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Tag: kindle (Page 1 of 2)

Sei un lettore debole o forte (come il sottoscritto)? [SONDAGGIO]

I risultati del sondaggio

L'esito del sondaggio sui libri letti nel 2018

2018, il mio anno da Lettore Forte!

lettore “forte”, ossia chi legge almeno un libro al mese. 

La categoria “Media” conferma il titolo: il sottoscritto è un lettore forte!

Con dodici libri letti nel 2018 (e relative recensioni pubblicate), entro di diritto nella classifica degli amanti della letteratura.

Parto da questo meraviglioso dato personale per verificare il tuo grado di coinvolgimento.
Un sondaggio per stabilire se tu, frequentatore della mia piccola casa digitale, sei un «mostro» – nel senso positivo del termine – oppure un pigro consumatore di romanzi (per ottimismo, escludo l’ipotesi «zero libri letti»).

Io, lettore forte (e felice) di ebook - in foto, il mio Kindle

I tre tipi di lettori

Dal web, apprendo che si tende a identificare i lettori in tre grossi gruppi:

  • lettori forti (6 o più libri negli ultimi 12 mesi)
  • lettori medi (3-5 libri negli ultimi 12 mesi)
  • lettori deboli (1-2 libri negli ultimi 12 mesi)
  • non-lettori (purtroppo numerosa)

Con sommo piacere, in questo 2018 che finisce, con orgoglio, al petto porto la medaglia di Lettore Forte!

E da Lettore Forte, chiedo ai rappresentanti delle altre tre categorie: siete consci di privarvi di un piacere naturale antico come il mondo?

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Un sondaggio per spronare alla lettura

Ogni libro un viaggio, ogni storia un mondo da scoprire.
La lettura – per il sottoscritto – fonte di evasione ed approfondimento.

Senza un prezioso ebook sul comodino, vicino al letto, da sfogliare con il fidato Kindle la sera prima di abbandonarmi tra le dolci braccia di Morfeo, mi sentirei monco.

Leggere un bel romanzo appaga i sensi, privarsene è una condanna gratuita che ognuno di noi – in qualsiasi momento – può spezzare.

Basta prendere quel bel libro fermo da anni  sullo scaffale, rispolverarlo, trovare l’angolo della casa dove rifugiarsi, accomodarsi, aprire il libro, illuminare la pagina con il fascio di luce che penetra dalla finestra.

Ed immergersi nella storia.
Il viaggio, una volta iniziato, non terminerà più.

Buona lettura 🙂


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Manila, di Enrica Orlando: storia di «mostri» e di speranza [RECENSIONE]

Manila, libro estremo 

Manila, di Enrica Orlando, è una storia ricca di «mostri».
I peggiori.
I «mostri» ai qual non puoi sfuggire.
Perché ti perseguitano da dentro.

Un libro duro da leggere.
Conversazioni spietate che spiazzano per crudezza e degrado (morale e fisico dei personaggi ).
La disperazione porta ad azioni disumane e la brava Enrica Orlando, con uno stile asciutto (e spesso volgare), sbatte in faccia al Lettore il lato più oscuro dell’animo umano.

Quello che vorremmo dimenticare ed, invece, è solo celato dietro l’angolo di ogni coscienza.

Manila, di Enrica Orlando, la mia recensione

Manila, quante volte sei morta?

Manila suscita sentimenti opposti: la detesti quando si autodistrugge, sorridi per l’ironia con la quale affronta i drammi del destino, entreresti nelle pagine del libro pur di aiutarla.
Infine, l’ abbracceresti per augurarle un po’ di meritata felicità.

Personaggi estremi, contesto fatiscente, legge della sopravvivenza, periferie sporche ed abbandonate.
Cancellazione di ogni briciola di umanità.
Come in una guerra.
E l’inevitabile caduta negli inferi.

Eppure, anche nel buio più assoluto, nei peggiori inferni metropolitani, la forza della vita trova e si aggrappa a quella mano tesa, pronta ad aiutarti.

Manila non lascia indifferenti.
E, per un’artista, è il miglior complimento. 
Per questo va letto.

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Jeff Bezos, genio o sfruttatore? Un libro per capire cos’è (veramente) Amazon [RECENSIONE]

Brad Stone, un libro su Amazon e Jeff Bezos

La lettura dell’interessante Vendere tutto: Jeff Bezos e l’era di Amazon di Brad Stone, aiuta a comprendere il perché, in questi giorni, i lavoratori di Amazon scioperano.

