faCCebook.eu

Sbatti il mostro in homepage!

Tag: scoop

Dries Mertens alle Hawaii, attore in Magnum PI? [SCOOP]

Dries Mertens, attore in Magnum PI?

Dries Mertens, il famoso giocatore del Napoli, è alle Hawaii.
Il calciatore belga recita nella nuova serie di Magnum PI trasmessa, tutti i martedi alle ore 21.00, da Fox.

Dopo la prima puntata, non credo ai miei occhi: Rick, l’inseparabile amico di Thomas Magnum, è interpretato dal nostro Ciro Mertens!

L’attaccante dai gol impossibili, il campione al centro dell’attacco azzurro, è – all’insaputa di tutti – un affermato attore hollywoodiano?

Affronto il problema etico con indecisione: denunciare al pubblico il doppio ruolo di Mertens oppure, per amore dei colori azzurri, tacere sull’inatteso scoop?

Non ho dubbi: il pubblico merita la verità.

Dries Mertens è il Rick di Magnum PI?

Mertens/Rick, trova le differenze

Eppure, secondo l’autorevole IMDb, nella nuova serie di Magnum PI, Orville ‘Rick’ Wright è interpretato da Zachary Knighton.

Salto le ovvie considerazioni su chi sia costui (il nome d’arte del Mertes-attore?) per evidenziare le assonanze tra il personaggio televisivo ed il calciatore.

Un tipo scaltro, non vi è dubbio.
Conscio di non essere un colosso, invece della forza fisica, è la furbizia una delle sue armi migliori.
Amante della bella vita, piace alle donne.
L’amicizia, un patto d’acciaio.
Sempre disponibile ad aiutare un fratello in difficoltà.

E’ Dries Mertens.
E’ Rick.

Lo scoop è confermato.


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

«House of cards», il capolavoro di Michael Dobbs (recensione)

L’intreccio tra politica e media

House of cards di Michael Dobbs è un libro intrigante.
Ambientato nella Londra degli anni ottanta, descrive con dovizie di particolari il (forte) legame tra la politica ed i media.

Nel romanzo non esiste Internet e lo scandalo corre sulle prime pagine dei giornali.
Lo scoop per distruggere l’avversario di partito, la foto compromettente per annientare l’oppositore: cambiano i tempi, restano i soliti (sporchi) trucchi.

Perché leggere «House of cards», il capolavoro di Michael Dobbs (recensione)

La notizia distrugge (anche se falsa)

Perché la notizia urlata in diretta tv e sparata sui giornali della domenica, macchia la carriera dell’uomo pubblico.

A nessuno interessa verificare l’affidabilità della fonte: toccherà al malcapitato dimostrare la sua innocenza.
Ma sarà troppo tardi.

Il trita-notizie è già in moto, il «mostro» sbattuto in prima pagina dal giornalista compiacente farà il resto.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

La forza della stampa (corrotta)

Esiste un tradimento più subdolo di un giornale che sponsorizza un partito politico?
Un editore al servizio del potere sposta voti, convince gli elettori, demolisce – con le parole – gli avversari.
Ed inganna i Lettori.

House of cards narra una storia attuale.
L’ipocrisia degli uomini assetati di gloria, accecati dal Potere personale, disposti a tutto per la poltrona è sempre esistita.
Da sempre.
E sempre esisterà.
Perché cambiano i mezzi di comunicazione – dal giornale al web – ma l’animo umano resta vulnerabile.

La politica è per forza sporca?
Chi governa deve necessariamente scendere a compromessi col malaffare?

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

House of cards: il finale superbo

Il finale di House of cards è all’altezza dell’intera storia.
Anzi, chiude il cerchio in modo perfetto.
Michael Dobbs riesce nell’impresa: l’ultima pagina lascia il Lettore interdetto.

Romanzo da leggere.
Perché è un piccolo capolavoro letterario.

Acquista il libro su Amazon!


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

Donald Trump, l’intervista (mai pubblicata) di un ignoto giornalista di Napoli [FOTO]

Io e l’intervista a Donald Trump

«Hai due ore per scrivere un pezzo su Trump» ordina il Capo.
Il faccione del nuovo Presidente USA campeggia sulle prima pagine di tutti i siti web, non può mancare proprio sul nostro faCCebook, il blog dei «mostri».

«Mandami alla Casa Bianca per un’intervista esclusiva» rispondo convinto.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Il premio Pulitzer al sottoscritto!

Fiuto lo scoop.
Il premio Pulitzer è già sulla mia scrivania.

