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Tag: napoli (Page 1 of 27)

Smog, il volto (nero) del «mostro» invisibile [FOTO]

Smog, la foto del «mostro» invisibile

La maschera antismog ricorda il volto di uomo emaciato.
I segni della sofferenza sono evidenti: il viso scavato dai veleni sputati dai mille tubi di scappamento che ingolfano la città, i lividi neri indice di un’aggressione violenta.

Dopo tre mesi di pedalate e battaglie, il filtro elettrostatico a carbone attivo è colpito da sinistre macchie nere.
Le tracce concrete del «mostro» invisibile: il temuto smog.

Smog, il volto (nero) del «mostro» invisibile [FOTO]

Smog: la soluzione è a portata di tutti

La bici come mezzo di trasporto cittadino quotidiano, ecco la vera azione che – chi può – dovrebbe applicare.
Da subito.
Senza alibi.

Non solo nel consueto tragitto casa-lavoro ma anche per andare al cinema, alla Posta o fare la spesa.

Diminuire il numero di automobili/scooter in città, agevolare la mobilità alternativa, l’unica soluzione per tornare a respirare.
Anche a Napoli dove, con il meteo favorevole, possiamo pedalare 365 giorni l’anno.
E invece …

Smog, il volto (nero) del «mostro» invisibile [FOTO]

La maschera antismog ferita

Dalla maschera antismog, con delicatezza, estraggo il corpo martoriato del filtro elettrostatico a carbone (una volta attivo).
Con commozione, lo ringrazio.
Il suo sacrificio tiene a bada polvere sottili e particelle cancerogene varie.

Sostituisco l’eroe con uno giovane, candido nuovo filtro.

Per l’ennesima battaglia contro l’indifferenza della politica ed il temuto «mostro» invisibile.


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«O mast fa e’ fierr e e fierr fanno o’ mast» [MURALES]

Il murales di salita Pontecorvo

Song’ ‘e fierr ca’ fann ‘o mast
(sono i giusti utensili che ti fanno capomastro)

Il murales di salita Pontecorvo mi ricorda la cassetta dei ferri che conservo in casa.
Pinze, martelli, cacciaviti da utilizzare nel momento del bisogno.
Almeno in un primo tentativo, per tamponare l’imprevisto sorto tra le mura domestiche.

Poi, superato il panico e l’emergenza, se non risolvo, ricorro all’intervento dell’esperto: il masto.
Che giungerà con la tuta da lavoro, il giovane ragazzo al seguito pronto a carpire i segreti del capomastro e l’immancabile cassetta dei ferri – quella professionale.

Con l’esperienza e gli utensili giusti, riparerà il guasto casalingo (e presenterà il dovuto conto).

"O Mast fa e' fierr e e fierr fanno o' mast", il murales nei pressi di salita Pontecorvo nei pressi di piazza Dante, traversa via Toledo

La street art contro il degrado urbano

Il murales di salita Pontecorvo si trova in una traversa di via Toledo nei pressi di piazza Dante nel centro storico di Napoli,

Non conosco l’autore – cerco sul web ma non l’ho trovo – ma, chiunque esso sia, a lui il merito di creare un’opera di street art che colora una zona altrimenti grigia.

Un murales che riprende i detti della saggezza popolare.

Che ci ricorda la cassetta dei ferri conservata in casa con la quale, prima o poi, ognuno di noi si deve cimentare.
E poi, in caso di complicazioni, affidarsi all’esperienza del masto.

"O Mast fa e' fierr e e fierr fanno o' mast", il murales nei pressi di salita Pontecorvo nei pressi di piazza Dante, traversa via Toledo


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Galleria Principe di Napoli: magnifica (se si potesse vedere) [FOTO]

Galleria Principe di Napoli: chiusa

Bella la Galleria Principe di Napoli!
se fosse aperta

La Galleria Principe di Napoli, un gioiello nel cuore di Napoli!
se si potesse visitare

La Galleria Principe di Napoli rappresenta la nostra paradossale città: magnifica e decadente, pronta a rialzarsi dopo l’ennesimo schiaffo e, subito dopo, di nuovo a terra, offesa ed umiliata.

Galleria Principe di Napoli: quando la riapertura?

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La sfregio a pochi metri dal MANN

Ogni giorno, per recarmi al lavoro, la costeggio in bici.
Dalla sella, l’osservo deluso.
Quel cancello sbarrato è l’icona del fallimento, la farraginosa burocrazia contro la bellezza.