Il volume descrive il dietro le quinte del colosso americano, le due facce della stessa medaglia: il successo, il prezzo da pagare per raggiungere il successo.

L’autore, con una serie di interviste a dipendenti e dirigenti Amazon, racconta la realtà all’interno della multinazionale plasmata sul Bezos-pensiero:

«Se ci chiediamo perché Amazon sia cosi diversa da quasi tutte le altre aziende nate agli albori di Internet, è perchè Jeff ha adottato fin dall’inizio una visione di lungo periodo. 
Era un progetto articolato nell’arco di decenni.
La sua filosofia di fondo è che si possa ottenere moltissimo in un lasso di tempo protratto, a patto di essere tenaci»
(Danny Hillis, amico di Jeff Bezos)

Jeff Bezos, genio o sfruttatore?

Jeff Bezos, genio o sfruttatore?

La crescita esponenziale della start up in un lasso di tempo fulmineo è, da un lato una cavalcata entusiasmante per chi vi partecipa, dall’altro un sacrificio costante per i dipendenti costretti a ritmi ed orari assurdi.

Durante una riunione memorabile, una dipendente chiese a Bezos quando l’azienda intendesse raggiungere un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata.
Lui non la prese bene.
«Siamo qui per ottenere risultati, e questa è la priorità assoluta», rispose in tono secco.
«Questo è il dna di Amazon. Se non puoi eccellere e dare tutta te stessa, forse non è il posto giusto per te.»

Ogni pagina del libro evidenzia il continuo contrasto tra le mille luci e le altrettante ombre: per i dipendenti Amazon, secondo Jeff Bezos, non può esistere un equilibrio tra vita privata e lavoro.

Soprattutto in prossimità delle feste, il clima tra i lavoratori diviene incandescente:

La rapida crescita richiese nuovamente all’azienda di avviare l’operazione «Salviamo Babbo Natale». I dipendenti dissero addio alle famiglie e iniziarono turni di due settimane nei call center del servizio clienti o nei centri distribuzione di tutto il Paese.

Amazon, il negozio che vende tutto (secondo l'idea di Jeff Bezos)

Amazon, il negozio che vende ogni cosa

Vendere tutto: Jeff Bezos e l’era di Amazon di Brad Stone, ha il merito di raccontare la rivoluzione dell’e-commerce secondo la visione di Jeff Bezos ma anche la lucidità per denunciare lo sfruttamento senza (tanti) scrupoli compiuto da Amazon.

Questi dipendenti, solitamente non specializzati, lavoravano per dieci o dodici dollari all’ora in zone del Paese in cui la disoccupazione era alta, e spesso trovavano in Amazon un datore di lavoro alquanto crudele. I furti erano un problema costante […]

Un’opera certosina, lunga, dettagliata, per spiegare – dietro ad un clic – quale segreto nasconda la rivoluzione 2.0

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Lady D., i segreti della principessa triste [RECENSIONE]

Da Diana a Lady D.

Acquisto Diana. La principessa del popolo di Tim Clayton e Phil Craig senza sapere che, da quel maledetto 31 agosto, sono trascorsi giusto vent’anni.

Desidero leggere la storia di Diana Spencer per carpire come riesce la giovane (e sconosciuta) aristocratica inglese a divenire icona globale.
Quale è il momento nel quale la ragazzina timida e bulimica si trasforma, per l’intero pianeta, in Lady D., la principessa del popolo.

L’opera dei due giornalisti svela segreti e misfatti di una ragazza ambiziosa innamorata – da sempre – del principe Carlo.

Lady D., la principessa triste

Lady D. tra Carlo e Camilla

Mi spiace, vi sto tra i piedi e per voi due sarà un inferno
(Lady D. affronta Camilla Parker)

Dal libro (e poi dal documentario che ne segue), emergono alcune verità inconfutabili:

  • Carlo ha sempre amato Camilla Parker (ricambiato)
  • il matrimonio tra Carlo e Diana è imposto da Buckingham Palace
  • Carlo non è innamorato di Diana ma Diana è, fin da piccola, innamorata del Principe
  • Diana soffre di bulimia
  • Diana combatterà tutta la vita per ostacolare l’amore tra Carlo e Camilla
  • Diana ha una dote naturale: aiutare i più deboli

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I meriti di Lady D.

Diana. La principessa del popolo  è un libro chilometrico, ricco di testimonianze ed aneddoti più o meno noti.
Per gli amanti delle storie di reali e regine, è una pietra miliare che non può mancare nella propria biblioteca.

