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Tag: ndrangheta

Camorra e società civile, quale il confine?

Soluzione inseparabile

Verso lo zucchero di canna nel caffè.
Sono al bar, la tazzina è bollente come la tradizione napoletana impone; col cucchiaino giro la miscela che assorbe il saccarosio.
Dopo pochi istanti, il caffè e lo zucchero costituiscono un’unica soluzione inscindibile: ora non è più possibile separare la bevanda dal dolcificante.
Il processo di fusione è irreversibile e nessuna regola fisico/matematica sarà capace di dividere le due sostanze oramai indissolubilmente legate.

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La diga compatta

L’acqua trasparente scende lungo il letto del piccolo fiume.
Sassi disposti in modo disordinato si oppongono al passaggio del liquido che, senza fatica, passa tra le pietre continuando la sua corsa a valle.
Osservo una semplice regola: se i sassi sono vicini formano una piccola diga compatta che impedisce all’acqua di passare. Al contrario, se lo spazio tra le pietre aumenta, il flusso dell’acqua diviene potente e travolge tutto ciò che incontra.

La camorra, parte integrante della società civile

Il sondaggio

Mi chiedo:  quale relazione esiste tra la camorra (mafia, ‘ndrangheta e criminalità organizzata) e la società civile?

Sono oramai due elementi inscindibile – come lo zucchero miscelato nel caffè – oppure lo Stato riuscirà ad arginare il fenomeno malavitoso come i sassi con il fiume?
A voi la risposta.

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Renzi: «Gli F35 contro la mafia e nella Terra dei Fuochi»

La dichiarazione di Renzi

«L’Italia, ringraziando Iddio, non è impegnata in nessun conflitto. La possibilità di un’invasione da parte di un nemico straniero è pressoché nulla e minacce aliene sono altamente improbabili. E’ necessario combattere l’unica, vera e sanguinosa guerra che affligge e distrugge il nostro Paese: il «mostro» da sconfiggere non è fuori i confini ma dentro casa. Acquisteremo dieci F35 per difenderci e annientare la mafia, la camorra e la ndrangheta e per controllare la martoriata Terra dei Fuochi».

Così Matteo Renzi non parlò mai.

Renzi e gli F35

F35, a cosa servono?

Il mistero sull’acquisto degli F35 continua: quanti ne compreremo?
A cosa serviranno?
Da chi/cosa dobbiamo difenderci?

Davanti le telecamere i politici si mostrano pacifisti e dotati del buon senso richiesto dalle parti sociali («utilizzeremo quei miliardi per sanità, scuola e sicurezza») per poi smentirsi nelle riunioni private dei partiti e stipulare accordi segreti con le multinazionali («potete state sereni, confermiamo la commessa»)

Oggi la burla viaggia sul web e la bufala è dietro ogni clic.
E difatti anche questa dichiarazione del nostro Premier – tanto auspicata quanto impossibile – è un triste pesce d’aprile tricolore.


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Quel maledetto esercito di mafiosi

Ma quanti sono i mafiosi?

Non passa giorno senza che la magistratura ordini un maxi-sequestro allo sterminato patrimonio illegale di mafia, camorra e ndrangheta.

Eppure, ciò che mi stupisce, non sono le cifre sbalorditive – milioni di euro – e le risorse infinite su cui possono contare le organizzazioni criminali, proventi illeciti dei soliti traffici sporchi di sangue (rifiuti, droga, prostituzione, extracomunitari …), «mostruosità» note ed arcinote.
Il mio sgomento nasce sul numero di criminali coinvolti: arresti, pentiti, morti ammazzati, vittime di faide e scissioni ma l’esercito di «mostri» non si esaurisce.

Turbato, mi pongo un elementare quesito – in una società normale apparirebbe paradossale mentre nel nostro martoriato paese è purtroppo significativo: in Italia, oggi quanti mafiosi, camorristi e ndranghetisti vivono?

Guerra civile italiana: quanti sono i mafiosi?

Dato non trovato

Pongo la domanda a Google, Bing e Yahoo! ma nemmeno i più famosi motori di ricerca del mondo riescono a fornire le giuste risposte (tra i risultati più interessanti, segnalo La Biblioteca digitale sulla camorra).

Consulto il sito del Ministero degli Interni ma non trovo documenti con numeri e cifre.
Mi sorge un dubbio: forse questa informazione non è presente nei meandri della Rete?
Nessun Ministero si è mai preoccupato di stilare una statistica sulle dimensioni delle fette di popolazione coinvolte in affari mafiosi?
Perché lo Stato Italiano permette che intere parti del territorio nazionale siano sotto il controllo terroristico dell’antistato?

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La guerra civile italiana

In Italia è in atto una battaglia tra le Istituzioni e le mafie, si susseguono quotidianamente atti tipici dei conflitti (la distruzione della Città della Scienza di Napoli oppure il rogo del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria non sono luride azioni da guerra civile?).

Lo Stato, allora, come in ogni lotta armata, farebbe bene ad informarsi sulle truppe avversarie – gente efferata e folle, mercenari senza etica e scrupoli – per mettere fine a questo infinito conflitto.

Per vincere integralmente questa inspiegabile guerra, però c’è da evidenziare un aspetto non secondario: mai scendere a meschini (e segreti) patti con questi maledetti «mostri» mafiosi.


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Carmine Schiavone ci ricorda che non siamo un paese normale

In Italia è in atto la guerra civile?

Come può una Nazione definirsi civile se intere zone del paese sono controllate dalla criminalità organizzata?
Un Governo non deve garantire a tutti i cittadini – dalla Val d’Aosta fino a Lampedusa – gli stessi diritti?
Perché subire le angherie di un mafioso (vedi pizzo) a Palermo è accettato e considerato (quasi) «inevitabile»?
Può essere considerata «normale» la guerra che ogni giorno si combatte in Italia tra i clan della mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unita?

Carmine Schiavone, il camorrista pentito

Le parole choc di Carmine Schiavone

Siamo un popolo assuefatto, abituati a leggere di morti ammazzati nei trafiletti della terza pagina dei giornali non percepiamo più la gravità della situazione.

Allora, vedere in faccia Carmine Schiavone, ascoltare le sue sconcertanti parole, capire (o cercare di farlo) le teorie folli e lucide di un camorrista pentito, è scioccante.

L’ex capo dei casalesi parla di «rifiuti tossici intombati tra Campania e Lazio», «politici affiliati al clan», «tre miliardi al mese per corrompere polizia, carabinieri, finanzieri e pagare gli stipendi», affermazioni farneticanti di un pazzo oppure una realtà oscura, paurosa, orribile, inquietante, terrificante, agghiacciante ma esistente?

Forse è più prudente non affrontare questi «mostri», sono troppo reali e pericolosi.
Meglio parlare di IMU, videomessaggi, servizi sociali e larghe intese.


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