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La mia casa digitale aspetta proprio te!

faCCebook, casa digitale aperta a tutti

La piccola casa digitale del sottoscritto è aperta a tutti coloro che desiderino scrivere e condividere i propri pensieri.

L’invito vale anche per Te, amico Lettore che, proprio in questo istante, leggi questo post e ti chiedi: «io? Non ho nulla da proporre!».

Sbagli.

Non ricordo chi – forse proprio il sottoscritto – in tempi non sospetti, quando «Mi piace» era una dichiarazione d’amore e la videochiamata una chiacchierata spaziale tra il Capitano Kirk e Spock, affermò convinto:

ognuno ha una storia da raccontare, basta porgli le giuste domande

Come accade (da tempo) con Antonio P. Beni, mio cugino, lo scrittore.

Antonio P. Beni, ospite (da anni) di faCCebook, mia casa digitale

Quella volta che Antonio P. Beni parlò …

L’intervista integrale ad Antonio P. Beni risale alla fine del 2010.
Era un freddo dicembre e – con la promessa di un nuova sciarpa e un paio di guanti per il vicino Natale – riuscii a convincerlo.

Rispose, col suo inconfondibile stile, ad un pugno di domande.

Quel giusto mix tra racconto surreale ed ironia mi diverte e, tra una risata spontanea ed un sorriso amaro, spinge a riflettere.

Un talento della penna che ospito, ancora oggi, nella rubrica Antonio P. Beni, esperto in aMORE (con la “a” minuscola).

Forza, ti aspetto nella mia piccola casa digitale, ti aspetto su faCCebook.eu, il blog dei «mostri».
Una sciarpa ed un paio di guanti sono pronti anche per Te.

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Estratto dell’intervista ad Antonio P. Beni

D: Antonio, partiamo dalla fine, cioè dal tuo ultimo (e al momento anche primo) romanzo, “Le Cose Degli Altri”.
A leggere i commenti degli entusiasti lettori, sembra un libro divertente e ricco di riflessioni. Che temi tratta?
R: Ti ringrazio per la domanda, erano mesi che mi preparavo su questo quesito. Purtroppo ho perso gli appunti e risponderò a caso…
Nel romanzo si parla di amicizia, di morte, di fede, di tradimenti, di tolleranza, di superbia, di malintesi, di sesso, di guerra e di pace, di buona e cattiva sorte, di matrimoni e di funerali, della guerra in Nigeria e della pace dei sensi, ecc.
Ad un certo punto il lettore potrebbe chiedersi “come mai in questo romanzo non riporta queste cose?”.
La risposta è perché non sono descritte in modo evidente, ma nascoste tra le righe e le pieghe del romanzo. Provateci, ma non scollate troppo la copertina.

D: Antonio. da dove è giunta l’ispirazione per il tuo libro? Dalla realtà? 
R: sì, prendo spunto dalla realtà e la trasformo in finzione e poi prendo spunto dalla fantasia e la trasformo in realtà, anche se per alcuni Fisici è impossibile.

D: Antonio, per chi ancora non ti conosce, come ti descrivi?
Chi sei? Dove sei? Dove andrai? Cosa vorrai fare da grande? 
Ed oggi, la tua vita come procede?
R: il modo più semplice di descrivermi è nelle parole del grande poeta latino: il migliore uomo che un donna possa chiedere a Dio, sempre che si stia parlando di Adamo ed Eva, altrimenti la classifica non è delle migliori.
Oggi curo il mio orto di fragole tedesche e amo succhiare il gomito la sera, naturalmente il mio gomito!
Da grande mi piacerebbe fare qualcosa nel sociale. Pensavo di fare il portatore di handicap.

D: Antonio, concludi questa chiacchierata con una tua ultima riflessione …
R: Le Cose Degli Altri è il mio primo romanzo pubblicato , ovvero è il mio settimo capolavoro, prima ho scritto romanzi come: “Memorie di un Verme” – “L’assassino è il maggiordomo” – “L’uomo che sapeva leggere nel futuro” – ecc ecc –
Ho deciso di pubblicare prima le Cose Degli Altri solo per motivi fiscali …
Seguitemi su faCCeBook e vi renderò liberi!