Ma attenzione: pagina dopo pagina, emergerà un ritratto di Lady D. a volte scontroso, lontano dalla principessa patinata immortalata sulle copertine di Time e Vanity Fair.

Restano i mille meriti di una donna capace di accendere i riflettori mediatici sugli angoli dimenticati della Terra: dall’Angola alla lotta all’AIDS, dagli ospedali per malati terminali alle mille apparizioni per beneficenza.

E chi l’accusa di essere un angelo in cerca dei paparazzi, resta l’unica, assoluta verità:

in Angola, al capezzale dell’ospedale, per quella bambina moribonda e per quella grande causa, Diana era l’unico angelo presente in città

(gennaio 1997, visita di Lady D. in Angola per denunciare la presenza di 23 milioni di mine antiuomo. Nel dicembre dello stesso anno, i governi dei maggiori paesi, si riunirono in Canada per firmare un trattato e bonificare le zone infestate dalle mine antiuomo)

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«La mossa della cernia» di Valeria Corciolani, un giallo per l’estate [RECENSIONE]

Valeria Corciolani, scrittrice soft

La mossa della cernia, di Valeria Corciolani è un libro leggero.

Gli ingredienti ci sono tutti: il bel paesaggio (la storia è ambientata a Chiavari, in riva al mare ligure), due amiche indivisibili nella vita e nel lavoro, l’arguto commissario ed il bello ispettore, il vecchio nobile pasticciere e la vittima.

Tra dolci ipercalorici e pietanze prelibate – la vicenda ruota intorno ad un importante concorso culinario – la trama scorre veloce senza grossi sussulti.

Nemmeno il ritrovamento del cadavere – è pur sempre un giallo! – non regalerà quel brivido tanto atteso.

Valeria Corciolani, l'autrice del giallo La mossa della cernia

Un sequel indipendente

I personaggi sono i medesimi già incontrati in altre opere di Valeria Corciolani.
Comunque sia, La mossa della cernia non può essere considerato un sequel.

Il sottoscritto, dell’autrice, ha letto solo questo libro senza incontrare particolari difficoltà  a rimandi incomprensibili.

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Consigliato a chi …

La mossa della cernia, di Valeria Corciolani è un romanzo lineare, delicato, per tutta la famiglia.
Se desiderate un thriller o un giallo d’azione, evitate.

Consigliato, invece, a chi ama rilassarsi tra le acque calme di un libro pulito.

Dopotutto, trattasi di un giallo privo di colpi di scena, forti emozioni ed adrenalina pura.

Da leggere sotto l’ombrellone, prima di un tuffo.
Magari a Chiavari, nel dolce mar Ligure.

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Sfida tra cecchini: un romanzo sui tiratori scelti (buoni e cattivi) di Andrew Peterson [RECENSIONE]

Andrew Peterson, romanzo d’azione (con riflessione)

Il primo da uccidere, di Andrew Peterson è un romanzo d’azione geneticamente modificato.

Il libro, difatti, non è un insieme banale di inseguimenti, sparatorie e scazzottate.

Anzi.
L’autore approfondisce la psiche dei personaggi, del buono come del cattivo.

Dalla prima all’ultima pagina, assistiamo – col fiato sospeso – ad una intensa caccia all’uomo.

Con un quesito che si ripete pagina dopo pagina: i buoni, fino a che punto possono spingersi pur di difendere la sicurezza dei cittadini?

Il primo da uccidere, di Andrew Peterson è un romanzo d'azione geneticamente modificato [RECENSIONE]

I fantasmi del tiratore scelto

Dietro la violenza brutale, quale intrigo si nasconde?
Nathan McBride è l’ex cecchino chiamato dall’FBI per fermare i tre folli che disseminano di esplosivi la città.
Userà tutte le armi a sua disposizione – lecite e non – pur di fermare il piano criminale degli assassini.

L’uso autorizzato della violenza per fermare i folli, distingue il romanzo dagli altri del medesimo genere.

Il primo da uccidere, di Andrew Peterson descrive i fantasmi di chi, per lavoro, è costretto ad ammazzare un altro essere umano.
Anche se il nemico appartiene alla peggiore feccia umana.
Anche se chi è abbattuto da un proiettile di un fucile di precisione, è un killer spietato.

I «mostri» interiori del tiratore scelto, sono i principali nemici da affrontare?

Il primo da uccidere, di Andrew Peterson rientra di diritto tra i libri d’azione.
Un romanzo per conoscere il mondo oscuro di chi, per professione, si sporca l’anima per difendere noi altri.

