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Tag: Il Mattino

«Un ragazzo normale» il miglior romanzo di Lorenzo Marone [RECENSIONE]

Un ragazzo normale: dagli anni 80 ad oggi

Leggo Un ragazzo normale di Lorenzo Marone e con la mente torno bambino.
Quando, da piccolo, trascorrevo interi pomeriggi dietro ad un Super Santos o in giro con la bici.
Dagli anni ottanta ai giorni nostri, l’intervallo temporale della mia adolescenza.

Leggere il romanzo dello scrittore napoletano, significa aprire l’album dei ricordi: quelli dolci, legati alle atmosfere magiche della nostra infanzia – amorevole o complicata che sia.
Quel periodo irripetibile della vita che forma l’adulto di domani.

Come succede a Mimì – il figlio del portiere di uno stabile del Vomero – che conoscerà il giovane Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino, suo vicino di casa.

E, grazie al suo esempio, ben presto imparerà a distinguere il male dal Bene.

«Un ragazzo normale» di Lorenzo Marone: [RECENSIONE]

Il miglior romanzo di Lorenzo Marone?

Tra i libri di Lorenzo Marone (ed il sottoscritto li ha letti tutti), Un ragazzo normale è il mio preferito.

Perché l’ho letto in un week end.
Perché presenta una trama appassionante, scorrevole, avvincente, con spunti di riflessione sulla Napoli di ieri e di oggi.

Sono convinto: Un ragazzo normale è la migliore opera di Lorenzo Marone.

Un romanzo di formazione che ricorda la figura coraggiosa di Giancarlo Siani, il giovane giornalista sorridente.
Il supereroe dei tanti Mimì.

“Non scrive cose pericolose, ma scrive cose vere, quelle che nessuno ha il coraggio di scrivere”

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Processo Cuocolo ed il Capitano Fabroni, l’uomo che annientò la camorra (1912)

1912, la fine della camorra

Nel 1912 la camorra viene annientata.
Napoli liberata dalla Bella Società Riformata, la setta di delinquenti che, con la violenza e continui soprusi, per quattro secoli tiene in ostaggio la città.

La Bella Società Riformata nasce ufficialmente nel 1820 (cioè, si dota di statuto e gerarchia ufficiale) ma opera sul territorio napoletano dal lontano 1500.
I membri di tale organizzazione criminale sono appunto i camorristi e dalle sue ceneri (ri)nascerà poi il «mostro» come lo conosciamo oggi.

La cancellazione della Bella Società Riformata non implica la fine della criminalità nel napoletano ma occorrerà attendere l’ascesa di Raffele Cutulo e gli anni settanta per parlare nuovamente di «organizzazione».

Il punto saliente, comunque, resta: agli inizi del 1900, lo Stato cancella la camorra da Napoli.

La notizia – per il sottoscritto – rappresenta una novità assoluta.

Processo Cuocolo (1911): grazie al capitano dei Carabinieri Carlo Fabroni, la camorra viene debellata da Napoli

Carlo Fabroni ed il Processo Cuocolo

L’evento fu possibile grazie al coraggio e l’intraprendenza dei Carabinieri comandati dal capitano Carlo Fabroni (o Fabbroni).

Anche il sito del Ministero della Difesa celebra IL MERITO DEL CAPITANO FABBRONI con un articolo del 1911.

Durante il discusso Processo Cuocolo (1911) – un moderno maxiprocesso – grazie alle confessioni di Gennaro Abbatemaggio,  il primo pentito di camorra, vennero inflitte condanne per 400 anni smantellando, di fatto, l’organizzazione criminale napoletana.

Il processo Cuocolo: la fine della camorra (1911)

Processo Cuocolo, a scuola? Mai sentito

La fine della camorra: un evento di tale portata nascosta tra le righe della Storia.

Da quanto ricordo, a scuola il processo Cuocolo non venne mai menzionato.
Del Capitano Carlo Fabroni nessuna traccia, mai una citazione della professoressa di Italiano, una istituto scolastico a lui dedicato oppure un convegno per approfondire quegli avvenimenti.

