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Tag: nuoto

Dove nascono le migliori idee?

Le mie migliori idee? In piscina

Il silenzio dell’acqua aiuta a riflettere.
E così, mentre nuoto – vasca dopo vasca – dal labirinto dei pensieri, spuntano le migliori idee.

Il dolce formicolio delle piccole onde sul corpo, l’odore del cloro, il ritmo costante della respirazione, la fatica di ogni singola bracciata, stimolano la concentrazione.

Preferisco lo stile libero per approfondire, il dorso per recuperare, la rana per riordinare le migliori idee.

E così, dopo cinquanta minuti di nuoto, le riflessioni disordinate prendono la giusta forma.

In piscina, le mie migliori idee

Mens sana in corpore sano

La regola è antica come il mondo: lo sport ti fa stare meglio.

Per il sottoscritto, il relax nasce in piscina.
Per te che leggi, l’antistress è un’ora di corsa, una passeggiata o la pedalata libera?

Lo scrivente si riserva seri dubbi sulla palestra: oggi un centro di ritrovo (sociale) più che un luogo dove praticare sano sport?
Felice di essere smentito.

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In piscina, le interviste di faCCebook

Quanti post ho scritto in piscina!
La mia casa digitale deve molto al nuoto.

Ne beneficia soprattutto la categoria delle interviste: nell’ultimo periodo, difatti, la linea editoriale di faCCebook.eu si è arricchita di interessanti conversazioni con scrittori, amici e chiunque desideri raccontare il proprio punto di vista al mondo.

A proposito.
Per quest’anno, il corso di nuoto è giunto all’ultima vasca.

Tranquilli.
A Napoli vivono mille «mostri» ma abbiamo il mare 🙂


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Piscina Scandone, i numeri dell’inefficienza

Ruggine nell’acqua: stop di due settimane

«Per colpa di un tubo rotto c’è della ruggine nell’acqua e l’ASL ha chiuso per controlli».
E’ la spiegazione fornita dall’Amministrazione della piscina Scandone per l’ennesimo imprevisto che ha fermato le attività per due settimane di novembre (nel momento in cui scrivo).

Da quanto ricordo, anche lo scorso anno (2014), accadde il medesimo incidente.

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Il fallimento della Piscina Scandone

Se la piscina Scandone di Napoli fosse gestita da un privato, l’imprenditore avrebbe già dichiarato fallimento.

Le foto del’incuria pubblicate lo scorso 18 novembre nel post Scandone, la piscina di Napoli tra degrado e voglia di nuotare testimoniano l’assenza di manutenzione regolare da parte degli addetti.

I bagni guasti da quattro mesi sono ancora inutilizzabili, le docce funzionano a scartamento ridotto, le luci fulminate restano spente per intere settimane.

Uno dei bagni della piscina Scandone: «GUASTO» da quattro mesi

Uno dei bagni della piscina Scandone: «GUASTO» da quattro mesi

Anche l’aumento del prezzo delle schede

Annoto anche l’aumento di prezzo delle schede magnetiche utilizzate per accedere alle docce ed i phon a muro presenti negli spogliatoi: da 1,5€ per otto passaggi a 2€ per dieci (ogni doccia ed utilizzo dell’asciugacapelli prevedono due passaggi).
Ovviamente, in corrispondenza di tale incremento, non si evince una miglioria del servizio (anzi …).

I numeri dello scandalo

Scandalizzarsi o adattarsi (anzi, accontentarsi) dipende dalla sensibilità di ognuno di noi.
Dunque, vado oltre: ragiono sui numeri (fino a prova contraria, la Matematica è certezza).

Seguono le date salienti dell’ultimo anno, la misura dell’inefficienza della Scandone:

  • metà giugno 2015: chiusura estiva
  • inizio ottobre 2015: apertura della stagione agonistica
  • novembre 2015: chiusura della struttura per due settimane
  • dicembre 2015: chiusura della struttura per il ponte dell’Immacolata e delle vacanze natalizie (scommetto fino all’Epifania)

Da veloci calcoli:

  • tre mesi e mezzo di chiusura estiva (con zero lavori di manutenzione apprezzabile e/o visibile per noi utenti)
  • ottobre attività piena
  • tra novembre e dicembre, su nove settimane almeno quattro saltano per la rottura del tubo e feste natalizie
  • riapertura della piscina nel nuovo anno (dopo l’Epifania?)

