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Tag: libro (Page 1 of 5)

«La nostra casa è in fiamme», il libro di Greta Thunberg sul clima (e la sua famiglia) [RECENSIONE]

Il mondo ha bisogno di Greta Thunberg?

La nostra casa è in fiamme. La nostra battaglia contro il cambiamento climatico di Greta Thunberg è un caso letterario da analizzare con attenzione.
Come afferma la mamma di GretaMalena Ernman, famosa cantante lirica svedese – e vera autrice del libro:

Il mondo necessita di un account instagram di una ragazzina di 16 anni per comprendere la gravità del cambiamento climatico in atto?

Domanda lecita visto che l’azione della figlia smuove l’opinione pubblica mondiale e suscita dibattiti tra gli studenti in ogni angolo del Pianeta.

Greta Thunberg in sciopero per denunciare la gravità dei cambiamenti climatici in atto

Il libro, tra pubblico e privato

La nostra casa è in fiamme descrive due aspetti, il primo privato, l’altro pubblico.
L’autrice (la mamma di Greta), alterna la narrazione tra il dramma familiare scoppiato dopo la scoperta della sindrome di Asperger della figlia e le drammatiche conseguenze causate dal cambiamento climatico in corso.

Le osservazioni della piccola Greta sul clima sono il contorno ad una storia ben più ampia: la profonda crisi dei genitori di fronte al disturbo della bimba occupano parte importante dell’opera.

L’impossibilità di comprendere il comportamento della ragazzina, le difficoltà degli insegnanti ad integrare la studentessa-Greta, l’isolamento scolastico e sociale: La nostra casa è in fiamme è anche una forte denuncia contro il sistema-Svezia, perfetto per i «normali» ma discriminatorio verso chi presenta una diversità.

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Greta Thunberg, perché leggere il libro

Il Pianeta è ancora vivo perché l’80% della popolazione mondiale è povera.
Se il resto del mondo utilizzasse le medesime risorse dell’Occidente ricco, la fine sarebbe prossima.

Greta ci pone una semplice domanda: siamo disposti, da subito, a cambiare il nostro stile di vita?

Dal suo punto di vista – nero o bianco, non esistono compromessi – scivoliamo velocemente verso il baratro.
L’opinione pubblica non dedica attenzione ad una crisi irreversibile, l’economia sfrutta l’ambiente e nonostante le conseguenze siano sotto gli occhi di tutti, i Governi non muovono un dito.
Sottoscrivono accordi che poi smentiscono con i fatti.
A partire dall’avanzatissima Svezia.

Dunque, il mondo necessita di un account instagram di una ragazzina di 16 anni per comprendere la gravità del cambiamento climatico in atto?
Si, signora Malena: sembra proprio che preferiamo girarci dall’altra parte fingendo che tutto vada bene.

Il sorriso di Greta, le sue osservazioni semplici e lineari, il suo volto innocente ci ricordano che il tempo delle promesse è scaduto.

Occorre agire.
Ora o mai più.

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«Fino al palazzo», alla presentazione del libro sul Sarrismo [FOTO]

Come in quelle assemblee scolastiche

Riuniti, per cambiare il mondo.
Come a scuola, quando in assemblea, il dibattito vola alto spinto dall’utopia adolescenziale.
Convinti che la protesta renda giustizia ai più deboli e migliori questo mondo che non va.
La forza dei sogni per rompere gli schemi e combattere il Sistema.

Ecco, sabato pomeriggio ritrovo quello spirito piratesco nei duecento sarristi seduti sulle scale del Vomero, all’ingresso della libreria IoCiSto di Napoli.
Duecento persone di ogni età, sesso e ceto sociale.

Riuniti, come in un’assemblea di tanto tempo fa.
A dibattere di Sarrismo.

Alla presentazione del libro "Fino al palazzo", dedicato al Sarrismo

Fino al palazzo, tra sogno e divertimento

La presentazione del libro “Fino al palazzo”, l’opera dedicata ai tre anni di Maurizio Sarri alla guida degli azzurri, ci emoziona.

