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Tag: parco

Parco dei mostri di Bomarzo: tra (la mia) fantasia e realtà [FOTO]

Parco dei mostri: come doveva andare

«Benvenuto dottor Monfrecola, siamo onorati della sua visita» il direttore del parco dei mostri di Bomarzo tradisce l’emozione dell’incontro.

Mi porge la mano sudaticcia, evito il contatto.

«Da tempo desideravo visitare questo luogo, lo trovo meraviglioso» replico gelido.
«La mia ex segretaria (licenziata oggi) non è mai riuscita ad incastrare Bomarzo tra gli impegni editoriali e le interviste televisive» continuo osservando le prime incredibili sculture scolpite nelle rocce ordinate dal Principe Pier Francesco Orsini dopo la morte della moglie Giulia Farnese.

«Mi conceda l’onore di accompagnare il webmonster di faCCebook.eu – il blog ufficiale dei mostri – in visita al sacro bosco. Sono iscritto alla newsletter e la seguo su tutti i canali social. Attendo con trepidazione ogni suo post» interviene impaurito l’uomo.
«Onore concesso ma non mi chieda selfie» sentenzio distaccato.

La passeggiata nel magnifico ed unico parco dei mostri di Bomarzo può avere inizio.

al parco dei mostri di Bomarzo

Parco dei mostri: come è andata

«Sono 11€» dichiara la cassiera senza nemmeno alzare lo sguardo.

L’indifferenza della donna non spegne l’entusiasmo del sottoscritto: a poche ore da Napoli – uscita Attigliano dell’A1 – sorge un bosco misterioso, ricco di sculture mostruose, nate dall’amore del Principe per la moglie defunta.

Un complesso monumentale risalente al XVI secolo menzionato anche da Alberto Angela in una delle recenti puntate di Meraviglie d’Italia su Rai1.

Da tempo segnato nella mia personalissima TODO LIST d’arte, in questo ponte d’aprile, finalmente trovo una parantesi tra lavoro ed impegni vari.

Parto carico di attese.
Attese confermate: il parco dei mostri di Bomarzo merita la visita.

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Parco dei mostri: la galleria fotografica

Dopo le sculture ritraenti animali mitologici, divinità, casa pendente e mostri si può apprezzare uno scatto di Bomarzo.


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Napoli, perché il Parco Mascagna (chiuso) è l’emblema dell’Italia

Due mesi?

Due mesi per completare i lavori: è questo il peso della burocrazia, dell’inefficienza politica e della scarsità di risorse pubbliche?
Due mesi per riaprire l’unico polmone verde per le migliaia di famiglie che vivono ed abitano al Vomero, importante quartiere di Napoli?
Due mesi per ripristinare un’area che andrebbe valorizzata, protetta ed estesa ed invece è in uno stato di crescente abbandono?

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«Parco Mascagna chiuso per verifiche»

«Perché è chiuso?» chiedo all’ambulante pakistano che vende la sua merce all’esterno del Parco Mascagna, un tempo affollato dai colori delle famiglie e dalle urla gioiose dei bambini.
«Alberi pericolosi, tanto tempo è passato …» farfuglia sconfitto l’uomo.

Un triste catenaccio impedisce l’apertura del cancello, dietro le sbarre si intravedono i giochi dei bimbi deserti ed il vuoto riempe lo sconforto di chi, fino a qualche mese fa, trascorreva il tempo libero in quest’oasi.

giardinetti di via Ruoppolo sono chiusi dagli inizi di marzo.

Napoli, il Parco Mascagna (i giardinetti Ruoppolo) chiuso da due mesi: perchè?

Il comunicato ufficiale di Giorgia Pietropaoli

Le forte raffiche di vento di inizio anno hanno reso inagibile il Parco Mascagna al Vomero (nome ufficiale) e l’intero quartiere è in attesa dei lavori di ripristino.
L’e-mail dell’assessorato esposta all’ingresso è inviata da Giorgia Pietropaoli: le verifiche partiranno il 30 marzo e si concluderanno entro il 10 aprile dopodiché seguiranno gli eventuali interventi necessari.

Dal profilo twitter di Giorgia Pietropaoli apprendo il ruolo del mittente: «mi occupo di comunicazione e organizzazione di eventi. Oggi per il Vice Sindaco di Napoli».

Quindi, a conti fatti, il portavoce del Comune comunica – con la massima trasparenza – che il parco Mascagna resterà impraticabile dagli inizi di marzo a quasi fine aprile.
Totale: cinquanta giorni (più o meno).

