad un pugno di domande.

Quel giusto mix tra racconto surreale ed ironia mi diverte e, tra una risata spontanea ed un sorriso amaro, spinge a riflettere.

Un talento della penna che ospito, ancora oggi, nella rubrica Antonio P. Beni, esperto in aMORE (con la “a” minuscola).

Forza, ti aspetto nella mia piccola casa digitale, ti aspetto su faCCebook.eu, il blog dei «mostri».
Una sciarpa ed un paio di guanti sono pronti anche per Te.

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Estratto dell’intervista ad Antonio P. Beni

D: Antonio, partiamo dalla fine, cioè dal tuo ultimo (e al momento anche primo) romanzo, “Le Cose Degli Altri”.
A leggere i commenti degli entusiasti lettori, sembra un libro divertente e ricco di riflessioni. Che temi tratta?
R: Ti ringrazio per la domanda, erano mesi che mi preparavo su questo quesito. Purtroppo ho perso gli appunti e risponderò a caso…
Nel romanzo si parla di amicizia, di morte, di fede, di tradimenti, di tolleranza, di superbia, di malintesi, di sesso, di guerra e di pace, di buona e cattiva sorte, di matrimoni e di funerali, della guerra in Nigeria e della pace dei sensi, ecc.
Ad un certo punto il lettore potrebbe chiedersi “come mai in questo romanzo non riporta queste cose?”.
La risposta è perché non sono descritte in modo evidente, ma nascoste tra le righe e le pieghe del romanzo. Provateci, ma non scollate troppo la copertina.

D: Antonio. da dove è giunta l’ispirazione per il tuo libro? Dalla realtà? 
R: sì, prendo spunto dalla realtà e la trasformo in finzione e poi prendo spunto dalla fantasia e la trasformo in realtà, anche se per alcuni Fisici è impossibile.

D: Antonio, per chi ancora non ti conosce, come ti descrivi?
Chi sei? Dove sei? Dove andrai? Cosa vorrai fare da grande? 
Ed oggi, la tua vita come procede?
R: il modo più semplice di descrivermi è nelle parole del grande poeta latino: il migliore uomo che un donna possa chiedere a Dio, sempre che si stia parlando di Adamo ed Eva, altrimenti la classifica non è delle migliori.
Oggi curo il mio orto di fragole tedesche e amo succhiare il gomito la sera, naturalmente il mio gomito!
Da grande mi piacerebbe fare qualcosa nel sociale. Pensavo di fare il portatore di handicap.

D: Antonio, concludi questa chiacchierata con una tua ultima riflessione …
R: Le Cose Degli Altri è il mio primo romanzo pubblicato , ovvero è il mio settimo capolavoro, prima ho scritto romanzi come: “Memorie di un Verme” – “L’assassino è il maggiordomo” – “L’uomo che sapeva leggere nel futuro” – ecc ecc –
Ho deciso di pubblicare prima le Cose Degli Altri solo per motivi fiscali …
Seguitemi su faCCeBook e vi renderò liberi!

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