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Tag: passato

«La casa in riva al lago», l’importanza del passato secondo Ella Carey [RECENSIONE]

La casa in riva al lago, romanzo di evasione

La casa in riva al lago, di Ella Carey, rientra nella categoria dei libri “non vedo l’ora di vedere come va a finire”.

Tra passato e presente, l’autrice ricostruisce una storia d’amore iniziata nella Germania nazista e mai finita.
Vicende in bianco e nero che, con l’escamotage dell’alternanza dei capitoli, saltano dal 1930 ai giorni nostri, conquistando da subito l’attenzione del Lettore.

Sembra di leggere due storie parallele che, prima o poi, si intersecano.
Nel mentre, l’attesa è ben ripagata da una trama stimolante, con continui flashback ed una narrazione intrigante.

Ella Carey, autrice di "la casa in riva al lago"

Perché leggere «La casa in riva al lago»

Lettura di pura evasione con accenni a concetti profondi: perchè il popolo tedesco fu ammaliato da Adolf Hitler?

Una possibile risposta è legata al destino di Max – il personaggio intorno al quale ruota il libro – giovane rampollo di una famiglia benestante nella Germania scossa dai primi fermenti nazisti.

Toccherà ad Anna, la giovane nipote di Max, scoprire il misterioso segreto legato al passato del nonno.

E, pagina dopo pagina, come in una lunga passeggiata rilassante tra i boschi della Berlino di un tempo, tra le euforie dei balli parigini del novecento e la caotica San Francisco di oggi, giungiamo all’atteso finale.

Chiudiamo il libro col sorriso sulle labbra.
La casa in riva al lago, di Ella Carey, compie in pieno il suo dovere: rilassare il Lettore con una storia leggera, ben scritta, piacevole, soddisfacente.

Come richiesto ad un buon romanzo d’evasione.

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Gli amici di una vita

Giacomo, «il Maestro»

Nei suoi occhi intravedo ancora la scintilla.
Per noi era «il Maestro» e mai titolo fu più appropriato.

Giacomo era semplicemente un talento, lo studente dalle intuizioni geniali capace di inceppare, con una semplice domanda, i ragionamenti impolverati dei baroni della cattedra.

Al suo fianco la compagna di una vita sorride mentre ci abbracciamo …

Dall'università ad oggi, gli amici di una vita

Dall’università ad oggi, gli amici di una vita

Antonio, il buontempone sensibile

Antonio è sempre un buontempone.

Dietro l’apparente leggerezza, nasconde una inattesa sensibilità che sorprende chi non lo conosce (ma non sorprende certamente noi, amici dai tempi dell’università).

Davanti ad una pizza margherita ancora fumante – con la moglie, fotografa per l’occasione – Antonio tiene banco con battute ed aneddoti.
Scherza, ride, coinvolge, rende semplice ciò che risulta complicato (credo sia la sua dote migliore e sono felice che non l’abbia persa!).

Come in facoltà.
Come vent’anni fa.

Carlo ed Olga, la bussola

Carlo&Olga sono i perfetti padroni di casa.
E’ sempre stato così.

Da giovani matricole fino alla tesi di laurea, Carlo&Olga organizzano, convocano, ospitano, fissano luogo e giorno della rimpatriata.

Le nostre bussole temporali.
I riferimenti del gruppo.
Da vent’anni.

Amici, dall’università ad oggi …

Le feste sono un buon periodo per rivedere gli amici.
Soprattutto chi si è trasferito oltre i confini regionali e torna per il ponte natalizio.

Così giunge la notifica di Carlo: appuntamento ore diciannove.

L’incontro, i saluti, gli abbracci, passeggiamo – le luci delle feste rendono la serata tiepida e colorata – poche parole per recuperare gli anni persi, sguardi d’intesa, la confidenza colma il tempo trascorso.

Parliamo del futuro, nuovi obiettivi da raggiungere.
Una finestra sul passato è obbligatoria: Giuseppe è a Dubai? Luciano insegna, Marco si è reinventato un lavoro …

E non ci importa se usciamo dalla pizzeria mentre orde di giovani entrano e beviamo un caffè quando la serata per gli altri inizia.
Ci siamo divertiti.

A presto, amici.

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Ho inventato la macchina del tempo

Ho inventato la macchina del tempo, era da sei anni che ci lavoravo ininterrottamente giorno e notte, col sole e con la pioggia, senza pause e saltando le vacanze e le festività.
Per me le stagioni erano tutte uguali, chiuso nel mio studio a ragionare e costruire, consultare libri e guardare film di fantascienza.

Alla fine ce l’ho fatta, ho prodotto i primi dieci prototipi.

Disponibili in vari colori per le esigenze di tutti, dai teenagers agli anziani: sono dei dispositivi da polso come gli orologi al quarzo con un unico grande display sul quale inserire una data del passato (per ora si può solo viaggiare dietro nel tempo): giorno, mese, anno ed orario, si preme il bottone “Go!” ed il viaggio inizia!

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Ho distribuito i dispositivi a dieci volontari: sei erano sposati, gli altri erano single.

Ho impostato le loro macchine del tempo in modo che avessero un’autonomia di  due giorni, ciò significava tornare nel nostro tempo entro 48ore dalla partenza.

Ieri sera a mezzanotte è scaduto il termine.

Dei sei sposati, quattro sono tornati ed oggi sono soli avendo modificato il passato per evitare di conoscere i loro ex-partners, due hanno preferito vivere in un’altra epoca.

Tutti mi hanno pregato di avere la possibilità di un altro viaggio, sono disposti a pagare somme sproporzionate pur di non vivere l’attuale presente, desiderano un’altra chance.

I quattro single sono tutti rientrati: hanno cambiato il loro destino e fra qualche giorno si sposeranno. Però mi hanno già chiesto la possibilità di un nuovo viaggio nel passato casomai il matrimonio non dovesse andar bene, vorrebbero rimediare all’(eventuale) errore.

Ho inventato la macchina del tempo

Osservando i miei volontari ho capito di aver reso infelici tutti e di aver creato una dipendenza col passato impedendo loro di vivere il presente e progettare il futuro.

Ognuno di loro pensa a come risolvere i problemi effettuando scelte diverse prima senza affrontarli oggi.

Vivono tutti col rimorso di non aver fatto la cosa giusta e si perseguitano con continue domande su come sarebbe stata la loro vita se avessero preso decisioni diverse.

Non hanno capito un concetto fondamentale: non è possibile giudicare le scelte passate con gli occhi di oggi.

Se ognuno di noi avesse l’esperienza prima di intraprendere una strada significherebbe sapere già quella scelta dove porta mentre ciò è possibile scoprirlo solo alla fine del sentiero.

E così ho distrutto la macchina del tempo.
Non serve, la vita è adesso.


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