E pensare che, proprio di fronte, sorge l’imperioso Museo Archeologico Nazionale di Napoli che attira visitatori da ogni angolo del mondo.

Per la posizione strategia, la Galleria Principe di Napoli chiusa è il benvenuto ideale per il turista entusiasta.
L’opera abbandonata mette subito in chiaro come funziona da queste parti: l’arte trionfa in ogni angolo di Napoli ma a noi, cotanta bellezza, non interessa.
Anzi, la maltrattiamo.

Chiudiamo i cancelli – per la sicurezza, ovvio – invece di riparare velocemente il danno.
Speculiamo sul restauro invece di restituire, il prima possibile, il monumento ai cittadini.

Galleria Principe di Napoli: a pochi metri dal MANN

Lavori in corso?

Se non ricordo male, i lavori per la messa in sicurezza della galleria terminano e, poco dopo, una tempesta primaverile – nel maggio del 2018 –  provoca la caduta dei calcinacci e la nuova chiusura.

A distanza di mesi, la Galleria Principe resta inagibile e non vedo operai al lavoro.
La mattina quando vado in ufficio, al ritorno quando rientro: nessuna opera di restauro in corso.

Osservo sbigottito i calcinacci depositati in un angolo, la polvere sul largo pavimento della Galleria, un triste catenaccio imprigionare l’arte.

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Dalla web tv del Comune di Napoli

La buona notizia giunge dalla web tv del Comune di Napoli: il Sindaco De Magistris afferma che presto la Galleria Principe riaprirà al pubblico.

Bene!

Data della dichiarazione: 24 gennaio 2019.
Attendiamo fiduciosi.


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Vivere, il giornale del Centro Direzionale: il mio articolo sul numero di febbraio

Vivere, il mio articolo a pag. 7

Rileggere un mio articolo sul numero di febbraio di Vivere, il giornale del Centro Direzionale di Napoli, suscita sempre stupore.

Immagino i Lettori immersi nelle pagine del mensile – chi in metropolitana, chi al bar o in pausa pranzo – per dedicare tempo prezioso alle considerazioni del sottoscritto.
Riflessioni più o meno leggere, scritte nero su bianco.
Idee personali che raggiungono il grande pubblico di Vivere.
Davvero un onore.

Dunque, quando capita – superato lo stupore – non lascio scivolare la gioia nel dimenticatoio ma immortalo l’evento con un post ad hoc.

Vivere, il giornale del Centro Direzionale pubblica un mio articolo sul numero di febbraio

Io, giornalista per gioco

Per chi – come il sottoscritto – pubblica senza velleità giornalistiche, il riscontro degli addetti ai lavori è un segnale entusiasmante.

Dopotutto, scrivo per diletto e considero faCCebook (la mia casa digitale), un luogo dove esporre pensieri per un confronto aperto con voi, amici Lettori.

Mi considero uno scolaretto volenteroso, senza titoli ufficiali, che insegue il piacere della scrittura.
Piacere alimentato dall’amore per i libri: più leggo, più scrivo, più leggo.

La passione per la scrittura con il presuntuoso obiettivo di suscitare riflessioni.
Riflessioni nate dall’osservazione della realtà.
Come quella misteriosa percentuale finita sulle pagine di Vivere.

La percentuale misteriosa su Vivere di febbraio, il giornale del Centro Direzionale di Napoli

Scarica Vivere, febbraio 2019


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La Sirena Partenope e quell’irresistibile fascino blu [FOTO]

L’eterna seduzione della Sirena Partenope

Anche stavolta, cedo alla tentazione blu.
La Sirena Partenope seduce, per il viandante non c’è scampo.
Lo stesso dolce destino tocca allo straniero di turno.

Nessuno sfugge al richiamo, nonostante tu l’abbia già vista mille volte, ogni volta ti abbandoni al suo fascino eterno.
Eppure, mentre osservo l’immortale bellezza blu, mi chiedo perché l’uomo resti conquistato dall’immensità del mare.

Dovrei porre la domanda ad un filosofo.
Oppure ad uno dei tanti pescatori che trascorre la sua esistenza tra le onde.

