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Tag: Renzi (Page 2 of 3)

La meritocrazia a scuola già esiste (nella testa degli studenti)

Il professore di Fisica

Ricordo perfettamente il professore di Fisica alle scuole superiori quando – a voce bassa e sicura – spiegava le leggi del la dinamica ed in classe calava un silenzio tombale.

Con la mano ferma, impugnava il gesso come una penna stilografica e con la scrittura elegante tracciava grafici precisi e formule sognanti.
A fine lezione, la lavagna appariva perfetta come un quadro di Leonardo.

Eppure sono trascorsi più di venti anni e per il sottoscritto, che dimentica anche la cena della sera prima, è un evento su cui riflettere.

La meritocrazia nella scuola già esiste

La meritocrazia secondo gli studenti

Penso nessun preside gli abbia mai assegnato un premio, allora la meritocrazia nella scuola era un concetto sconosciuto né tantomeno previsto da innovatrici riforme del Governo.

Il carisma, il nostro professore, ogni giorno lo confermava sul campo: gli altri docenti lo stimavano mentre noi – i suoi alunni – lo temevamo per quella brutalità (oggi incomprensibile) ai limiti della crudeltà, lo apprezzavamo per le lezioni impeccabili ed eravamo stimolati dalle interrogazioni pseudo-universitarie.

Un uomo che – oltre alla materia – ci ha insegnato a vivere (e sopravvivere, soprattutto quando col dito sadico scorreva la lista dei nomi per scegliere la vittima da sacrificare davanti alla classe, il suo pubblico – momenti di vero terrore mentre in aula calava il gelo).

Ricordo il professore di Fisica perché era semplicemente il migliore, anzi era il migliore secondo noi giovani studenti dell’Istituto Tecnico.

In effetti, la meritocrazia nella scuola è sempre esistita, basta chiedere agli interessati: gli studenti.

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Voglio acquistare un auto blu su ebay!

Vecchia Skoda, la mia auto blu

La mia elefantiaca Skoda blu perde colpi ed il pessimismo dell’intelligenza e l’ottimismo della volontà non mi ingannano.

Conscio, attendo il momento nel quale lo spirito masai guiderà il vecchio pachiderma a quattro ruote per l’ultimo viaggio nel luogo ove tutto è iniziato e nel quale dormirà per sempre.

Per non essere impreparato, medito come sostituire il fedele ed inseparabile amico meccanico degli ultimi tredici anni.

L’animo romantico mi impone una scelta di continuità: la prossima vettura sarà blu.
Anzi, perché non acquistare un’auto blu?!

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Auto blu, l’asta su ebay

L’eccellente idea guadagna consensi all’interno della scatola cranica fino a prevalere sui dubbi razionali posti dell’emisfero sinistro ed in breve trionfa: voglio un’auto blu!

Paulo Coelho aveva ragione: «quando desideri ardentemente qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio».

E difatti, la promessa cosmica del Premier Renzi è profetica: «Il Governo vende 151 auto blu di proprietà dello Stato tramite asta per contenere i costi della Pubblica Amministrazione» (12 marzo 2014: fonte).

Benissimo!
Accedo al negozio Ebay ufficiale e consulto la lista dei bolidi disponibili.

L'elenco delle 151 auto blu in vendita su ebay

7115 euro, il prezzo medio di un auto

Sono 151 in totale e ne sono state vendute 52 che hanno fruttato alle casse dello Stato quasi 372 mila euro.

Briciole rispetto ai milionari bilanci della Pubblica Amministrazione ma utili, ad esempio, a pagare lo stipendio del Presidente della Repubblica Italiana per due anni (circa 240 mila euro l’anno, fonte Il Secolo XIX)

Spulcio l’elenco, non male i «mostri» presenti soprattutto se si pensa che, in media, ogni auto è costata 7115 euro: un affare per il cittadino non troppo schizzinoso (i puritani potrebbero definire queste macchine gli scarti della casta ma tant’è).

Un breve calcolo e decido: d’accordo, non potrò permettermi la Maserati 139 che, a quanto leggo su vari siti web, fu pagata più o meno 117 mila euro ma dopotutto una Citroen C8 non si nega a nessun contribuente onesto.

E’ fatta: vada per la Citroen C8 del Ministero della Giustizia!

Le auto blu del Governo su ebay

Asta chiusa?

Il mio entusiasmo viene presto spezzato, l’asta on-line è chiusa e non trovo notizie se e quando ripartirà.