Sono pronto per azzannare la preda, sento l’odore del sangue, la notizia scorre nelle vene, l’adrenalina a mille!

La valigia è pronta, a noi reporter basta lo spazzolino da denti, una penna ed un bloc notes.
Oggi sei al fronte per denunciare una guerra dimenticata, domani alla sagra della castagna di Montella.
Tutto è notizia.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

Il sogno interrotto

«Non vai da nessuna parte, non ci sono i soldi nemmeno per comprare il biglietto della metropolitana» il Capo interrompe con tono brusco i sogni di gloria.
«Inventati un pezzo, dalla tua scrivania» gira le spalle e scappa via.

Il rumore della porta che sbatte rispedisce lo sguardo del sottoscritto sul monitor.

Donald Trump a Mappatella Beach

Se il sottoscritto non può andare alla Casa Bianca, allora sarà Donald Trump a raggiungere il sottoscritto.
A Napoli.
Sul lungomare.
L’intervisterò alla rotonda Diaz.
Location perfetta, con vista sul Castel dell’Ovo.

Per l’occasione, magari il Comune libererà Mappatella beach dai turisti e napoletani e riserverà l’esclusiva spiaggia per lo scoop dell’anno.

Lo scorso venerdi 4 novembre ho effettuato un giro di perlustrazione: la foto immortala la sala stampa.
Magnifica.
Fotogenica.
Virale.

E’ tutto pronto.
Manca solo Donald Trump.

Il lungomare di Napoli, la location perfetta per l'intervista esclusiva a Donald Trump


Restiamo in contatto: ricevi la newsletter

E se partissi per Leicester?

Leicester, 285.000 star da intervistare

Leicester è la notizia del momento.
Nell’anonima cittadina inglese, ogni impercettibile evento è di interesse globale.
I 285.000 abitanti, potenziali divi di talk show: i media pagano oro per intervistare un leicesteriano doc.

Carta igienica morbida o colorata?
Esistono gli alieni?
Insalata con aceto o limone?

Le domande di sempre si arricchiscono di un nuovo tassello: l’opinione del tifoso vincitore della premier League 2016!

E se andassi a Leicester, li centro del mondo?

La nuova casa del circo mediatico

L’avido circo mediatico, alla continua ricerca del «mostro» da sbattere in prima pagina, deve sfamare le ingordigie del telespettatore-zapping.

Due, tre giorni di full immersion tra le vie del capoluogo inglese, tra le pareti delle ordinate villette a schiera a cento miglia da Londra.

Poi, d’incanto, di Leicester non ne sentiremo più parlare.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Napoli – Leicester, 2240 chilometri

Il diritto di cronaca imporrebbe al sottoscritto una trasferta nel centro del mondo.
Un’intervista a Claudio Ranieri?
Un selfie con il Sindaco?

Napoli-Leicester: Google Map calcola 1.392 miglia pari a 2240,207 chilometri da percorrere con l’auto in 21 ore e 28 minuti (19 ore 54 minuti senza traffico).
Oppure in aereo da 232€.

Guardo il meteo.
Le nuvole vanno via, ritorna il sole.
Da lunedì il circo mediatico monterà le tende in un’altra arena, alla ricerca di un nuovo «mostro» da beffeggiare.

Meglio un weekend al mare.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Bigfoot, l’intervista esclusiva [SCOOP]

Bigfoot, l’appuntamento

Incontro Bigfoot in un bar affollato del centro, vicino gli uffici.
Il locale brulica di impiegati pronti a consumare velocemente la pausa pranzo.
C’è un bel sole, decidiamo di accomodarci fuori.

«Non ho molto tempo, iniziamo subito» afferma in modo spicciolo lo Yeti mentre si mette a proprio agio in un tavolino già apparecchiato (impietosamente piccolo rispetto alle sue gigantesche dimensioni).
«Ti ringrazio per aver accettato il mio invito. Siete esseri rari al giorno d’oggi, quasi come i contratti a tempo indeterminato!» scherzo per rompere il ghiaccio mentre accendo il portatile per l’intervista del secolo.

Bigfoot sorride per educazione, poi alza il lungo braccio sinistro e cattura l’attenzione del giovane cameriere (seduto, l’arto verticale raggiunge i tre metri d’altezza).
Squilla il (suo) cellulare.
«Confermo il meeting domani alle 14,30 … un’insalata grazie» organizza ed ordina.
«Sono a dieta, il lavoro a progetto, la crisi, la scadenza di contratto, lo straordinario non pagato … troppo stress, devo perdere qualche etto» si giustifica lo scimmione.

faCCebook è anche su Telegram: unisciti al canale!