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Donald Trump, l’intervista (mai pubblicata) di un ignoto giornalista di Napoli [FOTO]

Io e l’intervista a Donald Trump

«Hai due ore per scrivere un pezzo su Trump» ordina il Capo.
Il faccione del nuovo Presidente USA campeggia sulle prima pagine di tutti i siti web, non può mancare proprio sul nostro faCCebook, il blog dei «mostri».

«Mandami alla Casa Bianca per un’intervista esclusiva» rispondo convinto.

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Il premio Pulitzer al sottoscritto!

Fiuto lo scoop.
Il premio Pulitzer è già sulla mia scrivania.

Sono pronto per azzannare la preda, sento l’odore del sangue, la notizia scorre nelle vene, l’adrenalina a mille!

La valigia è pronta, a noi reporter basta lo spazzolino da denti, una penna ed un bloc notes.
Oggi sei al fronte per denunciare una guerra dimenticata, domani alla sagra della castagna di Montella.
Tutto è notizia.

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Il sogno interrotto

«Non vai da nessuna parte, non ci sono i soldi nemmeno per comprare il biglietto della metropolitana» il Capo interrompe con tono brusco i sogni di gloria.
«Inventati un pezzo, dalla tua scrivania» gira le spalle e scappa via.

Il rumore della porta che sbatte rispedisce lo sguardo del sottoscritto sul monitor.

Donald Trump a Mappatella Beach

Se il sottoscritto non può andare alla Casa Bianca, allora sarà Donald Trump a raggiungere il sottoscritto.
A Napoli.
Sul lungomare.
L’intervisterò alla rotonda Diaz.
Location perfetta, con vista sul Castel dell’Ovo.

Per l’occasione, magari il Comune libererà Mappatella beach dai turisti e napoletani e riserverà l’esclusiva spiaggia per lo scoop dell’anno.

Lo scorso venerdi 4 novembre ho effettuato un giro di perlustrazione: la foto immortala la sala stampa.
Magnifica.
Fotogenica.
Virale.

E’ tutto pronto.
Manca solo Donald Trump.

Il lungomare di Napoli, la location perfetta per l'intervista esclusiva a Donald Trump


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L’intervista dell’anno: I want you!

L’aforisma

ognuno ha una storia da raccontare, basta porgli le giuste domande

(Mario Monfrecola)

Concordo con l’autore.

Io, giornalista per gioco (e passione)

Il piacere di ascoltare le storie altrui è il motore che spinge il sottoscritto ad intervistare chiunque abbia voglia di rispondere alle domande di un finto giornalista.

Ok, l’ammetto:

  • adoro giocare al giornalista
  • sono un ottimo uditore
  • cerco persone da intervistare ed il prossimo puoi essere proprio TU!

Io, giornalista per gioco, voglio TE per l'intervista dell'anno!

Come avviene l’intervista

Ci incontriamo (se possibile) per una conversazione informale, ascolto la storia, memorizzo i particolari, scatto due o tre fotografie al prescelto.

Indosso i panni del Lettore Curioso e stilo dieci domande non banali (o almeno ci provo) che ognuno di noi vorrebbe porre.

Dieci domande, un punto di vista inedito con un un solo obiettivo: accendere il riflettore sull’intervistato per far conoscere al pubblico una nuova, interessante storia.

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AAA voglio TE per l’intervista!

Le buone intenzioni non bastano. la categoria delle interviste di faCCebook scarseggia di «mostri».

E mi dispiace perché – sono sicuro – ognuno di Voi, amici Lettori, ha delle risposte interessanti dentro sé stesso.

Bastano le opportune domande e la giusta dose di autoironia: perché se ti prendi troppo sul serio, ti escludi da solo.

Bando alle ciance, contattami subito (scegli tu il canale social o l’email nella colonna a destra del post)

Un clic per la TUA intervista 🙂


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Landing page: benvenuto alle Hawaii

L’atterraggio

Immagina di atterrare alle Hawaii, il viaggio dei tuoi sogni.
L’aereo scende dolcemente lungo la pista d’atterraggio.
Con delicatezza le ruote toccano terra mentre la velocità del velivolo diminuisce finché l’aeroplano si ferma con la dolcezza di una carezza.

