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Tag: legge

HP Pozzuoli, da polo informatico a studio legale?

«devo consultare il mio avvocato»

Può un dipendente di una multinazionale americana ignorare l’articolo 1406, 1408 comma1 e comma2 del codice civile?
Purtroppo no.

Sono un informatico eppure oggi per lavorare: «devo consultare il mio avvocato».

Con una e-mail, un intero ramo di azienda scompare (persone).
Con un click a Palo Alto, chiude HP Pozzuoli (persone).
E la legge lo consente.

«Posso essere licenziato anche se ho un contratto a tempo indeterminato?» è una domanda ingenua.

Studio (il)legale

Eppure, fino a quel maledetto sette luglio – giorno dell’annuncio choc della chiusura di HP Pozzuoli – in ufficio discutevamo di algoritmi, architetture web, sviluppo software, clienti, business.
Oggi, dopo due mesi di lotte e scioperi, alla macchinetta del caffè dibattiamo di trasferimenti individuali, i sofismi del Jobs Act, la differenza tra la cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

I drammatici eventi che noi lavoratori della sede HP Pozzuoli subiamo, traghettano inesorabilmente i nostri pensieri verso carte bollate, consulenze legali, codice civile ed incivile.
Eppure noi siamo altro.

L'Informatico, eroe moderno (foto di repertorio)

L’Informatico, eroe moderno (foto di repertorio)

L’Informatico, chi è costui?

Con orgoglio ricordo a me ed i miei colleghi chi siamo, il lavoro svolto, la passione e la professionalità con la quale costruiamo e ripariamo le autostrade digitali del Paese, le tanto importanti infrastrutture sulle quali tutti dichiarano di investire ma in realtà risultano abbandonate al loro misero destino.

Non siamo uno studio legale, HP Pozzuoli resta un polo tecnologico.

progettiamo iperboliche soluzioni durante interminabili meeting, filosofeggiamo in infinite discussioni su come disegnare pirotecniche architetture web, scoviamo errori che – precisi come bombe ad orologeria – esplodono improvvisi nella jungla di programmi sparsi nello sconfinato universo di byte.

Fantastichiamo algoritmi strampalati ed istruzione dopo istruzione diamo vita a programmi e pagine internet, affascinanti opere colorate, nodi della Rete globale, strumenti immateriali che migliorano la vita quotidiana dell’umanità, potenti e leggeri segnali che viaggiano veloci tra le intercapedine dei server disseminati per il Pianeta e raggiungono i computer di mezzo mondo.

Il nostro lavoro è impalpabile e non è facile da misurare: non costruiamo nulla che si possa toccare con mano né tantomeno spostiamo le montagne.

Perseguiamo un compito oscuro, operiamo da dietro le quinte, manipoliamo informazioni delicate, siamo le fedeli sentinelle dei dati conservati in sicuri archivi-cassaforte, operai delle infrastrutture su cui si fonda la società moderna.

Siamo invisibili ma non «virtuali».

Da L’Informatico, chi è costui?

Napoli e l’ingorgo nel giorno del blocco del traffico auto

Riflessioni sul blocco della circolazione delle auto disposto dal Comune di Napoli per ridurre lo smog in città.

Mercoledì 14 maggio ore 8,45 circa.

Siamo a via Salvator Rosa, una strada che unisce il Vomero con il centro storico, un’arteria invasa dal traffico ventiquattro ore al giorno.

L’imponente istituto Cuoco-Schipa accoglie i ragazzi di ogni età (dai pargoletti dell’infanzia fino ai liceali) e all’ingresso c’è la solita, gioiosa e caotica ressa di genitori, bimbi, giovani, fidanzatini, professori, motorini ed auto in tripla fila.

Il mercoledì l’ordinanza prevede(rebbe) il blocco delle auto inquinanti dalle sette e trenta fino alle diciotto e trenta.
Eppure, se si osserva l’ingorgo di questa mattina, un dubbio sulla reale utilità delle disposizioni comunali sulla mobilità sorge spontaneo.

Napoli, l'ingorgo durante il blocco della circolazione

Una mamma scatta due foto per registrare l’evento e – gentilmente – mi invia le immagini.

L’assenza di vigili urbani amplifica il giorno di ordinario inquinamento e le limitazioni sul traffico restano solo teoria

Ovviamente non affermo che il piano anti-smog sia un fallimento in tutti i quartieri, mi limito a segnalare la situazione odierna.

Napoli, l'ingorgo durante il blocco della circolazione

Il traffico, però, dimostra anche un’altra tesi: esiste una incolmabile distanza tra la proclamazione di una legge e la sua concreta applicazione.

Dando per scontata la buona fede del sindaco De Magistris e della sua giunta, più ci si allontana da palazzo San Giacomo (il Municipio) tanto più l’esito negativo del piano si amplifica.

Le parole scritte nero su bianco – da sole – non bastano a garantire il rispetto delle regole, occorre sia controllare (e casomai multare) ma anche fornire le necessarie alternative (i mezzi pubblici, è ovvio).

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Il costo della tangenziale incide

Da non sottovalutare il pedaggio che noi napoletani (unici in Italia!) siamo costretti a pagare ogni volta che percorriamo la tangenziale.

Il pendolare, pur di risparmiare i novanta centesimi a tratta (tassa temporanea del 1969 e prorogata anno dopo anno) cioè quasi quaranta euro al mese per il doppio passaggio andata/ritorno, invece di spostarsi tramite la strada a scorrimento veloce esterna al centro urbano e nata per non intasare la città, preferisce muoversi lungo le vie cittadine bloccando (ed inquinando) ulteriormente la metropoli.

Le soluzioni esistono ma per funzionare devono essere applicate.
Come la legge.


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