Con il giornalista/tifoso Sandro Ruotolo nelle vesti del convinto (e ironico) Ministro della Propaganda (Sarrista), il dibattito scivola via tra le leggendarie sigarette del Comandante ed il sano divertimento calcistico.

Non c’è spazio per la nostalgia.
Ci concediamo solo il ricordo della indimenticabile testata di K2 a Torino (chi non comprende l’acronimo, è pregato di non continuare la lettura).

Poi, solo bellezza come forma di espressione sportiva (e non), condivisione, coinvolgimento, alchimia.

«Maurizio Sarri uno di noi» l’urlo sale spontaneo, tra i duecento assiepati sulle scale del Vomero.

E’ ora di andare.

L’assemblea si scioglie felice di aver sognato: per due ore, con spensieratezza, abbiamo cambiato questo mondo che non va.

Merito del nostro Comandante.

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I 200 sarristi: le foto


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La chiesa di San Nicola, l’ebook gratuito di Lorenzo Izzo [DOWNLOAD]

Chiesa di San Nicola, di Lorenzo Izzo

Immagino il mio amico Lorenzo Izzo chino sulla scrivania di una dimenticata biblioteca, in un angolo della sconfinata periferia casertana.

Come un archeologo scava tra la polvere, Lorenzo investiga tra le pagine di un vecchio manoscritto.
Alla scoperta di quel dettaglio che conferma (o smentisce) un aneddoto ascoltato tra gli anziani del paese, quell’informazione mancante che incastra tutti i pezzi del puzzle storico.

La chiesa di San Nicola, l'ebook gratuito di Lorenzo Izzo

Un’opera senza scopo di lucro

La chiesa di San Nicola è un’opera frutto di un lavoro certosino di ricerca, ricostruzione e interpretazione delle fonti scritte e orali.
(Lorenzo Izzo)

Lo scrupolo dello storico per ricostruire, con novizia di particolari, la storia della chiesa di San Nicola, a Calvi Risorta (CE).

Un ebook gratuito frutto della passione di Lorenzo per la storia – basta leggere i suoi interessanti post per carpire la profondità delle vicende narrate.
Un’opera (senza scopo di lucro) messa a disposizione per la collettività, per ricordare le nobili origini del tempio di Calvi Risorta – chiesa edificata tra il 1623 e il 1650.

Per i concittadini di Lorenzo, un regalo da cogliere con un clic, leggere con attenzione, divulgare, condividere, tramandare ai posteri.
Un ebook per apprezzare al meglio un tesoro del proprio territorio.

Per chi non è della zona, invece, un saggio ed un pretesto per visitare Calvi e conoscere l’autore.

Dopotutto, come afferma da sempre Lorenzo, «L’unica difesa contro il mondo è conoscerlo bene».

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Chiesa di San Nicola, come scaricare l’ebook

L’ebook è gratuito e disponibile nei formati PDF, MOBI e EPUB.
Segue il link per il download:  +++ scarica l’ebook +++

Buona lettura.


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«Goals» di Gianluca Vialli: storie di sport (e di Vita) [RECENSIONE]

Gianluca Vialli racconta lo sport

Chiariamo subito: Goals non è la biografia di Gianluca Vialli.
E tantomeno è imperniato sulla malattia che lo ha colpito.

Goals di Gianluca Vialli racconta storie di sport.
Anche di calcio – ma non solo.

Il libro descrive le gesta di atleti noti e sconosciuti, a volte dimenticati, bambini con sogni olimpici che poi realizzeranno.
Oppure – per vicende della Vita – non potranno mai raggiungere.

Novantotto capitoli, novantotto esempi di sport, talento, duri allenamenti, obiettivi da perseguire con tenacia.
L’ultimo (il +1 del titolo) dedicato a se stesso.
Per raccontare la sua partita più difficile: dallo choc alla reazione.

Gols, di Gianluca Vialli racconta storie di sport

Goals, perché leggerlo

Goals è un libro di pura evasione.
Da leggere sotto l’ombrellone oppure alla stazione, in attesa del treno.

Novantotto storie mai banali, ognuna con il suo insegnamento di vita.
Perché più del campione, all’autore interessa evidenziare l’aspetto umano della storia, quel particolare dettaglio che trasforma il destino di un uomo in una leggenda dello sport.