Pochi minuti, sgranchisci le ossa.
Finalmente libero da quella stretta prigione, recuperi il bagaglio a mano, esci dall’aeroplano, raggiungi l’uscita pronto a scoprire il nuovo mondo.

Una gentile signorina hawaiana in costume e ghirlanda di fiori ti accoglie con un sorriso ammiccante: «Aloha su faCCebook, li blog dei mostri!».

Con l’entusiasmo contagioso, ti spiega dove sei.
Tu, affascinato, ascolti estasiato.

La landig page, ben atterrato alle Hawaii!

Che cos’è la landing page

La landing page di faCCebook è online.
Sentivo il bisogno di dotare la mia casa digitale di un’elegante porta d’ingresso, una pagina per sintetizzare il mostro-pensiero e racchiudesse in un solo punto tutte le info utili.

Il gradito ospite, con un solo sguardo, intuirà subito chi siamo e quale sia l’obiettivo del blog ufficiale dei «mostri».

Sul web troverete innumerevoli definizioni di landig page: per il sottoscritto è l’ingresso al sito (non la homepage!), la pagina di benvenuto capace di attirare l’attenzione del visitatore e tramutare l’emozione del momento – il vero motore di ogni scelta – in un clic significativo.

Una pista d’atterraggio, appunto, che conduce il viaggiatore al nuovo mondo col sogno segreto di convertire la visita in un’azione (chiedere ai siti di e-commerce).

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La landing page non è la homepage

La landing page può coincidere con la homepage di un sito ma, in generale, non accade quasi mai (sarebbe uno spreco).

Pensiamo ai colossi dell’informazione del web: la landing page viene perlopiù utilizzata per sparare un banner pubblicitario prima di giungere alle notizie principali.

Nel caso del blog trovo utile preparare il Lettore ed una breve introduzione sugli argomenti trattati è un buon biglietto da visita.
Come nel nostro caso.

A proposito.
Ben atterrato alle Hawaii 🙂


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Il canale Telegram, la nuova frontiera di faCCebook

Canale Telegram di faCCebook: i vantaggi

Una notifica bianca, discreta e mai invadente.
Mai più di una al giorno, il bip giunge verso mezzogiorno quando la voglia di staccare è alle porte.

Il tuo smartphone tuttofare riceve la notizia: il «mostro» del giorno è on-line.

Bastano pochi istanti.
Col pollicione sblocchi lo schermo, scorri le notifiche.
Dal canale ufficiale di faCCebook.eu è giunto un nuovo messaggio.
Sorridi.

Pigi l’avviso, apri il browser e – come fossi al computer – accedi al post.

Chiaro, nitido, leggi senza fatica alcuna: faCCebook, il blog dei «mostri» per antonomasia, è disponibile anche su smartphone e tablet.

faCCebook è anche un canale Telegram!

Whatsapp gratuito? Grazie a Telegram

Sia chiaro: Whatsapp non è l’unica app per inviare messaggi.
Da tempo, Telegram avanza tra la soddisfazione generale dei suoi (molti) utenti.
Da sempre, Telegram è gratuito.

Una mossa che ha costretto il più famoso concorrente ad eliminare il costo (irrisorio) dell’abbonamento annuale?
Concordo.

Come unirti al canale Telegram di faCCebook

Per ricevere le notizie via Telegram:

  • scarica Telegram dal tuo smartphone
  • dopo l’installazione, apri l’app
  • in alto a destra, clicca sul bottone di ricerca
  • digita faCCebook
  • clicca sul canale e pigia sul bottone “UNISCITI” in basso

Attendi fiducioso 🙂


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Il mio «muro di Poggioreale» su Vivere, il giornale del CDN

Vivere, il mensile del Centro Direzionale

Veder pubblicato un mio articolo su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli mi rende felice.

Dopotutto che c’è di male nel provare gratificazione anche se trattasi di vana gloria?
Si vive pure di soddisfazioni leggere come il foglio di un giornale o sbaglio?

«Il muro di Poggioreale» su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli

«Il muro di Poggioreale» su Vivere, il mensile del Centro Direzionale di Napoli

Il sogno nel cassetto: essere un giornalista!

Un piccolo sogno realizzato, l’ammetto.