Eppure – nonostante gli errori giudiziari, il ritardo dello Stato intervenuto solo su pressante richiesta della nobiltà napoletana minacciata dall’ascesa dei camorristi – il capitano Carlo Fabroni doverebbe essere considerato un eroe, al pari di Garibaldi.

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Storia della camorra, di Vittorio Paliotti

Basta cercare in Rete «processo cuocolo» per comprendere l’importanza (anche mediatica) di quel dibattimento.
Perché i media non ricordano il processo Cuocolo?
Perché il capitano Carlo Fabroni resta un perfetto sconosciuto?

La Storia è maestra: ciò che è accaduto più di cento anni fa può essere di insegnamento per oggi.
La camorra – se lo Stato vuole – può essere nuovamente sconfitta.

Il sottoscritto ringrazia Vittorio Paliotti (scrittore e giornalista), l’autore dell’interessantissimo Storia della camorra.
Un libro da leggere assolutamente.
Meglio se a scuola.


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fanpage ed Il Mattino intervistano HP Pozzuoli

fanpage, il reportage di Antonio Musella

«Scusaci Antonio, fino a due settimane fa eravamo dietro ad un computer a lavorare» ci giustifichiamo per la naturale ritrosia davanti la telecamera.

Siamo i 161 informatici di HP Pozzuoli che da dodici giorni consecutivi scioperano per fermare la chiusura della sede ed Antonio Musella, reporter inviato da fanpage è pronto ad intervistarci.

Rompe il ghiaccio Peppe, un mio vecchio amico già ai tempi dell’università e poi collega ieri in EDS ed oggi in HP.

Parte timido ma subito emerge la rabbia, perché l’ingiustizia è cocente ed il tradimento di HP verso i dipendenti di Pozzuoli è una ferita aperta.
Le sue parole rappresentano bene il nostro modo di essere in HP ma evidentemente la multinazionale americana non ne è al corrente.

siamo persone che non si limitano a fare solo il loro lavoro ma ci mettono l’anima, il cuore e cercano sempre di dare un valore aggiunto

Il Mattino, articolo di Elisabetta Froncillo

La giornalista Elisabetta Froncillo accetta l’invito alla conferenza stampa indetta per sensibilizzare l’opinione pubblica e, fuori la sede di via Antiniana, ascolta i dipendenti HP. Chiede, osserva, memorizza …

Dopo fanpage anche Elisabetta Froncillo, la giornalista de Il Mattino, ascolta i dipendenti HP Pozzuoli

Dopo fanpage anche Elisabetta Froncillo, la giornalista de Il Mattino, ascolta i dipendenti HP Pozzuoli

Venerdì 24 luglio, edizione Napoli Nord, Il Mattino pubblica l’articolo.

Elisabetta Froncillo, il Mattino ed. Napoli Nord venerdi 24 luglio

Elisabetta Froncillo, il Mattino ed. Napoli Nord venerdi 24 luglio

Visibilità anche su Orizzonte Scuola

Il comunicato stampa rimbalza di sito in sito, viaggia attraverso i social e raggiunge l’importante Orizzonte Scuola, il punto di riferimento per i docenti ed – in generale – per il mondo della scuola.

E’ in corso lo sciopero dei dipendenti dell’HP, la società alla quale il Ministero affida lo sviluppo dei software per le le più importanti applicazioni …

NapoliTime e la Gazzetta di Napoli

Anche i portali NapoliTime e la Gazzetta di Napoli dedicano spazio alla vertenza HP Pozzuoli.

In Rete il nostro grido  non conosce soste.

Viale Kennedy libera, la vittoria dei 715 mila Mi Piace

Viale Kennedy è libera

Una squadra speciale, annunciata dal tweet dell’ex vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, irrompe nella foresta napoletana alle prime ore di un fresco lunedì di giugno.

Con opportuni cartelli, la popolazione è invitata a non sostare lungo il campo di battaglia. La guerra durerà due giorni e due notti fino al mercoledì successivo quando, finalmente, tacciono le armi.