Il fascino eterno della Sirena Partenope

Il solito, magnifico quadro blu

Il maltempo dei scorsi giorni ripulisce l’aria.
In lontananza intravedo Capri, cerco di catturarla nel piccolo obiettivo dello smartphone.
A destra, Castel dell’Ovo – la sentinella di Napoli -, a sinistra la collina di Posillipo.

Il solito, magnifico quadro visto e rivisto in mille scatti colorati.
Ma questa mattina di fine gennaio, la cartolina mi appare, ancora una volta, diversa.
Dalla tasca, afferro lo smartphone e fotografo.

Il fascino della Sirena Partenope, dopo duemila anni, seduce ancora.


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Dries Mertens alle Hawaii, attore in Magnum PI? [SCOOP]

Dries Mertens, attore in Magnum PI?

Dries Mertens, il famoso giocatore del Napoli, è alle Hawaii.
Il calciatore belga recita nella nuova serie di Magnum PI trasmessa, tutti i martedi alle ore 21.00, da Fox.

Dopo la prima puntata, non credo ai miei occhi: Rick, l’inseparabile amico di Thomas Magnum, è interpretato dal nostro Ciro Mertens!

L’attaccante dai gol impossibili, il campione al centro dell’attacco azzurro, è – all’insaputa di tutti – un affermato attore hollywoodiano?

Affronto il problema etico con indecisione: denunciare al pubblico il doppio ruolo di Mertens oppure, per amore dei colori azzurri, tacere sull’inatteso scoop?

Non ho dubbi: il pubblico merita la verità.

Dries Mertens è il Rick di Magnum PI?

Mertens/Rick, trova le differenze

Eppure, secondo l’autorevole IMDb, nella nuova serie di Magnum PI, Orville ‘Rick’ Wright è interpretato da Zachary Knighton.

Salto le ovvie considerazioni su chi sia costui (il nome d’arte del Mertes-attore?) per evidenziare le assonanze tra il personaggio televisivo ed il calciatore.

Un tipo scaltro, non vi è dubbio.
Conscio di non essere un colosso, invece della forza fisica, è la furbizia una delle sue armi migliori.
Amante della bella vita, piace alle donne.
L’amicizia, un patto d’acciaio.
Sempre disponibile ad aiutare un fratello in difficoltà.

E’ Dries Mertens.
E’ Rick.

Lo scoop è confermato.


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Costretto ad acquistare un carro armato rosso

La lotta dell’eroico ciclista napoletano

Costretto ad acquistare una nuova bici.
Dopo tre anni (e cinquemila chilometri), il tragitto casa-lavoro-casa, si trasforma in un lungo giro sulle montagne russe.
Anzi, montagne napoletane.

Perché pedalare lungo quel maledetto pavimento di sampietrini che tappezza molte arterie della città, genera una micidiale successione di vibrazioni.
Microcolpi che girano intorno la ruota, superano gli ammortizzatori, salgono lungo il manubrio della bici, si conficcano nella spalla, colpiscono la schiena.

Leggere martellate continue nel tempo.
Piccoli aghi che, ad ogni sobbalzo del mezzo sulle pezze di asfalto disseminate ovunque, si conficcano nel corpo del sottoscritto (e di tutti gli eroici ciclisti napoletani).

Dopo tre anni (e cinquemila chilometri), smetto di soffrire: vendo la mia prima bici a pedalata assistita e salgo sul carro armato rosso.

Il carro armato rosso: la mia nuova bici a pedalata assistita

Il nuovo carro armato rosso

Se vivessi a Stoccolma, avrei la mia bella pista ciclabile ad attendermi ogni mattina.
A Napoli, invece, ci arrangiamo con la pista ciclabile immaginaria (la più lunga d’Italia, peraltro).

Per sua stessa natura, non prevede manutenzione.
Dunque, se utilizzi la bici per recarti al lavoro – a tuo rischio e pericolo – conviene dotarsi di un mezzo idoneo.

La scelta ideale cade su un carro armato rosso a due ruote.
Un mezzo massiccio, robusto, capace di affrontare senza esitazione i «mostri» presenti lungo la suddetta pista ciclabile immaginaria.

E annientarli.

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Carro armato rosso: una scelta obbligata

Il mio nuovo carro armato rosso respinge le malefiche vibrazioni, procede con sicurezza sulla pavimentazione sconnessa, non teme le montagne russe napoletane.

Ma, per il sottoscritto, resta una scelta obbligata ed eccessiva.