Fin da giovane giocavo al giornalista.
Non ero una cima in italiano – la Matematica, il mio amore – ma adoravo i temi ed i racconti.
Nessun particolare talento per la scrittura o spiccata virtù oratoria però mostravo segni ineccepibili di una spiccata fantasia condita da una forte immaginazione.

Da bambino, trascorrevo ore chiuso nella mia stanzetta a creare mondi paralleli, battaglie epiche tra l’esercito del Bene contro le forze oscure del Male (puntualmente sconfitte).

Passano le stagioni, si estinguono i punk e prolificano i tatuaggi, intorno a me il mondo cambia radicalmente ma una costante resiste nel tempo: l’amore per la lettura.

libri di oggi sono i soldatini di ieri.

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Il muro di Poggioreale

Rifletto: il post Il muro di Poggioreale per giungere sulle pagine (la sette, d’accordo) di un magazine deve necessariamente superare la lettura del caporedattore, di un qualsiasi giornalista (o apprendista), non presenta orrori ortografici e – gratificazione massima! – non stona con gli altri articoli presenti sul mensile.

Tanto basta al sottoscritto.

Ringrazio il mio amico Amodio chi mi ha spronato a proporre l’articolo, il Direttore Brandi per l’opportunità ed i «colleghi» della Redazione di Vivere per aver accettato l’intruso (vabbè, mi sono allargato, chiedo venia 🙂 ).

W l’esercito del Bene.


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Che cos’è la frequenza di rimbalzo, perché è importante e come migliorarla?

Che cos’è la frequenza di rimbalzo?

La frequenza di rimbalzo indica la percentuale di visitatori che, dopo aver visitato una pagina, esce dal sito.

Il dato è fornito da Google Analytics.
Il Grande Fratello è installato sotto i pavimenti, dietro le pareti, nascosto sul soffitto di faCCebook.eu.

In ogni angolo della mia piccola casetta digitale, si nasconde un sensore pronto a carpire ogni sospiro del visitatore per trasformarlo in un numero che misura un’azione.

Ad esempio, leggere un desolante 75% come frequenza di rimbalzo media, significa che tre utenti su quattro giunti sull’articolo del giorno di faCCebook.eu, a fine lettura, non visitano un’altra pagina del sito ma scappano veloci verso altri lidi.

Succede quando il post è raggiunto da un link diretto via social oppure se l’argomento viene trovato mediante un motore di ricerca.

Da Facebook o Google con un unico salto l’ospite raggiunge il salottino, prende ciò che gli interessa e subito dopo abbandona la casa digitale senza curiosare nelle altre stanze.
E la frequenza di rimbalzo sale …

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Il tempo medio della visita: due minuti

Altra domanda esistenziale: quanto tempo dura la visita del navigatore?
La durata della sessione media di Google Analytics misura i minuti spesi dall’ospite nella casetta digitale.

Incrociare la frequenza di rimbalzo con la durata della sessione media svela importanti dettagli e conferma il comportamento mordi e fuggi della maggior parte degli utenti (mondiali).

Rifletto mentre studio Google Analytics e mi soffermo sulla frequenza di rimbalzo!

Rifletto mentre studio Google Analytics e mi soffermo sulla frequenza di rimbalzo!

La delusione del padrone di casa

Come ti sentiresti se nove ospiti su dieci, una volta giunti nella tua amata casetta, dopo due minuti scappassero via?

Eppure ti sei preparato al meglio per ricevere i visitatori, sei convinto di aver curato ogni dettaglio, reso l’ambiente confortevole ed accogliente.
Come spiegare il motivo della fuga e prolungare il soggiorno degli ospiti?

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Come ridurre la frequenza di rimbalzo?

Il quesito è motivo di studio giornaliero da parte di sedicenti esperti e non presenta soluzioni certe.
Valgono i soliti consigli:

  • pubblicare contenuti di qualità
    (emozionare, coinvolgere, risolvere, informare sono le leggi base di ogni post di successo che invoglia il Lettore a tornare)
  • fidelizzare, il principio d’oro del marketing
    (sii presente su tutti i canali social e cura la newsletter)
  • inserire link ad altre pagine interne
    (senza esagerare, le eccessive autocitazioni infastidirebbero chiunque, anche Napoleone Bonaparte)
  • link ai post collegati
    (Potrebbe interessarti anche …) da aggiungere a fine articolo quando l’ospite è più generoso e propenso a leggere un nuovo contenuto – soprattutto se divertente

Il valore del clic di fine articolo

Il clic di fine articolo vale oro e va utilizzato con intelligenza.
Se il Lettore giunge all’ultimo rigo del nostro post, sarà coinvolto positivamente dal contenuto dell’articolo e propenso ad un’azione emotiva.

