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Lettera aperta al motociclista con Whatsapp

Il motociclista messaggiatore

Caro drogato,
perché leggi e scrivi messaggi con lo smartphone mentre guidi lo scooter?

Con la mano destra acceleri e deceleri – magari nel traffico impazzito della città – e con la sinistra maneggi il cellulare.
La testa su e giù, un secondo guardi lo schermo dello smartphone e l’istante dopo controlli chi ti sta davanti.

Quale fondamentale informazione devi inviare per rischiare la tua vita e quella degli altri?

Con Whatsapp in moto, auto, aereo, a piedi: quando la follia è dilagante

La dipendenza, anche durante la guida

Proprio non resisti, vero?
Controllare le notifiche al rosso del semaforo (quando lo rispetti), durante lo zig-zag nel caos dell’ingorgo, mentre sfrecci con sorpassi a destra e sinistra, è un’azione irresistibile.

La dipendenza dal «bip» è tale da non poter attendere: preferisci un possibile incidente dalle conseguenze imprevedibili alla risposta posticipata via Whatsapp.

Anche il secondo passeggero

La mattina, quando pedalo per raggiungere l’ufficio, dalla mia bici a pedalata assistita ti osservo sbigottito.

Sei schiavo del «bip».

Spesso, sullo scooter, è il secondo passeggero a messaggiare.
Seduto in bilico, mentre tu – pilota folle – ti incunei tra il blocco di auto ferme oppure viaggi a cento all’ora tra le vie cittadine, incurante dei pericoli, il tuo amico chatta.
Digita con nonchalance.
Come fosse seduto comodo in poltrona invece che su uno scooter.

Siete indifferente alla morte.
Eppure lei è in agguato, alla prima fatale distrazione.

Caro motociclista con Whatsapp, la mia lettera termina con una amara certezza: tu non sei un «mostro».
Sei solo pazzo.

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Appello alle Forze dell’Ordine

Quando fermate questi folli, non sequestrate loro lo scooter.
E’ inutile.
Al drogato bisogna sottrarre la dose: sequestrate loro lo smartphone.
Solo così si disintossicherà.
Forse.


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Baci Perugina vs Ferrero Rocher

Baci perugina, invenzione geniale

La mia cultura matematica impone una dimostrazione per ogni affermazione onde evitare il qualunquismo galoppante.

Se dichiarassi «i giovani di oggi sono tutti maleducati» farei la figuraccia dell’ignorante presuntuoso: anche io (in modo relativo) sono giovane ed il teorema colpirebbe la massa in modo indiscriminato senza nessuna eccezione.

Non ho prove concrete per sostenere questa teoria (spavalda) anzi basterebbe il comportamento civile e garbato di un adolescente per demolire l’ipotesi generalista.

Eppure, c’è chi ha trasformato frasi propagandistiche (non dimostrate) in un business milionario.
Non pensate male adesso, non mi riferisco ai nostri politici bensì agli astuti inventori dei Baci Perugina.

Tralascio sulla qualità del prodotto, il piacere è soggettivo e focalizzo l’attenzione sui messaggini incorporati nel cioccolatino.

Baci Perugina vs Ferrero Rocher

Le famose frasi d’amore

Dal sito ufficiale, consulto la sezione I Bigliettini di Baci e leggo la frase d’amore degli anni 2000

«essere amati profondamente da qualcuno ci rende forti, amare profondamente ci rende coraggiosi» (Leo-Tzu, VI secolo a.C.).

Ebbene, è noto perché il vecchio saggio abbia esposto questo concetto?
Ha riferito il profondo pensiero ai suoi adepti dopo una delusione affettiva?
Ha conosciuto egli stesso persone che hanno «amato profondamente»?
Ed in numero tale da poter studiare un campione rappresentativo dell’intera Umanità?

Dubito.

I Baci Perugina contengono concetti non dimostrabili, quindi generalisti che alimentano l’entropia dell’Universo.

Per questo io preferisco – senza nessuna esitazione –  il gustoso silenzio dei Ferrero Rocher.

E tu, caro Lettore goloso, quale dolce filosofia ami?

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