La leggenda del lavoro indeterminato

«Il lavoro, appunto, per molti è un evento leggendario, proprio come te. Perciò ti ho scomodato» chiarisco al mio ospite esclusivo.
«Dunque, sei d’accordo con la linea del Governo?» incalzo.

L’enorme mano del Bigfoot afferra il minuscolo bicchiere, la belva sorseggia delicatamente la bevanda.

Si guarda intorno con fare sospetto quasi temesse per la sua incolumità, poi con un filo di voce confida:
«le Istituzioni vogliono estinguerci, siamo una razza protetta eppure la caccia continua. Sono astuti: non utilizzano armi dirette ma strumenti subdoli, capaci di colpirci a distanza senza innescare il clamore mediatico».

«Bigfoot, puoi essere più esplicito?» sento odore di scoop.
«Il Governo modifica la Legge, i nostri diritti cancellati con il beneplacito dei sindacati, partiti politici, maggioranza ed opposizione, chiesa e ONU» continua lo Yeti visibilmente turbato.
«Le tutele acquisite dai miei avi – i Gigantopithecus – sono utopie per noi giovani Bigfoot. A volte mi chiedo se riuscirò ad arrivare alla pensione prima di 130 anni» afferma desolato.

Digito veloce le dichiarazioni dello scimmione, l’articolo prende forma.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

L’utopia: più tempo per se stessi

«Dopo vent’anni di lavoro, desidero coltivare i miei interessi.
Studiare nuove materie – magari iscrivermi ad una facoltà, frequentare un corso di recitazione, praticare uno sport, imparare a suonare il violino, trascorrere più ore con i miei cari, viaggiare, dedicarmi agli hobbies … sottrarre energie al lavoro ed incrementare il tempo da dedicare a me stesso.
Invece no! Licenziamenti, cassa integrazione, instabilità, contratti a progetti … basta! E’ uno stillicidio, sto pure facendo il pelo bianco» si sfoga il Bigfoot dagli occhi tristi.

Chi non si adatta si estingue

«La storia dell’Umanità parla chiaro: chi non si adatta si estingue. Se il trend non cambia, non resisterò ancora per molto».

Segue una pausa sofferta, poi il lavoratore giunto da lontano si riprende:
«devo andare, la pausa pranzo è terminata. E’ stato un piacere conoscerti Mario, seguo sempre il tuo sito di mostri, sei forte» sentenzia lo Yeti.

Lo scimmione si alza e con un gesto plateale indossa un paio di occhiali scuri.
Dall’alto dei suoi tre metri e 250 chilogrammi, mi fissa per un tempo che sembra interminabile.
Poi, con tono profetico asserisce:
«Mario, vogliono ammazzare i sogni. Continua a credere nelle leggende anche se da oggi siamo tutti precari».

Il battito di una ciglia ed il Bigfoot svanisce, per sempre credo.

Il messaggio del Bigfoot

Mi guardo intorno stordito: gli impiegati rientrano nei loro uffici, la pausa pranzo è terminata, i camerieri puliscono i tavoli e raccolgono le ingenerose mance.

«Il conto per cortesia».
Ancora emozionato, mi domando se ciò che ho ascoltato sia frutto della mia fantasia oppure sia la triste realtà.

Forse sono impazzito?

Abbasso lo sguardo, ai miei piedi c’è una foto.
Deve essere caduta dalla tasca di qualche precario frettoloso, la raccolgo, guardo, sorrido: è proprio lui.

Avevo ragione: il contratto a tempo indeterminato è una leggenda, come il Bigfoot.

L'intervista al leggendario Bigfoot (come il contratto a tempo indeterminato)


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

ARRESTATO ROBERTO SAVIANO [ULTIM’ORA]

Il blitz

Il blitz è scattato questa mattina alle cinque.
Le forze speciali di Polizia, i NOCS, centoventi carabinieri ed i GICO della Guardia di Finanza hanno circondato l’abitazione dello scrittore a Casal di Principe, a pochi metri dal Comune.
Fonti non ufficiali confermano che l’autore di Gomorra, negli ultimi mesi, viveva stabilmente proprio nel paese dei boss di camorra circondato e protetto dalla scorta, complici del folle disegno stragista di Saviano.

Secondo i magistrati antimafia, difatti, Roberto Saviano progettava un attentato contro il clan dei Casalesi.