Sfruttiamo il momento di debolezza!
Proponiamo un’azione che legherà il Lettore al nostro sito per invitarlo a tornare.
Ad esempio, io mi gioco la carta della registrazione alla newsletter 🙂


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Approfitta

SMAU Napoli, faCCebook non è facebook!

SMAU Napoli, confermata la mia presenza

Anche se raffreddato, tranquillizzo gli organizzatori dello SMAU Napoli: ci sarò.
L’attesa per la mia partecipazione, mai come quest’anno, è spasmodica.
Lo testimoniano i tre inviti ricevuti.

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Due inviti VIP ed un ingresso omaggio

Il primo, un invito VIP dalla Regione Campania via posta ordinaria.
Segue un ingresso omaggio giunto via e-mail direttamente dal fornitore host di faCCebook.eu, main sponsor dell’evento tecnologico campano.
Infine, la stessa organizzazione dello SMAU, per assicurarsi la presenza del sottoscritto, spedisce un terzo invito VIP per presenziare alla nuova «rivoluzione industriale» che parte da Napoli.

SMAU Napoli, ci sarò (perché faCCebook non è facebook!)

SMAU Napoli, ci sarò (perché faCCebook non è facebook!)

SMAU Napoi, la telefonata degli organizzatori

«Signor Mario, volevamo accertarci: ha ricevuto l’invito per lo SMAU Napoli?».
Al telefono, una gentile voce (milanese) chiede se ho completato la registrazione sul sito ufficiale e parteciperò ai workshop.
Stupito, confermo la presenza per il pomeriggio di venerdì 11 dicembre, il giorno di chiusura dell’evento.

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L’equivoco: faCCebook non è facebook!

D’accordo, la mia reputazione digitale è cresciuta dopo il lancio dell’app ufficiale di faCCebook.

Ma tre inviti ed una telefonata non me l’aspettavo proprio.

Un dubbio sorge spontaneo: gli organizzatori dello SMAU pensano che il sottoscritto sia il braccio destro di Mark Zuckerberg?

Visto l’assonanza dei nomi tra faCCebook.eu – il mio piccolo «blog dei mostri» ed il mastodontico social network più famoso al mondo – i responsabili degli inviti sono vittima di un clamoroso equivoco?

A breve lo scoprirò.
Nel mentre ringrazio gli organizzatori per l’attenzione e, casomai il comitato d’accoglienza insieme al Sindaco di Napoli con fascia tricolore, mi ricevesse con tutti gli onori del caso, preparo un discorso sui «mostri».

Mai essere impreparati alle opportunità offerte dalla vita.


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L’app ufficiale di faCCebook, scaricala gratis!

I «mostri» sempre con te!

Leggere gli ultimi articoli di faCCebook nell’interminabile fila alla posta (funziona un solo sportello, gli altri impiegati sono malati), durante un lungo viaggio in treno (i passeggeri isolati nelle loro cuffiette bianche, nessuno con cui conversare) o nell’affollata sala d’attesa dell’aeroporto (l’aereo partirà con due ore di ritardo per uno sciopero degli addetti alle pulizie) è ora possibile!

E’ disponibile l’app ufficiale per Android: realizzata dal sottoscritto, occupa un’inerzia (un misero mega byte), velocissima e leggera.

Giovani bagnanti entusiasti dell'app di faCCebook

Giovani bagnanti entusiasti dell’app di faCCebook

La prospettiva mobile

Utilizzi Whatsapp se, per inviare un messaggio, attendi quattro, lunghissimi ed interminabili secondi?

I tempi di risposta, è questo il segreto del successo.
L’app poi deve svolazzare sul palmo di una mano, col pollicione che scorre sullo schermo, pigia, scarta, sceglie.
L’immediatezza dei risultati e la chiarezza della lettura completano i pezzi del mosaico perfetto.

