faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: pendolare

Due mesi senza te

Sfogo d’amore

Dicono che la Vita sia come una ruota.
Gira, gira e rigira.
Nessuno può essere maestro perché oggi capita a me, domani a te.
La Vita gira sempre.
Come una ruota.

E se parliamo di ruote, non posso che pensare a Lei.
Mi manca, da morire.
Da quel maledetto 17 maggio, sono trascorsi due malaugurati mesi.
E di Lei, ancora nessuna traccia.

Eppure, l’ho vista per l’intero inverno.
La pioggia ed il vento non mi hanno fermato.
Ho comprato due magliette termiche pur di recarmi ogni giorno in ufficio, con Lei.
Ogni santo giorno, inseparabili amici di viaggio.

E oggi, che potremmo passeggiare al sole, col tepore dell’estate e la libertà dei gabbiani, non c’è.

La Vita non gira come una ruota.
La Vita va al contrario.

La Vita non gira come una ruota, la Vita va al contrario

Oggi sono un uomo più forte

Senza di Lei, da due mesi combatto contro i «mostri» metropolitani ben noti alle cronache.

Compresso nella carrozza della metropolitana insieme ad altri mille pendolari già sfiniti a prima mattina, alla fermata dell’autobus in balia delle intemperie ed in attesa di un mezzo pubblico che non giungerà mai, sono esperienza della Vita che mi rendono un uomo più forte – non credo migliore. 

In queste occasioni di dolore, rimpiango la nostra frequentazione giornaliera.

Con Lei ero un pendolare libero, un lavoratore rilassato, uno sportivo felice, un uomo indipendente.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Un caso su un milione, eppure succede

Per consolarmi, chi l’ha accolta – quel maledetto 17 maggio – affermò: «è un problema che non capita mai».

Già, ma le statistiche non giustificano gli imprevisti.
Perché anche lo sventurato colpito dal fulmine si chiede: «un caso su un milione, perché proprio a me?».

Da quel giorno, telefono ogni settimana per sapere come procede.
Messaggi, e-mail, Whatsapp: non mi dimentico di Lei, attendo il suo rientro con fiducia.

E così, da quel maledetto 17 maggio, sono senza la mia amata e-bike.
Il motore è andato.
KO.
BLACK OUT.
Prima un rumore sordo, poi il silenzio.

Il negoziante l’ha spedita al rivenditore, «la bici è in garanzia, non ti preoccupare».
Le ultime parole famose.
Da allora, niente pedalate per la città.
Niente vento tra i capelli.
Niente libertà.

Ma non demordo.
Attendo e mentre viaggio con i mezzi pubblici, osservo la Vita.
Perché la metropolitana e gli autobus sono ricchi di volti, parole ed espressioni.
Mille storie da ascoltare.

Già, la Vita.
Non gira come la ruota di una bici.
Sarebbe troppo lineare e prevedibile.

La Vita, va sempre al contrario.

Presto tornerò al lavoro in bici


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

Io, pendolare felice

Addio stress da guida

Per il sottoscritto, il 2016 porta una salubre novità: al lavoro con i mezzi pubblici!

Considero l’opportunità una vera rivoluzione culturale.

Dopo svariati anni, lascio l’auto in garage e viaggio in metropolitana.
Felice di non impestare l’aria cittadina con i gas di scarico, scendo a piazza Garibaldi – finalmente la stazione centrale con un nuovo e moderno restyling – e passeggio per circa tre chilometri.

Raggiungo il Centro Direzionale di Napoli, la nuova sede di lavoro, soddisfatto.

Il lungo giorno degli scatoloni è alle spalle ed appartengono al passato anche il traffico impazzito, gli ingorghi folli, le anarchiche code agli incroci, l’ingiusto pedaggio della tangenziale partenopea, lo stress da parcheggio.

Io, pendolare felice

Io, pendolare felice

Ad un anno dalla scomparsa, le musiche di Pino Daniele si diffondono tra le stazioni dell’arte e mi accompagnano lungo il nuovo viaggio quotidiano.

Certamente in futuro affronterò giornate complicate tra scioperi e ritardi ma per ora mi godo il sonno dell’auto e la passeggiata pre-ufficio.
Da oggi sono un pendolare felice.

Vota il sondaggio

[socialpoll id=”2321343″]

Napoli e l’ingorgo nel giorno del blocco del traffico auto

Riflessioni sul blocco della circolazione delle auto disposto dal Comune di Napoli per ridurre lo smog in città.

Mercoledì 14 maggio ore 8,45 circa.

Siamo a via Salvator Rosa, una strada che unisce il Vomero con il centro storico, un’arteria invasa dal traffico ventiquattro ore al giorno.

L’imponente istituto Cuoco-Schipa accoglie i ragazzi di ogni età (dai pargoletti dell’infanzia fino ai liceali) e all’ingresso c’è la solita, gioiosa e caotica ressa di genitori, bimbi, giovani, fidanzatini, professori, motorini ed auto in tripla fila.

Il mercoledì l’ordinanza prevede(rebbe) il blocco delle auto inquinanti dalle sette e trenta fino alle diciotto e trenta.
Eppure, se si osserva l’ingorgo di questa mattina, un dubbio sulla reale utilità delle disposizioni comunali sulla mobilità sorge spontaneo.

Napoli, l'ingorgo durante il blocco della circolazione

Una mamma scatta due foto per registrare l’evento e – gentilmente – mi invia le immagini.

L’assenza di vigili urbani amplifica il giorno di ordinario inquinamento e le limitazioni sul traffico restano solo teoria

Ovviamente non affermo che il piano anti-smog sia un fallimento in tutti i quartieri, mi limito a segnalare la situazione odierna.

Napoli, l'ingorgo durante il blocco della circolazione

Il traffico, però, dimostra anche un’altra tesi: esiste una incolmabile distanza tra la proclamazione di una legge e la sua concreta applicazione.

Dando per scontata la buona fede del sindaco De Magistris e della sua giunta, più ci si allontana da palazzo San Giacomo (il Municipio) tanto più l’esito negativo del piano si amplifica.

Le parole scritte nero su bianco – da sole – non bastano a garantire il rispetto delle regole, occorre sia controllare (e casomai multare) ma anche fornire le necessarie alternative (i mezzi pubblici, è ovvio).

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Il costo della tangenziale incide

Da non sottovalutare il pedaggio che noi napoletani (unici in Italia!) siamo costretti a pagare ogni volta che percorriamo la tangenziale.

Il pendolare, pur di risparmiare i novanta centesimi a tratta (tassa temporanea del 1969 e prorogata anno dopo anno) cioè quasi quaranta euro al mese per il doppio passaggio andata/ritorno, invece di spostarsi tramite la strada a scorrimento veloce esterna al centro urbano e nata per non intasare la città, preferisce muoversi lungo le vie cittadine bloccando (ed inquinando) ulteriormente la metropoli.

Le soluzioni esistono ma per funzionare devono essere applicate.
Come la legge.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »