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Tag: scooter

Cronaca di un pericoloso avvistamento

Smartphone, sempre e ovunque

Con il viso nello smartphone, in slalom tra passanti e auto.
Incurante della propria (e altrui) sicurezza.
L’osservo stupefatto: rischia, ad ogni istante, di sbattere contro un palo o causare un grave incidente.

Ma lui, il «mostro» tecnologico, non teme imprevisti: deve assolutamente verificare la notifica, quella maledetta tentazione divenuta una spietata dipendenza.

Con lo sguardo fisso sullo schermo, procede con un pericoloso zig-zag.
Schiva, avanza, legge.

Quando lo smartphone diviene una droga

Lo Smartphone-protesi

Lo smartphone incollato sulla mano destra – una protesi del braccio, oramai prolungamento naturale dell’arto -, il collo inclinato, gli occhi assatanati sul display: la posizione naturale del drogato del cellulare sempre e ovunque.

Quel maledetto bip lo obbliga, in qualsiasi luogo sia, ad abbassare gli occhi sullo schermo: deve assolutamente leggere e rispondere.

La dipendenza trasforma un essere normale in un folle.
Anzi, in un criminale.

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Un attimo di distrazione …

In sella ad uno scooter.
Nel traffico, con la mano sinistra digita la risposta mentre, con la destra, guida in slalom tra auto e scooter.

Il «mostro» tecnologico guida con una sola mano.
Con un occhio guarda avanti, con l’altro lo smartphone.
Un granello di sabbia e vola via dallo scooter.
Un battito d’ali di una farfalla e sbatte contro un auto o investe un pedone.

Resto sbigottito.

Guardare il display dello smartphone mentre guidi uno scooter nel bel mezzo del traffico cittadino.
Stavolta non ho davvero parole per descrivere la follia umana.


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Lettera aperta al motociclista con Whatsapp

Il motociclista messaggiatore

Caro drogato,
perché leggi e scrivi messaggi con lo smartphone mentre guidi lo scooter?

Con la mano destra acceleri e deceleri – magari nel traffico impazzito della città – e con la sinistra maneggi il cellulare.
La testa su e giù, un secondo guardi lo schermo dello smartphone e l’istante dopo controlli chi ti sta davanti.

Quale fondamentale informazione devi inviare per rischiare la tua vita e quella degli altri?

Con Whatsapp in moto, auto, aereo, a piedi: quando la follia è dilagante

La dipendenza, anche durante la guida

Proprio non resisti, vero?
Controllare le notifiche al rosso del semaforo (quando lo rispetti), durante lo zig-zag nel caos dell’ingorgo, mentre sfrecci con sorpassi a destra e sinistra, è un’azione irresistibile.

La dipendenza dal «bip» è tale da non poter attendere: preferisci un possibile incidente dalle conseguenze imprevedibili alla risposta posticipata via Whatsapp.

Anche il secondo passeggero

La mattina, quando pedalo per raggiungere l’ufficio, dalla mia bici a pedalata assistita ti osservo sbigottito.

Sei schiavo del «bip».

Spesso, sullo scooter, è il secondo passeggero a messaggiare.
Seduto in bilico, mentre tu – pilota folle – ti incunei tra il blocco di auto ferme oppure viaggi a cento all’ora tra le vie cittadine, incurante dei pericoli, il tuo amico chatta.
Digita con nonchalance.
Come fosse seduto comodo in poltrona invece che su uno scooter.

Siete indifferente alla morte.
Eppure lei è in agguato, alla prima fatale distrazione.

Caro motociclista con Whatsapp, la mia lettera termina con una amara certezza: tu non sei un «mostro».
Sei solo pazzo.

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Appello alle Forze dell’Ordine

Quando fermate questi folli, non sequestrate loro lo scooter.
E’ inutile.
Al drogato bisogna sottrarre la dose: sequestrate loro lo smartphone.
Solo così si disintossicherà.
Forse.


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