Un acquisto forzato per contrastare l’assenza di cultura ciclistica, una decisione necessaria per continuare a pedalare in una città dove la politica per incentivare la mobilità sostenibile, resta un’utopia.

Il carro armato rosso o lo stop forzato.
Dovevo scegliere.

Per amore della libertà, scelgo il carro armato rosso.

La mia nuova bici a pedalata assistita


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«Il resto della settimana» di Maurizio De Giovanni: storie d’amore e di passione [RECENSIONE]

L’attesa rende speciale l’incontro

Il resto della settimana, di Maurizio De Giovanni, è un libro sulla passione.
L’amore per la squadra del cuore non è, forse, una forma di innamoramento?
E ogni storia d’amore, ha i suoi rituali.

Il resto della settimana descrive l’attesa.
L’attesa dell’incontro tra due amanti appassionati: l’emozionato tifoso azzurro, il caloroso Napoli.
La spasmodica pausa necessaria per consumare quel tempo (infinito) fino al prossimo appuntamento.
E, come due trepidante innamorati, si contano i giorni che li separano: lunedì, martedì, …

Maurizio De Giovanni, lo scrittore-tifoso autore de "Il resto della settimana"

Maurizio De Giovanni, la passione del tifoso

E’ noto: Maurizio De Giovanni è uno sfegatato ultrà del Napoli.
Non sarà stato difficile, per lui, immedesimarsi nei tanti personaggi che affollano il bar di Peppe – dove è ambientato il romanzo.

Tifosi diversi per estrazione sociale e uniti dalla passione comune: l’amore per il Calcio.
Questo legame speciale è la chiave di lettura dell’opera, un libro per descrivere la forza di un intero popolo per i propri colori.
Il blu del cielo.
Il blu del mare.
Il blu di Napoli.

Storie narrate con leggerezza.
Tra ricordi e aspettative.

Storie di larghi sorrisi e lacrime calde che rigano il volto del tifoso.
Esplosioni di sentimenti per un gol a Torino o scottanti delusioni per una sconfitta cruciale.
Abbracci tra figli e padri sugli spalti del San Paolo gremito.
Gioia per una giocata dell’Unico (il divino 10 mai nominato esplicitamente nel romanzo).

Il libro racconta la passione.
E di amore inossidabile.
L’amore per la propria squadra del cuore.

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Regalo (quasi) la mia bici a pedalata assistita: come e perché acquistarla dal sottoscritto

E-Ischia, la mia bici a pedalata assistita

Dopo tre anni e cinquemila chilometri di libertà, vendo la mia bici a pedalata assistita.
Modello: E-Ischia della Lombardo (vedi scheda sul sito ufficiale).

Vendo perchè, dopo l’esordio nel mondo delle e-bike, le esigenze del sottoscritto sono cambiate.
Chiarisco: resto totalmente soddisfatto dell’E-Ischia ma è giunto il momento di andare oltre.
Desidero un mezzo più evoluto, due ruote alle quali chiedere prestazioni superiori.

Passa il tempo, gira il contachilometri, aumenta la voglia di pedalare.
E’ una richiesta naturale di un ciclista metropolitano soddisfatto e rimborsato.

Dunque, è giunto il giorno dell’annuncio ufficiale.

La mia bici a pedalata assistita, modello E-Ischia

Vendo E-Ischia, la mia bici a pedalata assistita

Vendo e-bike modello E-Ischia della Lombardo.
Acquistata tre anni fa, percorsi cinquemila chilometri.

Motore nuovo (cambiato a settembre dalla Lombardo stesso).
La bici funziona perfettamente.

Nel prezzo sono comprese;

    • due comode borse laterali
    • il piccolo computer di bordo.

La e-bike pesa 23kg ed è pieghevole.
Facile da trasportare, ideale per muoversi in città (io l’ho utilizzata per il tragitto casa/lavoro, 11km al giorno).

Ovviamente non è uno scooter, un minimo di pedalata è richiesta.
Prezzo: 350€ (costo originale: 1.100€).

Io, ciclista (napoletano) felice

Contattami e prova la bici

I futuri ciclisti possono contattarmi tramite l’e-mail o link social presenti nella colonna destra del sito ( oppure tramite il form presente in homepage).
A chi fosse davvero interessato, presterò l’e-bike per qualche giorno.
Se il mezzo soddisfa le esigenze, deciderà se acquistarla o restituirla.