E, giunti al capitolo 98+1, tifare per il goal più importante di Gianluca Vialli.

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Salone del libro, le magnifiche immagini da Castel Sant’Elmo (e la coraggiosa vita di Mario Francese) [FOTO]

Mario Francese, giornalista ucciso dalla mafia (1979)

Divenuto giornalista professionista si occupò della strage di Ciaculli, del processo ai corleonesi del 1969 a Bari, dell’omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo e fu l’unico giornalista a intervistare la moglie di Totò Riina, Antonietta Bagarella.
Fu uno dei primi a capire cosa stesse accadendo all’interno di Cosa nostra negli anni Settanta, raccontando l’ascesa dei corleonesi Riina e
Provenzano […]

Al salone del libro di Napoli, scopro Mario Francese, giornalista siciliano ucciso dalla mafia davanti casa, la sera del 26 gennaio 1979, a soli 54 anni.
A ricordare le sue coraggiose inchieste, il figlio Giulio.

Con commozione, Carlo Verna, presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, insieme ad altri autorevoli colleghi siciliani, ricorda Mario Francese.
Una vita dedicata all’informazione con le prime inchieste sulla mafia di Totò Riina e le denunce pubbliche contro la violenta ascesa dei corleonesi alla spietata conquista di Palermo.

Una guerra contro lo Stato che raggiungerà l’apice nella tremenda stagioni delle stragi del 1992 ed annunciata, molti anni prima, dagli articoli di Mario Francese.

La sua figura viene ricordata anche dal Ministero degli Interni in una biografia da leggere e condividere.

a Castel Sant'Elmo, il salone del libro di Napoli

Salone del libro, felice di esserci

Prima Renzo Arbore, poi la scrittrice Cinzia Leone, infine il giornalista Mario Francese.

Dopo le irrinunciabili foto, lascio Castel Sant’Elmo soddisfatto.

Un pomeriggio costruttivo in una location magnifica.
Dove trionfano i tanti libri (famosi e non) e si vive il giusto mix tra intrattenimento e impegno.

In altre parole, dove tocchi con mano i mille volti della cultura.

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La galleria fotografica

Tra le immagini della galleria, si riconosce il poliedrico Renzo Arbore, la scrittrice Cinzia Leone durante la presentazione del suo ultimo libro Ti rubo la vita.
Tra le ombre di Castel Sant’Elmo, Carlo Verna – giornalista RAI – ricorda Luigi Necco e conduce l’incontro in memoria di Mario Francese.


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«Storia della mia ansia»: il tumore di Daria Bignardi in un romanzo emozionante [RECENSIONE]

Un romanzo nato da una vicenda personale

“Nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore quando gli succede qualcosa di grosso”

Dovevo immaginarlo.
Il romanzo Storia della mia ansia di Daria Bignardi è ispirato al vero male che ha colpito l’autrice.

La sofferenza che trasuda tra le pagine del libro si tocca con mano.
Le considerazioni di Lea – la protagonista della storia, guarda caso una scrittrice – troppo intime per essere il frutto di pura fantasia.

Rigo dopo rigo, di fronte alla reale sofferenza di Lea/Bignardi, alle precise descrizioni del suo stato d’animo e dell’impatto della malattia (anche) sulla famiglia, deduco che Daria Bignardi è stata testimone oculare del dramma.
La convinzione cresce con il progredire della storia: Lea/Bignardi ha provato sulla sua pelle gli effetti devastanti della chemioterapia?

L’intervista di Daria Bignardi a Vanity Fair, pubblicata il 14 febbraio del 2018, scioglie ogni dubbio.

Daria Bignardi, "Storia della mia ansia" il libro ispirato alla sua lotta contro il cancro

Storia della mia ansia: non lascia indifferenti

Storia della mia ansia colpisce.
Il libro è un lungo, intenso viaggio che inizia con la sconvolgente scoperta e continua lungo l’insidioso, quotidiano percorso per per ritrovare l’equilibrio perduto.

L’autrice apre le porte di casa e ci permette di respirare l’atmosfera, le sensazioni di una famiglia disorientata e la tenace battaglia contro il dolore.