La tecnologia amica è semplice: per sfruttare al meglio la caratteristica mobail dei tablet/smartphone, l’app deve essere consultabile al volo, mentre sei in coda alla cassa del supermercato, nel corridoio dell’ufficio o in una noiosa riunione di condominio.

Scarica l’app di faCCebook, è gratis

Ho progettato l’app di faCCebook volontariamente semplice: un set minimo di funzioni chiare invece di un minestrone di pagine lente e di difficile navigazione.

Dopotutto i «mostri» restano «mostri» al di là del dispositivo utilizzato.

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Ringraziamenti

Non avrei potuto realizzare il progetto senza l’aiuto dei tester, amici che – armati della pazienza di Giobbe – hanno installato, rimosso e provato l’app, riportato feedback ed inviato consigli.

Se mi sono comportato da «mostro» chiedo venia e, soprattutto, a loro invio il mio più sincero ringraziamento 🙂


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Io, fashion blogger (al 22,22%)

La forza del 22,22%

Buzzoole – il sito che misura l’influenza di chi produce contenuti web – assegna al sottoscritto un inatteso 22,22% nel campo della moda.

Se i numeri non mentono, deduco: se cento adulti (più un mezzo bimbo) leggono questo post, ventidue potrebbero prendere sul serio un mio consiglio fashion!
Prendere sul serio si traduce in acquisti, shopping, soldi, carta di credito, l’economia gira come una giostra, il PIL sale, il made in Italy vola!

WOW!!!

Non resta che travestirmi da blogger fashion e digitare un post sulla moda, il 22,22% farà il resto.

Io, influence fashion al 22,22%

Io, influence fashion al 22,22%

L’eleganza (innata)

Dopo le tediose sfilate tra New York e Bollywood, i giornalisti di mezzo mondo chiedono ripetitivi: «Mario, definisci l’eleganza?».

«L’eleganza è una caratteristica innata dell’individuo, come la tenacia, il sorriso o il colore degli occhi. La moda non c’entra nulla. La ragazza più elegante che abbia mai conosciuto non ha mai messo piede su una passarella nè tantomeno indossato un abito di uno stilista. Eppure era (anzi è) la più elegante semplicemente perché è nata elegante».

Dopo un momento di stupore, in sala stampa scoppia la rissa mediatica: «chi è questa ragazza? Il nome! Una foto!», assalito dai cameraman e paparazzi, difeso dai bodyguard, non mi resta che scappare sotto l’assedio dei riflettori, spinte e strattoni da parte dei colleghi della stampa e falsi fashion blogger (un comportamento tutt’altro che elegante!)

Il talento del fashion blogger

La moda, cos’è?

Per chi non lo ricordasse, è bene rinfrescare il concetto: la moda è il valore che compare più frequentemente
(ragazze/i, il vostro fashion blogger al 22,22%, da giovane studente universitario di Matematica, superò l’esame di Statistica con un ammirevole trenta …).

Secondo la definizione, se immaginiamo un’aula affollata da cento individui, la maglietta «più alla moda» sarà quella indossata dalla maggioranza delle persone (vestite tutte uguali dunque?).

Preferiamo essere trattati come soldatini in uniforme?
Oppure come piccoli scolari col grembiule?
Per essere «alla moda» dobbiamo comportarci come automi privi di individualità?
Masse uniformi di consumatori passivi?

Dal mio 22,22% affermo: ragazze/i, non fatevi fregare, la moda non esiste (stavolta sono aggredito dai colleghi fashion blogger)

Come acquistare: consigli pratici

Regola base: seguire i gusti personali (pensate che Armani, Rocco Barocco e Gucci vi conoscano meglio di voi stessi?)
Sottoregola: assecondare le esigenze della tasca.
Consiglio: passeggiare, curiosare, provare, riprovare, scartare, acquistare (non fate impazzire le commesse però).

Il look del fashion blogger al 22,22%

Dopo questo post, mi aspetto un forte balzo in avanti della mia influenza: sogno quel 22,22% schizzare ben presto a percentuali degni di un dittatore coreano.

Nel mentre ricordo a tutti (fashion blogger compresi) il dogma del mio infallibile look: semplice è bello 🙂

Entra anche tu in Buzzoole.com!