Lungo la strada restano i segni dello scontro: foglie, rami, arbusti, intere famiglie di piante raccolte in fosse comuni a ricordare ciò che resta del verde dissidente.

viale Kennedy prima e dopo il nostro post denuncia

viale Kennedy prima e dopo il nostro post denuncia

Le sentinelle del territorio non sono sole

Il Comune di Napoli lancia un messaggio chiaro: da oggi non sarà più tollerata la crescite incontrollata del verde pubblico.
Ne va dell’immagine della città e della già blanda reputazione dei politici.

Il territorio cittadino è infestato da troppe sentinelle, cittadini attenti al bene comune, rispettosi delle Istituzioni e pronti a fotografare qualsiasi abuso bollato come «normale».

Dotati di armi ipertecnologiche, l’esercito dei non-violenti combatte la sua quotidiana guerra con smartphone ed internet.

Il singolo soldato è dotato di una granitica convinzione: non è solo.

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L’arma social

Ogni scatto, ogni denuncia pubblicata sul web, sarà accolta, letta, condivisa e diffusa da altri mille soldati che credono nei suoi stessi ideali.
Donne ed uomini di ogni età, osservano, proteggono e rispettano l’ambiente che li circonda e non si arrendono all’impotenza generale.

Nascosti dall’anonimato dei giusti, questi eroi silenziosi trascorrono il proprio tempo libero nei vari fortini presenti in Rete, spazi aperti dove le testimonianze sono le vere bombe contro l’assuefazione, il primo alleato della malapolitica.

Colpi sferrati a suon di parole ed immagini, esplosioni mediatiche temute da chi ricopre incarichi istituzionali e non compie il proprio dovere.

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La forza dei 713.835 “Mi piace”

Con l’aiuto degli inossidabili amici di Napoli image Naples, siamo arrivati fino a
Il Mattino e con l’appoggio di 713.835 alleati abbiamo abbattuto il muro dell’indifferenza.

Inchiodato alla sua responsabilità civica, il nemico si è arreso ed ha ordinato il blitz tanto atteso.

La battaglia è vinta, viale Kennedy è di nuovo libera.

viale Kennedy, la fermata dell'autobus liberata

viale Kennedy, la fermata dell’autobus liberata

Post denuncia: Napoli, la fermata-jungla dell’autobus e la pista ciclabile foresta (FOTO)


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Matilde Serao e quell’appello del 1884 (ancora attuale)

Matilde Serao, la denuncia del 1884

E’ impressionante leggere «Il ventre di Napoli» scritto da Matilde Serao nel 1884 e scoprire come, dopo più di cento anni, Napoli non sia cambiata di molto.

Allora la pionieristica giornalista e direttore de “Il Mattino” con una inchiesta scritta nel periodo successivo al colera che colpì la città, denunciava l’assenza delle istituzioni ed il degrado nel quale vivevano i suoi concittadini.

La Serao, prima che i nove articoli pubblicati con grande successo e risonanza su tutti i giornali del tempo diventassero un libro, chiese ed ottenne soltanto che alle nove puntate, diventate capitoli, fosse aggiunto il seguente Commiato.

Le potremmo usare ancora oggi, purtroppo.

«qui finisce questo breve studio di verità e di dolore. Esso è troppo piccolo per contenere tutta la grande verità della miseria napoletana: troppo piccolo, sia permesso dirlo, per contenere l’umile e forte amore di un cuore napoletano. Opera incompleta di cronista, non di scrittore, uscito come un grido dall’anima, valga come ricordo, valga come preghiera.
Serva per pregare chi può, per ricordare a chi deve: non abbandonate Napoli, ora che il colera è finito. Non la abbandonate di nuovo, presi dalla politica e dagli affari, non lasciate che agonizzi di nuovo questo paese che tutti dobbiamo amare.
Fra le belle e le buone città d’Italia, Napoli è la più gentilmente bella, la più profondamente buona. Non la lasciate povera, sporca, ignorante, senza lavoro, senza soccorso: non distruggete, in lei la poesia d’Italia.»
Matilde Serao, (1884)

Matilde Serao, Il ventre di Napoli (1884)


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