Ma non demordo (sarà colpa della burocrazia?).

Convinto ripeto a me stesso che non farò la fine del solito elettore tradito da spot elettorali propagandistici, invierò questo articolo al Premier ed attenderò sicuro una sua risposta istituzionale.

Nel mentre, fiducioso mi affido alla mia vecchia, elefantiaca Skoda blu.


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TassaMundial, la tassa dei veri contribuenti della Nazionale di Calcio

La Nazionale di Calcio per il bene del Paese

Il Premier twitta l’annuncio ufficiale alle 3,12 di questa notte: «è pronta la #TassaMundial: unirà il paese e si pagherà ogni 4anni».

A Palazzo Chigi non si dorme mai, la crisi economica morde i polpacci degli italiani ed il Governo lancia l’economia-fantasia.

Per «il bene del Paese» si chiede uno sforzo ai milioni di contribuenti-tifosi e, dopo una lunga trattativa con i Sindacati e le opposizioni, a poche ore dall’inizio della più importante manifestazione di calcio si è finalmente raggiunto l’accordo.

L’aliquota dipenderà dai risultati della nostra nazionale: si parte da un equo 20% «valido per tutti i cittadini che durante il Mondiale brasiliano risiedono sul territorio nazionale» (approvato un emendamento della Lega per estendere l’imposta anche agli extracomunitari ed i clandestini) ma, citando direttamente le parole del Premier «l’aliquota scende di 3punti per ogni vittoria della Nazionale, 1punto per il pareggio, 0 per una malaugurata sconfitta. In caso di superamento del turno è previsto un bonus di 5punti».

Tassamundial, la tassa dei veri tifosi della nazionale di calcio

Il tweet del Premier

Gli esperti prevedono che, se la Nazionale raggiungesse la finalissima, l’italiano medio pagherebbe ben volentieri l’imposta sul reddito ed i sondaggi a favore del Governo schizzerebbero alle stelle.

Con un tweet delle 4.18 di questa mattina, il Premier evidenzia:

«saranno esclusi i lavoratori a nero e gli evasori fiscali. A loro il Governo non riconosce lo status di tifoso-DOP».

L’anatema ha già scatenato le proteste del Vaticano che parla di «discriminazioni nei confronti degli sfruttati».
Su questa dichiarazione il PD si è spaccato, il PDL invita a non strumentalizzare le sentenze della magistratura mentre il M5S lancia un referendum on-line.
Quelli del centro attendono gli eventi e nel mentre invitano tutti ad abbassare i toni nel rispetto delle Istituzioni.

Il Premier enfatizza il risultato e con un selfie delle 6,11 – con l’ottimismo che lo contraddistingue – esplode in un gioioso: «Forza Italia!»


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[TEST] Come riconoscere l’elettore del PD?

Chi vota Renzi?

Ai tempi del Berlusconi Re degli Elettori era impossibile trovare un tizio qualsiasi che ammettesse pubblicamente di aver votato per il Cavaliere.
A domanda diretta, l’interessato negava energicamente nonostante Dio Silvio trionfasse con maggioranze bulgare.

Ebbene, i ricorsi storici ci consegnano lo stesso mistero.

Oggi, a sentir discutere di politica al bar o in ufficio, è impossibile identificare una persona che ammetta: «ho votato per Renzi».

MI chiedo: è una vergogna dare il proprio consenso a chi (stra)vince?
Ovviamente no.

Ognuno vota chi desidera e nessuno può discutere le scelte personali.
Quale arbitro imparziale potrebbe decidere se un voto è giusto o sbagliato, chi sono i buoni e chi i cattivi, quali i colori degli onesti e quali dei delinquenti, chi usa la Politica per scopi personali e chi come uno strumento a favore della collettività?
Solo il tempo ci fornirà le giuste risposte.

Nel mentre, però, ho ideato un test per smascherare l’elettore-bugiardo.
Ho iniziato la sperimentazione in ufficio …

Renzi e gli 80euro della discordia: come smascherare l'elettore del PD

Il test: dov’è l’elettore del PD?

«Ti sei venduto per 80€, fascista, comunistaaa» urlo al collega che incrocio mentre porto la mano destra in avanti per completare il classico gesto di accusa.
Mi guarda stupito, ingessato nel suo abito formale resta basito senza comprendere se scherzo oppure sono serio.
Poi farfuglia un mezzo insulto tra i denti e sgattaiola via nella penombra della sala meeting (vuota).

