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Tag: sigarette

Tre domande (assurde) al parcheggiatore abusivo

Come si diventa parcheggiatore abusivo?

L’attività (commerciale), immagino si erediti.
Il papà, lo zio ma anche la mamma.

Credo sia la spiegazione (folle) più plausibile: sei diventato parcheggiatore abusivo perché in famiglia c’è già chi opera nel settore?

Concepire una strada diversa, risulta difficile.

L’esempio, il movente.
Sarebbe interessante una statistica: su cento parcheggiatori abusivi, quanti hanno un parente già parcheggiatore abusivo?

Inventarsi il mestiere dal nulla, in questo ambito spietato, non lo reputo plausibile.
Per diventare guarda-macchina, in Italia, devi conoscere oppure possedere la giusta raccomandazione.

Chi meglio di mamma o papà?

Napoli e l'assuefazione al parcheggiatore abusivo

Perchè si diventa parcheggiatore abusivo?

Un giovane disoccupato, per mandare avanti la famiglia, fa necessità virtù.
La società civile non gli garantisce un lavoro normale, dunque, per sopravvivere, organizza la sua attività imprenditoriale.

Che trattasi di estorsione ai danni di cittadini onesti, poi, al giovane disoccupato, nulla interessa.

A Napoli, il guarda-macchina è un lavoro antico, accettato come normale da molti, contrastato con azioni eclatanti dalle forze dell’ordine ma, vista la realtà dei fatti, con risultati mediocri.

Il fenomeno è duro a morire ed il sinistro personaggio è parte integrante del decoro urbano.

Perché si diventa (e si tollera) il parcheggiatore abusivo?
Per non spingere queste persone verso lidi più pericolose: un guarda-macchina in più, un possibile delinquente in meno.

L’alibi è servito.

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Parcheggiatore abusivo, quando sparirai?

Ai tempi del contrabbando di sigaretta, valeva la medesima equazione impossibile: tolleriamo i contrabbandieri di bionde per non trasformarli in futuri assassini.

Un mantenimento della quiete pubblica opinabile, una stato sociale basato sull’assurdo.

Eppure, il fenomeno del contrabbando di sigarette, si è spento.
Merito di qualche legge speciale?

Perché contro la piaga quotidiana del parcheggiatore abusivo, non si agisce con la medesima determinazione?

Un paese normale, può definirsi tale se fuori ad un cinema, al teatro, in pizzeria o al Pronto Soccorso, ti attende puntuale un tizio che ti minaccia per estirparti due euro? (spesso sotto lo sguardo indifferente/impotente dei Vigili Urbani)

Vorrei porre queste domande al diretto interessato.
Sarei curioso di ascoltare il suo pensiero.

Io non ne conosco nessuno, li osservo ogni giorno mentre mi reco in ufficio in sella alla e-bike.
Operano alla luce del sole, con sfrontatezza, certi di non essere puniti, in ogni angolo della città.

Prima o poi, intervisterò uno di questi «mostri» metropolitani.


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Quando al cinema si fumava e la politica intervenne (bene)

Italia, la legge antifumo (Sirchia, 2003)

La pellicola scorre sul grande schermo ma la magia del cinema è inquinata dalla nicotina che, come una nebbia nefasta, cala sugli spettatori inermi.
In sala, i fumatori sono liberi di incenerire l’aria come e quando vogliono: nessuna legge impedisce loro di accendere e spegnere le sigarette nei locali chiusi.

Anche il sottoscritto ricorda queste scene di ordinaria follia quando, da bambino, tra l’emozione di ET che telefonava casa, le risate con zio Bud in difesa dei più deboli e Rocky che metteva al tappeto Apollo, il cinema si trasformava ben presto in una sauna di fumo passivo.

Oggi, a distanza di qualche anno, è inconcepibile vedere un professore fumare in classe, accendere una sigaretta al cinema o in un locale chiuso.

Perché in Italia è in vigore la Legge Sirchia del 2003.

La legge Sirchia ed il divieto di fumare nei locali chiusi (2003)

La politica del buon senso

La Legge Sirchia è il giusto compromesso tra la politica ed il buon senso.
Un principio semplice e rivoluzionario:

è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico

Ecco cosa ci si attende dalla politica: che operi in difesa di tutti i cittadini, a favore del bene comune, a partire dalle piccole, grandi questioni quotidiane.
Oltre gli schieramenti ciechi (e strumentali) dei partiti.

E la Legge Sirchia è un esempio di buona politica.

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Chi votare il 4 marzo?

Alle prossime (e vicine) elezioni del 4 marzo, chi votare?

La sinistra? Il centro destra?
Il minestrone riscaldato? 
La zuppa acchiappa-voti?

Basta con i fiumi di parole.
Ho deciso: voterò chi incarna lo spirito della Legge Sirchia.

Premierò la buona politica.


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La classifica delle piccole inciviltà metropolitane

Inciviltà ed assuefazione

L’inciviltà delle persone suscita, nel cittadino perbene, molteplici reazioni tutte negative: indignazione, rabbia, impotenza sono i sentimenti più comuni.
Non desidero nemmeno scomodare i drammi che da sempre devastano il Pianeta, mi riferisco a quei volgari, fastidiosi gesti di uso quotidiano ad opera di maleducati che infestano le nostre città peggio delle zanzare d’estate.

Abitudini oramai accettate, imprese ignobili ed irrispettose verso la collettività, misere azioni vigliacche di cafoni metropolitani.

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La mia personalissima classifica

Chi vuole può aggiungere altre piccole, tremende «mostruosità».: ogni suggerimento sarà ben accetto.

9 il vicino di casa che di notte ascolta la musica (o vede la TV) con un volume talmente alto che sembra di averlo in camera vicino vicino
8 l’auto parcheggiata sul marciapiede che ostacola il passaggio di un carrozzino oppure ne ostruisce lo scivolo per scendere/salire dalla strada
7 le tristi testimonianze post picnic (al mare o in montagna il risultato non cambia: un tappeto di rifiuti non raccolti)
6 errore (voluto) del cassiere del supermercato di fiducia nel dare il resto della spesa: sempre a nostro discapito
5 il furbetto che si intrufola per non rispettare la fila (alla posta o dal salumiere, il concetto è il medesimo)
4 riempire il bidone della raccolta differenziata sotto il portone di casa nei giorni non stabiliti dal calendario

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3 la minacciosa richiesta di un euro da parte del parcheggiatore abusivo
2 gettare il pacchetto di sigaretta (bottiglia di plastica, fazzolettino di carta o altro piccolo rifiuto) dal finestrino dell’auto in corsa
1 gettare il pacchetto di sigaretta (bottiglia di plastica, fazzolettino di carta o altro piccolo rifiuto) dal finestrino dell’auto bloccata nel traffico

PS: ringrazio il maleducato di turno che si è sbarazzato del pacchetto di sigarette vuoto (allego foto) per l’ispirazione fornita

Il fumo uccide, l'inciviltà che aiuta a prevenire


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