Ma, sopratutto, il libro non lascia indifferenti.
Perché quando c’è un «mostro» da combattere, c’è sempre da raccontare un’emozionante storia di coraggio e di amore.

«la chemioterapia fa schifo, ma serve.
Curarsi o operarsi non è divertente.
Non ho rimosso niente, ma ho elaborato tutto anche scrivendo questo libro. Non è un libro sulla malattia e non è un libro sul tumore, è una storia d’amore, e sul rapporto tra l’amore e l’ansia.
Il cancro è soltanto un evento che lo attraversa».

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«… che Dio perdona a tutti», da leggere (solo) se ami Pif [RECENSIONE]

Per amore di Pif (e del Cristianesimo)

Giungo all’ultimo rigo di … che Dio perdona a tutti per la simpatia che nutro verso Pif.
Con un altro autore, mi sarei fermato a metà lettura.

Eppure l’inizio promette bene.
I primi capitoli di … che Dio perdona a tutti strappano sorrisi.
Tra le pagine, sembra emergere il faccione sornione di Pif che, per estirpare l’ennesima spina dal cuore, addenta una cassata siciliana.

Perché il romanzo è una lunga, travagliata, storia d’amore.
Il percorso accidentato di un ragazzo immaturo pronto a schivare decisioni e responsabilità.
Sempre a colpi di cannoli, sciù e leccornie siciliane.

Fin qui, nulla di nuovo.
Ma, a chi segue Pierfrancesco Diliberto, è ben nota la prospettiva originale o quantomeno storta che egli ha del mondo.
L’autore palermitano è maestro nell’affrontare temi importanti con ironia e leggerezza.

… che Dio perdona a tutti non fa eccezione.

Così, tra una partita di calcetto con i colleghi ed un’irrisoria incomprensione con la fidanzata, giungiamo al cuore del problema: fino a che punto siamo disposti ad applicare, nella quotidianità, l’insegnamenti di Cristo?

... che Dio perdona a tutti, la mia recensione al romanzo di PIf

Le conseguenze della coerenza?

Giunto (con fatica) all’ultimo rigo, mi pongo un interrogativo: quale messaggio desidera inviare l’autore?
Essere un cristiano fervente comporta delle conseguenze spiacevoli?
La coerenza fa a cazzotti con l’ipocrisia?
Siamo disposti a perdonare le nostre contraddizioni ma non quelle del prossimo?

Oserei affermare: ovvio.
Stavolta ingurgito io un pezzo di cioccolato (fondente) per superare la delusione.

Ma Pif merita credito.
Fiducioso, attendo la sua prossima opera.

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«Il resto della settimana» di Maurizio De Giovanni: storie d’amore e di passione [RECENSIONE]

L’attesa rende speciale l’incontro

Il resto della settimana, di Maurizio De Giovanni, è un libro sulla passione.
L’amore per la squadra del cuore non è, forse, una forma di innamoramento?
E ogni storia d’amore, ha i suoi rituali.

Il resto della settimana descrive l’attesa.
L’attesa dell’incontro tra due amanti appassionati: l’emozionato tifoso azzurro, il caloroso Napoli.
La spasmodica pausa necessaria per consumare quel tempo (infinito) fino al prossimo appuntamento.
E, come due trepidante innamorati, si contano i giorni che li separano: lunedì, martedì, …

Maurizio De Giovanni, lo scrittore-tifoso autore de "Il resto della settimana"

Maurizio De Giovanni, la passione del tifoso

E’ noto: Maurizio De Giovanni è uno sfegatato ultrà del Napoli.
Non sarà stato difficile, per lui, immedesimarsi nei tanti personaggi che affollano il bar di Peppe – dove è ambientato il romanzo.

Tifosi diversi per estrazione sociale e uniti dalla passione comune: l’amore per il Calcio.
Questo legame speciale è la chiave di lettura dell’opera, un libro per descrivere la forza di un intero popolo per i propri colori.
Il blu del cielo.
Il blu del mare.
Il blu di Napoli.

Storie narrate con leggerezza.
Tra ricordi e aspettative.