Le dichiarazioni dell’Assessore allo Sport del comune di Napoli

Causa rottura del tubo e ruggine in acqua, Repubblica Napoli evidenzia l’impossibilità di giocare le partite di pallanuoto dell’A1:

Per la città di Napoli è una brutta figura perché sabato 28 novembre sono in programma due partite di A1 di pallanuoto, Acquachiara -Trieste ed addirittura il derby tra Posillipo e Canottieri.

L’assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello dichiara:

“Il tubo era stato sostituito regolarmente martedì, i tecnici in tempi record avevano pure provveduto ad isolarlo. Purtroppo le analisi hanno dato esito non conforme su un campione d’acqua marginale, che si trova vicino ai filtri. Probabilmente si tratta di un residuo di ruggine che però ci impedisce di riaprire l’impianto. Ho chiamato le società di pallanuoto per scusarmi, lunedì alla riapertura degli uffici dell’Arpac provvederemo immediatamente a far analizzare un altro campione”.

Il disagio degli utenti e delle società sportive

Nessuno pensa alle centinaia di atleti (dai bimbi agli anziani) costretti a subire l’ennesimo disagio dovuto all’assenza di manutenzione regolare che meriterebbe il vecchio e glorioso impianto di viale Giochi del Mediterraneo?

Chi risarcirà i danni economici subiti dalle società private che lavorano con professionalità, disponibilità e tamponano i molteplici imprevisti per noi utenti?

Domande senza risposte.

Alla piscina Scandone vige una sola amara certezza: prima di nuotare, armati di tanta pazienza.


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Scandone, la piscina di Napoli tra degrado e voglia di nuotare [FOTO]

Piscina Scandone, ingorgo alle docce

Una piccola distrazione e la «partenza intelligente» sfuma: per evitare la fila chilometrica, devo uscire dalla vasca due minuti prima della fine del corso.

Centoventi secondi di rinuncia per eludere l’attesa infinita.
Stavolta, preso dall’entusiasmo, salto fuori dall’acqua alle 18.46.

Risultano fatali gli istanti spesi per conservare la cuffia, gli occhialini ed indossare l’accappatoio.
Parto a razzo conscio dell’ingorgo che mi aspetta.

Troppo tardi, sforato il tempo limite previsto per le 18,44.
La coda alla doccia ricorda il traffico di ferragosto sulla Salerno-Reggio Calabria.

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La manutenzione zero? Tempra il fisico

«La cinque, sei, sette e dieci non funzionano» il passaparola aggiorna la fila in tempo reale meglio di isoradio.
Chiuso nell’accappatoio, attendo infreddolito il mio turno.

Le undici docce presenti nello spogliatoio della piscina Scandone di Napoli non funzionano mai tutte contemporaneamente.

Periodicamente si inceppano e visto l’alto numero di utenti, arrivare al meritato shampoo post-nuotata risulta più complicato del ritiro della pensione alla Posta il primo giorno del mese.

Le docce della piscina Scandone, una roulette

Le docce della piscina Scandone, una roulette

Per l’ennesima volta, la batteria di docce lavora a scartamento ridotto.
La questione si ripete periodicamente: mancanza di una regolare manutenzione.

Si interviene per risolvere l’emergenza del momento senza un calendario di ordinaria cura del bene comune.

Questa settimana, dalla cinque e sei non esce una goccia, la sette solo acqua gelata, la dieci una gittata bollente.

«Meglio delle terme di Ischia, c’è la temperatura per chi ha problemi alla circolazione e chi desidera la sauna» medito.
Alcuni giovani nuotatori condividono la doccia funzionante: mentre uno si insapona, l’altro si lava.

L’Istituzione evidentemente segue un piano segreto per educare gli sportivi napoletani: oltre a temprare il fisico, l’assenza di manutenzione incentiva lo spirito di solidarietà.

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«GUASTO» da quattro mesi

Il cartello «GUASTO» campeggia sulla porta del bagno da quattro mesi.
«Vediamo quanto occorre per riparare sto wc» registro il post-it mentale la scorsa primavera.

Il desolante manifesto (scritto a mano) è il mio riferimento per valutare l’efficienza-zero della manutenzione negli spogliatoi della piscina Scandone.