Con un’offerta così vantaggiosa, non hai alibi: forza, liberati dai mezzi pubblici, lascia l’auto in garage, sali sulla E-Ischia ed inizia a pedalare!


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«La paranza dei bambini» di Roberto Saviano: nella mente dei baby-boss [RECENSIONE]

La paranza dei bambini: il fascino del Male

La paranza dei bambini di Roberto Saviano affascina.
Il romanzo porta il lettore nella testa dei giovani camorristi di Forcella per descrivere i ragionamenti, le motivazioni, le aspirazioni dei baby delinquenti del centro storico di Napoli.

Molte vicende ricordano tristi fatti di cronaca registrati durante le faide degli ultimi anni.
Saviano, però, racconta tale violenza dall’interno: la prospettiva di chi sogna ricchezza e potere a colpi di kalashnikov.

Vicende apparentemente assurde presentano motivazioni che, per i baby delinquenti, rispondono ad una logica.

Stazione centrale, ore cinque del mattino: extracomunitari in attesa dell’autobus colpiti da un gruppo di giovani in scooter con mitragliatrici e pistole?
Una semplice esercitazione della baby gang che si addestra con la nuova santabarbara, regalo di un boss agli arresti domiciliari.

– Che sta dicendo?
– Ha detto che non ha fatto niente – disse Nicolas senza esitazione.
– E chillo nient’ha fatto, il povero pocket coffee – disse Lollipop – però ci serve nu bersaglio , no?
Accelerò il motorino e gli si avvicinò all’orecchio:
– nun tieni colpa e niente pocket coffee, si solo nu bersaglio […]

Roberto Saviano, "La paranza dei bambini"

Il valore di una vita

Il merito di Saviano è evidente: spiegare le paradossali dinamiche celate dietro l’ascesa violenta della baby gang.

La lettura spaventa ma risulta necessaria per comprendere i valori inversi di queste giovani belve.

Oggi ci stammo, domani non ce stammo.
T’o rriccuord? Amico, nemico, vita, morte: è la stessa cosa.
‘O ssapimmo nuje e lo sai pure tu. Accussì è. E’ n’attimo.
E accussì che se campa, no?

Il romanzo fa riflettere.
E descrive la secolare malattia che affonda nelle radici di un pezzo di città.

Un male incurabile?
E come ripristinare i giusti ideali?

Chiudo il libro con un amaro interrogativo: un giovane delinquente di quattordici anni, è davvero già irrecuperabile?

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SMAU Napoli 2018 l’ultimatum di un VIP [FOTO]

Più spazio allo SMAU Napoli!

Il padiglione 6 della Mostra d’Oltremare è uno spazio sufficiente per ospitare lo SMAU?
Trenta minuti bastano per affrontare un argomento?

Due quesiti banali che – per il sottoscritto – bene rappresentano la dimensione ridotta dell’importante manifestazione tecnologica napoletana.

Completo il primo tour degli stand in una manciata di minuti.
Ripeto il giro.
Stavolta mi soffermo a parlare con i ragazzi di Informa Press, un esempio di giornalismo locale ben riuscito.
In loro rivedo il vero spirito dello SMAU: realtà sconosciute che, in un palcoscenico autorevole, emergono per acquisire visibilità.

SMAU Napoli 2018 tra luci ed ombre

SMAU Napoli, le luci: i workshop

Mezz’ora con Alfonso Cannavacciuolo per discutere – con ironia e professionalità – le tecniche per ottimizzare la scrittura nel web (con una strizzatina d’occhio all’importanza del SEO).

A fine workshop, trovo conferma delle teorie apprese ed applicate in questo spazio, la mia piccola (ed accogliente – spero!) casa digitale.

Vorrei dibattere, interrogare, interagire.
Non possiamo, tempo scaduto.
L’autore fugge via.

Alfonso Cannavacciuolo allo SMAU Napoli 2018

Alfonso Cannavacciuolo allo SMAU Napoli 2018

SMAU Napoli, le ombre: i workshop

I workshop, croce e delizia dello SMAU.

Come insegna l’esperto SEO, meglio utilizzare l’elenco puntato per descrivere una serie di vantaggi/svantaggi e migliorare la leggibilità dell’articolo.