Storie di larghi sorrisi e lacrime calde che rigano il volto del tifoso.
Esplosioni di sentimenti per un gol a Torino o scottanti delusioni per una sconfitta cruciale.
Abbracci tra figli e padri sugli spalti del San Paolo gremito.
Gioia per una giocata dell’Unico (il divino 10 mai nominato esplicitamente nel romanzo).

Il libro racconta la passione.
E di amore inossidabile.
L’amore per la propria squadra del cuore.

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«Come in un film, le immagini della storia mi scorrono davanti»: l’ispirazione secondo Rosa Ventrella [INTERVISTA]

Rosa Ventrella, una scrittrice da seguire

Dopo aver scritto Storia di una famiglia perbene, ho pianto moltissimo nel rileggerlo, è stato liberatorio.

D: Rosa, Storia di una famiglia perbene era nascosto nei meandri della tuo cervello, forse da sempre.
Quale la scintilla che tramuta un flusso caotico di pensieri in un libro emozionante?
R: Ho pensato che questo era il momento giusto, nella mia carriera di scrittrice, per scrivere un libro così profondamente legato alla mia infanzia e alla mia terra.
Si trattava di un percorso a ritroso anche doloroso, e prima non mi sentivo pronta per farlo.

Intervista a Rosa Ventrella, autrice di "Storia di una famiglia perbene"

L’ispirazione secondo Rosa Ventrella

l’ispirazione è un flusso improvviso e immediato di suggestioni

Ammiro gli scrittori.
Perché posseggono il dono di trasformare una successione di parole che dalla mente, sotto la potente spinta dell’ispirazione, deve essere espulsa per correre veloci verso la pagina.

Con piacere, dunque, intervisto la brava Rosa Ventrella.
Desidero carpire quel momento magico nel quale l’artista modella la creta.
E, dal nulla, crea l’opera.

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«Come in un film, le immagini della storia mi scorrono davanti»

D: Rosa, scrivi storie, crei racconti mai narrati fino ad oggi.
Storie nate dalla tua fantasia, l’intreccio dei pensieri irrazionali con emozioni ataviche.
Da dove nasce quel fulmine che trasforma una riflessione in una trama?
Quel momento magico che ti obbliga a buttar fuori e mettere nero su bianco le parole imprigionate nel tuo cervello?
R: Per me l’ispirazione è un flusso improvviso e immediato di suggestioni.
Le storie dei miei libri prendono corpo e forma in un momento imprevedibile, una sorta di fulminazione … e così, d’incanto, come le scene di un film, le immagini della storia mi scorrono davanti ed è subito una corsa irrefrenabile perché le immagini diventino parole!

D: credi che questa scintilla sia un talento innato oppure possa essere allenata?
R: Credo che l’allenamento e lo studio senz’altro aiutino e servano per migliorare quello che uno scrittore ha già dentro in potenza.
Senza lo studio, la costanza, l’esercizio, il talento resta ibrido.
Invece ogni scrittore deve trovare la sua strada, il suo inestinguibile stile.

D: Rosa, l’ispirazione ti porta in un’isola felice dove crei, trasformi, adatti, realizzi i tuoi sogni. Come raggiungere questo luogo magnifico?
R: Il luogo magico va raggiunto in ogni momento buono della giornata.
Non credo che un vero scrittore abbia bisogno di ritagliarsi un’isola lontana o una stanza solitaria per scrivere.
La scrittura stessa è capace di rinchiuderti in una bolla e tenerti lontano dal resto del mondo.

Rosa Ventrella, autrice di "Storia di una famiglia perbene"

«Scrivevo già alle scuole medie»

D: Rosa, la scuola è spesso arida nozione invece di vera cultura.
E non tutti hanno la fortuna di incontrare il professore che ti cambia la vita.
Nel tuo caso, l’amore per la lettura/scrittura nasce tra i banchi di scuola oppure è una passione sorta all’improvviso, in un tempo indefinito, in un luogo non luogo?
R: Nel mio caso, gli insegnanti sono stati per me fondamentali perché mi hanno aiutato a capire che la scrittura era la mia strada!
Amavo scrivere sin dai tempi delle medie e fu proprio la Madre Superiora del mio Istituto, nonché mia professoressa di Lettere, a spronarmi ad andare avanti nella vita a scrivere, qualunque cosa avessi deciso poi di fare come professione!