Ad oggi – e siamo a novembre! – l’avviso «GUASTO» è ancora ben visibile ed è intenzionato a restarci per quest’altra stagione.

«GUASTO» da quattro mesi

«GUASTO» da quattro mesi

La teoria delle finestre rotte

l’esistenza di una finestra rotta potrebbe generare fenomeni di emulazione, portando qualcun altro a rompere un lampione o un idrante, dando così inizio a una spirale di degrado urbano e sociale

La piscina Scandone è la dimostrazione della validità della teoria delle finestre rotte: invece di riparare il bagno fuori servizio, è comparso un nuovo cartello «GUASTO» – fotocopia del primo – sulla porta di un secondo wc.

L’assuefazione alla anormalità

Luci fulminate spente da anni, mura mai ritinteggiate, dal tetto penzolano strane strisce di plastica (forse un tempo materiale isolante?) che potrebbero cadere improvvisamente, … il degrado avanza impietoso di giorno in giorno.

Lo strano tetto presente negli spogliatoi della piscina Scandone

Lo strano tetto presente negli spogliatoi della piscina Scandone

«Queste spogliatoi non sono normali» denuncio le condizioni agli addetti.
«Ci dispiace, dovete parlare col direttore … comunque non ci sono i soldi …» ribatte mortificato un impiegato dell’Amministrazione.

E’ questo il solito botta-e-risposta, l’eterno muro di gomma, lo scaricabarile perpetuo al quale non mi abituerò mai.

Osservo gli innumerevoli bimbi costretti ad utilizzare un impianto indegno.
Non devono considerare normale ciò che normale non è: i piccoli nuotatori di Napoli godono degli stessi diritti dei coetanei italiani!

Nonostante tutto, viva la piscina Scandone!

La professionalità delle istruttrici ed istruttori, la disponibilità delle società che gestiscono le corsie, la volontà dei singoli per rimediare alle lacune delle istituzioni, il vantaggio economico e l’orgoglio di utilizzare una struttura pubblica rendono la Scandone il riferimento per innumerevoli famiglie e sportivi napoletani.

I controlli periodici confermano l’ottima qualità dell’acqua: nuoto da anni e non ho mai beccato un famigerato «fungo da piscina».

E allora, perché trascurare un impianto storico così bello ed importante?

Dopotutto, dopo aver nuotato con rinnovato entusiasmo, chiediamo solo di poterci rilassare sotto una doccia calda ed utilizzare degli spogliatoi «normali».

Piscina Scandone di Napoli, tra voglia di nuoto e manutenzione-zero

Piscina Scandone di Napoli, tra voglia di nuoto e manutenzione-zero


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Meno di un minuto

Sessanta secondi

Un giro di lancette d’orologio e la vita cambia radicalmente.
A me è successo.
Anzi, per gli amanti della precisione, sono bastati cinquantasei secondi.

La curiosità mi spinge ad indagare e così scopro che, intorno al minuto, ruota una galassia di eventi stupefacenti.

Un ladro esperto può rubare qualsiasi auto.
Il nostro cuore batte per settanta volte.
La linea telefonica cade moltissime volte.
In qualche parte segreta del mondo, un server si sta riavviando.
Nelle stazioni della metropolitana di Londra, agli utenti viene ripetuto “Mind the gap” almeno dieci volte.

Anche il sottoscritto – modestia a parte – contribuisce ad estendere le incredibili statistiche che girano intorno al minuto.

Piscina scandone di Napoli, 50metri stile libero in meno di un minuto

Cinquantasei secondi

E’ il mio nuovo record stabilito per attraversare l’intera vasca olimpionica (50m.) della piscina Scandone di Napoli in stile libero.

Ai più questo dato non dirà nulla, concordo … ma per il sottoscritto rappresenta un risultato notevole: l’obiettivo da migliorare, la meta da superare, un tempo da frantumare.

La soddisfazione è ancora maggiore se ricordo gli albori: dopo il tuffo (anzi, la calata in acqua), l’altra sponda della vasca appariva un miraggio, ogni bracciata una fatica erculea ed i cinquanta metri impossibili quanto la traversata del deserto.

Il nuotatore brasiliano César Cielo Filho detiene il record mondiale (e tanti altri) della stessa specialità: venti secondi e novantuno centesimi.
Dopotutto, in meno di un minuto, entrambi abbiamo percorso cinquanta metri in stile libero.
E se ce l’ha fatta il campione, se ce l’ha fatta il sottoscritto siate certi: potete farcela anche voi.
Basta crederci.


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Il talento di Mister Medioman

Medioman, l’uomo privo di talento

La ricerca è terminata, sono giunto alla (matematica) e personalissima conclusione: non posseggo nessun talento.

E’ inutile, alla veneranda età di quarantacinque anni dichiaro pubblicamente (a me stesso e al mondo intero) il mio fallimento.
Spero non restiate delusi ma è inutile continuare a negare l’evidenza.

Medioman, l'uomo senza talento

Lo sport, passione senza risultati

Ho provato col tennis ma non sono mai andato oltre la coppa fair-play (a dire il vero, questo piccolo trofeo è il mio orgoglio).

Sono salito in sella ad una bici ed ho pedalato senza tregua ma non riuscivo a “stare a ruota” e nemmeno a tirare il gruppo, il ciclismo questo sconosciuto.

calcetto, invece, nonostante sia dotato di una tecnica sopraffina non sono abbastanza veloce per il gioco moderno e la mia carriera non è mai decollata (nel torneo aziendale ho riscaldato la panchina e guardato tutte le partite accanto al mister).

Mi sono tuffato in piscina ed ho nuotato con entusiasmo: il nuoto, la mia grande passione del momento (ma in vasca sono puntualmente doppiato da bambini muscolosi, sprinter già a sette anni).

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Musica e cucina, questi sconosciuti

Non ho orecchio per nessun strumento musicale anche se il mio sogno segreto è imparare a suonare il violino.

In cucina sopravvivo e sono più efficiente nel lavare piatti e pentole invece che provare ricette (semplici e/o complesse) però immagino – un giorno non troppo lontano – di sfornare la mia prima torta.

Medioman, unica virtù: la costanza

Non eccello in nessun campo e sopperisco all’assenza di estro con la costanza, laddove non arrivo con una naturale predisposizione provo con un duro allenamento, la ripetizione dell’esercizio in sostituzione di un’indole spontanea, la tenacia invece dell’ingegno, l’organizzazione piuttosto che la genialità.

Sono un uomo medio con un unico, importante talento: essere conscio di non possedere nessun talento.


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La ripresa economica è all’orizzonte? Ed io mi alleno …

La ripresa economica è vicina?

La crisi economica morde i polpacci di tutti, anche se ministri, esperti del settore e maghi della finanza ci rassicurano «la ripresa è vicina».

Questa fumosa affermazione – sparata periodicamente senza mai specificare nulla di preciso – assomiglia al gioco della carota posta davanti la bocca del cavallo: il quadrupede corre per mordere l’ortaggio senza mai avere la reale possibilità di addentarlo.
Durante l’inseguimento spasmodico la speranza è forte, la meta è ben visibile ma – di fatto – resta fuori portata.

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Ci siamo quasi ma …

Con i mezzi ordinari, oggi noi cittadini onesti, rischiamo la fine del suddetto cavallo.

In bilico sulla zattera, in balia della tempesta, attenti a non affondare remiamo sognando di raggiungere l’orizzonte.

La linea blu è davanti ai nostri occhi, la potremmo quasi toccare con mano, ci allunghiamo e per poco non cogliamo l’occasione a cui aggrapparci ma poi cadiamo. Manca ancora un altro metro, occorre remare ancora, forse domani usciremo dalla tempesta.

La ripresa economica? E' sempre all'orizzonte

… manca poco …

Io sono stanco di vivere di illusioni, basta!
Sono un uomo di scienza abituato ad affrontare gli imprevisti con la dovuta razionalità ma sono anche un uomo d’azione, uno sportivo che non si arrende difronte alle avversità.

La partita è tutta da giocare, fino all’ultimo punto.

Da stasera torno in piscina per sottopormi ad un duro allenamento: vasche su vasche senza mai fermarmi, stile libero, rana, delfino e dorso, tuffi ed immersioni.

Nuoterò col sole, con la pioggia, col caldo e con il gelo, affronterò ogni calamità meteo senza indugi.

Visto il protrarsi della crisi, a breve il solito esperto annuncerà fiducioso: «la ripresa è all’orizzonte, manca poco».
Io stavolta non mi farò trovare impreparato, e voi?


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