Subito dopo l’arresto, il ricercato – con la barba sfatta ed il pigiamo di ordinanza – in manette viene spinto in un blindato della Polizia e tenta una labile, disperata difesa: «vi sbagliate, questa storia è la trama del mio prossimo romanzo!».
Ma i PM non gli credono (nel suo personal computer è stato ritrovato un documento Word di 246 pagine con i nomi dei personaggi, i dettagli, i colpi di scena) ed ora Saviano è rinchiuso nel carcere di Secondigliano al 41bis.

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

Le reazioni politiche

Il primo a commentare la notizia è Nicola Cosentino, più volte denunciato dallo stesso Saviano come riferimento politico dei Casalesi in Campania.
Dalla cella di massima sicurezza dotata di wifi, l’ex numero uno di Forza Italia invia un tweet al veleno con l’hashtag #savianodentro già divenuto trend su twitter nelle ultime ore.

Il PD, dopo una riunione fiume, si spacca e per evitare la scissione dichiara: «massima fiducia nella magistratura ma anche massima stima per Roberto Saviano».
Forza Italia annuncia una manifestazione a Roma (diretta su Rete4) contro il possibile pentimento di Saviano e chiede al Ministro degli Interni la massima pena per lo scrittore napoletano.
Il Movimento 5Stelle lancia un sondaggio on-line che terminerà fra due mesi: scoppiano le polemiche tra gli iscritti e Casaleggio minaccia di espellere Grillo.
Il Vaticano applaude all’appello dei partiti del centro che, compatti, chiedono il rispetto delle Istituzioni ed invitano a abbassare i toni.

La verità dei fan

I milioni di fan di Roberto Saviano non credono alle menzogne dei media e all’unisono urlano: la notizia è una bufala.
Controllate le fonti, incrociate le informazioni: buon pesce d’aprile Roberto 🙂

L'arresto di Roberto Saviano


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

[foto-scoop] Quando l’intruso è impacciato

L’intruso silenzioso

E’ un’ombra, agisce con sospetto ed è impossibile carpire il movimento dei suoi passi invisibili.
Puoi solo immaginare la presenza ma non lo beccherai mai sul luogo del delitto, nemmeno quando decide di visitare casa tua.
Si arrampica lungo la ringhiera e si intrufola nel balcone – anche ai piani alti – diffidente cerca uno spiraglio nel quale rifugiarsi, ruota la testa per guardarsi intorno guardingo, prudente e con gesti felini si inerpica senza timore alla ricerca del bottino.

Stavolta, però, gli è andata male.

Alzo lo sguardo e becco l’intruso!

Fermo in auto, smanetto con lo smartphone in attesa dello shopping di mia moglie.
Decido di fotografare una nuvola dalla forma indescrivibile.
Apro lo sportello, alzo lo sguardo e zac, beccato!

Il «mostro» è sul balcone dell’abitazione al primo piano e si muove lungo il parapetto con circospezione.

Vorrebbe svignarsela ma è indeciso, forse non ha calcolato al meglio il pericolo anche se la sua natura – sono certo – lo salverà.

Saranno sette o forse otto metri di altezza, un giardino con delle morbidi piante è proprio sotto la casa e potrebbe fungere da materasso ma l’animale sembra aver perso sicurezza.
Siamo al centro città, la scena non passerebbe inosservata – ma, vista la sua proverbiale insolenza, dubito che si imbarazzi per la figuraccia.

Lo scoop

Sghignazzo, non ho mai amato i gatti e peggio ancora i gatti impacciati.
Mi gusto la scena – la giustizia sta seguendo il suo corso e l’impunito stavolta non la farà franca! – ma il clacson improvviso di un incivile in sella al suo SUV cafone mi fa sobbalzare dal sediolino della mia utilitaria blu.

E’ un attimo, il tempo di un battito delle palpebre, mi rigiro ed il felino è scomparso.

Mentre l’idiota continua a strombazzare, guardo la galleria dello smartphone, la scatto è stato salvato.
A voi lo scoop.

L'intruso impacciato

Carmine Schiavone ci ricorda che non siamo un paese normale

In Italia è in atto la guerra civile?

Come può una Nazione definirsi civile se intere zone del paese sono controllate dalla criminalità organizzata?
Un Governo non deve garantire a tutti i cittadini – dalla Val d’Aosta fino a Lampedusa – gli stessi diritti?
Perché subire le angherie di un mafioso (vedi pizzo) a Palermo è accettato e considerato (quasi) «inevitabile»?
Può essere considerata «normale» la guerra che ogni giorno si combatte in Italia tra i clan della mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unita?