D: quando e come hai compreso di essere una scrittrice?
Prima della scintilla, che vita conducevi?
R: Non c’è stato un momento in cui l’ho scoperto.
Ho deciso di provare a pubblicare il mio primo romanzo, otto anni fa, gettandomi in un mondo che non conoscevo e che mi sembrava irraggiungibile.
Posso dire di non essermi arresa mai quando in principio la salita mi sembrava insormontabile!!!

D: Rosa, credi nel circolo vizioso: leggo, dunque scrivo?
Segnalaci gli ultimi tre libri letti e due titoli che non possono mancare nella libreria di famiglia.
R: Assolutamente sì.
Uno scrittore non può non essere anche un accanito lettore!
Sarebbe impossibile.
Gli ultimi tre libri che ho letto sono:

  • Le rughe del sorriso (Carmine Abate)
  • La più amata (Teresa Ciabatti)
  • Una storia nera (Antonella Lattanzi)

Due libri che consiglio a tutti di leggere sono: L’Usignolo di Kristin Hannah e L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio.

Rosa Ventrella, autrice del romanzo "Storia di una famiglia perbene"

Maria e Michele, dove sono?

Michele forse partirà negli Stati Uniti e Maria forse diventerà una giovane donna complicata e “dannata”.

D: Storia di una famiglia perbene è proprio un un libro «bello».
E lo dico con convinzione perché, anche se termine semplice, «bello» descrive un insieme di sensazioni positive.
Tradotto in 17 paesi, è un romanzo che suscita voglia di leggere.
E credo che sia uno dei risultati più alti che uno scrittore desideri raggiungere.
Dopo la stesura, quale sensazione hai provato?
Soddisfazione? Svuotamento? Felicità? Attesa?
R: Dopo aver scritto Storia di una famiglia perbene (che in origine si intitola La malacarne), ho provato sicuramente soddisfazione.
Ho pianto moltissimo nel rileggerlo, è stato liberatorio.
Alla gioia ha fatto seguito un senso di svuotamento.
Ho avuto subito voglia di scrivere ancora!

D: pagherei oro per leggere il sequel.
Hai ricevuto richieste per scrivere la seconda puntata sulla vita di Maria e Michele?
R: Questa è una domanda a cui ancora non posso rispondere, ma sicuramente ci saranno novità in futuro!

D: cadi in Universo Parallelo e hai appena messo il punto all’ultimo rigo di “Storia di una famiglia perbene 2”: siamo troppo curiosi, anticipa solo l’introduzione 🙂
R: Michele forse partirà negli Stati Uniti e Maria forse diventerà una giovane donna complicata e “dannata”.

Intervista a Rosa Ventrella, autrice di "Storia di una famiglia perbene"

«Nostalgia e sensi di colpa: i miei mostri»

D: L’arte contro il degrado morale ed urbano è uno dei miei slogan preferiti.
Contro le brutture del mondo, bisogna rispondere con la gentilezza d’animo e la bellezza – nel senso completo del termine.
Dopotutto, «la bellezza salverà il mondo»: esiste un’arma più potente per combattere i «mostri»?
R: La cultura e la bellezza.
Sono le nostre armi migliori e credo sia un nostro dovere trasmettere il valore di entrambi soprattutto ai giovani.
La letteratura poi è anche sogno<, magia … cosa sarebbe la vita senza i sogni?

D: Rosa, sei sul sito ufficiale dei «mostri».
Quali consideri i peggiori «mostri» che hai affrontato?
R: Sicuramente due: la nostalgia e i sensi di colpa, ma li racconterò entrambi nel nuovo romanzo!