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La domanda di un cittadino qualsiasi

I giardinetti di via Ruoppolo sono l’emblema dell’Italia: un paese prigioniero della farraginosa macchina burocratica dove, per agire, serve il visto di un funzionario e l’assenza di un impiegato rinvia la pratica al mese successivo.
Di settimana in settimana il «mostro» amministrativo ingrassa ed i cittadini inermi subiscono i disagi.

Chiedo al Sindaco e a Giorgia Pietropaoli: in una città assediata dal traffico e dal cemento, in un quartiere affamato di verde, è normale attendere due mesi per restituire ai cittadini il parco Mascagna?
Per cortesia, spogliatevi del politichese e rispondete con onestà.
Grazie.


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Perchè uno sconosciuto parco pubblico di Napoli è il laboratorio politico d’Italia

Un parco pubblico icona della malapolitica

E’ interessante approfondire le sorti del parco pubblico Robinson di Napoli perché la sua anarchica gestione rappresenta bene la distanza siderale esistente tra la politica e la realtà.

Sul sito del Comune così viene descritto:

Il parco ha una superficie di 5.000 mq, si trova a ridosso dell’Edenlandia e del Giardino zoologico e risulta il naturale complemento di una zona adibita allo svago.
L’ingresso è posto in corrispondenza di un viale pedonale centrale che si snoda per tutta la lunghezza del parco e lo divide in due zone: una prevalentemente attrezzata per la sosta con panchine e tavoli in legno, l’altra dedicata all’area gioco per bambini e alle attività sportive con percorsi vita.
E’ presente inoltre un punto ristoro, all’esterno del quale si trovano ancora panchine e tavoli.
Il sistema del verde è ben distribuito e numerose sono le zone d’ombra caratterizzate dalla presenza di alberi ad alto fusto

Difatti, dalle foto allegate, sembra davvero uno spazio incantevole, pulito, ben tenuto ed ideale per passeggiare e portare i più piccoli.

Il parco pubblico Robinson di Napoli, perché è sempre chiuso?

Convinto dall’ottimo marketing, una domenica mattina della scorsa primavera visito il parco.

O meglio, ci provo.

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Chiuso per mancanza di personale

Giunto a viale Kennedy nei pressi della famosa Edenlandia (ancora chiusa nel momento in cui scrivo), trovo il cancello bloccato da una irriverente catena.

Non sono stupito, dalle mie parti accade spesso che la normalità vada conquistata ed i diritti dei cittadini siano scambiati per favori personali.

Comunque ero pronto (non rassegnato, attenzione) poiché è la medesima sensazione provata mille altre volte quando accedo ad un ufficio pubblico ove, per un imponderabile motivo – i computer bloccati alle Poste, un dipendente malato al Comune,  la mancanza di un modulo all’INPS, l’assenza improvvisa di un dottore all’ASL – ho la certezza di dover ritornare perché impossibilitato ad evadere la pratica (e la colpa non sarà di nessuno ma dipenderà da un evento superiore non identificabile).

Chiedo in giro.

Alcuni mi confermano l’apertura del parco «quando capita», cioè ad orari e giorni non specificati da nessun calendario istituzionale ma legati alla buona volontà degli addetti.
Fotografo ed invio un tweet al volenteroso sindaco De Magistris e all’URP del Comune di Napoli.
Non seguirà mai una risposta.

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Parco pubblico Robinson: ancora chiuso

In un caldo weekend di settembre, decido di tornare.
Il dazio della «prima volta» l’ho già pagato ma il dubbio resta, sarà il DNA napoletano ma sono ancora diffidente.

Eppure, proprio alle spalle di questa (presunta) area verde sorge l’Isola delle Passioni, lo spazio della Mostra d’Oltremare con bici da noleggiare, aree pedonali, i giochi d’acqua della splendida fontana, il laghetto con gli uccelli … il parco Robinson sarebbe il naturale prolungamento da valorizzare e manutenere.

L’insolente spettacolo, però, si ripete.
Fotografo, documento ed invio al Sindaco e all’URP del Comune di Napoli in attesa della sua apertura definitiva e stabile.

Nel mentre, continuo l’attenta osservazione del parco Robinson perchè la sua sorte può considerasi il laboratorio della politica italiana: da una parte l’annuncio, il marketing, le parole ufficiali e le promesse … dall’altra l’innegabile ed inconfutabile realtà.

Il parco pubblico Robinson di Napoli

Il parco pubblico Robinson di Napoli


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