E’ evidente, è reo confesso.

il fattore sorpresa svela il colpevole

Utilizzo il fattore-sorpresa: chiunque, se colpito all’improvviso con le difese abbassate, reagisce d’istinto senza meditare.

Succede ad esempio quando inciampiamo: il cervello non ha il tempo per riflettere e manda un comando involontario e con le mani d’avanti al corpo ci difendiamo, l’istinto di sopravvivenza precede il raziocino.

E’ lo stesso criterio utilizzato per il mio test: colpisco la cavia nell’ambiente nel quale si sente sicuro con una domanda a bruciapelo al di fuori da ogni schema logico.
Colto di sorpresa, il malcapitato potrà solo difendersi d’istinto abbandonando il controllo e spifferando la verità nascosta.

«Ti sei venduto per 80€, fascista, comunistaaa» incalzo un altro collega alla macchinetta del caffè.
Subito compare un grosso punto interrogativo sulla testa dello sventurato. Innervosito bofonchia incerto: «che cavolo dici?».
Mentre se la svigna, una goccia di sudore gli scivola lungo il viso teso.

Colpito ed affondato.

«Ti sei venduto per 80€, fascista, comunistaaa!» stavolta mi rivolgo a te, cara Lettrice e Lettore.
Cosa rispondi?

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L’Italiano, il cittadino più forte d’Europa

Non c’è (mai) l’alternativa?

«Siamo sul baratro, il professor Monti ci salverà. Non c’è alternativa».
E uno.

«Monti ha fallito, è tempo di un governo di grande intese che unisca il Paese ferito. Letta è l’uomo giusto, farà le riforme di cui l’Italia necessita. Non c’è alternativa».
E sono due.

«Letta è bloccato tra le paludi della politica, occorre accelerare e Renzi è l’ultima possibilità. Non c’è alternativa».
E tre.

Non ho alternativa!

I tre Governi senza voto

Sono tre governi che noi, elettori senza voto, subiamo.
Secondo i partiti, l’alternativa al Premier-non-eletto sarebbe la catastrofe, The End.

Eppure, al fallimento dei tecnici – che pure furono annunciati come i salvatori della Patria – siamo sopravvissuti.
Tempo trasacorso dal «Non c’è alternativa a Monti» alla sua caduta: 1anno-5mesi-12giorni per un totale di 530 giorni

Il Governo dei compromessi, invece, con una serie di riforme doveva spingere l’Italia fuori dalla crisi ma ben presto si è inceppato tra i meandri dei suoi stessi compromessi.

Eppure siamo sopravvissuti anche alla caduta delle prime grandi intese.

Tempo trascorso dal «Non c’è alternativa ad Enrico Letta» alla sua caduta: 9mesi-25giorni per un totale di 300 giorni.

Oggi siamo al terzo governo consecutivo sostenuto dal postulato matematico «Non c’è alternativa».
La storia insegna che il vigoroso Matteo cadrà quando un suo alleato lo tradirà perché se ti accordi col serpente, prima o poi ti avvelenerà.

E’ solo una questione di tempo.

L’Italiano, il cittadino di ferro

Nel mentre, l’italiano fornisce l’ennesima dimostrazione di forza: difronte all’assenza della libertà di scelta, in bilico sul ciglio del burrone, sotto la costante minaccia di cadere nell’oblio, con la Vita appesa ad un sottilissimo filo trasparente, allo stremo delle forze ed ormai privo di sogni, l’Italiano resiste da oltre 830 giorni senza alternative.

E’ evidente, siamo più resistenti di qualsiasi altro cittadino europeo.

Renzi: «Gli F35 contro la mafia e nella Terra dei Fuochi»

La dichiarazione di Renzi

«L’Italia, ringraziando Iddio, non è impegnata in nessun conflitto. La possibilità di un’invasione da parte di un nemico straniero è pressoché nulla e minacce aliene sono altamente improbabili. E’ necessario combattere l’unica, vera e sanguinosa guerra che affligge e distrugge il nostro Paese: il «mostro» da sconfiggere non è fuori i confini ma dentro casa. Acquisteremo dieci F35 per difenderci e annientare la mafia, la camorra e la ndrangheta e per controllare la martoriata Terra dei Fuochi».

Così Matteo Renzi non parlò mai.

Renzi e gli F35

F35, a cosa servono?

Il mistero sull’acquisto degli F35 continua: quanti ne compreremo?
A cosa serviranno?
Da chi/cosa dobbiamo difenderci?

Davanti le telecamere i politici si mostrano pacifisti e dotati del buon senso richiesto dalle parti sociali («utilizzeremo quei miliardi per sanità, scuola e sicurezza») per poi smentirsi nelle riunioni private dei partiti e stipulare accordi segreti con le multinazionali («potete state sereni, confermiamo la commessa»)

Oggi la burla viaggia sul web e la bufala è dietro ogni clic.
E difatti anche questa dichiarazione del nostro Premier – tanto auspicata quanto impossibile – è un triste pesce d’aprile tricolore.


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Gianluca Galletti, il Ministro dell’Ambiente favorevole al nucleare

Gianluca Galletti, il Ministro di Renzi

Giudico un Governo dall’attenzione che pone nei confronti dei temi legati all’ambiente perché tutelare il territorio impone – da parte dello Stato – controlli ed investimenti per il bene comune e – per il cittadino – educazione civica. In Italia, l’abbiamo sperimentato sulla nostra pelle: difendere l’ecosistema significa impegnarsi nella lotta contro la criminalità organizzata (per fermare tutti i tentacoli malati della piovra).

Dunque, aspettavo con curiosità la nomina del nuovo Ministro per l’Ambiente e la tutela del territorio e del mare indicato dal Premier Matteo Renzi.

Navigo sul sito del Governo: Home -> Governo -> Ministri e Ministeri -> Ministri e leggo: Gianluca Galletti.

Gianluca Galletti, il ministro dell'ambiente favorevole al nucleare

Favorevole al nucleare?

Non riesco a collegare questo nome con nessuna battaglia ecologica.
Cerco sul web, spero di beccare almeno una eco-dichiarazione del ministro del tipo: «sono contro la strage dei delfini nella baia di Taiji» ma nulla.

Anzi, sulla pagina di Wilipedia viene riportata una frase di un’intervista del 2010 nella quale «si dichiara favorevole alla localizzazione della produzione di energia nucleare in Emilia Romagna purché il sito sia considerato sicuro e conveniente».

Non proprio un bel biglietto da visita ma non demordo.

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Il Curriculm

Gianluca Galletti, nel precedente Governo Letta ricopriva la carica di sottosegretario all’Istruzione e quindi il suo curriculm è on-line.

Laureato, commercialista, consigliere comunale, componente dell’Alta Commissione di Studio e via discorrendo: per carità, tutte cariche altolocate ma nessuna esperienza con un qualsiasi tema legato all’ambiente.

Ed io che, per questo dicastero, sognavo un’anima verde, un uomo di Greenpeace, un ecologista convinto, un amante della Natura, un eco-guerriero insomma … mi ritrovo con un preparatissimo burocrate.

Seguono dubbi e perplessità: con quale criterio vengono scelti i ministri?

In attesa di scoprire se il Ministro dell’Ambiente sia (almeno) socio WWF, gli consiglio una passerella nella martoriata Terra dei Fuochi.
Una promessa di bonifica in diretta televisiva fa sempre curriculum.


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Il Potere (solitario)

La gioia dell successo

Sul vertice più alto della montagna, soffia un vento gelido che, come una lama, taglia il volto ed asciuga il sudore.
L’obiettivo fino a ieri irraggiungibile, dopo innumerevoli sforzi e sacrifici, è divenuto realtà: la vetta impossibile è conquistata.

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Mille sofferenze per raggiungere la vetta

Lungo la salita, soffri ma stringi i denti.
Il percorso è impervio ma tu, deciso e determinato, sei pronto.
Consapevole, non ti fermi e centimetro dopo centimetro, domi il «mostro».

Il momento magico in cui calpesti la sommità, sognato per anni, è finalmente giunto.

La solitudine dell'uomo al potere

Il Potere e la Solitudine

Conquisti il Potere!

Sei il numero uno.
Hai lo scettro.
Decidi.
Comandi.
Imponi.
Disponi.

Consumata l’euforia del successo, ti guardi intorno e scopri di essere solo.

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La sete di potere

Eppure, all’inizio della scalata, il gruppo era numeroso, solidale e coeso.
Per superare le prime difficoltà comuni, si  instaura anche una spontanea amicizia.

Una squadra unita senza un leader, tu passi la borraccia al compagno che ti segue e ricevi frutta secca da chi ti precede.
Insieme per annientare gli ostacoli, uniti per vincere.

Ma il duro tragitto seleziona la comitiva, i migliori proseguono, i deboli rallentano, gli sconfitti si ritirano.

Lassù in cima si soffre di solitudine … chi ci arriva, però, non se ne accorge (subito).


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Governo Renzi, è pronta la lista dei (super)ministri

La squadra

Il nuovo Premier ha scelto, la lista dei Ministri è stilata ed i nuovi supereroi sono pronti a giurare fedeltà alla Repubblica.

Renzi si è esposto scegliendo in prima persona la sua squadra di Governo, non ha ascoltato i soliti consigli dei vecchi saggi e respinto le pressioni dei «poteri forti» che avrebbero voluto, nei ministeri chiave, uomini vicini ai loro (sporchi) interessi.
Stavolta si cambia radicalmente, niente «amici» ed «inciuci», i ruoli occupati in base alle competenze ed etica morale, figure inattaccabili e dal consenso unanime.

Le sorprese non mancano e sicuramente susciteranno polemiche e discussioni vista l’assenza dei politici di mestiere ma oramai è ufficiale.
A voi i nomi.

La squadra del Governo Renzi

Il nuovo Governo Renzi

– Ministro degli Esteri: Licia Colò («conosce il mondo come le sue tasche, almeno così dicono a Rai3»)
– Coesione Territoriale: Giuseppe Garibaldi («non è più tra noi? Lo so ma comunque è un ministero senza portafoglio»)
– Ministero dell’Interno: Bud Spencer e Terence Hill («uomini onesti ed integri, esempi per tutte la famiglie italiane»)
– Giustizia: Fabrizio Frizzi («volto noto e rassicurante, esperto in giurie televisive»)
– Difesa: A-Team («a volte le manieri forti sono necessarie»)
– Economia e Finanze: zio Paperone («il papero giusto per risparmiare e risanare finalmente il debito dello Stato»)
– Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare: i Barpapà (con delega alla Terra dei Fuochi per Carmine Schiavone «fantasia e chiarezza»)
– Trasporti ed Infrastrutture: Gerry Scotti («innegabile la sua esperienza nel campo delle energie»)
– Lavoro: Gastone («il cugino fortunato di Paperino, un esempio di ottimismo per i giovani disoccupati italiani»)
– Salute: nonna Papera («la vecchia bipede ha più di settant’anni ed è più arzilla di Paperina, il suo stile di vita sia la  nostra guida»)
– Istruzione: Richard “Richie” Cunningham («parla inglese, ama lo studio ed è un bravo ragazzo»)
– Turismo: Violetta («la star del momento per attirare i capitali stranieri»)


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Matteo Cocco e Enrico Drilli

Il coccodrillo, l’evoluzione della specie

E’ il più giovane coccodrillo della palude ed è affamato, è un predatore pericoloso, accecato dal potere avanza con lo sguardo basso e la coda minacciosa pronto ad azzannare chiunque incroci il suo sguardo.

La conservazione della specie impone la sopravvivenza del più forte, è la legge che vige dai tempi dell’Homo Habilis (il nonno dell’Homo erectus) e deve essere rispettata. 

L’evoluzione obbliga il sacrificio dell’essere debole, l’anello malato della catena è eliminato anche se è un essere della propria specie.

Questione di prospettive.

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Isolato, ti estingui

Il coccodrillo abbandonato dal branco ora è solo.

Eppure, fino a ieri era il leader: riconosciuto da tutti come il salvatore della giungla, sostituiva il vecchio giaguaro incapace di garantire i giusti equilibri per l’intero ecosistema. 

Il suo potere è durato dieci mesi, tutte le energie spese per placare i malumori ed evitare sommosse.
Parole di cui il vorace branco si è presto stancato.

D’altronde le regole del gioco sono chiare ed i partecipanti le accettano senza ribellarsi, da sempre è così e l’ex leader è conscio: se sei solo, sei morto.

Non gli resta che scappare e lasciare il trono al giovane sostituto, il nuovo e feroce imperatore della palude promette la svolta.

Ma io – nonostante i «mostri» – credo nell’Amore e se penso a due coccodrilli immagino Cocco e Drilli.

coccoEdrilli

Enrico e Matteo, Ccoco e Drilli

Sono certo che, come i due personaggi della canzone dello Zecchino d’Oro, i due coccodrilli – oggi nemici – per ritrovare l’amore necessitano solo di affrontare un perfido cacciatore che minacci il regno, qualcuno pronto ad imprigionarli e a detronizzare l’Imperatore e l’intera corte.

Possiamo solo augurarci che, in caso di ritrovato feeling, consumino la loro storia in Marocco, proprio come Cocco e Drilli.


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Partito Italia

Renzi-Berlusconi, il Partito Italia è servito

La realtà supera la fantapolitica e l’incontro Renzi-Berlusconi scongela le barriere (ideologiche) e suscita meraviglia.
E’ l’inizio di un nuovo menù in salsa italica di ricette indigeste?
Moderni polpettoni e minestroni da proporre ai cittadini sempre più nauseati dalle solite pietanze scadute?
Gli inciuci piatto del giorno per i prossimi anni?

Nonostante le smentite ufficiali, le voci indignate di una parte del PD, le insistenze dell’ala ribelle del PDL, le dichiarazioni governative di Letta (zio e nipote) e le finte minacce di Alfano, un’unica e mastodontica verità – impensabile fino a qualche settima addietro – prende corpo: il PD ed il PDL si uniranno dando vita al Partito Italia.

Partito Italia: Renzi-Berluscono, l'inciucio è servito

PD+FI, tante possibili combinazioni

I contrasti sono nati non certo sui contenuti (c’è affinità su tutte le questioni nazionali) bensì sulla scelta del nome.

Difatti, per accontentare i pochi nostalgici, bisognava unire le sigle «PD» ed «FI» senza cancellare le identità dei due partiti.

Le proposte in campo erano molte, tutte vagliate con attenzione dal segretario e dal Cavaliere: «Forza Democratici», «Partito della Forza», «Forza Partito» e poi – finalmente! – il geniale «Partito Italia».

Il nome indica l’ideale pentolone nel quale appiattire tutte le idee, smorzare i contrasti e moderare le opinioni estreme.

Il piatto unico sarà presto servito sulle tavole tricolori già alle prossime elezioni.
Poi, però, nessuno si meravigli se gli italiani sceglieranno, ancora una volta, un salutare digiuno.


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Il rimpasto? Chiedete a mia suocera

Cavolo, il cavolo!

Il solo odore mi provocava l’orticaria e difronte a quella visione fumante scappavo.

Difatti, fino al ventunesimo secolo, nessuno può affermare – a meno di non essere tacciato come uno spudorato mentitore – di aver visto in cucina contemporaneamente me e l’ortaggio più nutriente al mondo.

Anche mia mamma era rassegnata ed a mezzogiorno si imponeva una scelta dicotomica: io oppure il piatto di pasta e cavoli?

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Il merito di mia suocera

Il tempo trascorre inesorabile e le posizioni giovanili, in genere rigide e prive di compromessi, si ammorbidiscono.

La mente diviene flessibile e ciò che in passato appariva un nemico, un bel giorno, si trasforma in un elemento positivo.

Il merito è di mia suocera, devo riconoscerlo.

Il rimpasto di mia suocera

Cavolo, l’amore ritrovato

Da sopraffina cuoca quale ella è, al pranzo di un giorno qualsiasi mi propose un succulento pasticcio ricoperto di formaggio.
Il profumo mi conquistò subito, l’aspetto invitava all’assaggio ed il magico mix di sapori, pasta e aromi soddisfò appieno le mie papille gustative.

Da quel momento amai il cavolo.

Il segreto di quella ricetta fu mischiare i sapori, evidenziare il buono e nascondere ciò che non affascina.
L’odiato cavolo era presente ma dietro una coperta di aromi, il timballo conteneva sempre gli stessi ingredienti ma combinati in modo che – dall’esterno – non era più possibile scindere il cavolo dal formaggio.

Rimpasto, la specialità italiana

«Come si chiama questa ricetta?» chiesi appagato a mia suocera  mentre col fazzoletto mi pulivo la bocca ancora piena dipasticcio.
«E’ un rimpasto di cavoli e formaggio ma se non ti piace il termine puoi anche chiamarlo gattò» replico la mamma di mia moglie.

Modificare nome senza alterare i contenuti per trasformare il vecchio in nuovo, scambiare l’ordine degli ingredienti conservando sempre gli stessi elementi: anche questa è una virtù tutta italiana.


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