D: Le nostre interviste terminano con una riflessione a piacere.
A te il messaggio da lanciare nell’oceano sconfinato della Rete.
R: Non sono brava a lanciare messaggi universali… senz’altro un invito accorato a leggere.
Di tutto e sempre e ad apprezzare gli scrittori italiani.
Noi siamo un Paese sempre pronto a osannare gli artisti stranieri di tutti i tipi e a denigrare quello che è nostro.
Forse dovremmo esaltarci di più e cominciare a vedere quanto siamo bravi a fare certe cose!!!
All’estero gli scrittori e gli artisti italiani sono davvero molto apprezzati.

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Rosa Ventrella, «Storia di una famiglia perbene» e la voglia di leggere [RECENSIONE]

Voglia di leggere, il merito di Rosa Ventrella

Soddisfatto.
Dopo l’ultima rigo di Storia di una famiglia perbene, provo quella dolce percezione che assaporo ogni volta che leggo un libro «bello».
Utilizzo «bello» come aggettivo con convinzione.
Perché, anche se termine semplice, «bello» descrive un insieme di sensazioni positive.

Il romanzo della brava Rosa Ventrella suscita, nel sottoscritto, l’attesa.

La voglia di leggere, il desiderio di fermare il tempo per trovare quel momento magico e sprofondare nel mondo di Maria, Vincenzo e Giuseppe.
Tremare con loro quando si scatena l’ira del padre, ascoltare le consolatorie parole della mamma, passeggiare nei vicoli di Bari vecchia fino al mare.

E sognare con Michele. l’amico dal cognome difficile.
L’amico di sempre.

Rosa Ventrella, autrice del romanzo "Storia di una famiglia perbene"

Come in un film

La potenza delle parole di Rosa Ventrella scaraventano il lettore in un film.

Un film per descrivere una delle tante periferie italiane.
Dove la vita scorre tra mille pericoli e facili tentazioni.
Tra le parole delle comare e gli sguardi degli abitanti del quartiere.

Così, pagina dopo pagina, scopriamo che Bari vecchia è protagonista della storia, prigione dalla quale evadere e cassaforte di affetti.
E – anche stavolta – i tanti Maria e Michele si ritroveranno nell’atavica domanda che ognuno di noi, prima o poi, affronta: fuggire o restare?

Storia di una famiglia perbene è proprio un bel film.
Un film che, la voglia di leggere, consuma in un tempo troppo breve.

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Corea del Nord, la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, l’inferno oscurato

C’erano così tante persone disperate per strada a implorare aiuto che il tuo cuore si induriva per forza, o il dolore ti avrebbe sopraffatto.
Dopo un po’ non te ne curavi più.
Ecco a che cosa assomiglia l’inferno.

Scrivere una recensione di La mia lotta per la libertà della giovane Yeonmi Park mi risulta davvero difficile.
Anzi, impossibile.

Il libro descrive la vita della famiglia Park nel piccolo paesino della Corea del Nord e, pagina dopo pagina, scopriamo un «paese indescrivibile».
Ti chiedi: questa ragazzina così coraggiosa, racconta episodi del medioevo?
Poi, rileggi meglio e scopri l’anno: 2001, 2004 … e resti senza fiato.

Nel 2002 lo stipendio medio di un lavoratore era 2400 won al mese, circa due dollari secondo il tasso di valuta non ufficiale.

La testimonianza di Yeonmi Park accende il riflettore su un angolo buio del pianeta dove, ogni giorno, la dittatura militare viola i diritti umani della popolazione nel silenzio generale (la pagina Diritti umani in Corea del Nord di Wikipedia è un lungo elenco dell’orrore).

Le uova erano una prelibatezza rarissima per noi, le mangiavamo solo a Capodanno o in occasioni speciali.
E le arance erano un tale lusso che non ne avevo mai mangiata una intera in tutta la mia vita, solo uno spicchietto quando mio padre ne aveva riportato un esemplare nel nostro periodo di agiatezza: buttare via la scorza era uno spreco assurdo.

Saltare un pasto poteva letteralmente essere fatale, e questa diventò la mia più grande paura e ossessione.
Non ti importa più che sapore abbia il cibo e non mangi più per piacere.
Mangi con l’istinto animale di sopravvivenza, calcolando inconsciamente a ogni boccone per quanto tempo il tuo corpo continuerà a funzionare.

