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Tag: potere

«House of cards», il capolavoro di Michael Dobbs (recensione)

L’intreccio tra politica e media

House of cards di Michael Dobbs è un libro intrigante.
Ambientato nella Londra degli anni ottanta, descrive con dovizie di particolari il (forte) legame tra la politica ed i media.

Nel romanzo non esiste Internet e lo scandalo corre sulle prime pagine dei giornali.
Lo scoop per distruggere l’avversario di partito, la foto compromettente per annientare l’oppositore: cambiano i tempi, restano i soliti (sporchi) trucchi.

Perché leggere «House of cards», il capolavoro di Michael Dobbs (recensione)

La notizia distrugge (anche se falsa)

Perché la notizia urlata in diretta tv e sparata sui giornali della domenica, macchia la carriera dell’uomo pubblico.

A nessuno interessa verificare l’affidabilità della fonte: toccherà al malcapitato dimostrare la sua innocenza.
Ma sarà troppo tardi.

Il trita-notizie è già in moto, il «mostro» sbattuto in prima pagina dal giornalista compiacente farà il resto.

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La forza della stampa (corrotta)

Esiste un tradimento più subdolo di un giornale che sponsorizza un partito politico?
Un editore al servizio del potere sposta voti, convince gli elettori, demolisce – con le parole – gli avversari.
Ed inganna i Lettori.

House of cards narra una storia attuale.
L’ipocrisia degli uomini assetati di gloria, accecati dal Potere personale, disposti a tutto per la poltrona è sempre esistita.
Da sempre.
E sempre esisterà.
Perché cambiano i mezzi di comunicazione – dal giornale al web – ma l’animo umano resta vulnerabile.

La politica è per forza sporca?
Chi governa deve necessariamente scendere a compromessi col malaffare?

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House of cards: il finale superbo

Il finale di House of cards è all’altezza dell’intera storia.
Anzi, chiude il cerchio in modo perfetto.
Michael Dobbs riesce nell’impresa: l’ultima pagina lascia il Lettore interdetto.

Romanzo da leggere.
Perché è un piccolo capolavoro letterario.

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Palazzo San Giacomo: io Sindaco di Napoli. Per trenta secondi [FOTO]

Al posto del sindaco De Magistris

Trenta secondi sulla poltrona più bollente di Napoli.
Resto in carica il tempo di uno scatto, altri cittadini impazienti premono per le mie immediate dimissioni.

Il sapore del potere attira, ognuno sogna il (mezzo) minuto di celebrità.

Visita a Palazzo San Giacomo: al posto di De Magistris, io sindaco di Napoli per mezzo minuto.

Palazzo San Giacomo, prenotazione on-line

La foto immortala la visita guidata (gratuita) a palazzo San Giacomo, la sede del Comune di Napoli.

Due clic per compilare il modulo on-line e mi ritrovo, insieme ad un gruppo di quaranta cittadini, nelle magnifiche sale dello storico palazzo di piazza Municipio.

Un’ora e mezza in compagnia di una simpatica (e preparata) guida che racconta aneddoti e dettagli delle opere d’arte presenti nei saloni.

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L’incontro col sindaco Luigi De Magistris

Solo trenta minuti col primo cittadino.

De Magistris parte a razzo con «l’impegno massimo» di tutta la giunta, il confronto impietoso della Napoli di cinque anni fa sommersa di rifiuti e la Napoli di oggi piena di turisti.

Il tempo scorre ed il monologo continua: la mezz’ora si riduce …

Conscio di dover interrompere per iniziare il tanto atteso question time Sindaco-cittadini, con rispetto, alzo la mano.
Il Sindaco conclude finalmente la filippica e cede la parola alla platea.

A Palazzo San Giacomo, il question time col Sindaco De Magistris

Question time: la mia domanda

«Perché a fronte di tanto impegno, a noi cittadini giunge solo una minima parte dei risultati? Perché la politica si perde nei meandri della burocrazia? A titolo di esempio, consideriamo la fontana del Centro Direzionale prima funzionante e da inizio anno, col passaggio alla gestione comunale, non funziona più».

Il question time parte.
Anche gli altri cittadini pongono i loro dubbi.
La parola, però, non tonerà più al sottoscritto nonostante le mille domande che avrei voluto esporre.

Il tempo di una foto di gruppo ed il Sindaco scompare per gli improrogabili «impegni istituzionali».

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Arrivederci palazzo San Giacomo

Sul bloc notes restano senza spunta gli interrogativi che ogni cittadino non assuefatto avrebbe chiesto:

  • perché le strade non vengono pulite regolarmente come in ogni altra città d’Italia?
  • perché il verde pubblico è trascurato?
  • quando riprende il servizio di bike sharing?
  • quali sono i dati (reali) della raccolta differenziata?
  • perché gli autobus pubblici non sono a metano?
  • come pensa di contrastare la camorra – il cancro del nostro territorio?

Nonostante tutto, l’apertura del palazzo ai cittadini è lodevole ed invio i miei complimenti alla giunta.

Tornerò presto Sindaco.
Un solo consiglio: ordini quella scrivania 🙂

La galleria fotografica


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Il Potere (solitario)

La gioia dell successo

Sul vertice più alto della montagna, soffia un vento gelido che, come una lama, taglia il volto ed asciuga il sudore.
L’obiettivo fino a ieri irraggiungibile, dopo innumerevoli sforzi e sacrifici, è divenuto realtà: la vetta impossibile è conquistata.

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Mille sofferenze per raggiungere la vetta

Lungo la salita, soffri ma stringi i denti.
Il percorso è impervio ma tu, deciso e determinato, sei pronto.
Consapevole, non ti fermi e centimetro dopo centimetro, domi il «mostro».

Il momento magico in cui calpesti la sommità, sognato per anni, è finalmente giunto.

La solitudine dell'uomo al potere

Il Potere e la Solitudine

Conquisti il Potere!

Sei il numero uno.
Hai lo scettro.
Decidi.
Comandi.
Imponi.
Disponi.

Consumata l’euforia del successo, ti guardi intorno e scopri di essere solo.

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La sete di potere

Eppure, all’inizio della scalata, il gruppo era numeroso, solidale e coeso.
Per superare le prime difficoltà comuni, si  instaura anche una spontanea amicizia.

Una squadra unita senza un leader, tu passi la borraccia al compagno che ti segue e ricevi frutta secca da chi ti precede.
Insieme per annientare gli ostacoli, uniti per vincere.

Ma il duro tragitto seleziona la comitiva, i migliori proseguono, i deboli rallentano, gli sconfitti si ritirano.

Lassù in cima si soffre di solitudine … chi ci arriva, però, non se ne accorge (subito).


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