Consigliato per coloro che amano guardare in faccia la dura realtà (anche se fa male)

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I tre segreti del lettore felice

UNO – Spontaneità

«Per le vacanze, leggete un libro a piacere».
Il consiglio della prof di italiano al sottoscritto, giovane studente di informatica, cadeva nel dimenticatoio.

A scuola, consideravo la lettura un’imposizione.

Trovavo assurdo investire parte del tempo libero tra le pagine di un romanzo.
Oggi, al contrario, trovo assurdo non leggere un libro.

Seguo il sentimento che regola tutti i grandi amori: la spontaneità.
Essere liberi di leggere resta il segreto per alimentare la passione che, se costretta, si spegne.

Dunque:

  • assecondo i tempi (leggo se lo desidero e prendo le dovute pause di riflessione in caso di stanchezza)
  • alterno i generi
  • dopo un libro appagante, riparto con un romanzo soft per digerire ed apprezzare la storia appena finita

Piccole regole per un rapporto felice e spontaneo.

Io, lettore felice: spontaneo, digitale, in libreria

DUE – Ebook for ever!

Degli ultimi dieci libri, nove sono ebook.
Abbi fortuna e dormi del mio amico Luciano Esposito è l’ultimo cartaceo acquistato.

Toglietemi tutto ma non il mio Kindle, l’e-reader di Amazon.
I vantaggi sono palesi:

– dematerializzo i libri (risparmio di spazio e carta)
– compro ebook a prezzi ridotti (vedi Offerte lampo di Amazon)
– leggibilità massima in ogni ambiente e situazione (al sole, sotto l’ombrellone o con la luce flebile del comodino vicino al letto)

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TRE – Vivere la libreria

Respirare l’atmosfera della libreria, annusare le bollicine di cultura, sbirciare la quarta di copertina di un nuovo romanzo, incontrare scrittori e partecipare ad eventi (come Lorenzo Marone alla Feltrinelli di Napoli).

Vivere e frequentare la libreria è un regalo al quale non rinuncio.

Ascoltare, confrontarsi, commentare: dietro ad ogni opera, si nasconde un mondo da scoprire.
In libreria.

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Io, lettore felice

Scaricare ebook e toccare con mano una pagina di un romanzo, sono aspetti di una medesima passione: la lettura.

Sono convinto: il libro e la cultura restano le armi più efficaci per combattere i «mostri» di ogni forma, colore, razza.

Parola di un lettore felice 🙂


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Catherine Bybee, il coraggio di una scrittrice rosa

A chi potrebbe interessare?

Sono prudente con le recensioni negative perché rispetto il lavoro di ogni autore.
Immagino il sudore dello scrittore che, rigo dopo rigo, fatica per il suo amato libro.

Non proprio un appuntamento di Catherine Bybee, però, merita una menzione speciale.

Mi chiedo: a chi potrebbe interessare una simile storia?
Al sottoscritto sicuramente no (deduco che questo ebook sia un regalo di Amazon: resta un mistero come sia finito sul mio Kindle Paperwhite)

Giunto all’ultimo rigo, credo di poter affermare:

  • trattasi di un romanzo rosa
  • adatto ad un pubblico giovanile/semi adulto sognatore/adulto romantico
  • lettura di pura evasione
  • trama non originale
  • personaggi stereotipati ma simpatici
  • facile da leggere come bere un bicchiere d’acqua (e come tale, sparisce dopo l’ultimo sorso)

Catherine Bybee, la coraggiosa autrice di "Non proprio un appuntamento"

Il coraggio di Catherine Bybee

Senza nessun sforzo, raggiungo il finale (piatto).
Colpi di scena nulli, emozioni zero, divertimento minimo.

Il merito di Catherine Bybee?
La storia è autoconclusiva.

Il coraggio di Catherine Bybee?
Il romanzo contiene un estratto della puntata successiva, uno spin off incentrato sulla sorella della protagonista di Non proprio un appuntamento.

E’ troppo anche per un Lettore paziente come il sottoscritto.
Cancello l’ebook e proseguo verso nuovi mondi letterari.

Addio Catherine Bybee.

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La vera storia di Irina Lucidi (di Concita De Gregorio)

Una storia agghiacciante (e vera)

Concita De Gregorio racconta una storia agghiacciante.
Una vicenda realmente accaduta, nel 2011, nella perfetta Svizzera: la scomparsa delle due gemelline Alessia e Livia di sei anni, le figlie di Irina Lucidi, ad opera dell’ex marito poi suicidatosi a Cerignola in Puglia.

Mi sa che fuori è primavera è un libro duro.

Leggere e comprendere – pagina dopo pagina – il piano folle di Mathias Schepp, il padre premuroso e marito iper-rigido che sfocerà nella follia, costa molto.

Il dramma di Irina Lucidi raccontato da Concita De Gregori in "Mi sa che fuori è primavera"

«il dolore fa male ma non ti uccide»

Da ogni parola di Irina emerge il dolore.
Ma, come afferma lei stessa «il dolore fa male ma non ti uccide» ed allora devi trovare la forza di andare avanti.
Per non morire, come avrebbe voluto l’ex marito.

Da un male immenso, Irina Lucidi riemerge.

Senza mai dimenticare – è impossibile – ma tentando di proseguire.
Per aiutare gli altri.
Crea l’organizzazione Missing Children Switzerland, «perché quando un bimbo sparisce, bisogna che ci siano meccanismi automatici che si attivano. Procedura. Priorità».

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Se il «mostro» è dentro casa

Il «mostro» è tuo marito, l’uomo col quale vai a dormire ed hai creato la tua famiglia.
Il «mostro» è il padre premuroso di Alessia e Livia.
L’uomo attento, pianificatore, gelido, malato, pazzo.

Concita De Gregorio narra con delicatezza una vicenda impossibile da accettare.

A metà libro, speravo si trattasse di un giallo col colpo di scena finale.
Invece, la lettura avanza e l’angoscia aumenta con essa.

Fino alla cruda realtà.
Impossibile da comprendere nonostante lo stile impeccabile ed un racconto asciutto.

Perché leggere la storia di Irina Lucidi

La lettura di Mi sa che fuori è primavera è ardua.
La domanda naturale posta dal Lettore è scontata quanto naturale: è possibile superare un dolore così forte come la scomparsa di due figlie e tornare un giorno ad essere felici?

Nessuno di noi può immaginare l’abisso nel quale è sprofondata Irina.
Nessuno di noi può rispondere ad un quesito tanto oscuro.

Ognuno di noi può sostenere il prezioso lavoro di Missing Children Switzerland,
Come?
Leggendo il libro.

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Parla Concita De Gregorio, l’autrice

Ho cercato in Rete.
Il web è ricco di notizie su Alessia e Livia.
Chi vuole, può approfondire la drammatica vicenda.

Rimando all’intervista rilasciata dall’autrice del libro, Concita De Gregorio, mamma di quattro bimbi:
MI SA CHE FUORI È PRIMAVERA. INTERVISTA A CONCITA DE GREGORIO.

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Origin vol.4, di Jennifer L. Armentrout (recensione)

Misteri svelati

Stavolta Jennifer L. Armentrout fa sul serio.
Dopo i primi quattro volumi (perché la saga parte dal numero zero Shadows (Lux Vol. 0), la svolta.

In Origin (Lux Vol. 4) la narrazione accelera vorticosamente: si susseguono più azioni che in tutti i precedenti episodi messi insieme.

Molti misteri trovano le attese risposte ed il mosaico inizia a comporsi con chiarezza: cos’è Dedalo? Quale è la vera natura dei Luxen? L’amore tra Daemon e Katy è maturo? Ed i destini di Beth e Dawson?

Recensione di Origin vol.4, di Jennifer L. Armentrout

Botte da orbi

Come una pentola a pressione pronta ad esplodere, nel quinto, avvincente libro della saga degli alieni, scoppia finalmente il putiferio.

Perché ammettiamolo: la mamma di Katy che ignora le battaglie intergalattiche consumate nella stanza della figlia, era davvero difficile da digerire anche per il più accanito tra i fans.

La trama conserva comunque una nota romantica e l’evoluzione della storia d’amore tra Daemon e Katy si alterna al dolore, alla lotta ed una serie di avvenimenti drammatici (non manca l’ironia anche nei momenti più bui).

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A gran velocità verso il The End

Origin (Lux Vol. 4) rappresenta la crescita dei personaggi, dal periodo adolescenziale verso l’età adulta, un lungo salto in avanti verso il finale dell’intera serie (manca una puntata).