Corea del Nord, l'inferno e la fuga verso la libertà di Yeonmi Park raccontata in un libro choc [RECENSIONE]

Corea del Nord, il paese-prigione

La mia lotta per la libertà è scritto con uno stile semplice e lineare.
Ma le parole sono macigni.

Dopo tre giorni dalla fine della lettura, non ho la forza di iniziare un nuovo libro.
Sto ancora elaborando la gravità delle informazioni acquisite.
E continuo a non comprendere perchè, nel ventunesimo secolo, il mondo tolleri la dittatura e l’esistenza di un paese-prigione.

In Corea del Nord vige il Pensiero Unico

In Corea del Nord al governo non basta controllare dove vai, che cosa studi, dove lavori e ciò che dici; ti controlla anche attraverso le emozioni, rendendoti sottomesso allo Stato e distruggendo la tua individualità e la tua capacità di reagire alle situazioni sulla base della tua personale esperienza di vita (dittatura emotiva)

Corea del Nord, il paese prigione

Yeonmi Park, icona della libertà

Nessuno mi aveva mai insegnato a utilizzare la parte del mio cervello relativa al “pensiero critico”, quella che produce giudizi ragionati sul perché una cosa sembra migliore di un’altra.

La mia lotta per la libertà è un libro pieno di speranza e forza.
Forza per cercare la libertà. per noi occidentali scontata, per chi dalla nascita vive come un prigioniero, essenziale come l’aria.

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«La Corea del Nord è un posto indescrivibile»

L’intervento di Yeonmi Park all’One Young World a Dublino, nel 2014.
Se avete coraggio, guardate il video fino alla fine.

 

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L’Idiota che sogna Napoli: tre aforismi di un uomo troppo buono

L’idiota, di Fëdor Dostoevskij (1869)

Un uomo buono e gentile scambiato per stupido.
Il Principe, personaggio amorevole fino a disarmare il prossimo, negli interlocutori suscita prima ilarità poi un dubbio atroce: trattasi di un uomo dall’intelletto superiore alla media oppure di un vero idiota?

Già nel lontano 1869, il geniale Fëdor Dostoevskij gioca con l’animo umano.
Bontà o arrendevolezza?
Capacità di comprensione estrema oppure ignoranza cieca?
Sana ingenuità o stoltezza?

Resto affascinato dalla lettura dell’Idiota.
Lettura lunga e non ancora terminata.

Pagina dopo pagina, assaporo le conversazioni del principe Myskin, le divertenti reazioni degli altri personaggi alle risposte argute o semplici del presunto … idiota.

E rifletto: dopo un secolo e mezzo (il romanzo risale al 1869), anche oggi, un uomo troppo buono ed aperto al prossimo, suscita dubbi?

Forse, perché la diffidenza è nell’animo umano.
Nel 1869 come nel 2018.

L'idiota di Dostoevskij, alcuni passaggi

Le chiacchiere 

E’ una scienza, quella delle chiacchiere, che ha le sue seduzioni.
Io ho conosciuto politici, letterati e poeti che proprio grazie a questa, sono riusciti a fare carriera

L’ingiustizia della Vita

Come la nuvola di Krylov che passa sopra le terre aride per andare a scaricarsi nell’oceano

Napoli e la bellezza

L’idiota, costretto per motivi di salute in una clinica di un piccolo paesino svizzero, sogna di evadere alla ricerca di colori ed emozioni.
E, nel 1869, cita Napoli come meta di un viaggio fantastico.

Sognavo sempre una grande città come Napoli, ricca di palazzi, di grida, di movimento, di vita (1869)

Il Principe riconosce, nella nostra città, un luogo colorato dove regna l’emozione.
Notevole considerazione del 1869.

Nella sua semplicità, il principe Myskin ha ben chiaro un concetto: la gentilezza, la bontà d’animo, la comprensione verso il prossimo, sono gli unici strumenti capaci di sostenere la società.

Voi, Principe, una volta avete detto che la bellezza avrebbe salvato il mondo … 

La bellezza, l’arma contro il degrado (morale e non).
L’arte,  la cultura, la supremazia del Bene contro il Male.

La bellezza, dunque, salverà li mondo.
E Napoli.


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