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Tag: montagna

Il peso della farfalla, di Erri De Luca (recensione)

Erri De Luca, l’amore per la montagna

Il peso della farfalla conferma la passione di Erri De Luca per la montagna.
L’avventura ad alta quota scivola via lentamente: l’azione è minima, il racconto molto introspettivo per descrivere i pensieri di un vecchio bracconiere stanco ed il re dei camosci, esemplare unico, rispettato dal branco e giunto ormai al tramonto del suo regno.

Odori, profumi, panorami: il vero protagonista del breve romanzo resta comunque la montagna e le sue mille atmosfere magiche.

Fino all’inesorabile incontro scandito delle ultime, drammatiche righe.
Il finale amaro, atteso, scontato lascia comunque una riflessione per il Lettore: l’uomo e la Natura potranno mai convivere?

Recensione di "Il peso della farfallla", di Erri De Luca

Perché (non) leggerlo

Erri De Luca è un autore che sto scoprendo negli ultimi tempi, l’ammetto.
Apprezzo il dibattito sui temi ambientali e le riflessioni che scaturiscono dai suoi romanzi.
Non impazzisco per il ritmo a volte troppo lento: si susseguono le pagine ma la trama resta ferma.

Continuerò a leggere i suoi romanzi.
Erri De Luca, personaggio profondo.
Da approfondire.

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I colori della montagna

La montagna, i pro e contro

«Ma che ci faccio su questo pizzo di montagna?» è il solito quesito che mi pongo quando trascorro un weekend a mille metri sopra il livello di casa mia.

La breve vacanza a Campo di Giove – un piccolo centro nel parco nazionale della Majella – nel ponte della Liberazione conferma i miei dubbi da turista metropolitano.

Se affermassi di detestare la montagna mentirei.
Sicuramente non mi entusiasmano le vette, la neve, l’isolamento ed il meteo incontrollato tipico delle alte quote.

Vanno bene gli spazi infiniti, l’aria fresca e pulita, le passeggiate nei boschi, i picnic vicino al lago, le oasi protette, l’avvistamento di uccelli, camosci, cavalli e volpi, riposarsi all’ombra di un vecchio faggio, osservare un insetto posarsi su un fiore, seguire il letto di un fiume fino alla cascata.

Amo, poi, i mille colori della natura.

I mille colori della montagna

La galleria fotografica

Dunque, io e la montagna – elementi maturi frutti della secolare evoluzione della specie – abbiamo raggiunto il giusto compromesso: non ci amiamo, non ci odiamo bensì ci rispettiamo.

Questo rapporto civile e formale permette di vivere una relazione soddisfacente per entrambi con brevi vacanze a quote sopportabili in periodi tranquilli (immagino i puritani della vera montagna storcere il naso difronte ai i 1.064 metri  del piccolo paese in provincia de L’Aquila).

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Senza esitazione e forte dell’impegno comune, in quest’ultimo weekend abruzzese mi sono dedicato alla fotografia.

Ho provato ad immortalare le atmosfere magiche del bosco ed i silenzi di questi luoghi, il verde e l’azzurro predominante che, in pochi minuti, fanno spazio al grigio di minacciosi nuvoloni carichi di pioggia.

A voi il frutto del nostro patto segreto.


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La montagna, un amore non corrisposto

La leggenda di Renato Caccioppoli

All’Università Federico II circolava una leggenda su Renato Caccioppoli, il matematico napoletano riferimento per ogni studente con aspirazioni da genio.

L’allora professore di Analisi, tra il serio ed il faceto, nell’ultima lezione di fine corso e prima delle imminenti temute verifiche, ad un’aula di matricole sognanti (ed io sedevo tra quei banchi) raccontò un divertente aneddoto sull’irascibilità del mitico accademico: «durante una seduta di esami, Caccioppoli infastidito dall’ignoranza della studentessa, boccia la giovane allieva per l’ennesima volta e con modi bruschi l’invita ad abbandonare gli studi. La ragazza umiliata si difende con passione: “professore, ma io amo la Matematica!” ribatte convinta.

E lui: “il suo è un amore non corrisposto” sentenzia con disprezzo».

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Quando il sentimento non è corrisposto

Non sapremo mai se questa storia corrisponde al vero ma sintetizza al meglio le difficoltà con le quali un innamorato deve scontrarsi se i sentimenti non sono reciproci.

E’ la stessa sensazione che ho provato io quest’estate in montagna.

La montagna, un amore non corrisposto

Non basta la buona volontà

Io ce l’ho messa tutta: mi son fatto crescere la barba stile Reinhold Messner, armato di bastone ho passeggiato lungo i sentieri tortuosi salutando chiunque incontrassi, ho bevuto acqua gelida che zampillava direttamente dalle fonti pure, ho mangiato carne di cinghiale, salami e formaggi di ogni genere, ho bevuto grappa nelle baite isolate in compagnia di vecchi pastori, ho piantato la bandiera su vette selvagge mentre impazzava il temporale, ho avvistato camosci e attraversato gole profonde ascoltando il vento, ho cercato i segreti dei boschi nella fitta e lussureggiante vegetazione, ho corso sotto la pioggia per carpire l’equilibrio trasmesso dalla natura, ho respirato profondamente per inalare energia nuova … ma nulla, la scintilla non è scattata.

E così, nonostante tutto il mio impegno, l’amore non è sbocciato: la montagna resta un ambiente ostile, un luogo che mi respinge.

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Scatti dalla montagna

Ora non mi resta che allegare l’album dei ricordi del mio viaggio tra Campo di Giove, Pescocostanzo e Palena: dopo sette giorni di lotte intestine tra passione e razionalità, scendo a valle.

Addio monti dell’Abruzzo, torno a zero metri sul livello del mare.

 


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