Vuoi misurare la tua influenza nel web?
Capire in quali campi sei più autorevole?
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Halloween, il selfie (d’autore)

Nel sito di «mostri» per eccellenza, nel weekend di Halloween non può mancare un post a tema.

Regalo agli amati Lettori, un «selfie d’autore» …

Halloween, selfie d'autore

Halloween, selfie d’autore


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«Gli ultimi giorni di HP Pozzuoli», scarica gratis l’ebook!

Perché il mio primo libro

Leggo “Mario Monfrecola” su Amazon come autore di un ebook e strabuzzo gli occhi!
Il mio nome sugli scaffali della libreria più grande al mondo, che emozione!

Immagino un cowboy del Texax cercare “HP” – la società nella quale lavora il nipote – e becca la testimonianza, una raccolta di articoli pubblicati sotto la spinta delle emozioni di quei difficili giorni, la cronaca informale di un dipendente sulla soglia del burrone e desideroso di non cancellare quasi vent’anni di professionalità per un cinico click da Palo Alto.

Rassicuro tutti: Gli ultimi giorni di HP Pozzuoli è il mio ultimo (e primo) manoscritto (definirlo libro appare esagerato anche all’autore).

HP Pozzuoli, documento il settimo giorno di sciopero

HP Pozzuoli, documento il settimo giorno di sciopero

L’ebook, la prefazione

«Mario, ci chiudono» la notizia giunge mentre sono in attesa del treno che da Gardaland mi riporta a Milano.
Sono in vacanza, stazione Peschiera del Garda ore 17,30: la telefonata del collega blocca l’entusiasmo per la giornata di festa (ironia della sorte, a decretare la fine è la medesima persona che diciotto anni prima portò il mio curriculum nell’allora EDS – nella quale fui assunto – poi confluita in HP).

E’ Il 7 luglio 2015: l’HP annuncia la chiusura della sede di Pozzuoli, gli uffici napoletani nei quali lavoro (insieme ad altri 160 esperti informatici).
Una e-mail e la vita è stravolta, la comunicazione di una multinazionale non prevede ringraziamenti e scelte ma concetti sinistri celati da termini aziendali.

HP Pozzuoli al dodicesimo giorno di sciopero consecutivo

HP Pozzuoli al dodicesimo giorno di sciopero consecutivo

«Ristrutturazione», «riorganizzazione» e «trasferimenti» per giustificare la chiusura della sede di Pozzuoli, nel territorio più depresso d’Italia dove la disoccupazione raggiunge percentuali bulgare.

A me, informatico flegreo coinvolto in prima persona, nasce l’esigenza di raccontare questo momento storico. Desidero evitare che un pezzo di vita – ero un neoassunto ventottenne, oggi un uomo di quarantacinque anni – cada nel dimenticatoio.

Decido così di raccogliere in questo ebook tutti i post pubblicati sul mio sito faCCebook.eu, articoli dettati dalle emozioni del momento privi di una qualsiasi pretesa informativa.
La cronaca di un lavoratore che vede demolire in sessanta frenetici giorni, le certezze costruite in quasi vent’anni di passione, professionalità ed etica.

Documentare questi drammatici giorni, mi appare – forse in modo del tutto irrazionale – giusto.

Ebook, download gratuito

Titolo: Gli ultimi giorni di HP Pozzuoli: 7 luglio 2015 – 14 ottobre 2015
Autore: Mario Monfrecola
Estensione del file: pdf
Dimensione del file: 3 MB
Download: gratuito

Descrizione
La testimonianza di un dipendente della sede HP di Pozzuoli negli ultimi, difficili mesi antecedenti la chiusura del sito informatico.

I soldi di Amazon in beneficenza

L’ebook è ugualmente in vendita su Amazon a 2,99€.
Il mio desiderio, invece, è distribuirlo gratuitamente ma il colosso americano impone un prezzo minimo ad ogni prodotto pubblicizzato.

Dunque, in attesa di attivare una promozione per il download free, mi impegno a devolvere in beneficenza gli eventuali ricavi.

Se dovessi vendere anche solo una copia, con la massima trasparenza, girerò i profitti a chi necessita.

Promesso.

Acquista subito l’ebook su Amazon!

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