Un’ultima osservazione: a differenza delle puntate precedenti, stavolta il titolo è esplicativo

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«Roger Federer. Perché è il più grande» di Roberto D’Ingiullo (recensione)

Roger Federer vs David Ferrer: 16-0

Il tennista accetta la regola del caso: se la pallina colpisce il net, può cadere nel proprio campo oppure rimbalzare nel lato opposto.
Punto perso o colpo vincente: questione di attimi, mille variabili incontrollate che stabiliscono una traiettoria impossibile da prevedere.

Nessuno, però, può dibattere sul dato schiacciante: Roger Federer vs David Ferrer 16-0 (fonte atpworldtour).

Due aspetti opposti dello stesso sport, il tennis.

Se ami le statistiche, i numeri e cerchi un ebook sul campione svizzero Roger Federer. Perché è il più grande: Le vere ragioni del successo del miglior tennista di tutti i tempi di Roberto D’Ingiullo è l’ebook che fa per te.

Roger Federer. Perché è il più grande, di Roberto D'Ingiullo (recensione)

Roger Federer, the GOAT
(Greatest Over All Time)

Record su record, il giornalista sportivo dimostra – come un teorema matematico – perché Federer merita il trono del «più grande di tutti i tempi».

Lo scettro spiegato a suon di vittorie, trofei, “head 2 head”, comportamenti, fair play, eleganza.
E poi, le testimonianze dei colleghi della racchetta a confortare la proclamazione.

Perché ogni amante del tennis dentro di sè è conscio: il campione svizzero proviene da un altro pianeta.

In questo (breve) libro, Roberto D’Ingiullo ci dimostra il perché.

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L’ammirazione degli avversari

Posi la racchetta nel borsone, togli i polsini sudati, bevi l’integratore, nascondi il volto stremato nell’asciugamano, prosegui a testa bassa verso gli spogliatoi, l’applauso caldo del pubblico a mitigare la delusione.

Dopo la doccia, nella tua mente rivedi mille volte quel maledetto rovescio finito sulla rete che ti è costato il match.

Poi scruti Re Roger dall’altra parte del campo.
Sorride, ti viene incontro, un abbraccio sincero, poche parole sentite.
Lo ammiri anche tu, nonostante la sconfitta.

Hai di nuovo perso la finale contro il numero uno al mondo.

Non hai nulla da recriminare.
Hai solo incontrato il più forte tennista di tutti i tempi.

“Non ho mai battuto Federer, è troppo per me.
Ma magari quando lo affronterò nel Senior Tour …”
(David Ferrer, ex numero due del mondo, commentando l’inquietante conteggio negli scontri diretti con Federer: 0-16)

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Opal (Lux Vol. 3) di Jennifer L. Armentrout (recensione)

Lux volume 3, puntata 4

La quarta busta di patatine fritte non delude la fame dei fans.
Perché se sei giunto fino a Opal (Lux Vol. 3) conosci a memoria l’affascinante mondo sognato dall’instancabile Jennifer L. Armentrout tra alieni dalle
sembianze umane (dovendo scegliere, gli extraterrestri decidono per l’aspetto di fotomodelle e playboy) e l’eterna dilemma dell’accettazione del diverso.

Il volume tre è in realtà la quarta puntata della serie (colpa/merito del prequel Shadows Lux Vol. 0, la puntata zero) ed è incentrata sulla storia d’amore tra Daemon e Katy.

Le lettura vola via con la stessa velocità dei Luxiani ed appena assaggiata la prima pagina non potrai più smettere.
Proprio come le patatine.

Opal (Lux Vol. 3) di Jennifer L. Armentrout (recensione)

Per i fan più incalliti: danger!

Opal (Lux Vol. 3) non svela i mille misteri aperti.
Anzi, la scrittrice gioca sporco ed accentua il voler narrare una saga.

Il racconto è transitorio e si basa su un solo grande evento: un episodio con meno azione dei precedenti (non ricordo nessuna battaglia epica contro gli odiosi Arum) ma con più smancerie tra innamorati.

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Il grande mistero

Resta un dubbio amletico anche per il più convinto tra i fans: la mamma di Katy è cieca?

Capisco la stanchezza per i turni da infermiera ma come può ignorare le battaglie intergalattiche che avvengono in casa, la scomparsa degli amici della figlia e mille altre stranezze tra le quattro mura domestiche?

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Attenti all’olio delle patatine sulle dita

Attenzione: a fine libro resterete con le dita sporche d’olio ed un grosso punto interrogativo sulla testa.
Avrete ingurgitato troppe patatine in poco tempo.

Un consiglio: prendetevi un periodo di pausa dagli appiccicosi alieni.
Dopo aver digerito, sotto con la prossima busta di patatine.

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