Workshop, la delizia

  • Conosci l’autore
  • ascolti un professionista su un tema specifico
  • poni domande

Workshop, le croci

  • non puoi approfondire l’argomento
  • l’esperto è prigioniero dei trenta minuti disponibili.

Proprio l’ultimo punto diviene il vero limite di questi incontri: il tempo è tiranno e, alla fine del dibattito, i punti sussurrati e non approfonditi sono davvero troppi.

SMAU Napoli 2018 tra luci ed ombre

«Non vendiamo trapani ma buchi nei muri»

Nonostante il coriaceo Alessandro Mazzu ce la metta tutta, resto della mia idea: lo SMAU Napoli merita più attenzione.

Più attenzione nell’affrontare argomenti non ripetitivi.
Più coraggio per scovare la vera innovazione.
Più spazio per gli espositori originali e stand non canonici sui quali scommettere.
Più visibilità a realtà emergenti.

Che senso ha trasformare la manifestazione in un enorme spot per i soliti noti?

Anche quest’anno, vado via deluso.
Se lo spirito dello SMAU resta prigioniero del tempo e dello spazio, non garantisco la presenza del sottoscritto per l’edizione 2019.

Alessandro Mazzu allo SMAU Napoli 2018


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Fate presto: la pista ciclabile immaginaria più lunga d’Italia sta sparendo!

A Napoli, la pista ciclabile immaginaria più lunga d’Italia

Da bravo ciclista napoletano ne sono convinto: la pista ciclabile immaginaria presenta molteplici aspetti positivi.

L’iniziativa del Comune va lodata.
Evidenzio tre caratteristiche che, nel corso delle tante rischiose pedalate per Napoli, ho apprezzato:

  • la pista ciclabile immaginaria non sottrae spazio agli automobilisti in cerca di parcheggio, sempre stressati e con le fiamme negli occhi per il caos urbano (peraltro, generato da loro stessi)
  • zero costi di manutenzione (difatti, sta sparendo)
  • da un momento all’altro, la pista ciclabile immaginaria può nascere in qualsiasi quartiere.

Oltre ai suddetti, innegabili vantaggi per le Istituzioni, la pista ciclabile immaginaria stimola chi ama pedalare per Napoli.
Perché la mattina, se prendi la bici per recarti al lavoro, sei certo di trovare un percorso dedicato a te, coraggioso ciclista-guerriero.

Un percorso sbiadito disegnato per terra.
Un geroglifico con due ruote ed un manubrio che ti guida, incerto, lungo il sentiero.

Napoli, a via Duomo la pista ciclabile immaginaria

Via Duomo, quando il miracolo?

Le foto le scatto tempo addietro mentre pedalo per via Duomo, a poche centinaia di metri dalle spoglie del patrono della città.

Dalla sella della e-bike, percorro la pista ciclabile disegnata lungo la ZTL, un pezzo sbiadito, l’altro occupato da un’auto in sosta selvaggia, un ultimo tratto cancellato dalle intemperie.
In un lampo di misticismo, medito speranzoso:

Dovrei parlare con San Gennaro che, poco distante, ogni anno ripete il miracolo. Una vera pista ciclabile, un miracolo, appunto.
Che un giorno, sono sicuro, si realizzerà.

E così, durante il viaggio lungo il sentiero invisibile dedicato ai ciclisti napoletani, mi domando perché mentre nel resto d’Europa si investe nella mobilità alternativa, da noi la bici è considerata un mezzo per pochi intimi.
Anzi, la bici non è affatto considerata un mezzo di trasporto.

Supero via Duomo, giungo nella bella e larga via Foria.
Stavolta, nessun geroglifico col manubrio lungo la strada.
Procedo cauto verso l’inferno metropolitano del Museo, con lo smog alle stelle e il maxi ingorgo quotidiano ad attendermi.

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La (sola) certezza

Dopo chilometri a rischio e pericolo personale, maschere antismog, imprecazioni contro l’assenza di cultura ciclistica, indignazione per la perenne indifferenza della politica, la pista ciclabile immaginaria resta ancora l’unica certezza per chi ama pedalare per Napoli.

Altri segnali concreti: nessuno.
Risultati raggiunti dai vari governi cittadini : zero.

Insomma, salviamo la pista ciclabile immaginaria!
Fate presto: quel geroglifico con le due ruote ed il manubrio sta sparendo.

Napoli, a via Duomo la pista ciclabile immaginaria sta sparendo


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