Carmine Schiavone, il camorrista pentito

Le parole choc di Carmine Schiavone

Siamo un popolo assuefatto, abituati a leggere di morti ammazzati nei trafiletti della terza pagina dei giornali non percepiamo più la gravità della situazione.

Allora, vedere in faccia Carmine Schiavone, ascoltare le sue sconcertanti parole, capire (o cercare di farlo) le teorie folli e lucide di un camorrista pentito, è scioccante.

L’ex capo dei casalesi parla di «rifiuti tossici intombati tra Campania e Lazio», «politici affiliati al clan», «tre miliardi al mese per corrompere polizia, carabinieri, finanzieri e pagare gli stipendi», affermazioni farneticanti di un pazzo oppure una realtà oscura, paurosa, orribile, inquietante, terrificante, agghiacciante ma esistente?

Forse è più prudente non affrontare questi «mostri», sono troppo reali e pericolosi.
Meglio parlare di IMU, videomessaggi, servizi sociali e larghe intese.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

«George Alexander Louis, il Royal Baby, è un bimbo di colore»

George Alexander Louis, finalmente!

IL mondo tira un sospiro di sollievo, finalmente è nato il nuovo rampollo della monarchia inglese, il piccolo George Alexander Louis.

William e Kate mostrano entusiasti il bebè alla stampa mondiale, i volti rilassati dei neo genitori non presentano i tipici segni della prima notte insonne.

Evidentemente, il poppante è venuto al mondo già regale ed evita i soliti piagnistei dei comuni mocciosi.
Pochi scatti e la nobile famiglia si dilegua portandosi dietro le mille curiosità globali: a chi assomiglia il pargoletto?
E’ tutto suo padre?
Oppure ha i caratteri della mamma?
Latte materno o artificiale?
La Corona è favorevole all’uso del ciuccio già nei primi giorni di vita?
Quali pannolini userà?

Domande lecite alle quali la stampa mondiale sta lavorando freneticamente e – prima o poi – fornirà le giuste risposte.

Ciò che nessuno vi dirà mai, invece, sono le indagini alle quali George Alexander Louis è stato sottoposto.

«George Alexander Louis, il Royal Baby, è un bimbo di colore»

Lo choc

Appena nato, infatti, il potente MI6 (per chi non è del settore, è la sigla dei temibili servizi segreti inglesi) insieme ad un importante centro africano specializzato sugli studi genetici dei cetacei, tramite un innovativo software sperimentale ha simulato la crescita del bimbo nei prossimi due anni.

Ebbene, il dossier catalogato subito top-secret dalla Regina Madre, evidenzia una insolita carnagione «scura» del neonato.

L’esito, secondo gli specialisti, è sconvolgente: «George Alexander Louis è un marmocchio di colore.  Più precisamente, il giusto termine scientifico riportato dai tecnici africani, è “di colore nero” (con una probabilità del 97,6%)».

Porta con te i «mostri» di faCCebook ovunque tu vada! Scarica l'app ufficiale di faCCebook per Android

La reazione di Buckingham Palace

Nessuno può prevedere le conseguenze di questa inchiesta sull’intero ecosistema.

Al momento, da Buckingham Palace, non trapelano reazioni ufficiali né tantomeno smentite scandalizzate.

Il più importante studio di avvocati anglosassone è pronto a distruggere chiunque osi parlare dell’argomento, il primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna ha prontamente alzato il livello dei controlli negli aeroporti e nelle stazioni, la Banca Centrale Europea monitorizza costantemente lo spread tedesco, il Vaticano invita «a non strumentalizzare la concezione» mentre la nazionale di calcio inglese ha ufficialmente chiesto di giocare con la foto del piccolo stampata sulla maglietta bianca.

Il diritto di George Alexander Louis

Mentre il mondo impazzisce dietro le stupide congetture sul colore della pelle di un essere umano, l’innocente George Alexander Louis come si comporta?
Ha appena aperto gli occhi e piange, chiede solo di essere coccolato dall’amore della sua mamma e del suo papà.

Che poi, a ben riflettere, è lo stesso improrogabile, elementare, naturale diritto che spetta ad un qualsiasi altro bimbo nato in un altro angolo del Pianeta, ultimo imperatore o comune moccioso che sia.


Ti è piaciuto questo post? Ricevi la newsletter

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Translate »